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Fioroni a Pagine Ebraiche
Aldo Moro, le Br e i palestinesi
Tanti i nodi ancora da sciogliere

giuseppe-fioroniSono tanti gli interrogativi che si aprono dopo quanto dichiarato da Bassam Abu Sharif, ex uomo di vertice del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), davanti alla Commissione bicamerale d’inchiesta sulla morte di Aldo Moro. Due, ribadisce a Pagine Ebraiche il presidente della Commissione Giuseppe Fioroni, gli elementi di interesse emersi dall’audizione di Abu Sharif: “il fatto che l’Fplp ritenesse già nel 1975 la seconda generazione delle Brigate Rosse inaffidabili perché ritenute infiltrate dagli americani, dai servizi” e “l’assoluta novità dell’ammissione della presenza di ‘compagni europei’ nei campi palestinesi: Sharif dice infatti che ‘i nostri campi profughi palestinesi erano pieni di giovani europei, che venivano per fare i medici, per aiuti umanitari, per fare istruzione e per combattere ma contro i nostri oppressori’”. Quest’ultimo punto apre ulteriori interrogativi: chi sono questi combattenti europei? Quanti sono italiani? Dove sono ora? Fioroni sottolinea che l’ex uomo della Fplp non ha precisato e la Commissione non può indagare su quel fronte perché non fa parte del caso Moro. Ma rimane l’interesse di conoscere meglio volti e storie di chi, negli anni in cui i palestinesi si lanciavano in una sanguinosa azione terroristica mondiale (dalla strage di Monaco ’72, passando per quella di Fiumicino del ’73 al dirottamento di Entebbe del ’76, fino all’attentato alla sinagoga di Roma del 1982), decise di sostenerne la causa. Per la Commissione questo capitolo è chiuso, spiega Fioroni: “quanto volevamo sapere da Bassam Abu Sharif, l’abbiamo ottenuto”, tra cui la promessa di cercare negli archivi della Fplp il documento che sarebbe un’indiretta conferma del cosiddetto Lodo Moro: l’accordo tra Italia e palestinesi perché, dopo la strage di Fiumicino del 1973, il nostro Paese non venga più coinvolto in attentati terroristici. “Sharif ha dichiarato che dopo la vicenda di Fiumicino iniziarono una serie di contatti tra l’intelligence italiana e la sicurezza palestinese – afferma Fioroni – che sfociarono in un documento di impegno unilaterale firmato dal dottor Habbash (George, leader del Fplp) per mettere al sicuro l’Italia da eventuali attacchi terroristici, ritenendolo solo un paese di transito. Questo documento, ci ha detto Sharif, venne dato al capo del Sismi Giovannone che lo portò in Italia ‘e voi ne avete copia’. A questo punto vari membri della commissione hanno interrotto l’audizione, spiegando che nessuno ha mai visto questo documento unilaterale”. Sharif, che non fa più parte del Fronte palestinese e che è stato consigliere politico di Arafat e di Abu Mazen, a questo punto ha dichiarato che, una volta rientrato, avrebbe cercato negli archivi del Fplp.

Daniel Reichel @dreichelmoked

(29 giugno 2017)