DAI GIORNALI DI OGGI – Bokertov 5 maggio 2025

Un missile balistico lanciato dagli Huthi dallo Yemen ha colpito l’area vicino all’aeroporto Ben Gurion, eludendo i sistemi di difesa israeliani e causando sette feriti lievi. L’attacco, simbolicamente grave, ha interrotto temporaneamente il traffico aereo e portato molte compagnie a cancellare i voli, spiega la Stampa. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha promesso ritorsioni contro gli Houthi e i loro «padroni iraniani», sottolineando che Israele sceglierà «luogo e momento» per la rappresaglia, riportano Repubblica e Giornale. Secondo Guido Olimpio (Corriere della Sera), la mancata intercettazione del missile Houthi sull’aeroporto israeliano potrebbe essere legato a un problema tecnico, anche se non sono emersi guasti evidenti. Nessun sistema è infallibile, osserva Olimpio, e gli Huthi – armati da Teheran – stanno affinando tattiche e arsenale. Intanto, i raid anglo-americani sul gruppo terroristico yemenita non sono riusciti finora a fermare le minacce.

L’attacco arriva mentre l’esercito israeliano intensifica le operazioni su Gaza, riporta tra gli altri Repubblica. Migliaia di riservisti sono stati richiamati e il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha ribadito l’obiettivo di «sconfiggere Hamas e riportare a casa gli ostaggi». Sul rischio umanitario nell’enclave palestinese, Zamir ha aggiunto: «Non faremo morire di fame Gaza, gli aiuti devono arrivare presto». Nel suo diario da Khan Younis suRepubblica, Rita Baroud descrive una Gaza allo stremo: «Fame e sete uccidono più delle bombe». Per il Corriere della Sera è Netanyahu a insistere su una «postura militare offensiva su tutti i fronti», dando indicazioni per un’ulteriore escalation a Gaza. Secondo il quotidiano però il primo ministro è in difficoltà nei sondaggi e deve frenare i suoi piani contro l’Iran per non ostacolare i negoziati tra Teheran e Washington.

In un’intervista al Corriere della Sera, la senatrice a vita Liliana Segre esprime profonda preoccupazione per il conflitto israelo-palestinese, denunciando la «trappola d’odio» in cui sono ingabbiati entrambi i popoli. Condanna senza appello il fanatismo di Hamas e critica duramente anche il governo Netanyahu, definendolo estremista, iper-nazionalista e «con componenti fascistoidi». Per la senatrice a vita è «chiaro che, dopo un trauma come quello del 7 ottobre, qualunque governo israeliano avrebbe reagito con durezza. Ma la guerra a Gaza ha avuto connotati di ferocia inaccettabili e non è stata condotta secondo i principi umanitari». Da respingere in ogni caso l’uso del termine genocidio. Segre inoltre sottolinea con amarezza il ritorno dell’antisemitismo, sdoganato dal conflitto a Gaza.

A Napoli, due turisti israeliani hanno denunciato di essere stati allontanati da una ristoratrice aderente al movimento di boicottaggio d’Israele. L’episodio, raccontato da Libero, ha scatenato dure reazioni politiche: Lega e Fratelli d’Italia hanno chiesto la chiusura dell’esercizio commerciale.

Su La Stampa, la storica Anna Foa presenta il libro Fotografare la Shoah di Laura Fontana (Einaudi), che analizza le immagini dello sterminio ebraico. Fontana invita a non considerare le fotografie come mere prove visive, ma a intrecciarle con altre fonti per comprenderne contesto e scopo. Le immagini, spiega Foa, raccontano non solo le vittime, ma anche lo sguardo dei persecutori e l’indifferenza degli spettatori, rivelando il ruolo della propaganda nel disumanizzare gli ebrei.

Ex docente di letteratura yiddish ad Harvard, Ruth Wisse sulle pagine del Wall Street Journal ha denunciato la deriva ideologica dell’ateneo, definito un «avamposto islamista». L’intervento di Wisse è ripreso dal Foglio, che ripubblica anche un articolo uscito su Israel Hayom dell’ex ambasciatore d’Israele a Roma Dror Eydar in cui il diplomatico giustifica la scelta di non inviare i vertici israeliani ai funerali di papa Francesco.