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L'Unione informa |
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17 dicembre 2008 - 20 Chislev 5769 |
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alef/tav |
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Alfonso
Arbib, rabbino capo di Milano |
Alla
fine della lotta vittoriosa di Ya'akòv con l'angelo (che è, secondo la
tradizione, l'angelo del male), Ya'akòv chiede all'angelo di rivelargli
il suo nome e questi risponde con una domanda ("Perché chiedi il mio
nome?") che è un sostanziale rifiuto. In questo scambio di
battute ci sono, secondo un commentatore contemporaneo, due concezioni
del mondo. Nella Torà i nomi sono fondamentali, indicano l'essenza
delle cose. Al primo uomo Dio chiede di dare i nomi agli animali,
di capirne cioè l'essenza. Ya'akòv vuole conoscere il nome, vuole
capire, vuole andare a fondo. L'angelo gli risponde che non è il caso,
che non è necessario, che ci si può fermare alla superficie. Rimanere
in superficie è una tentazione sempre presente e molto forte ma è
l'antitesi della tradizione ebraica. |
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Bernie
Madoff è il truffatore di Wall Street che ha ridotto in polvere
miliardi di dollari versatigli da banche, singoli cittadini, fondi di
investimento, università e associazioni di beneficienza, americane e
straniere. Fra i maggiori truffati c'è la Yeshiva University di New
York. Come ha scritto tempo fa lo storico Dan Segre "gli ebrei sono un
popolo schizofrenico, perché fanno sempre tutto all'eccesso, nel bene
come nel male". |
Maurizio Molinari,
giornalista |
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Dossier / Moked autunnale 5769
Israele, le culture minoritarie, la crisi dei numeri e le nuove sfide degli ebrei italiani. Il Moked autunnale 5769 in un dossier  che raccoglie il lavoro della redazione del Portale dell'ebraismo italiano
Dossier / a 70 anni dalle leggi razziste
“Il
16 dicembre 2008 il Presidente della Camera dei Deputati Gianfranco
Fini e il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo
Gattegna hanno rievocato la vergogna delle leggi antiebraiche approvate
il 14 dicembre 1938 dalla Camera dei Deputati. La memoria delle
persecuzioni e degli orrori che ne seguirono costituiscano monito
perenne affinché il Parlamento sia per sempre baluardo della
libertà umana e della dignità della persona secondo i principi e le
disposizioni della Costituzione della Repubblica”. Questo il testo
della targa apposta nella Sala della Regina della Camera dei Deputati a
Roma al termine della cerimonia in memoria del 70° anniversario della
promulgazione delle leggi razziste.[...]
Nel dossier materiali e documentazione sulle celebrazioni a settant'anni dall'infamia delle leggi razziste.
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rassegna stampa |
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Commento
forzatamente monotematico, quest’oggi. Tutti i giornali di oggi si
concentrano, com’era prevedibile, sulle posizioni di Gianfranco Fini in
merito all’atteggiamento della Chiesa nei confronti delle leggi
razziali. Il suo discorso alla Sala della Regina della Camera quale
“padrone di casa” durante una cerimonia a ricordo dei 70 anni dagli
infami provvedimenti ha sollevato un autentico polverone nel mondo
politico e negli ambienti degli storici. Come sempre, occorre fare un
po’ d’ordine e considerare separatamente il contenuto delle
affermazioni, le valutazioni dei politici e degli storici, il commento
di alcuni giornalisti. Le affermazioni del Presidente della
Camera. Fini ha ribadito la sua salda posizione di totale condanna
delle leggi fasciste contro gli ebrei, già da tempo definite
“un’infamia”. Ma stavolta è andato più in là, aprendo una coraggiosa
finestra sul silenzio, sulla passività e sull’assuefazione mostrate
allora dalla società italiana nel suo complesso e sottolineando con
rammarico la mancanza di una reazione ufficiale da parte della Chiesa,
anch’essa coinvolta in un clima di generale accettazione. Le
valutazioni dei politici. Apriti cielo. A parte il deciso appoggio
trasversale giunto da Veltroni e dall’Italia dei Valori, a parte il
sostegno di alcuni suoi fedelissimi di partito, il mondo politico si
schiera nettamente contro le dichiarazioni di Fini. Soprattutto l’ampio
e anch’esso trasversale settore dei cattolici, che dal PdL e dal PD
ugualmente giudicano unilaterale il suo giudizio, colpevole ai loro
occhi di non considerare i numerosi e tempestivi interventi di Pio XI
contro il provvedimento fascista. Ne parlano, con cronache dettagliate,
praticamente tutti i quotidiani: “Corriere”, “Repubblica”, “Stampa”, “Sole 24 Ore”, “Unità”, “Avvenire”, “Libero”, “Liberal”, “Tempo”, “Messaggero”…,
dando naturalmente valutazioni politiche attuali a questa levata di
scudi; valutazioni che offrono spunto anche a riflessioni di fondo sui
motivi della strana, continua commistione tra realtà politica d’oggi e
analisi del passato. Il punto di vista degli storici, certo più
affidabile. Gli studiosi cattolici sono compatti nel difendere,
documenti alla mano, l’operato della Chiesa e in particolare la
posizione di Pio XI. Da Giovagnoli a Malgeri, a Sale, a Riccardi, tutti
ripercorrono – intervistati sull’ “Avvenire”, su “Liberal”, sul “Corriere”, sul “Riformista”
– gli interventi del Papa volti a denunciare e a tentare di
disinnescare le posizioni razziste e antisemite del regime
(dall’enciclica Mit brennender Sorge del 1937 diretta però contro il
nazismo “pagano”, al previsto e mai realizzato documento contro il
razzismo, al discorso pronunciato all’indomani delle leggi sulla scuola
del 6 settembre 1938, ai richiami diretti allo stesso Mussolini,
all’appello a Vittorio Emanuele III). Ma, appunto, si concentrano sulle
posizioni personali e sui tentativi “privati” del pontefice, certo
fuori discussione. Non parlano di un’azione contraria della Curia in
quanto tale, non ricordano – perché non ce ne furono – passi ufficiali
della Chiesa per opporsi al provvedimento. Lo stesso Giovanni Sale,
docente all’Università Cattolica, distingue le posizioni di Pio XI da
quelle che lo circondavano, descrivendo sul “Riformista” il clima
ambiguo, timoroso, sospettoso che caratterizzava allora gli ambienti
vaticani. Tra gli storici “laici”, Giordano Bruno Guerri ricostruisce
in modo convincente (con un articolo sul “Giornale”)
la situazione di allora, ed è il solo a richiamare apertamente la
tradizione e la cultura antigiudaiche diffuse e ancora imperanti nel
mondo cattolico di quegli anni. Il commento di alcuni giornalisti.
Non sono molti i cronisti che si fanno commentatori e ci offrono una
valutazione dell’intervento di Fini. Tra questi spicca Filippo Rossi,
che (non solo, certo, perché scrive per “Il Secolo d’Italia”)
apprezza il discorso del Presidente della Camera e ne sottolinea i
punti forti: il coraggio nell’andare oltre le appartenenze e gli
schieramenti prevedibili, la lucidità con cui ha colto la generale
assuefazione della società italiana di ieri (la citazione degli
Indifferenti di Moravia) e la puntualità con cui ha scalfito il vizio
di autoassoluzione della società italiana di oggi sottolineando invece
l’esigenza di non sottrarsi ai conti col passato se si vuole guardare
al futuro, la capacità infine di cogliere i rischi attuali del razzismo
e dell’antisemitismo. Un appoggio sostanziale viene anche da Pierluigi
Battista, che sul “Corriere”
nota implicitamente come Fini abbia messo il dito sulla piaga e
ricostruisce poi con nomi e cognomi illustri i peccati di assuefazione,
appoggio, lusinga del potere, ricerca del tornaconto personale commessi
dall’intellighenzia culturale e politica più “insospettabile”,
delineando così la palude opaca della società italiana di quegli anni.
Su posizioni diverse Renato Farina (“Libero”),
pieno di elogi al personaggio Fini (esponente ormai di una destra
“francese”) ma critico sul punto: perché sottolineare proprio il
silenzio della Chiesa che fu l’unica ad opporsi e tacere sul silenzio
dei laici? Critico anche Aurelio Lepre sul “Mattino”: l’intervento nel “privato” era il solo allora possibile, e ci fu. Che
dire, in conclusione? Il Papa certo si oppose, ma su un piano
individuale e mai ufficialmente ( o meglio, lo fece solo per salvare
gli ebrei che avevano fatto matrimonio misto). La Chiesa in quanto tale
fu assente e addirittura coinvolta (Vedi, in proposito, l’articolo di
Silvana Calvo sull’ultimo numero di “Ha Keillah” – ottobre 2008).
Troppo uniforme appare quindi la difesa d’ufficio da parte degli
storici cattolici, documentati solo in un senso e del tutto dimentichi
dell’antigiudaismo tradizionale della Chiesa, ancora ben saldo nel 1938
e poi nell’estate-autunno 1943, quando fu proprio il suo intervento a
ritardare l’abolizione delle leggi razziali. La posizione di Fini, al
contrario, si apre ad una visione complessiva, non ritaglia alibi e
isole di bontà artificiose; denuncia senza acrimonia ma con chiarezza
un vizio generale, un peso collettivo, che coinvolse certo in primis il
fascismo ma che fu sostenuto dalla società italiana tutta, anche dalla
complessiva inerzia-connivenza di un istituto anche allora così
influente come la Chiesa. Ma, a monte di tutto, resta la
perplessità per il continuo connubio tra storia e politica attuale;
resta il dubbio scettico (quindi costruttivamente critico) di fronte a
questa ripetuta sovra-esposizione ebraica sui fatti italiani di oggi.
Non è qualcosa che va un po’ al di là della sacrosanta
ricostruzione storica e del doveroso impegno della memoria?.
David Sorani |
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Congresso
ebraico europeo, Kantor riconfermato
Claudia De Benedetti (Ucei) eletta nell'esecutivo Bruxelles, 17 dic - Moshè
Kantor, 55 anni, moscovita, è stato riconfermato questa mattina
presidente del Congresso Europeo Ebraico. Resterà in carica fino al
giugno 2013. Claudia De Benedetti, vicepresidente dell'Unione
delle Comunità ebraiche Italiane e unica donna eletta, è stata eletta
nell'esecutivo dell'organismo europeo, classificandosi al quarto posto
nelle preferenze espresse dai votanti.L'esecutivo del Congresso è
composto di 14 membri di cui 9 membri elettivi e cinque di diritto. I
nove membri elettivi sono stati scelti su una rosa di 16 candidati da
84 delegati in rappresentanza di 40 Paesi. Nell'esecutivo del Congresso
siedono ora rappresnetanti delle realtà ebraiche della Repubblica Ceca,
del Belgio, della Lettonia, del Portogallo, della Svizzera,
dell'Ungheria, dei Paesi scandinavi e della Spagna.
Le primarie di Kadima Tel Aviv, 17 dic - Israele
- Oggi chiamati alle urne per le primarie i circa ottantamila iscritti
al partito centrista di governo israeliano Kadima. Il voto si concluderà alle ore 24 locali, ne uscirà una lista di candidati in vista delle elezioni politiche. Nelle
settimane passate il primo posto della lista era già stato affidato a
Tipzi Livni e il secondo al ministro dei trasporti Shaul Mofaz.
Assente fra i candidati Ehud Olmert, dimissionario in seguito al
proliferarsi delle accuse e delle indagini della polizia nei suoi
confronti. Quelle di oggi sono le prime elezioni primarie
di Kadima, partito fondato solo tre anni fa su iniziativa di Ariel
Sharon e Shimon Peres. La fisionomia politica degli 80 mila
iscritti al partito resta ancora sconosciuta, impossibile avanzare
ipotesi e previsioni sulla composizione della lista. Non è escluso infatti che gruppi di pressione e lobby riescano a imporre volti nuovi, sconosciuti al gran pubblico.
Chiesa: Negoziati con Israele per un accordo economico Città del Vaticano, 17 dic - Sono iniziati oggi i negoziati fra Israele e la Santa Sede. Le
due delegazioni si incontrano per discutere sulla situazione delle
tasse e sulle proprietà della Chiesa Cattolica nello Stato ebraico. Ha
ricordato l'agenzia missionaria AsiaNews che la Chiesa e Israele sono
alla ricerca di un accordo sul tema da ormai 10 anni (le prime
trattative infatti ebbero inizio l'11 marzo 1999). L' accordo sarebbe
finalizzato a riconfermare le esenzioni storiche dalle tasse per il
Vaticano e a trovare regole per la protezione delle sue proprietà . Lo
stesso accordo dovrebbe portare anche alla restituzione al Vaticano di
luoghi sacri non appartenenti più ad esso, un esempio fra tutti il
Santuario di Cesarea, confiscato e poi distrutto negli anni cinquanta. La delegazione vaticana sarà guidata da mons. Pietro Parolin, sottosegretario per i rapporti con gli Stati. Alcuni
sperano che la prospettiva di una visita di Benedetto XVI allo Stato di
Israele contribuisca ad accelerare una risoluzione alla controversia
economica. |
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L'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che
incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli
articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente
indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di
posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone
che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli
utenti che fossero interessati a partecipare alla sperimentazione
offrendo un proprio contributo, possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it per concordare le modalità di intervento.
Il servizio Notizieflash è realizzato dall'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane in collaborazione con la Comunità Ebraica di Trieste,
in redazione Daniela Gross. Avete
ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei
l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere
ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo
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