Dai giornali di oggi

Bokertov 2 ottobre 2026

La mancata strage del volo Dubai-Tel Aviv resta in primo piano. Il co-pilota è un islamista radicalizzato, ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una intervista con Fox News. Ancora non è chiaro se si debba parlare di “lupo solitario” o se alle spalle ci fosse un’organizzazione o un regime, ad esempio l’Iran. Come riporta La Stampa, fonti della sicurezza israeliana hanno dichiarato di ritenere che «abbia agito da solo e che non esista al momento indicazione di una regia iraniana». Per Repubblica, «sul movente che ha spinto il primo ufficiale omanita ad aggredire il pilota Smit Machchhar con un oggetto tagliente, forse un coltello o forse un’ascia da emergenza, sono più le domande che le risposte».
Alcuni quotidiani tracciano un profilo del capitano, celebrato come un eroe in India e in Israele. «Ha dimostrato un immenso coraggio e una determinazione senza esitazioni nel cercare di proteggere le vite degli altri», ha detto il primo ministro indiano Narendra Modi. Dal suo canto, riporta il Corriere della Sera, Netanyahu «lo ha esaltato assieme ai passeggeri che hanno preso l’iniziativa dopo che una donna aveva lanciato l’allarme per le urla provenienti dalla cabina».
Nel frattempo la polizia inglese ha arrestato un uomo con la cittadinanza iraniana-britannica e ne ha indagato un secondo a piede libero per il fallito attentato alla base di Fairford in dotazione all’esercito statunitense. «Nonostante il rilascio e gli aspetti nebulosi/contraddittori il caso è riemerso in parallelo con dramma del volo FlyDubai», osserva il Corriere. A detta del neo premier di Londra, Andy Burnham, «ci sono forti indicazioni su un ruolo dell’Iran nell’azione sventata».

Sul Riformista, in un articolo intitolato “Dirottati mentali”, Claudio Velardi biasima il modo in cui una parte della stampa ha affrontato la vicenda del FlyDubai. «Se sull’aereo ci fossero stati 166 italiani, nessuno avrebbe parlato di lite. Ma quando una notizia riguarda Israele, la realtà passa per un filtro ideologico che ne rovescia il senso. La vittima diventa sospetta, il soccorso diventa propaganda, l’aggressore diventa un dettaglio da verificare». Sulla stessa lunghezza d’onda una riflessione di Alberto Giannoni, sul Giornale, su “Complotti e settarismo di massa”. Purtroppo, osserva Davide Romano sul Tempo, «c’è chi cede alla logica dei terroristi, ed è sempre pronto a giustificare o idealizzare ogni massacro».

«Celebrare il 7 ottobre come un atto di “resistenza” è qualcosa di moralmente inaccettabile», dice al Resto del Carlino il presidente della Comunità ebraica di Bologna, Daniele De Paz, commentando un’iniziativa in tal senso organizzata in città dai Giovani Palestinesi. Per De Paz, «è come se dei neonazisti celebrassero l’eccidio di Marzabotto: significa trasformare il massacro deliberato di civili, donne, anziani e giovani in un gesto da rivendicare e assumere come esempio».

«Ai malati le briciole, ad Hamas i milioni». Il Giornale illustra «il meccanismo di finta beneficenza guidato da Mohammad Hannoun e dall’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese» smascherato dalla Procura di Genova.

Due cittadini di origine nordafricana accusati del pestaggio del rabbino Tzemach Mizrachi a Milano sono stati espulsi dall’Italia e rimpatriati. Lo ha annunciato su X il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. L’aggressione, ricorda Libero, aveva provocato «una forte indignazione» per le modalità con le quali era avvenuta.

Fiamma Nirenstein parla sul Giornale di “Naza” e «le sue bugie antisemite». Il film, sostiene la giornalista, spiega che gli ebrei «vogliono il sangue dei bambini…come il primo blood libel, l’uso del sangue infantile negli azzimi di Pasqua». Il Foglio riporta il testo della dettagliata replica dell’esercito israeliano a “Naza”. Per Giuliano Ferrara, che lo commenta, è «un testo scritto con senso di responsabilità» ma «non senza un giusto orgoglio, di fronte a accuse così ciniche, il lettore troverà riassunto il vasto campionario della bugia umanitaria, a vantaggio di camera e di buio propagandistico, e della verità umana di un dramma che purtroppo continua ma che era inevitabile dopo il 7 ottobre, e per questo tragico».

Il Riformista dà appuntamento al 5 ottobre in Senato per la presentazione del libro La nuova accusa del sangue dell’ambasciatore israeliano negli Usa, Yechiel Leiter. L’obiettivo «è aprire una discussione pubblica sul significato del 7 ottobre, sulla persistenza dell’antisemitismo e sulle nuove forme attraverso cui l’antica accusa del sangue torna a manifestarsi nel dibattito contemporaneo».

Il Corriere riporta le parole pronunciate ieri da Liliana Segre durante l’evento “Seppellite il mio cuore a Tel Aviv” nella Sala Buzzati del quotidiano milanese. «Morirò nell’indifferenza generale», ha affermato la senatrice a vita.

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