{"id":580,"date":"2013-01-29T10:35:25","date_gmt":"2013-01-29T15:35:25","guid":{"rendered":"http:\/\/moked.it\/paginebraiche\/?p=580"},"modified":"2013-01-29T10:35:25","modified_gmt":"2013-01-29T15:35:25","slug":"memoria-limpegno-del-quirinale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/moked.it\/paginebraiche\/2013\/01\/29\/memoria-limpegno-del-quirinale\/","title":{"rendered":"Memoria &#8211; L&#8217;impegno del Quirinale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/moked.it\/paginebraiche\/files\/2013\/01\/quirinale.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/moked.it\/paginebraiche\/files\/2013\/01\/quirinale.jpg\" alt=\"\" title=\"quirinale\" width=\"1024\" height=\"689\" class=\"alignleft size-full wp-image-581\" srcset=\"https:\/\/moked.it\/paginebraiche\/files\/2013\/01\/quirinale.jpg 1024w, https:\/\/moked.it\/paginebraiche\/files\/2013\/01\/quirinale-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a>\u00c8 determinato ed esplicito riguardo alle responsabilit\u00e0 italiane per quanto avvenne durante le persecuzioni e la Shoah nell&#8217;Italia fascista, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel celebrare il suo ultimo Giorno della Memoria al Quirinale e nel ripercorrere in questa circostanza \u2013 a fianco del presidente dell&#8217;Unione delle Comunit\u00e0 Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e del ministro dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Universit\u00e0 e della Ricerca Francesco Profumo \u2013 le iniziative svolte negli ultimi anni per \u201cuna sempre pi\u00f9 larga, partecipata e creativa consapevolezza dell&#8217;aberrazione introdotta anche in Italia dal fascismo con l&#8217;antisemitismo\u201d. Forte e inequivocabile anche il richiamo a vigilare \u201ccontro i revisionismi\u201d pronunciato in una sala colma di giovanissimi, rappresentanti istituzionali, del mondo della cultura e della societ\u00e0 civile oltre ai ragazzi che hanno preso parte al concorso I giovani ricordano la Shoah. Ad ascoltarlo, tra gli altri, il presidente del Consiglio Mario Monti, il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il ministro della Giustizia Paola Severino e quello degli Esteri Giulio terzi di Sant&#8217;Agata, il presidente emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, l&#8217;ambasciatore d&#8217;Israele in Italia Naor Gilon. Folta la rappresentanza delle comunit\u00e0 ebraiche: per il Consiglio dell&#8217;Unione delle Comunit\u00e0 Ebraiche Italiane il vicepresidente Giulio Disegni, e i Consiglieri Noemi Di Segni, Giorgio Sacerdoti e Riccardo Pacifici, presidente della Comunit\u00e0 ebraica di Roma; il rabbino capo rav Riccardo Di Segni, il presidente dell&#8217;Unione Giovani Ebrei d&#8217;Italia Susanna Calimani, il presidente del Museo della Shoah di Roma Leone Paserman, i parlamentari Fiamma Nirenstein e Alessandro Ruben.<br \/>\nNel suo intervento, pronunciato in un&#8217;atmosfera di grande commozione, il Presidente della Repubblica ha spiegato come, nella coscienza democratica del paese \u201csi siano consolidati alcuni punti fermi come il rifiuto intransigente e totale dell&#8217;antisemitismo in ogni suo travestimento ideologico come l&#8217;antisionismo\u201d. Perch\u00e9, ha evidenziato, \u201cin gioco non \u00e8 solo il rispetto della religione, della tradizione storica, della cultura ebraica, ma insieme con esso inscindibilmente il riconoscimento delle ragioni spirituali e storiche della nascita dello Stato di Israele e quindi del suo diritto all&#8217;esistenza e alla sicurezza\u201d.<br \/>\nRivolto al presidente Gattegna, intervenuto poco prima con una testimonianza di stima e gratitudine a nome di tutti gli ebrei italiani, Napolitano ha voluto condividere l&#8217;emozione \u201cnell&#8217;accomiatarci dopo sette anni, per quel che mi riguarda almeno nelle funzioni di presidente della Repubblica\u201d. \u00c8 stato, ha sottolineato a proposito del comune lavoro finalizzato a una Memoria viva e proiettata al futuro, \u201ctra gli impegni ricorrenti con cui mi sono maggiormente identificato, dal punto di vista non solo istituzionale ma personale, in senso intellettuale e morale\u201d.<br \/>\nScuola, Memoria, consapevolezza. Parole chiave che hanno costituito il baricentro delle riflessioni non solo del ministro Profumo e del presidente Gattegna ma anche di Ferrucio De Bortoli, direttore del Corriere della sera e presidente della Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, che ha condotto la cerimonia.<br \/>\nIl messaggio di Gattegna, rivolto alle nuove generazioni affinch\u00e9 siano ambasciatrici &#8220;di libert\u00e0 e di speranza&#8221;, ha toccato i punti salienti di quale sia oggi l&#8217;impegno e il patto per la Memoria con i pi\u00f9 giovani \u2013 un processo che trae nuova linfa dalle due importanti intese firmate pochi giorni fa a Cracovia con i ministri Profumo e Severino \u2013 e si \u00e8 soffermato sulle specificit\u00e0 del tema sviluppato per questo 27 gennaio: il coraggio di resistere declinato da un punto di vista ebraico nelle molte rivolte e insurrezioni contro gli aguzzini che ebbero luogo in Italia e in tutta Europa sfatando il clich\u00e9 dell&#8217;ebreo vittima della storia e delle sue pieghe pi\u00f9 atroci. Ad essere citata, tra le altre, l&#8217;eroica esperienza di quanti presero parte alla rivolta del Ghetto di Varsavia nella struggente narrazione di Marek Edelman, di cui sono risuonate le parole racchiuse in &#8220;Il ghetto di Varsavia lotta&#8221;. Il passato, il suo ricordo e la sua comprensione affinch\u00e9 determinate situazioni non abbiano a ripetersi: una lezione drammaticamente attuale. \u201cAncora oggi \u2013 ha proseguito Gattegna \u2013 ci giungono notizie di episodi di razzismo, di intolleranza, di pregiudizio, di antisemitismo sia nella nostra Italia che in Europa. Sappiamo che stanno rinascendo gruppi, movimenti e partiti, che hanno il neofascismo e il negazionismo come parte integrante del loro programma. Pensiamo con preoccupazione all\u2019Ungheria e alla Grecia, dove questi gruppi stanno conquistando consensi e riconoscimenti. A voi ragazzi raccomando di non ignorare anche i pi\u00f9 piccoli segnali. Non volgete lo sguardo dall&#8217;altra parte se vi capita di assistere a soprusi e ingiustizie\u201d.<br \/>\n\u201cLa Shoah \u2013 ha affermato il ministro Profumo \u2013 rappresenta uno spartiacque nelle vicende umane, segnando per sempre un prima e un dopo. Un tarlo insinuato nelle coscienze, ingannate da folli ideologie che, anzich\u00e9 guardare alla vita, progettavano lo sterminio dell\u2019uomo contro l\u2019uomo. Vegliare affinch\u00e9 quel tarlo non si diffonda mai pi\u00f9 non \u00e8 solo un dovere verso il popolo ebraico, della cui sofferenza purtroppo fu responsabile anche una parte fondamentale del nostro Paese, ma \u00e8 un imperativo morale per l\u2019intera umanit\u00e0\u201d. Valori che sono stati proiettati con numerose iniziative in tutte le scuole italiane. Il suo bilancio, in conclusione di mandato, \u00e8 a tinte estremamente positive: \u201cIn questo anno e mezzo \u2013 ha spiegato \u2013 abbiamo incontrato insieme centinaia di studenti, raccogliendo le loro riflessioni, parole e aspirazioni. Da ministro, con l\u2019aiuto delle tante professionalit\u00e0 del ministero che ringrazio personalmente, abbiamo visitato molte scuole, da Nord a Sud, viaggiato all\u2019estero. E personalmente porter\u00f2 sempre con me gli sguardi, le domande, la voglia di futuro e speranza dei nostri ragazzi\u201d. Il ministro ha quindi parlato di scuola come terreno \u201cin grado di far fruttare le competenze acquisite\u201d ma anche come luogo dove dare concretezza \u201cai valori e alla consapevolezza\u201d. Il male commesso ai danni del popolo ebraico non potr\u00e0 essere pertanto sanato dalla celebrazione annuale del 27 gennaio: \u201cGiorno per giorno \u2013 ha infatti concluso \u2013 sar\u00e0 necessario il nostro impegno affinch\u00e9 la testimonianza diventi azione concreta in difesa delle vittime dell&#8217;intolleranza e della barbarie. &#8216;Mai pi\u00f9&#8217; \u00e8 il monito che tutti dobbiamo levare a tutela di ogni forma di violenza e discriminazione\u201d.<\/p>\n<p>Adam Smulevich<\/p>\n<p>Gattegna: &#8220;Contro ogni forma di razzismo&#8221;<\/p>\n<p>Illustre e caro Presidente Napolitano, illustri autorit\u00e0, cari amici, carissimi ragazzi,<\/p>\n<p>\u00e8 sempre emozionante prendere la parola qui, nel Palazzo del Quirinale, per la cerimonia ufficiale del Giorno della Memoria, che \u00e8 ormai un appuntamento pubblico molto significativo per le Istituzioni, per i cittadini, per tutto il Paese. Quest\u2019anno, caro Presidente Napolitano, c\u2019\u00e8 una ragione in pi\u00f9 per essere emozionati, sapendo che si sta avvicinando la conclusione del Suo settennato.<br \/>\nVoglio, pertanto, esprimerLe la stima e l\u2019apprezzamento di tutte le comunit\u00e0 ebraiche italiane per aver dato solennit\u00e0 e ufficialit\u00e0 a questo momento, per aver voluto rinsaldare la consuetudine di ricordare il Giorno della Memoria in questo Palazzo, nella casa di tutti gli italiani. Sono segnali importanti, dai quali sono derivate indicazioni chiare sulla sensibilit\u00e0 con cui applicare la legge istitutiva, per trasmettere ai giovani la Memoria della Shoah e gli insegnamenti di storia e di vita che si possono trarre dallo studio e dall\u2019approfondimento delle tragiche vicende di quegli anni.<br \/>\nCome sempre, abbiamo messo al centro del nostro impegno i giovani, il mondo della scuola, l\u2019educazione, il loro futuro: quindi il futuro del nostro Paese.<br \/>\nAlcune delle iniziative promosse cominciano a dare i primi frutti. Pochi giorni fa ero ad Auschwitz-Birkenau, con il Ministro Francesco Profumo e con il Ministro Paola Severino, due rappresentanti delle istituzioni e due persone con le quali abbiamo stabilito un rapporto di collaborazione, di stima e di amicizia che ha reso pi\u00f9 efficace la pianificazione e la realizzazione del lavoro in comune. Con noi erano presenti alcuni testimoni, e 130 ragazzi in viaggio di studio nei luoghi dello sterminio nazista. Alcuni di quei ragazzi sono qui oggi tra noi e ascolteremo le loro riflessioni.<br \/>\nQuest\u2019anno ricorre il settantesimo anniversario della rivolta nel ghetto di Varsavia, l\u2019eroico tentativo di resistenza messo in atto da gruppi di giovani ebrei, asserragliati in poche vie chiuse da un muro di cinta, che nel 1940 erano arrivate a contenere, in condizioni disumane, mezzo milione di persone.<br \/>\nNell\u2019aprile del 1943, quando la popolazione del ghetto, decimata dalle deportazioni, dalle malattie e dalla mancanza di mezzi di sussistenza era ridotta a 70.000 persone, di fronte ad un nuovo tentativo di compiere un\u2019ultima e definitiva deportazione di massa, i combattenti insorsero eroicamente contro un nemico cinico, brutale e dotato di una schiacciante superiorit\u00e0 di uomini e di mezzi, al quale opposero per oltre un mese una tenace resistenza.<br \/>\nGli ebrei, privati di ogni diritto, anche di quello di vivere, vittime predestinate della \u201cSoluzione finale\u201d, tentarono, quando fu possibile, di combattere, anche senza alcuna speranza di salvezza. La loro scelta fu di morire in modo diverso da quello che era stato pianificato dai carnefici, combattendo.<br \/>\nHa scritto Marek Edelman, uno dei capi della rivolta del ghetto di Varsavia e fra i pochissimi sopravvissuti: \u201cIl 10 maggio 1943 finisce la storia drammatica degli ebrei di Varsavia. Il luogo in cui sorgeva il ghetto \u00e8 ridotto ad una montagna di macerie alta due piani. Coloro che sono caduti hanno compiuto il loro dovere fino in fondo, fino all\u2019ultima goccia di sangue. Sangue che \u00e8 stato assorbito dalla terra stessa del ghetto di Varsavia. Noi, che siamo sopravvissuti, lasciamo a voi il compito di non far morire la loro memoria\u201d.<br \/>\nRivolte ebraiche avvennero perfino nei campi di sterminio, portate avanti da prigionieri stremati, privati di tutto, ma non della volont\u00e0 di resistere.<br \/>\nUn\u2019altra vicenda che pienamente si intreccia con i destini della nostra identit\u00e0, e che smentisce il luogo comune che gli ebrei abbiano subito passivamente le persecuzioni e lo sterminio, \u00e8 quella della Brigata Ebraica, che si rese protagonista di uno dei momenti pi\u00f9 significativi dell&#8217;azione di affrancamento dell&#8217;Italia dal giogo fascista e nazista.<br \/>\nQuesto corpo straordinario, formato da oltre settemila volontari provenienti da molti Paesi, si rivel\u00f2 decisivo per la liberazione di vaste aree, in particolare dell&#8217;Emilia e della Romagna, nei dintorni di Imola e di Ravenna. Attraversando il fiume Serio, realizzarono il primo sfondamento della Linea Gotica, che costrinse i fascisti e i nazisti alla ritirata; molti di loro furono poi artefici dell&#8217;indipendenza dello Stato di Israele. I caduti della Brigata Ebraica sono tumulati nel cimitero di Piangipane nei pressi di Ravenna.<br \/>\nAncora oggi ci giungono notizie di episodi di razzismo, di intolleranza, di pregiudizio, di antisemitismo sia nella nostra Italia che in Europa. Sappiamo che stanno rinascendo gruppi, movimenti e partiti, che hanno il neofascismo e il negazionismo come parte integrante del loro programma. Pensiamo con preoccupazione all\u2019Ungheria e alla Grecia, dove questi gruppi stanno conquistando consensi e riconoscimenti.<br \/>\nE\u2019 la prova che bisogna restare in guardia.<br \/>\nA voi, ragazzi, raccomando: non ignorate anche i pi\u00f9 piccoli segnali, non volgete lo sguardo dall\u2019altra parte, se vi capita di assistere a soprusi e ingiustizie.<br \/>\nPer concludere vorrei ricordare che la Resistenza non si fa soltanto con le armi, ma anche con la cultura e con la corretta conoscenza dei fatti storici. Cosa significa \u201cresistere\u201d ce lo dimostra anche la tenacia di Rita Levi Montalcini che ci ha lasciati da poco. All&#8217;epoca della legislazione antiebraica non rinunci\u00f2 a portare avanti i suoi esperimenti nel laboratorio clandestino allestito in un paese dell&#8217;Astigiano dove aveva trovato rifugio. Rita ci lascia in eredit\u00e0 un bene prezioso: il coraggio delle idee, la forza di saperle portare avanti nel tempo, oltre qualsiasi ostacolo.<br \/>\nCari ragazzi, siate sempre ambasciatori di libert\u00e0 e di speranza.<br \/>\nA Lei, Presidente, rivolgo un affettuoso saluto e un sincero ringraziamento per quanto ha fatto e continuer\u00e0 a fare per la Memoria, e per il futuro del nostro Paese.<\/p>\n<p>Napolitano: \u201cFascismo regime infame\u201d<\/p>\n<p>Ecco il testo dell\u2019intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il Giorno della Memoria 2013<\/p>\n<p>Rendo ancora omaggio agli ex internati e deportati, vittime e testimoni dell\u2019orrore dei campi in Germania, cui abbiamo appena conferito la Medaglia d\u2019onore.<br \/>\nA conclusione di questa cerimonia, ancora una volta cos\u00ec significativa e coinvolgente per l\u2019intensit\u00e0 della riflessione e per la ricchezza di voci cui ogni anno d\u00e0 spazio qui in Quirinale, vorrei dire brevi parole, anche \u2013 in qualche modo \u2013 di bilancio. Caro Presidente Gattegna, pu\u00f2 immaginare come io condivida la sua emozione nell\u2019accomiatarci dopo sette anni, per quel che mi riguarda almeno nelle funzioni di Presidente della Repubblica. Con lei, d\u2019altronde, abbiamo condiviso sempre sentimenti e pensieri celebrando il Giorno della Memoria. E\u2019 stato questo tra gli impegni ricorrenti con cui mi sono maggiormente identificato, dal punto di vista non solo istituzionale ma personale, in senso storico e morale. Ringrazio anche il ministro Profumo per aver sottolineato il contributo di impulso e sostegno che \u00e8 stato da me rivolto in particolare al mondo della scuola.<br \/>\nVedete, credo che possiamo, tutti insieme, esprimere soddisfazione per il cammino percorso e i risultati raggiunti in questi anni nel coltivare la memoria della Shoah, nel diffonderne l\u2019esercizio attivo e consapevole, nel farne sprigionare \u2013 in tutta la loro straordinaria molteplicit\u00e0 e ricchezza \u2013 insegnamenti e messaggi essenziali non solo per la comprensione della storia ma per la costruzione del futuro. L\u2019esempio pi\u00f9 eloquente ce l\u2019offre la scuola. Abbiamo ascoltato dal ministro cifre e fatti che testimoniano quale estensione e quali diverse concrete espressioni abbia assunto un impegno di conoscenza e di partecipazione sui temi della Shoah, ormai divenuto parte integrante del percorso scolastico e di formazione civile degli studenti in ogni parte d\u2019Italia. Ma meritano egualmente di essere valorizzate tutte le iniziative che hanno rispecchiato un\u2019accresciuta sensibilit\u00e0 delle istituzioni, della societ\u00e0 civile, dei cittadini. Ringrazio il dottor De Bortoli per averci presentato l\u2019appena aperto Memoriale della Shoah presso quel Binario 21 della stazione di Milano centrale la cui visita, qualche anno fa, mi \u00e8 rimasta fortemente impressa. Egli ha avuto ragione di richiamarci nello stesso tempo alla necessit\u00e0 di tenere alta la guardia, di vigilare e reagire contro persistenti e nuove insidie di negazionismo e revisionismo magari canalizzate attraverso la Rete. E anche di evocare un fenomeno che rischiamo di sottovalutare, e che invece si lega, come grave fattore inquinante, a vicende e processi politici in atto non solo nel Medio Oriente: il fenomeno cio\u00e8 dell\u2019antisemitismo come dimensione del fondamentalismo islamico.<br \/>\nDa noi, in Italia, propagande aberranti si traducono in diverse citt\u00e0 in fatti di violenza e contestazione eversiva da parte di gruppi organizzati : come quelli su cui \u00e8 intervenuta, nei giorni scorsi, con provvedimenti motivati, la Procura della Repubblica di Napoli. C\u2019\u00e8 da interrogarsi con sgomento sia sul circolare, tra giovani e giovanissimi, di una miserabile paccottiglia ideologica apertamente neonazista, sia sul fondersi di violenze di diversa matrice, da quella del fanatismo calcistico a quella del razzismo ancora una volta innanzitutto antiebraico. Abbiamo letto perfino di progetti che a Napoli si sarebbero ventilati di distruzione di un negozio ebreo, o di aggressione e stupro di una studentessa ebrea. Mostruosit\u00e0 anche se solo enunciate, che sollecitano la pi\u00f9 dura risposta dello Stato e la pi\u00f9 forte mobilitazione di energie nelle scuole, nella politica, nell\u2019informazione, a sostegno degli ideali democratici.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da fare della memoria della Shoah l\u2019asse di una chiarificazione costante e diffusa e di una battaglia ideale e politica non di parte, che vadano al di l\u00e0 degli stessi confini storici della persecuzione, fino allo sterminio, contro gli ebrei (e anche, non dimentichiamolo, contro i Rom e i Sinti). E non solo perch\u00e9 razzismo e xenofobia hanno molteplici bersagli, che fanno tutt\u2019uno con quello posto al centro del criminale disegno hitleriano. Ma perch\u00e9 sono in giuoco valori supremi, che nei ghetti di Cracovia, Lodz o Varsavia, e nei lager di Auschwitz-Birkenau o Dachau, sono stati calpestati come in nessuna costruzione di pensiero si era prima immaginato potesse catastroficamente accadere : valori di civilt\u00e0 e umanit\u00e0 senza frontiere di luogo e di tempo, che si chiamano rispetto della dignit\u00e0 della persona, ridotta invece a brandello umano, a sopravvivenza nel terrore fino alla soppressione pi\u00f9 brutale.<br \/>\nMa torno alle mie parole iniziali di bilancio per mettere ancora in luce quel che nel concreto siamo riusciti nel nostro paese a realizzare in questi anni di sempre pi\u00f9 larga, partecipata e creativa consapevolezza dell\u2019aberrazione introdotta anche in Italia dal fascismo con l\u2019antisemitismo. Attraverso, ad esempio, la scoperta, per tanti delle generazioni pi\u00f9 giovani, e quindi la denuncia dell\u2019infamia delle leggi razziali del 1938, di cui Benedetto Croce \u2013 che abbiamo di recente commemorato a 60 anni dalla scomparsa \u2013 scrisse allora, collocandole tra \u201cgli atroci delitti\u201d che il fascismo stava perpetrando : \u201cla fredda spoliazione e persecuzione\u201d, furono le sue parole, \u201cdegli ebrei nostri concittadini, che per l\u2019Italia lavoravano e l\u2019Italia amavano n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno di ogni altro di noi\u201d. Di quelle leggi, di quel clima fu vittima, in quanto stroncata nelle sue possibilit\u00e0 di lavoro scientifico e quindi costretta a lasciare l\u2019Italia, la nostra grande Rita Levi Montalcini, cui rivolgo anch\u2019io un pensiero triste e commosso a breve distanza di tempo dalla sua scomparsa.<br \/>\nMa non \u00e8 solo per le infamie del fascismo che l\u2019Italia \u00e8 presente nella ricostruzione storica cui ci sollecita la memoria della Shoah nel Giorno della Memoria. E\u2019 presente in senso positivo e in piena luce per tutte le forme di solidariet\u00e0 che vennero dagli italiani verso gli ebrei perseguitati e braccati dai nazisti durante l\u2019occupazione tedesca da Roma in su. E\u2019 presente con gli italiani che hanno meritato il riconoscimento di Israele col titolo di \u201cGiusti tra le Nazioni\u201d. E\u2019 presente con storie straordinarie, assai poco note, come quella \u2013 raccontata in un libro biografico apparso in italiano, con grande ritardo, solo l\u2019anno scorso \u2013 della vita di pensiero e di azione di Enzo Sereni, trasferitosi poco pi\u00f9 che ventenne in Eretz Israel, fattosi pioniere e messaggero nel mondo del futuro Stato di Israele, partito nel marzo 1944 per Bari nell\u2019Italia gi\u00e0 liberata e di l\u00ec fattosi paracadutare al Nord, dove fu catturato dai tedeschi e dopo mesi di terribili ed eroiche prove deportato e ucciso a Dachau.<br \/>\nMa chiudo ora questa lunga digressione di carattere storico, che rimanda all\u2019impegno sviluppato e da sviluppare per comprendere i termini di quei decenni \u201cdi ferro e di fuoco\u201d del secolo che conobbe la barbarie della persecuzione antiebraica e della Shoah ; e vengo a pi\u00f9 brevi parole di bilancio in senso pi\u00f9 strettamente politico dell\u2019impegno che ho condiviso con voi. Ritengo di poter dire che si sono in questi anni consolidati \u2013 nella coscienza democratica del nostro paese \u2013 alcuni fondamentali punti fermi. Innanzitutto, rifiuto intransigente e totale dell\u2019antisemitismo in ogni suo travestimento ideologico come l\u2019antisionismo : perch\u00e9 in giuoco non \u00e8 solo il rispetto della religione, della tradizione storica, della cultura ebraica, ma insieme con esso, inscindibilmente, il riconoscimento delle ragioni spirituali e storiche della nascita dello Stato di Israele, e quindi del suo diritto all\u2019esistenza e alla sicurezza.<br \/>\nSe questo \u00e8 il punto fermo da non mettere mai in forse, ne discende l\u2019altro, della distinzione da non annebbiare, tra solidariet\u00e0 \u2013 da un lato \u2013 con la causa dello Stato di Israele contro ogni propaganda e minaccia di distruzione, comprese quelle che vengono dalla dirigenza iraniana, e \u2013 dall\u2019altro lato \u2013 libert\u00e0 di giudizio su linee di condotta e concrete evoluzioni delle forze politiche che sono chiamate via via a governare Israele. Giudizi critici che d\u2019altronde si esprimono liberamente nel dibattito politico e di opinione in seno a Israele, non possono essere considerati ostili purch\u00e9 formulati con il rispetto dovuto a ogni governo legittimo di qualsiasi paese amico. L\u2019essenziale \u00e8 che essi non sfocino in posizioni equivoche circa la natura e il futuro di Israele come Stato, circa il suo ruolo indipendente nella regione mediorientale e nella comunit\u00e0 internazionale.<br \/>\nE\u2019 alla luce di questa distinzione che l\u2019Italia e l\u2019Europa possono e debbono fare la loro parte perch\u00e9 si apra la strada della pace in Medioriente, con la soluzione del conflitto israelo-palestinese sulla base della collaborazione tra due popoli e due Stati. \u201cIsraele\u201d \u2013 ha detto di recente Shimon Peres \u2013 \u201cnon ha un\u2019opzione migliore, diversa dalla soluzione dei due Stati\u201d \u2026. I negoziati con i palestinesi [dopo il voto all&#8217;ONU] si sono fatti \u201cforse non pi\u00f9 complicati, in ogni caso pi\u00f9 necessari\u201d. Voglio qui condividere pi\u00f9 in generale, ancora una volta, la visione che ha ispirato e continua a ispirare il mio collega Presidente israeliano, uomo che da decenni conosco da vicino, stimo e considero un autentico amico. La sua visione e la sua fiducia.<br \/>\nA tutti gli amici israeliani desidero dire : i \u201cpunti fermi\u201d che ho ritenuto di poter ricordare come ormai consolidati nell\u2019opinione e nella consapevolezza politica del paese, non conosceranno alcun affievolimento nel prossimo futuro; la loro continuit\u00e0 \u00e8 garantita, anche nel naturale succedersi, come in ogni paese democratico, delle maggioranze parlamentari e dei governi.<br \/>\nInfine, rinnovo un caloroso apprezzamento alle ragazze e ai ragazzi, e nel loro insieme agli Istituti Scolastici, che si sono distinti nel concorso \u201cI giovani ricordano la Shoah\u201d. Negli interventi degli studenti qui abbiamo sentito vibrare le corde dell\u2019emozione pi\u00f9 sentita e profonda. E in generale per quel che, come ho detto, siamo riusciti a costruire sul terreno di una pi\u00f9 ampia e partecipata presa di coscienza del significato della Shoah, e della lezione da trarne, dobbiamo molto a voi, dobbiamo molto alle generazioni pi\u00f9 giovani, per come si sono venute impegnando con mente aperta, sensibilit\u00e0 e confortante maturit\u00e0. E dunque, grazie. E arrivederci.<\/p>\n<p>Profumo: \u201cUna testimonianza per il futuro\u201d<\/p>\n<p>Ecco il testo dell\u2019intervento del ministro dell\u2019Istruzione Francesco Profumo per il Giorno della Memoria 2013<\/p>\n<p>Signor Presidente della Repubblica, Gentili autorit\u00e0, Cari docenti e studenti, Cari amici della comunit\u00e0 ebraica,<br \/>\nogni anno il \u201cGiorno della Memoria\u201d \u00e8, per tutti noi e per Voi ragazzi in particolare, un incontro con la Storia, ma soprattutto uno strumento di testimonianza per il futuro.<br \/>\nLa Shoah rappresenta uno spartiacque nelle vicende umane, segnando per sempre un \u201cprima\u201d e un \u201cdopo\u201d. Un tarlo insinuato nelle coscienze, ingannate da folli ideologie che, anzich\u00e9 guardare alla vita, progettavano lo sterminio dell\u2019uomo contro l\u2019uomo. Vegliare affinch\u00e9 quel tarlo non si diffonda mai pi\u00f9 non \u00e8 solo un dovere verso il popolo ebraico, della cui sofferenza purtroppo fu responsabile anche una parte fondamentale del nostro Paese, ma \u00e8 un imperativo morale per l\u2019intera l\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nDa qui, dalle celebrazioni che si tengono ogni 27 gennaio nel Palazzo del Quirinale \u2013 e tutti noi La ringraziamo, Signor Presidente, per la partecipazione e l\u2019affetto dimostrati in questi anni nell\u2019ospitarle \u2013 il mondo della scuola, gli studenti, gli insegnanti, i genitori, si incamminano insieme nel percorso di costruzione di un\u2019etica civile rinnovata. Nella maturazione di un concetto di Bene Comune che resta il fondamento di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta che, nel Terzo millennio, si declina attraverso la promozione del rispetto dell\u2019altro, la valorizzazione della dignit\u00e0 umana, e ovviamente la presa di posizione chiara contro ogni negazionismo o, peggio, indifferenza.<br \/>\nPresenziare in qualit\u00e0 di Ministro dell\u2019Istruzione alla giornata di oggi ha per me un significato storico e personale di ancora maggiore rilievo e partecipazione. Capita, infatti, a conclusione di un impegno di governo di grande intensit\u00e0 emotiva, che coincide anche col termine dello splendido settennato del Presidente della Repubblica.<br \/>\nIn questo anno e mezzo abbiamo incontrato insieme centinaia di studenti, raccogliendo le loro riflessioni, parole e aspirazioni. Da ministro, con l\u2019aiuto delle tante professionalit\u00e0 del ministero che ringrazio personalmente, abbiamo visitato molte scuole, da Nord a Sud, viaggiato all\u2019estero. E personalmente porter\u00f2 sempre con me gli sguardi, le domande, la voglia di futuro e speranza dei nostri ragazzi.<br \/>\nLe esperienze vissute insieme durante i viaggi al ghetto di Cracovia e al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, nel 2012 e pochi giorni fa, come la visita al museo della Shoah Yad Vashem lo scorso settembre, rimarranno nella nostra mente e nel nostro cuore per il valore e la forza delle testimonianze.<br \/>\nTredici anni fa la didattica della Shoah entrava nelle scuole, e da allora un crescendo di iniziative permette di coinvolgere ogni anno oltre mille scuole e decine di migliaia di studenti. Un seme della conoscenza e del rispetto che da allora \u00e8 stato sparso da pi\u00f9 di 100.000 ragazzi. Con questi numeri, l\u2019Italia si segnala tra i Paesi pi\u00f9 attivi in Europa nei progetti didattici che coinvolgono scuole e studenti, oltre ad essere tra i pochi Paesi al mondo a vantare un master universitario in didattica della Shoah.<br \/>\nQuest\u2019anno, con il protocollo d\u2019intesa firmato con l\u2019Ucei e con il Presidente Renzo Gattegna \u2013 che ringrazio personalmente per il proficuo lavoro portato avanti insieme \u2013 il \u201cViaggio della Memoria\u201d diventa parte del percorso formativo e scolastico di ciascuno studente, cos\u00ec come lo sono gi\u00e0 il concorso \u201cI giovani ricordano la Shoah\u201d, il \u201cviaggio allo \u201cYad Vashem\u201d organizzato con lo Stato d\u2019Israele.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 luogo pi\u00f9 idoneo della scuola per trasmettere alle nuove generazioni l\u2019importanza della Memoria, e per curare l\u2019infezione dell\u2019odio, dell\u2019indifferenza e della vilt\u00e0, che non sono scomparsi neppure nella nostra Europa. Siamo chiamati a vigilare costantemente, perch\u00e9 \u2013 come scriveva Primo Levi \u2013 Auschwitz \u00e8 fuori di noi, ma \u00e8 intorno a noi, \u00e8 nell\u2019aria. La peste si \u00e8 spenta, ma l\u2019infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo\u201d. Ne \u00e8 stata drammatica testimonianza il massacro alla scuola ebraica di Tolosa, nella vicina Francia, che lo scorso anno ci ha riportato alla mente l\u2019attentato alla sinagoga di Roma del 1982. E altre manifestazioni di violenza in molte parti del Continente.<br \/>\nSe i nostri ragazzi e le nostre ragazze diventeranno ottimi professionisti, ma scadenti cittadini, avremo fallito la nostra missione di educatori. La crescita della consapevolezza negli studenti passa inevitabilmente attraverso la formazione costante degli insegnanti, che al pari delle famiglie compartecipano allo sviluppo delle qualit\u00e0 intellettuali, culturali e umane dei nostri giovani. Per questo agli insegnanti, al personale scolastico e ai genitori voglio esprimere la mia pi\u00f9 sincera gratitudine per il coinvolgimento entusiastico alle iniziative che riguardano la Shoah. Si tratta di tanti piccoli tasselli che si uniscono ogni giorno aiutandoci a costruire un\u2019etica civile pi\u00f9 forte, e una cittadinanza inclusiva e matura per il futuro. Perch\u00e9, come diceva Italo Calvino \u201cla storia \u00e8 fatta di piccoli gesti anonimi\u2026e tutti i pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano\u201d.<br \/>\nCare ragazze e ragazzi e cari insegnanti, la scuola deve essere il terreno in grado di far fruttare le competenze acquisite. Ma deve anche dare concretezza ai valori e alla consapevolezza che, come popolo, ci intrecciano al caleidoscopio di vicende umane che uniscono italiani, europei e gli altri cittadini del mondo. Il male commesso ai danni del popolo ebraico non potr\u00e0 essere sanato dalla celebrazione annuale del 27 gennaio. Giorno per giorno sar\u00e0 necessario il nostro impegno, affinch\u00e9 la testimonianza diventi azione concreta in difesa delle vittime dell\u2019intolleranza e della barbarie. \u201cMai pi\u00f9\u201d \u00e8 il monito che tutti dobbiamo levare a tutela di ogni forma di violenza e discriminazione.<br \/>\nSignor Presidente, desidero cogliere questa occasione cos\u00ec solenne per ringraziarLa, personalmente e a nome delle scuole d\u2019Italia, per la vicinanza, il sostengo e la guida che ci ha offerto in questi anni difficili, richiamandoci costantemente alla realizzazione di un domani migliore e alla conoscenza vitale della Storia e della memoria. Beni di tutti, da conoscere, da difendere, da amare. Ma soprattutto da vivere in prima persona. Grazie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 determinato ed esplicito riguardo alle responsabilit\u00e0 italiane per quanto avvenne durante le persecuzioni e la Shoah nell&#8217;Italia fascista, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel celebrare il suo ultimo Giorno della Memoria al Quirinale e nel ripercorrere in questa circostanza \u2013 a fianco del presidente dell&#8217;Unione delle Comunit\u00e0 Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e del&hellip; <a class=\"more\" rel=\"bookmark\" href=\"https:\/\/moked.it\/paginebraiche\/2013\/01\/29\/memoria-limpegno-del-quirinale\/\">leggi&nbsp;<i class=\"fa fa-chevron-circle-right\"><\/i><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"position":[],"class_list":["post-580","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.0 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Memoria - L&#039;impegno del Quirinale - Pagine Ebraiche<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/moked.it\/paginebraiche\/2013\/01\/29\/memoria-limpegno-del-quirinale\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Memoria - L&#039;impegno del Quirinale - Pagine Ebraiche\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"\u00c8 determinato ed esplicito riguardo alle responsabilit\u00e0 italiane per quanto avvenne durante le persecuzioni e la Shoah nell&#8217;Italia fascista, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel celebrare il suo ultimo Giorno della Memoria al Quirinale e nel ripercorrere in questa circostanza \u2013 a fianco del presidente dell&#8217;Unione delle Comunit\u00e0 Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e del&hellip; 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