Storie d’archivio, pagine di cultura

In occasione della Settimana della Cultura promossa dal Ministero dei Beni Culturali e Paesaggistici tre gli importanti incontri concernenti la presenza ebraica a Ferrara nel corso dei secoli che hanno avuto luogo. Il primo in ordine di tempo all’Archivio di Stato dove è stata inaugurata una mostra documentaria a cura di Laura Graziani Secchieri e di Davide Guarnieri, intitolata Ebrei a Ferrara XIII‐XX sec. Vita quotidiana, socialità, cultura nei documenti dell’Archivio di Stato. I curatori hanno presentato le loro ricerche e illustrato i documenti esposti: lasciti testamentari, patti dotali, contratti d’affitto, il rogito per l’acquisto di un cimitero, il permesso di esercitare la vendita di abiti usati, prestiti per le bonifiche nel forese,etc. Documenti che testimoniano la ininterrotta e vivace presenza degli ebrei a Ferrara dal Duecento ad oggi. L’Archivio possiede inoltre 310 fascicoli versati dalla Prefettura e 168 dalla Questura, relativi questi ultimi ad altrettanti ebrei, con la dicitura “Persone pericolose per la sicurezza dello Stato” redatti per lo più tra il 1938 e il 1945. Queste carte testimoniano, sia dal versante delle vittime, sia da quello delle autorità, la dura persecuzione antiebraica del fascismo italiano. Le vittime chiedono certificati per proseguire cure mediche, la possibilità per gli anziani di tenere gli apparecchi radio, permessi per visitare i congiunti condannati al confino e il rilascio di anziani dal Campo di concentramento di Fossoli, mentre da parte dei persecutori troviamo risposte sprezzanti e quasi sempre negative alle varie richieste, verbali di interrogatori, relazioni di pedinamenti, elenchi di beni sequestrati, lettere anonime di delazione. L’invio al Campo di Fossoli per la successiva deportazione è documentato da un foglietto di quattro righe per ciascun ebreo recante il nome, l’età, la professione, l’indirizzo della persona “in data….inviata al Campo di Concentramento di Fossoli di Carpi ( Modena). Vedi Circolare Ministeriale N 1412/442 del 21 Gennaio 1944”. A seguire Mirna Bonazza, conservatrice dei manoscritti antichi dell’Archivio del Comune di Ferrara, ha tenuto una conferenza intitolata Gli Ebrei e le arti a Ferrara sui risultati delle sue ricerche relative a codici e documenti manoscritti e a stampa attestanti l’importanza economico‐finanziaria degli ebrei in questa città dal Duecento in poi. Oltre alle carte comprovanti divieti e restrizioni, sono stati studiati documenti attestanti sia la vitalità dell’editoria ebraica, sia lo sviluppo dei banchi di prestito, sia la presenza di ebrei, come maestri o come “obbedienti”, nelle Corporazioni di mestiere artigiane e imprenditoriali. Gli ebrei risultano presenti in tutte le professioni, ma specialmente in alcune Arti: quella dei Mercanti, degli Strazzaroli, dei Drappieri, dei Setaioli, dei Sarti e degli Orefici. È interessante un documento del 1555 in cui il duca Alfonso XI d’Este riconferma la proibizione per ebrei e cristiani di tenere aperte le loro botteghe nei giorni delle feste comandate come Natale e Pasqua o il sabato per rispetto degli ebrei. Veniamo anche a sapere che gli statuti dell’Arte dei Fruttaroli, Casaroli e Confortinari (pasticceri) ammettevano la presenza di ebrei solo come “obbedienti” che annualmente dovevano rinnovare la loro licenza. I documenti ancora da esaminare potranno offrire in futuro un quadro più preciso delle attività economiche e culturali degli ebrei di Ferrara. La settimana si è conclusa con una visita straordinaria delle sinagoghe e del Museo della Comunità ebraica che si trovano nel medesimo edificio dal 1485. Per l’occasione l’archivista Giovanna Caniatti ha esposto e illustrato ai visitatori alcuni documenti posseduti dalla Comunità, recentemente riordinati a cura della Soprintendenza Archivistica, fra i quali atti contabili del Seicento e numerose carte dell’archivio dell’Ospizio marino “Lazzaro Levi” operante dal 1918 a Caletta di Castiglioncello. Si tratta della documentazione dell’Archivio della Comunità ebraica “sopravvissuta” alle devastazioni, ai roghi e ai furti operati dai fascisti tra il 1941 e il 1944.

Luciana Roccas Sacerdoti

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