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Tabernacolo…

Le letture bibliche delle prossime settimane ci illustrano una dettagliata relazione sulla costruzione del Tabernacolo, il Santuario mobile nel deserto. L’esegesi rabbinica vede nel Tabernacolo un microcosmo che simboleggia l’intera creazione della cui elevazione e santificazione l’uomo ha la responsabilità. Anche gli stessi oggetti e arredi del Tabernacolo corrispondono a un aspetto della creazione e quindi rappresentano il paradigma di qualcos’altro. La ritualità quotidiana del Santuario è scandita dal concetto del Tamid, Sempre, che ci dà il senso della permanenza. Uno dei messaggi più forti che ci trasmette la vita che si svolge nel Santuario è quello della permanenza dei valori nella loro successione temporale e nella loro elevazione. Più si usa una cosa e più questa sale di sacralità, una durata senza usura. Questa permanenza è garantita da un certo tipo di rapporti interpersonali, di collaborazione fra tutti gli operatori che sono solidali intorno a un progetto comune. Dal paradigma del Santuario questi modelli costituiscono, anche ai nostri giorni, il presupposto per la permanenza – continuità delle nostre istituzioni, imparando a non guardare sempre e solo al proprio orticello.

Roberto Della Rocca, rabbino