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“Torah e Repubblica, c’è bisogno di noi”

Speranza e orgoglio in un momento di dolore e difficoltà, un ebraismo consapevole dei suoi valori, della sua storia e della sua bandiera e consapevole del proprio dovere di offrire questi valori a un’Europa che ne ha bisogno – è un composito intreccio identitario quello presentato dal Gran Rabbino di Francia Haim Korsia nei suoi interventi al Moked di Milano Marittima, a cui ha partecipato come ospite d’onore internazionale.
Molte le domande nell’animo di chi ha assistito da fuori ma da vicino agli attacchi terroristici alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo e al supermercato Hypercacher sui sentimenti del mondo ebraico francese e sulle responsabilità dei suoi leader, sull’ondata di emigrazione verso Israele di tanti giovani e tante famiglie e sulla situazione di chi invece resta in Francia, a cui rav Korsia ha risposto presentandosi allo stesso tempo e con uguale vigore come guida spirituale di un ebraismo ferito ma forte e come cittadino francese fiero e attivo.
“Ogni volta che non mi sento sicuro di qualcosa, cerco la risposta nella Torah”, ha affermato rav Korsia, nei cui discorsi compaiono con costanza passi dal Talmud e dalla Torah citati a memoria. “Questi sono i miei valori, ma lo sono anche e indissolubilmente quelli della Repubblica in cui vivo – libertà, uguaglianza e fraternità – che si dà il caso siano profondamente condivisi dall’ebraismo”, ha aggiunto.
(Nell’immagine, il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, il presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia Giuseppe Momigliano, il Gran rabbino di Francia Haim Korsia, il rav Roberto Della Rocca e il maskil Gadi Piperno)