conflitti…

Inter arma silent leges!
Questo detto latino esprime il concetto per cui in guerra non esiste legge e che l’uomo è libero di dar sfogo ai suoi istinti primordiali.
Quanto l’etica della Torah possa essere lontana da questo lo dimostrano le regole di ingaggio in situazioni di conflitto esposte nelle letture della scorsa e di questa settimana (Shofetim e Ki Tetzè). Tali norme insegnano che neanche in questi casi, dobbiamo venir meno alla nostra condizione di esseri umani, che hanno la possibilità di intendere e che la guerra porta morte e distruzione sia nei vinti sia nei vincitori. Chi riuscirà a mettere in pratica questa etica, cioè che anche nei conflitti si mantenga la nostra umanità, specialmente nei nostri giorni, aiuterà l’avvicinarsi del tempo profetizzato da Michea (4:3): …dalle loro spade forgeranno vomeri, dalle loro lame, falci. Nessuna nazione alzerà la spada contro un’altra nazione e non impareranno più l’arte della guerra.

Adolfo Locci, rabbino

(3 settembre 2017)