GUERRA 44ESIMO GIORNO – La marcia per gli ostaggi
I discorsi di Netanyahu e di Herzog

Si è conclusa sabato davanti alla residenza del premier israeliano Benjamin Netanyahu la marcia di decine di migliaia di israeliani a favore dei 239 ostaggi nelle mani dei terroristi di Hamas dallo scorso ottobre. La marcia per tenere alta l’attenzione sui civili rapiti era partita quattro giorni prima da Tel Aviv. In un discorso pronunciato sabato sera, Netanyahu ha spiegato che Israele non ha intenzione di consegnare Gaza all’Autorità palestinese una volta finita la guerra. Un messaggio, secondo il Jerusalem Post, rivolto tanto alla nazione quanto all’amministrazione del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden “L’Autorità palestinese nella sua forma attuale non è in grado di assumersi la responsabilità di Gaza”, ha affermato Netanyahu, ripreso dal Jerusalem Post. “Dopo aver combattuto e fatto tutto questo, come potremmo consegnarlo a loro?”.
Domenica è stato il turno del presidente d’Israele, Isaac Herzog: “”Sorelle e fratelli – ha affermato in un discorso alla nazione e agli ebrei della diaspora – fuori dalla mia finestra qui a Gerusalemme, vedo un Israele che sta prosperando nonostante tutto. Mentre parlo, i nostri figli e figlie in uniforme sono in prima linea a combattere per proteggerci. Israeliani di ogni provenienza si stanno aiutando l’uno con l’altro in modo straordinario. Le comunità ebraiche di tutto il mondo si stanno mobilitando con un’energia senza precedenti. Ricevo offerte di sostegno e solidarietà da ogni angolo del mondo”
Domenica è anche stata una nuova giornata di scontri a Gaza, in Cisgiordania e sul confine con il Libano. Le forze armate israeliane (Idf) hanno reso noto che altri tre militari sono caduti nella Striscia, portando a 64 il numero dei militari uccisi dall’inizio delle operazioni di terra a Gaza.