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Qui Milano – Il J’accuse di Polanski

Sala gremita al Cinema Orfeo per l’anteprima del film di Roman Polanski “L’ufficiale e la spia”, dedicato alla nota vicenda dell’ufficiale ebreo francese Alfred Dreyfus e la congiura antisemita ai suoi danni. A promuovere l’iniziativa, il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano assieme a Distribution Rai Cinema, Progetto Dreyfus, Solomon Osservatorio sulle Discriminazioni, Edizioni Mamash. Per l’occasione è stata distribuita la stampa del famoso articolo “J’accuse” firmato dallo scrittore Emile Zola in difesa di Dreyfus. “…Mi espongo deliberatamente. Quanto alle persone che accuso, non le conosco, non le ho mai viste, non nutro nei loro confronti, né rancore né odio. Sono per me solo semplici entità, delle menti socialmente perniciose. E l’atto che qui compio è soltanto un mezzo per accelerare l’esplosione della verità e della giustizia”, scrisse Zola, richiamato nella serata milanese con il film di Polanski che in originale si intitola proprio J’accuse. Un’occasione, la proiezione della pellicola premiata all’ultimo Festival di Venezia, per riflettere anche oggi sul pregiudizio antisemita. “L’antisemitismo – spiegava su queste pagine il direttore del Cdec Gadi Luzzatto Voghera – come arma politica divenne allora e sempre più una pratica quotidiana che preparò il terreno agli esiti cui si dovette assistere all’epoca delle persecuzioni fasciste e naziste. Allora fu la forza di alcuni settori della società civile a denunciare l’uso distorto delle parole e della storia e ad ottenere una vittoria della civiltà giuridica e del diritto sulla prevaricazione violenta delle parole e delle azioni. Un grande insegnamento per provare a curare le nostre miserie quotidiane”.