Nell’ultimo numero di DafDaf, che si apre con il consueto Buon CompleANNO! in occasione del sedicesimo anniversario del numero zero e dell’inizio del nuovo anno ebraico, il 5787, due libri avvicinano i giovani lettori alle prime due feste del calendario. Sono A Turkish Rosh haShanah, scritto da Etan Basseri e illustrato da Zeynep Özatalay e I’m Sorry for the Bagel Burps: A Yom Kippur Apology scritto da Jacob Sager Weinstein e illustrato da Jason Kirschner. Dal mercato di Istanbulfra gatti e benedizioni ai bisticci fra fratelli: due storie che fanno sorridere e fanno pensare.
Buona lettura!
ada treves
A Turkish Rosh haShanah
Rafael e i suoi cugini accompagnano Nona al mercato di Istanbul, ma non stanno semplicemente facendo la spesa: stanno raccogliendo le benedizioni per il nuovo anno ebraico. Mele, porri e un pesce intero riempiranno i loro cestini, Nona prende, barbabietole, zucca e datteri.
Fanno parte di una famiglia sefardita che si prepara a celebrare Rosh haShanah con un seder speciale, composto da cibi simbolici, desideri e benedizioni, e qualche piccolo imprevisto. Rafael è gentile e protettivo, il piccolo León è tranquillo e timido, mentre Alegra è coraggiosa.
Sulla via del ritorno i cugini incontrano un bullo, ma Alegra gli tiene testa, e il bullo viene alla fine sconfitto dalla sua allergia ai gatti, che sciamano attorno agli scarti di pesce lì vicino.
In A Turkish Rosh haShanah, scritto da Etan Basseri e illustrato da Zeynep Özatalay (e pubblicato da Kalaniot Books), ci sono anche dei melograni che diventano più dolci se si canta loro una canzone, una bimba ha paura dei gatti, e una famiglia che cerca di organizzare il seder di Rosh haShanah. Le cose si complicano, ma grazie a coraggio, gentilezza e alla collaborazione familiare tutto finisce bene.
Il racconto, ispirato alle tradizioni degli ebrei di Turchia, contiene alcune espressioni in ladino, una lingua poco conosciuta ma ricca di storia
Il ladino

Noto anche come giudeo-spagnolo, nacque tra gli ebrei sefarditi della penisola iberica, tra il XIII e il XV secolo, ed era una varietà dell’antico castigliano, arricchita da elementi ebraici, aramaici, arabi, turchi, greci e italiani.
Dopo l’espulsione degli ebrei dalla Spagna, nel 1492, la lingua ha viaggiato insieme agli ebrei che si spostavano verso l’Impero ottomano, il Nord Africa, i Balcani e, più tardi, le Americhe e Israele.
Scritto tradizionalmente in caratteri ebraici, il ladino ha conservato per secoli una sorta di memoria linguistica della Spagna medievale, ed è diventato lingua quotidiana, ma anche lingua della poesia e del canto, e soprattutto della traduzione dei testi sacri.
È una lingua della diaspora, capace di trasformare l’esilio in una forma di continuità culturale.
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I’m Sorry for the Bagel Burps: A Yom Kippur Apology
Benjiamin ha un fratello maggiore che si chiama Aaron, che per la prima volta è abbastanza grande da osservare il digiuno di Yom Kippur.
Inizia così I’m Sorry for the Bagel Burps: A Yom Kippur Apology, il racconto scritto da Jacob Sager Weinstein e illustrato da Jason Kirschner(pubblicato da Penguin young readers), il titolo in italiano potrebbe essere tradotto con Scusa per i rutti al bagel: una storia di Kippur
Aaron è molto orgoglioso di questa cosa e continua a vantarsi con tutti, dicendo di essere più grande e più maturo del fratello minore, e riesce a esasperare Benji.
Così Benji decide di fargliela pagare mostrando per tutto il giorno che lui invece può mangiare e lo provoca in tutti i modi: gli fa sentire un rutto al profumo di formaggio cremoso, si presenta davanti a lui con la bocca piena di gelato e inventa ogni piccolo dispetto possa rendere ancora più difficile ad Aaron sopportare la fame.
Alla fine, però, esagera e la mamma interviene e gli dice di chiedere subito scusa, ma Benjamin, invece, sbatte la porta e si rifiuta di parlare.
Quella sera, in sinagoga, mentre il rabbino suona lo shofar, a Benjamin vengono in mente tutti i momenti in cui Aaron gli è stato davvero vicino e lo ha aiutato:
Ma Yom Kippur è anche il momento in cui si riflette sui propri errori, si chiede perdono e si cerca di rimediare al male fatto agli altri, riuscirà Benji a trovare il modo di chiedere scusa ad Aaron? Aaron sarà disposto, a sua volta, a riconoscere i propri torti?