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L'Unione informa
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14 dicembre 2008 - 17 Chislev 5769 |
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alef/tav |
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Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino |
"E
Giacobbe restò da solo. E un uomo lottò con lui fino all'alba" (Gen.
32,25). Giacobbe, dopo la lotta con l'uomo/angelo, cambia nome:
diventa, almeno in parte, un altro. Cambiare sembra fondarsi sulla
solitudine e sulla lotta; sul conflitto che ciascuno di noi deve
affrontare con le proprie parti oscure. L'essere con cui Giacobbe
lotta, secondo il midrash, non è altro che l'angelo protettore di Esaù:
il suo doppio/gemello, lontanissimo ma anche assai vicino. . |
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A
rileggere ora, dopo i fatti di Mumbai, Mare di papaveri di Amitav
Ghosh, si ha la sensazione che quello che lì viene raccontato sia un
Paese inventato. Un paese fondato sull’ipotesi della coabitazione di
molte culture, di molti vissuti religiosi e, nonostante ciò,
tollerante. In verità l’India è stata a lungo un paese laico e ha
rappresentato un'esperienza di laicità su cui sarebbe bene riflettere.
Un paese di 800 milioni di abitanti di cui 140 milioni musulmani,
riesce a crescere solo se ha consapevolezza di un doppio profilo: la
necessità di garantire l’eguaglianza politica, mentre la realtà
materiale della società consiste nella presa d’atto di rilevanti
disuguaglianze sociali ed economiche difficilmente sanabili. Questa
condizione si è rotta a Mumbai.
La novità di Mumbai non è l’antisemitismo terroristico. Quello non è
nato a Mumbai. Ha alle spalle una storia di almeno trent’anni e ha
almeno tre episodi simbolici: si manifesta sulla pista dell’aeroporto
di Entebbe nel giugno del 1976 quando il commando palestinese che
compie il dirottamento divide gli ostaggi tra ebrei e non ebrei;
ritorna sull’Achille Lauro nell’ottobre 1985; riemerge con l’assassinio
di Daniel Pearl.
A Mumbai due settimane fa è tornato in scena, ma insieme è morta la
laicità, non come atto di fede ideologico, bensì come dimensione
universale positiva del convivere sociale e politico. Una dimensione
che non si fondava né ha mai evocato l’irreligiosità. E’ per questo che
quella scena ci riguarda in maniera radicale e chiede urgentemente una
risposta. |
David
Bidussa, storico sociale delle idee |
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rassegna stampa |
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A dominare la rassegna stampa di oggi è il tema
della Memoria, tutto declinato sul versante della cronaca. Sul Corriere un
ampio articolo di Aldo Cazzullo annuncia l’apertura, probabilmente nel
2011 del Museo della Shoah. “L'Italia – scrive - avrà il suo primo
grande Museo dell'ebraismo e della Shoah, e sarà un museo aperto, 'un
antighetto': un quartiere di Ferrara dove i cittadini potranno entrare
liberamente; un volo di ventidue secoli, dall'arrivo degli ebrei a Roma
alla rinascita della comunità dopo la tragedia della persecuzione”. Il
progetto è illustrato al Corriere da Riccardo Calimani, “lo studioso
dell'ebraismo alla testa della Fondazione che ha nel consiglio Renzo
Gattegna, il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche. E poi Gad
Lerner, Antonio
Paolucci, Cesare De Seta, Bruno De Santis, Saul Meghnagi, Paolo
Ravenna, Michele Sacerdoti”. “Al progetto – sottolinea Cazzullo - hanno
lavorato destra e sinistra: concepito nel 2001 da Alain Elkann e
Vittorio Sgarbi, proseguito da Francesco Rutelli che ha nominato il
consiglio d'amministrazione pochi giorni prima della caduta del governo
Prodi”. E il sostegno governativo non è venuto a mancare neppure in
questi tempi di crisi economica - “Ho appena ricevuto da Gianni Letta
l'assicurazione che il Museo si farà", spiega Calimani che
sottolinea come la futura struttura non sarà una semplice raccolta
di
oggetti (“Anche i nazisti a Praga raccolsero argenteria per un museo
della razza estinta”). Si tratterà invece di un vero e proprio
laboratorio culturale che proporrà biblioteca, dibattiti e iniziative
volte a stimolare il dibattito e il dialogo.
La Shoah è anche al centro della mostra “Leggi
razziali, una tragedia italiana”, che s’inaugura al pubblico martedì
nel Complesso del Vittoriano, di cui dà notizia la cronaca romana Repubblica.
Promossa dal ministero per i Beni culturali, in collaborazione con
l'Unione comunità ebraiche italiane e curata da Marcello Pezzetti,
Bruno Vespa, Alessandro Nicosia è “un modo per non dimenticare,
nascondere, edulcorare, falsificare la realtà”, scrive Alessandra Rota.
“Come nel film di Ettore Scola Concorrenza sleale il primo impatto con
la mostra è familiare; scene di vita quotidiana, matrimoni, festività,
lavoro. Immagini di persone qualunque prese da archivi privati (...) C'è una voglia di
spettacolarizzazione nell'allestimento, che non ha niente della
fiction"."Si vedono sempre troppi documenti, carte, fogli. Stancano,
distraggono: volevamo tenere l'attenzione sempre vigile", spiega
Alessandro Nicosia”.
“Abbiamo voluto far capire ai visitatori le cose più semplici e le più
drammatiche – spiega Bruno Vespa sulla Stampa. In
un’intervista ad Alain Elkann - Ad esempio: perché da un giorno
all'altro non potevi più giocare con un tuo amico? Episodi come questo
fanno capire l'enormità di quel che è successo».
Il tema della Memoria torna ancora sul Messaggero
che dedica un ampio spazio al libro e al documentario girato dagli
allievi del centro Sperimentale di cinematografia, che saranno
presentati questa sera alla Casa del cinema di Roma. Intitolata “Buono
sogno sia lo mio” la pellicola ripercorre la drammatica vicenda di
Lello Di Segni deportato ad Auschwitz insieme alla famiglia.
Daniela
Gross
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notizieflash |
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Gaza, si festeggia l’anniversario
di Hamas
Gaza, 14 dic -
Atmosfera di mobilitazione, oggi a Gaza, per il ventunesimo
anniversario della fondazione di Hamas. Già ieri le strade di Gaza City
erano state attraversate da cortei di automobili con le bandiere verdi
che suonavano il clacson in segno di festa. Oggi la manifestazione, cui
partecipano i dirigenti di Hamas, si terrà nella centrale piazza
Katiba. Secondo le anticipazioni, Haniyeh dovrebbe fare il punto sulla
situazione di Gaza che da un anno e mezzo è sotto il controllo assoluto
di Hamas e potrebbe fare riferimento anche alla tregua con Israele,
mediata dall'Egitto, che secondo Hamas scadrà il 19 dicembre.
Proprio oggi è partito per il Cairo Amos Ghilad, dirigente del
ministero israeliano della difesa, che esaminerà con i dirigenti
egiziani le prospettive della tregua a Gaza, dopo gli scontri quasi
quotidiani avvenuti nelle ultime settimane.
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L'Unione
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in redazione Daniela Gross.
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