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solitudine…

Scrivere senza contraddittorio fa sentire un po’ soli. Defraudata del dialogo e del confronto, la scrittura monocratica ci priva del gusto stesso del pensiero. Il silenzio dell’altro rende tiranniche le tue idee; e le sue idee, a loro volta, danno voce alla loro tirannia in qualche altra sede. Non c’è nulla di più democraticamente bello che incrociare le spade del libero esercizio intellettuale per procedere insieme verso quelle piccolissime, sempre diverse, sempre discutibili verità che l’esistenza ci concede. La tenzone, tuttavia, esige che i duellanti si attengano a due regole: l’onestà e il rispetto dell’avversario. Sempre che non si preferisca il solipsismo: come giocare a ping pong da soli, gratificati dalla magra vittoria sulla propria immagine riflessa nello specchio.

Dario Calimani, anglista