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Il rav e la scoperta del sistema decimale
Bonfis, il rabbino matematico

Schermata 06-2457204 alle 14.14.37Non si può indicare con certezza chi abbia concepito per la prima volta il sistema decimale, pietra miliare della matematica, anche se l’ipotesi più probabile è che sia stato ideato in India intorno al VI secolo.
Di certo, ad essere uno dei suoi pionieri e affascinati studiosi fu un rabbino, Immanuel Ben Jacob Bonfils, attivo nella Francia medievale. Eclettico scienziato, il rabbino è stato protagonista di uno studio di George Sarton e Salomon Gandz del 1936 pubblicato dalla University of Chicago Press intitolato “The invention of Decimal Fractions and the Application of the Exponential Calculus by Immanuel Bonfils of Tarascon (1350)” nel quale viene tradotto dall’ebraico e riproposto il suo trattato manoscritto sull’argomento conservato alla Bibliothèque Nationale di Parigi.
Un lavoro, quello di Bonfils, ritenuto da Sarton rivoluzionario perché consisterebbe nell’introduzione di un apparato simbolico per il sistema decimale ed una sua corretta applicazione. Ma, allertano i matematici di oggi, la questione è molto più complessa, controversa e non può essere riassunta con la frase sensazionalistica “Un rabbino del Medioevo ha inventato i decimali”.
In termini più semplici, spiega Daniel Disegni, che insegna matematica alla Università McGill di Montreal, “Bonfils aveva ‘quasi’ capito che per fare, ad esempio, “due + tre quarti + due quinti” conviene scrivere ‘2.00 + 0.75+ 0.40’, che è quello che chiameremmo sistema decimale. Però solo ‘quasi’ perché non aveva inventato il modo di scrivere i numeri con la virgola e quindi avrebbe detto: due unità + (sette parti prime + cinque parti seconde) + (quattro parti prime)”.
Immanuel Ben Jacob Bonfils nacque nel 1300, visse e insegnò prima ad Orange e poi a Tarascona. Matematico, fisico e astronomo, studiò i lavori di Gersonide (Levi Ben Gershon, ebreo proveniente dalla Languedoc conosciuto per il suo lavoro pionieristico nel campo della trigonometria e l’algebra) e del matematico e astronomo arabo Al Battani. Come un doctus del suo tempo, si occupò di studi astronomici scrivendo nel 1365 il Sepher Shesh Kenaphayim, il Libro delle sei ali, nel quale forniva istruzioni sulle eclissi solari, le posizioni lunari e dava indicazioni precise relative al calendario ebraico. Il titolo fa riferimento ai serafini nominati dal profeta Isaia. Tra le sue opere, anche un trattato riguardo il rapporto tra diametro e la circonferenza nel quale si riallaccia ad un passaggio del Sefer Yetzirah, il Libro della Creazione, alla base dell’esoterismo ebraico e considerato anche la fonte dalla quale partire per poter costruire un Golem. “Più che lo studio sul sistema decimale ad essere veramente interessante – conclude Disegni – sembrerebbe proprio il suo operato in campo astronomico”.

Rachel Silvera

(30 giugno 2015)