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Scuola tra inizi e possibili rinvii

A cinque giorni dalla ripresa delle lezioni in 13 regioni, ci sono istituti che chiedono di posticipare di una settimana la riapertura delle scuole (cinque regioni hanno già chiesto e ottenuto di riaprire il 24 settembre). Le richieste arrivano soprattutto dal Lazio e Liguria, spiega il Corriere della Sera, e dalle scuole che non sono riuscite a garantire tutte le misure anticontagio a tutela di studenti e insegnanti. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che stamattina terrà un’informativa alla Camera, ieri in Senato ha replicato che “il rischio zero non esiste”.

Israele-UAE, appuntamento al 15 settembre. Israele e gli Emirati Arabi Uniti firmeranno il loro storico accordo per la normalizzazione delle relazioni nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca il 15 settembre, riportano i media israeliani. I funzionari statunitensi hanno detto che le delegazioni di entrambi i Paesi saranno probabilmente guidate dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu e dal Ministro degli Esteri Emirati Abdullah bin Zayad.

“Italia al fianco del Libano”. “L’Italia ci sarà e continuerà a esserci in questa attività di sostegno, ma occorre che il popolo libanese riesca a esprimere con determinazione e con coraggio una visione chiara verso questo percorso riformatore”, parole del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ieri in visita a Beirut. Sulla falsa riga di quanto chiesto dal Presidente francese Emmanuel Macron, Conte, per garantire gli aiuti, ha invitato il Libano a darsi un nuovo governo e avviare una riforma strutturale. Il Sole 24 Ore ricorda il ruolo della missione Unifil, guidata dal generale Stefano Del Col e di cui fanno parte un migliaio di militari italiani, che si occupa di fare da cuscino di sicurezza tra Libano e Israele. A fine agosto la missione è stata rinnovata per un anno dal Consiglio di sicurezza Onu con alcune modifiche, tra cui “una riduzione del numero di effettivi (da 15mila a 13mila) e del budget annuale; e la menzione di alcune raccomandazioni, richieste dagli Stati Uniti alleati di Israele, circa il rafforzamento del ruolo dei caschi blu nel pattugliare l’area di responsabilità nel sud del Libano, territorio controllato di fatto dagli Hezbollah filo-iraniani”.

Willy, il momento di fare giustizia. Gli accusati del pestaggio e omicidio di Willy Monteiro a Colleferro hanno cercato di negare davanti al gip ogni addebito, sostenendo di essere intervenuti per sedare la rissa. Ma la loro posizione si aggrava alla luce delle testimonianze dei presenti, scrive il Corriere. Il premier Conte ha chiamato ieri i genitori della vittima, dicendosi “scioccato” di quanto accaduto e intanto sui social, riportano i giornali, sono piovuti insulti razzisti contro il giovane brutalmente ucciso che aveva origini capoverdiane. La polizia postale sta indagando. Per il Fatto Quotidiano la vicenda di Colleferro è la dimostrazione preoccupante che nell’aria c’è un alto “tasso di fascistità”, ovvero di violenza fascista che rappresenta “un’emergenza nazionale”. Per Corrado Augias (Repubblica) questa storia è la dimostrazione di come ignoranza e fascismo vadano di pari passo.

Fatwa iraniana su Charlie Hebdo. “Il peccato grave e imperdonabile di Charlie Hebdo ha rivelato l’ostilità e l’odio del sistema politico e culturale occidentale verso l’islam e la comunità musulmana”. Lo ha dichiarato la Guida suprema iraniana Ali Khamenei, dopo la ripubblicazione la scorsa settimana delle caricature del profeta Maometto sulla rivista satirica francese, in occasione dell’apertura del processo per le stragi del 2015. Khamenei ha poi definito “sbagliato e demagogico il rifiuto del mondo politico francese di condannare le vignette, usando il pretesto della libertà di espressione”. “Una libertà di blasfemia che è legata alla libertà di coscienza”, la replica del presidente francese Emmanuel Macron (Quotidiano nazionale).

Gitai rimandato a settembre. Corriere, Messaggero e Stampa bocciano il nuovo film del regista israeliano Amos Gitai Laila, in concorso a Venezia. Dopo un promettente inizio, il film, girato a Haifa, diventa troppo pesante e macchinoso, il giudizio dei tre quotidiani. A Repubblica, Gitai spiega invece l’idea dietro alla sua pellicola con protagonisti israeliani e palestinesi: “è un atto di speranza che ci racconta che le relazioni umane possono nascere rompendo i confini, le barriere, il pregiudizio, l’indottrinamento religioso, creando un’intimità tra le persone”.

La vita di Liliana Segre. Con l’avvicinarsi dei 90 anni della senatrice a vita e Testimone delle Shoah Liliana Segre (domani 10 settembre) i quotidiani italiani proseguono nel ricordare la sua vita e l’importanza dei suoi racconti. Oggi è l’Osservatore Romano a riannodare i fili della storia della Segre, dalle infami leggi razziste che non le permisero di andare a scuola alla deportazione ad Auschwitz, al ritorno a Milano dopo la liberazione.

Ebraica sul web. Per il festival Ebraica doppio appuntamento in diretta sui canali social: alle 18 si terrà l’incontro con Giulio Busi e Amedeo Spagnoletto, direttore del Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara. Alle 21 dialogo fra la scrittrice Chiara Gamberale e la giornalista Israeliana Ayelet Gundar- Goshen. Lo segnala in una breve il Corriere.

Dubbi etici sul nucleare. Sull’inserto del Foglio Francesco Cataluccio racconta la storia di Józef Rotblat, “il grande fisico ebreo polacco che sfuggì al nazismo, concepì la Bomba nucleare ma abbandonò il Progetto Manhattan perché la guerra si sarebbe vinta anche senza Hiroshima”. Dal Dopoguerra Rotblat si impegnò in una lunga campagna contro le armi nucleari e ne ’95 ricevette il Nobel per la Pace.

Daniel Reichel