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La fine, un nuovo inizio

La fine, un nuovo inizio

Ci sono feste che nei libri per giovani lettori compaiono pochissimo: ci sono tante storie su Rosh haShanah e Kippur, e soprattutto su Purim, molte meno su Sheminì Atzeret e Simchat Torah.

Maya Prays for Rain (Maya prega per la pioggia), scritto da Susan Tarcov e illustrato da Ana Ochoa, e pubblicato da Kar-Ben, è una eccezione.

È un giorno di sole, è autunno, e nel quartiere dove vive Maya tutti sono all’aperto, impegnatissimi in qualche attività, tra chi sta liberando delle giovani farfalle e chi organizza una caccia al tesoro: ci sarà una festa di compleanno.

Ma Maya ha scoperto che oggi è Sheminì Atzeret, il giorno in cui nelle comunità ebraiche si prega per la pioggia.

E la pioggia, se arrivasse, rovinerebbe la giornata a Maya e a tutti i suoi vicini. Così decide di correre ad avvisarli. Per fortuna arriva il suo rabbino, che riesce a tranquillizzarla, e alla fine scopre che non era necessario preoccuparsi.

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Simchat Torah is here, di Miriam Stern, è parte di una serie: i gemelli David e Hannah hanno sei anni, e in ogni libro grazie alle loro avventure i lettori imparano qualcosa su una festa ebraica.

In questo volume scopriamo che ogni autunno un tintinnio d’argento risuona nelle sinagoghe, insieme al fruscio del velluto e a balli e canti pieni di gioia.

Per dei bambini così piccoli, però, l’eccitazione della festa, tra la folla che balla con i rotoli della Torah, si accompagna a un po’ di timore…

Le pagine di Simchat Torah Is Here servono proprio a questo: prendono i lettori per mano e li accompagnano una pagina alla volta: i protagonisti della storia imparano a preparare le decorazioni per la festa, come è fatto un rotolo della Torah, e arrivano a ballare senza paura.

Si scopre così che la storia non finisce mai: unire l’ultima lettera, lamed con la prima, bet, porta alla parola lev, cuore, perché ogni fine è anche un nuovo inizio.

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Anche Simchat Torah Is Coming!, scritto da Tracy Newman e illustrato da Viviana Garofoli, e pubblicato da Kar-Ben, accompagna i lettori alla scoperta di una delle feste più allegre: in sinagoga è tempo di canti, di musica e di danze.

I rotoli della Torah sono i protagonisti di giri festosi in sinagoga e tutta la comunità balla con loro, Simchat Torah non è soltanto una festa per concludere un ciclo: è anche un nuovo inizio.

In questo giorno termina il ciclo annuale di lettura della Torah e, subito dopo, si ricomincia dalla prima pagina. I protagonisti (e il loro cane!) e le loro vicende sprigionano tutta l’energia di una festa vissuta insieme in allegria fra gesti, oggetti e tradizioni.

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Sheminì Atzeret e Simchat Torah

Con la festa di Sheminì Atzeret si conclude il ciclo delle solennità di Tishrì iniziate con Rosh haShanah. In Israele questo giorno coincide con Simchat Torah, la festa in cui si conclude e si ricomincia  il ciclo della lettura annuale della Torah, che nella Diaspora invece è un giorno di festa a sé stante. Dal IX secolo si è diffusa la cerimonia delle hakkafot: si estraggono tutti i sefarim dall’aron hakodesh, e si fanno sette giri intorno a un sefer posizionato al centro del bet hakeneset.

Le hakkafot ricordano l’invocazione della pioggia e la caduta dei nemici, come quando a Gerico sette giri fecero crollare le mura della città, e la ricerca di un contatto più diretto con la Torah.

Dice rav Israel Salanter: “Ciò che lo stupido non raggiunge a Yom Kippur durante la preghiera di Neilà, lo raggiunge il saggio a Simchat Torah per mezzo della gioia”.

Secondo il midrash l’Eterno, dopo tanti giorni “trattiene” il popolo di Israele per un giorno in più proprio per godere di una dimensione più intima, senza mitzvot specifiche ma solo per la gioia di stare assieme. Come una persona che offre una grande festa e alla fine chiede agli amici più intimi di restare ancora un po’.

Per approfondimenti giochi e lezioni: www.zeraim.it

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