Il tentato attentato sul volo Flydubai diretto a Tel Aviv non deve compromettere i collegamenti tra Israele e gli Emirati Arabi Uniti. È l’appello dell’ambasciatore israeliano ad Abu Dhabi, Yossi Shelley, intervenuto mentre compagnie e autorità stanno riorganizzando le tratte tra i due Paesi. «Per sei anni gli emiratini ci hanno sostenuto. Quando nessuno voleva volare e il Paese era completamente chiuso, hanno dato tutto. Non si può chiudere per un solo episodio», ha dichiarato a Kan Reshet Bet.
L’incidente ha già modificato i collegamenti tra Israele e gli Emirati. Emirates ha sospeso la vendita dei voli per Tel Aviv operati dalla compagnia partner Flydubai. Chi ha acquistato un viaggio con scalo a Dubai non può quindi partire dall’aeroporto di origine; i passeggeri già in viaggio verso Dubai saranno assistiti fino all’arrivo in Israele. La misura era stata annunciata «fino a nuovo avviso». N12 riferisce di un’intesa tra Emirates e il ministero israeliano dei Trasporti: la sospensione terminerà quando saranno autorizzati i voli delle compagnie israeliane tra Israele e Dubai. Le prime partenze sono previste per il 2 ottobre, ma manca ancora il via libera definitivo: El Al e Arkia intendono operare due collegamenti settimanali con gli Emirati, sospesi da circa sei mesi a causa del conflitto con l’Iran.
Le scelte dei viaggiatori israeliani
Il caso Flydubai potrebbe produrre effetti più duraturi sulle scelte dei viaggiatori. «Le compagnie israeliane saranno certamente più popolari», prevede sulla testata economica Globes Uzi Freund-Feinstein, esperto di aviazione e docente di gestione del turismo del Kinneret Academic College. «Gli israeliani hanno visto che cosa è accaduto su quel volo e mi aspetto uno spostamento consistente della domanda verso i vettori nazionali».
Una prima reazione è arrivata dalla Borsa: le azioni di El Al sono salite del 4,05%, quelle di Israir del 4,20%. Per Freund-Feinstein, la crescente diffidenza verso le compagnie straniere potrebbe tradursi anche in un aumento dei prezzi dei biglietti e della redditività dei vettori israeliani.
Lo spostamento della domanda incontra però diversi limiti. Le compagnie israeliane non servono direttamente tutte le destinazioni raggiunte dai concorrenti stranieri. Inoltre, ricorda l’esperto, utilizzano spesso aerei noleggiati insieme ai relativi equipaggi: una pratica molto diffusa in Arkia, frequente in Israir e presente anche in El Al. «Scegliere una compagnia israeliana non significa necessariamente volare su un aereo con equipaggio israeliano».