Dal 9 all’11 ottobre il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara ospiterà la 17esima edizione della Festa del libro ebraico. Il tema scelto come filo conduttore è “Famiglie. Un romanzo privato”. Nel corso della rassegna si parlerà così di famiglia come «il calore di una rete umana che ti accoglie, il conforto e, allo stesso tempo, il disagio di ereditare un’identità precostruita», ma anche di nucleo famigliare come «nido» o scatola «che rischia di diventare troppo piccola e affollata», di famiglia come «generatrice di concetti in evoluzione» e di famiglia come «prima fonte di cura, prima cicatrice per ciascuno di noi». E ancora di famiglia come nucleo narrativo «per eccellenza» partendo dal testo biblico per arrivare alla contemporaneità, in un viaggio che toccherà anche le grandi saghe familiari ottocentesche. «Vogliamo raccontare la famiglia nelle sue sfaccettature», dichiara il direttore del Meis, Amedeo Spagnoletto.
Nella prima giornata, riservata alle scuole superiori, uno dei libri protagonisti sarà Elogio dell’imperfezione (ed. Baldini+Castoldi) di Rita Levi-Montalcini. Sul testo si soffermerà in due appuntamenti per gli studenti Piera Levi-Montalcini, nipote dell’autrice. L’occasione è il quarantesimo anniversario dal conferimento del Nobel per la Medicina alla scienziata torinese, la cui figura sarà al centro della serata successiva, il 10 ottobre alle 21, di un live podcast assieme a Sofia Assante. Sempre il 9, invece, una classe di scuola elementare si confronterà con La storia di Clara (Biancoenero edizioni) di Vincent Cuvellier e due classi delle medie con La prova (Pelledoca editore) di Luisa Mattia.
La giornata culminante della Festa del libro ebraico sarà domenica 11. Alle 15.30 è prevista la presentazione del libro Ebrei senza saperlo (Raffaello Cortina Editore) di Lucetta Scaraffia, in dialogo con lo storico Giovanni Maria Vian e con la presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea locale, Anna Maria Quarzi, mentre alle 16.45 le scrittrici Nadia Terranova e Ilaria Gaspari animeranno l’incontro Intermittenze famigliari. Natalia Ginzburg e Marcel Proust e alle 18 l’autore israeliano Assaf Gavron parlerà con l’editore Shulim Vogelmann di Giuntina e con la giornalista e scrittrice Anna Momigliano del suo ultimo romanzo Seguendo le tracce. La giornata conclusiva del festival si aprirà alle 11 con Brunch e notizie: una rassegna stampa a cura di Cristiano Bendin, capo della redazione ferrarese de Il Resto del Carlino con colazione offerta al pubblico. Alle 11.30 si terrà Mishpachot, una passeggiata in città alla scoperta delle famiglie ebraiche ferraresi “reali e letterarie”, in collaborazione con la Fondazione Giorgio Bassani e con l’intervento di Enrico Melli, Marcello Azzi e Baruch Lampronti.
Nel finale di giornata è inoltre prevista la consegna del Premio Kavod, riconoscimento destinato a personalità italiane e straniere che si sono distinte «nel loro impegno per far conoscere e crescere» il Meis. Il vincitore di quest’anno è don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio Nazionale per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso della Conferenza Episcopale Italiana.
Ferrara
Al festival del Meis protagoniste le famiglie, “un romanzo privato”