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L'Unione informa |
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6 dicembre 2009 - 19 Kislev 5770 |
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Benedetto Carucci Viterbi, rabbino |
La lotta tra Giacobbe e l'uomo-angelo è, diremmo oggi, un incontro di wrestling:
chi lotta cerca di togliere sostegno a terra al nemico e di
immobilizzarlo. Dei due, paradossalmente, ha più stabilità l'uomo
Giacobbe dell'uomo-angelo: ha conquistato, forse, radici celesti più
forti. |
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La
politica non è una formula chimica, né una frase a effetto, ma è non
lasciarsi sopraffare dalla realtà e provare a non subire i fatti. Non
so che cosa dirà giovedì prossimo a Oslo il presidente Barack Obama nel
suo discorso pubblico per il Nobel. Il dato di cronaca dice che la
figura pubblica che con più determinazione ha dichiarato la necessità
di chiudere con la cultura politica del “conflitto di civiltà” ha
contemporaneamente puntato sull’innalzamento dell’impegno bellico e
sulla necessità di prefigurare un dopoguerra fondato sul principio di
responsabilità. Sarebbe facile ironizzare sull'incoerenza. Più
complicato è, invece, riflettere sui molti significati possibili della
massima di von Clausewitz, quella per cui la guerra non è che il
proseguimento della politica con altri mezzi. Ovvero appunto sul fatto
che la differenza non la fanno le cose, ma le persone che fanno cose,
per come le fanno e per gli obiettivi che dichiarano di voler
raggiungere. In breve la centralità della politica. Uno schema che
dovrebbe valere anche per altri scenari di guerra non risolti. |
David Bidussa,
storico sociale delle idee |
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davar |
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Qui Torino - Giorgio Israel e il premio Peano
A
due mesi di distanza dall'incresciosa polemica che ha scatenato, è
avvenuta la consegna del premio Peano 2008 al professor Giorgio Israel
(nell'immagine) e alla professoressa Ana Millàn Gasca, storici della
matematica docenti in due diverse università romane. Si tratta di un
riconoscimento scientifico per la pubblicazione di testi di matematica
a carattere divulgativo. La giuria designata dall'Associazione
Subalpina Mathesis, l'ente che bandisce il premio, ha scelto come
miglior pubblicazione del 2008 “Il mondo come gioco matematico. John
von Neumann, scienziato del Novecento”, Bollati Boringhieri, Torino,
2008. Quando due mesi or sono furono resi pubblici i nomi dei
vincitori, un “matematico impertinente”, come si autodefinisce in un
suo libro il professor Piergiorgio Odifreddi, ha voluto restituire il
suo premio conquistato nelle edizioni precedenti. Non intendeva “essere
associato intellettualmente” con un collega, Israel, a suo giudizio
“fondamentalista e iperconservatore”. Il gesto fortemente polemico di
Odifreddi ha suscitato una lunga serie di polemiche, anche assai
ruvide, e molte sono state le voci di solidarietà a Israel, oggetto,
proprio in quei giorni, di minacce e gravissimi insulti antisemiti. Al
teatro Colosseo di Torino si è finalmente potuto discutere, di fronte a
un numeroso pubblico, dell'opera vincitrice, senza gesti eclatanti né
roboanti editoriali. Una delle più brillanti menti matematiche del
ventesimo secolo, John von Neumann è anche uno degli scienziati più
controversi, da molti accostato al personaggio kubrikiano, il dottor
Stranamore. Nato a Budapest nel 1903 da una famiglia di banchieri
ebrei, dimostra, precocissimo, straordinarie capacità intellettuali.
Arrivato all'età dell'università comincia a viaggiare per l'Europa e a
raccogliere successi accademici. Fornisce importanti contributi alla
teoria degli insiemi e alla meccanica quantistica. Con l'avvento del
nazismo von Neumann si trasferisce negli Stati Uniti, ottiene una
cattedra a Princeton. Il periodo americano è segnato da un'attività
intensissima. Lavora alla “teoria dei giochi”, la scienza che analizza
situazioni di conflitto e ne ricerca soluzioni competitive tramite
modelli: si tratta di approcciarsi alle questioni
economico-finanziarie, strategico-militari, politiche e sociali come ad
una partita a scacchi: alla base di questa teoria c'è una visione
panmatematica del mondo che caratterizza il pensiero di von Neumann,
una fiducia nell'applicabilità della matematica alla realtà. Ma vi
sono anche dei lati oscuri - lo ammette, Israel, rispondendo a qualche
domanda dal pubblico - nella vita di quest'uomo. Lavora a Los Alamos,
al programma di ricerca che portò alla realizzazione della bomba
atomica, e non senza un certo entusiasmo ideologico. Presto arriva ai
vertici delle istituzioni politico-militari degli Stati Uniti. È un
fervente sostenitore e teorico del “riarmo senza limiti”, prima nella
guerra contro l'Asse Berlino-Tokyo, poi contro l'Unione Sovietica. Il
cancro però lo uccide a soli 53 anni. Von Neumann incarna tutti
gli aspetti caratteristici della scienza del Novecento: le sue
grandezze e le sue debolezze. I trionfi conseguiti, come le voragini
aperte, hanno cambiato il volto del mondo.
Manuel Disegni
A Sorgente di vita: Channukkah, la festa delle luci, Gad Lerner, Boris Zaidman e il Konlno'a Festival
La
festa ebraica di Chanukkah, l’accensione delle luci, ogni sera
per otto giorni, l’uso dell’olio di oliva e il suo significato
simbolico, con una riflessione del rabbino Benedetto Carucci Viterbi,
apre la puntata di Sorgente di vita di domenica 6 dicembre. Segue
un’intervista a Gad Lerner: prendendo spunto dal suo nuovo libro
“scintille”, il giornalista racconta una saga familiare che si
snoda tra la Galizia e il Medio Oriente, attraverso le tragedie del
‘900, fino ad approdare in Italia, un viaggio alla ricerca
dei mille tasselli della sua composita identità. Si parla poi
del cinema ebraico e israeliano al “Pitigliani Kolno’a Festival”, con
film drammatici, commedie, documentari e cortometraggi, dagli
ultimi successi fino alla produzione delle scuole di cinema d’Israele. Infine
un incontro con lo scrittore Boris Zaidman a Trieste, dove ha ricevuto
il premio premio letterario dell’ADEI WIZO: racconta la sua
infanzia nella Moldavia sovietica, i sogni, le paure di un bambino
degli anni ’70 emigrato da Kishinev in Israele. Sorgente di vita va in onda domenica 6 dicembre alle ore 1,20 circa su RAIDUE e in replica lunedì 7 dicembre alla stessa ora. La puntata sarà replicata anche lunedì 14 dicembre alle ore 9,30 del mattino. I servizi di Sorgente di vita sono anche on line sul Portale dell'ebraismo italiano moked.it
p.d.s. |
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Rotschild Boulevard - Un software anti Alzheimer: tra videogioco e memoria virtuale
Che
la ricerca israeliana sull'Alzheimer fosse particolarmente avanzata,
già si sapeva. Da tempo gli istituti di ricerca biomedica da
Gerusalemme a Tel Aviv, da Haifa a Rehovot, hanno fatto delle malattie
degenerative la loro priorità. L'ultimo passo avanti arriva però da
dove uno meno se l'aspetterebbe: Ibm Israel, il dipartimento israeliano
della multinazionale dell'informatica di consumo. La loro proposta per
combattere l'Alzheimer? Una specie di videogioco.
L'idea arriva dall'Ibm Research Lab di Haifa. Che,
in collaborazione con l'Unione europea, ha messo a punto uno studio
preliminare di software che dovrebbe aiutare gli anziani e tutti coloro
che soffrono di malattie relative alla memoria. L'idea è tenere
allenata la mente da un lato, in stile brain training, ma dall'altro
fornire anche un sostegno software alla memoria: "Il nostro progetto
vuole permettere agli utenti di utilizzare un assistente personale
virtuale", riassume Alex Sorin (nell'immagine), direttore della ricerca
del laboratorio di Haifa. In altre parole, una specie di "wizard della
memoria".
Anna Momigliano |
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rassegna stampa |
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Fatti e fattacci II
Vaticano non perde mai occasione per trovare nuovi elementi di scontro
con il mondo ebraico. Una valutazione che nasce dalle continue
polemiche tra la Santa Sede e il mondo ebraico. Infatti, a poche
settimane dallo visita del Papa alla sinagoga di Roma, prevista per il
I 7 gennaio 20l0, su Edith Stein - santa cattolica nata ebrea e
convertita al cattolicesimo prima di morire nel campo di sterminio di
Auschwitz - scoppia la polemica tra il quotidiano della Santa Sede e il
periodico dell'Unione delle comunità ebraiche in Italia. Sul primo
numero di “Pagine Ebraiche” la filosofa Donatella Di Cesare sostiene
che la Stein, “alla disperata ricerca di un'assimilazione negata, si
era messa a scrivere di mistica, diventando cattolica, tomista e
perfino carmelitana”. Replica Lucetta Scaraffia, firma di punta
dell'“Osservatore romano” in un articolo che verrà pubblicato su Pagine
ebraiche ma viene anticipato dallo stesso giornale vaticano. “Perché un
giornale così interessante doveva iniziare con una caduta del genere?”,
si domanda la storica cattolica. [...] La Voce Repubblicana, 5 dicembre 2009
Medio Oriente, accordo raggiunto sulla partita Shalit-Barghouti? […]
E' questa l'ultima di una lunga serie di previsioni, sulla vicenda,
avanzata ieri dal deputato israeliano Daniel Ben Simon, sulla base di
anticipazioni da lui attribuite al premier Benyamin Netanyahu in
persona. Secondo Ben Simon, lo scambio alla fine si farà, malgrado i
molti annunci a vuoto del passato recente, perché il premier è deciso
davvero a chiudere un accordo attraverso la mediazione dei negoziatori
egiziani e tedeschi. Il deputato - esponente del Partito laburista,
minoritario nell'attuale coalizione di governo a guida di destra - ha
quindi riconosciuto a Netanyahu di «aver fatto e di essere disposto a
fare molto più» di quanto gli stessi laburisti «si sono mai immaginati
di fare in passato»: sia sul fronte palestinese; sia per la presa del
negoziato con la Siria, a proposito del quale Ben Simon - parlando in
un incontro pubblico a Beer Sheba - s'è pure detto convinto che «un
accordo ci sia e debba solo essere firmato». Più freddo, sull'ipotesi
di uno scambio di prigionieri che includa Barghuti si è mostrato invece
il ministro della Sicurezza Interna, Yitzhak Aharonovitch (Israel
Beiten , destra radicale). «Io so solo - ha tagliato corto Aharonovitch
nella stessa circostanza - che Barghouti è uno spregevole assassino ...
e spero quindi che il suo nome non faccia parte dell'accordo che si va
cucinando». Ieri fonti di Hamas avevano allontanato la prospettiva di
un'intesa imminente; imputando le difficoltà a Israele. Fonti
palestinesi citate oggi dalla stampa araba rilanciano viceversa
l'ottimismo, accreditando una presunta disponibilità di Hamas a
rinunciare almeno ai detenuti arabo-israeliani che Israele ha inserito
fra i nomi-simbolo su cui non intende cedere. E questo viene letto come
una volontà da parte del gruppo islamico - che avrebbe tutto da
guadagnare e su tutti i fronti dalla liberazione di Shalit - di
testimoniare al mondo la propria disponibilità all'accordo e di
scaricare così su Israele la responsabilità di un fallimento,
smascherando così Netanyahu. […] Sara Volandri, Liberazione, 6 dicembre 2009 |
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notizieflash |
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Gilad Shalit, Bbc: “E' stato visitato da medici francesi”, dal governo israeliano nessuna conferma Tel Aviv, 6 dic - Quattro
medici francesi hanno visitato il soldato israeliano Gilad Shalit.
Questa la notizia divulgato dalla Bbc in lingua araba e dal giornale
arabo al Hayat. Il padre di Shalit, Noam, si è subito detto ignaro di
questo sviluppo. Secondo la Bbc e al Hayat, si tratta della prima volta
in assoluto che il prigioniero israeliano è stato visto da persone che
non appartengono al braccio armato di Hamas. I medici, di
specializzazioni diverse, sarebbero entrati a Gaza accompagnati dal
mediatore tedesco che negli ultimi mesi conduce i negoziati fra Israele
e Hamas. Durante la loro visita, è stato aggiunto, quella zona di Gaza
è stata sorvolata incessantemente da aerei senza pilota israeliani. Ma
in Israele, finora, questa notizia non ha ricevuto alcuna conferma. |
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L'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che
incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli
articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente
indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di
posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone
che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli
utenti che fossero interessati a partecipare alla sperimentazione
offrendo un proprio contributo, possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it per concordare le modalità di intervento.
Il servizio Notizieflash è realizzato dall'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane in collaborazione con la Comunità Ebraica di Trieste,
in redazione Daniela Gross. Avete
ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei
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