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    28 gennaio 2010 - 13 Shevat 5770  
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Moked - il portale dell´ebraismo italiano
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  Alfonso Arbib Alfonso
Arbib,

rabbino capo
di Milano
Quest'anno il giorno della memoria capita nella settimana della parashà di Beshallàch ed era shabbat Beshallàch il 27 gennaio 1945, data della liberazione di Auschwitz. Alla fine della parashà abbiamo l'attacco di Amalek e il tentativo di distruggere il popolo ebraico appena uscito dall'Egitto e quest'attacco è diventato nella tradizione ebraica il simbolo dell'odio gratuito contro il popolo ebraico. Dio dice a Moshè di prepararsi a combattere contro Amalek l'indomani. Secondo alcuni Maestri contemporanei viene specificato che la guerra contro Amalek avviene l'indomani per sottolineare il fatto che l'unico modo di combattere chi vuole distruggere il popolo ebraico e trasformarlo in un reperto archeologico, è dimostrare che il popolo ebraico ha un futuro e vivere programmando continuamente il futuro. Credo che questo sia un insegnamento importante per quanto riguarda il Giorno della Memoria. Questo giorno ha un senso solo se la memoria del passato si proietta sul presente e sul futuro. 
Nel Giorno della Memoria la Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, invoca nuovamente la scomparsa di Israele, rilanciando l'appello del presidente Mahmoud Ahmadinejad a "cancellare Israele dalla mappa del mondo" e a interpretare l'Olocausto come un "mito". Invece, il Ministero degli Esteri della Turchia rilascia una dichiarazione in cui condanna l'Olocausto come "il crimine contro l'umanità più grave e senza precedenti in tutta la storia". Da parte sua, la CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) italiana, in un comunicato firmato da Yunus Distefano, Portavoce e responsabile per le relazioni con la stampa, immette una boccata di aria fresca nel discorso: "L'esempio religioso e civile della Comunità Ebraica costituisce un punto di riferimento per i musulmani italiani, che lavorano per favorire la conoscenza senza pregiudizi dell'Islam, il dialogo tra le fedi, il confronto interculturale e la maturazione di una cittadinanza condivisa....La COREIS italiana, insieme alle altre minoranze ebraiche e cristiane in Occidente come in Oriente, vuole salvaguardare la libertà religiosa, il rispetto delle identità e il pluralismo confessionale dagli estremismi violenti, dalle falsificazioni ideologiche e dalle strumentalizzazioni politiche, anche per prevenire la tragica storia delle persecuzioni, delle leggi razziali e dell'Olocausto, affinché non possa mai più ripetersi un evento simile nella storia dell'umanità. Solo la cultura della conoscenza, della cooperazione e del rispetto può fungere da antidoto alle violazioni dei diritti dei popoli e delle comunità religiose, isolare le degenerazioni del terrorismo e favorire la coesione sociale, pacifica e responsabile, senza buonismi né totalitarismi." Ahlan Uasahlan! Sergio
Della Pergola,

Università Ebraica di Gerusalemme
Sergio Della Pergola  
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  Memoria - Roma, il grande incontro con i sopravvissuti

SinagogaPer la seconda volta in pochi giorni, dopo la visita di Benedetto XVI, il Tempio Maggiore di Roma ha aperto le porte alla cittadinanza. L'occasione dell'incontro fra  i sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti e la Comunità Ebraica di Roma è stata fortemente voluta dalla Consulta della Comunità romana e dalla sua presidente Elvira Di Cave. Ci hanno fatto commuovere, ci hanno fatto rabbrividire, a tratti sorridere, ci hanno fatto sentire orgogliosi, ma soprattutto ci hanno insegnato che non bisogna mai dimenticare. [...]

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Memoria - Le parole di Elie Wiesel

WieselSignor Presidente della Repubblica italiana, onorevoli Presidenti della Camera e del Senato, signor Presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi, onorevoli deputati e senatori, signor presidente della Corte costituzionale, sopravvissuti, membri delle comunità ebraiche, come non dirvi della mia grande emozione nell’essere qui. Mia moglie Marion ed io, Presidente Fini, le siamo profondamente grati del calore dell’accoglienza e della sincerità delle sue parole. Ci congratuliamo con l’Italia perché abbiamo partecipato a tante cerimonie, abbiamo visitato tanti Paesi dove viene celebrata la memoria, e posso dirvi che questo Paese costituisce un modello perché la commemorazione in Italia abbraccia tutte le sfere della società. L'altra sera a Torino il Consiglio della Comunita' ebraica ha deciso di avviare la realizzazione della Rassegna stampa Piemonte. La Comunita' torinese ha annunciato la propria intenzione di condividere l'iniziativa con le altre realta' ebraiche piemontesi.

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Memoria - Le parole di Gianfranco Fini

LocandinaOnorevoli colleghi, sono onorato e commosso di dare oggi, 27 gennaio, Giorno della memoria, il benvenuto della Camera dei deputati al Premio Nobel per la pace Elie Wiesel e di farlo alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e delle più alte autorità istituzionali. [...]

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Memoria - Roma, pietre per ricordare

Gattegna e pietre d'inciampo Tutti noi abbiamo un Egitto di cui spezzare le catene. E a tutti noi si offre l'occasione di essere protagonisti della nostra liberazione, di mettere a segno un grande progresso.
L'appuntamento di Pesach, di conseguenza, credo sia indissolubilmente intrecciato con quello degli ebrei italiani che giorno dopo giorno vogliono tenere in vita contro ogni logica apparente le tradizioni millenarie e il messaggio irrinunciabile di una minoranza piccola nei numeri e grande nella tenacia e nel coraggio. [...]

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Memoria - Milano, la vergogna di Fossoli

PubblicoMilano ha celebrato il Giorno della Memoria con numerose iniziative in questa settimana, con grande interesse da parte del pubblico e delle autorità. Il Binario 21, il carcere di San Vittore, teatri e scuole, per conferenze, spettacoli e commemorazioni. La città ha ricordato, si è sforzata di dimostrarsi diversa da quella che 65 anni fa rimase indifferente di fronte alla persecuzione e alla deportazione di innocenti.
A concludere gli eventi legati alla Memoria è stata la serata dedicata alle vicende del campo di concentramento di Fossoli, in provincia di Modena, istituito dalle autorità italiane, gestito da italiani, dove furono internati 2845 ebrei, arrestati in gran parte dalle forze dell’ordine italiane. [...]

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Memoria - I giovani ebrei e il dovere di ricordare

Consiglio"In occasione della Giornata della Memoria, l'Unione Giovani Ebrei d’Italia sente il dovere di continuare la battaglia del ricordo". Lo comunica in una nota dell'organizzazione il presidente dell'Unione Giovani Ebrei d’Italia Giuseppe Piperno. [...]

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Memoria - Firenze, 12 mila studenti con i sopravvissuti

Mandela ForumClaudio Martini, presidente della Regione Toscana, sale con passo spedito i gradini che lo portano sul palco del Mandela Forum. L’incedere è sicuro. La voce, invece, tradisce una certa emozione. “Quale altra regione italiana - si chiede con orgoglio - riesce a organizzare eventi come questo?”. Quasi 12000 studenti battono i piedi e applaudono. Il governatore commenta: “Questa è la Toscana migliore, di oggi e di domani”. [...]

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Memoria - Firenze, “Riflessione sul presente”

concertoIeri sera, nella bella cornice del Teatro Goldoni di Firenze, si è svolto il Concerto per il Giorno della Memoria. Un appuntamento che si ripete da qualche anno e che ogni volta ci dona, con musica e parole, l’emozione del ricordo e spunti di riflessione che valgono anche per il nostro presente. [...]

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Memoria - Venezia, una giornata dedicata al ricordo

MedaglieServirebbe il dono dell’ubiquità per riuscire a seguire l’intero programma delle celebrazioni per il Giorno della Memoria 2010, così ricco di appuntamenti che spesso si sovrappongono l’uno con l’altro sia in centro storico a Venezia che in terraferma, a conferma del forte radicamento delle realtà ebraiche attive sul territorio. [...]

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Memoria - Gli avvocati ricordano i colleghi vittime della Shaoh

LocandinaIn occasione del Giorno della Memoria le Edizioni PLUS, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Forense, ha presentato il volume "Le leggi razziali e gli avvocati italiani. Uno sguardo in provincia", a cura di David Cerri. [...]

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Memoria - Monte San Savino, il nostro ricordo

Monte San SavinoLa commemorazione del Giorno della Memoria è iniziata mercoledi 27 gennaio con la deposizione di una corona di alloro ai piedi dell’ulivo che segna il luogo dell’antico cimitero ebraico di Arezzo, con la partecipazione di tutte le autorità della città e del territorio provinciale, del Prefetto di Arezzo, di rappresentanti delle forze armate, delle associazioni partigiane e dei rappresentanti delle Comunità Ebraiche di Firenze e di Monte San Savino. [...]

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  Il rischio

Rav Di SegniAbbiamo avuto in questi giorni un bagno mediatico ed emozionale eccezionale, prima con un incontro interreligioso al massimo livello, poi con la celebrazione del Giorno della Memoria. Eventi tanto importanti quanto necessari, ai quali non possiamo sottrarci. Ma che richiedono attenzione. Perché le relazioni con un'altra grande religione o le memorie terribili del nostro passato (che possono persino diventare nelle celebrazioni ritualizzate una sorta di nuova religione) comportano un rischio, quello di deviare la nostra attenzione dai problemi reali, dalle priorità operative, dalla stessa percezione della nostra identità.

Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma


Senza parole

Tizio Della SeraIn queste giornate, una foto tra le foto mostrava un gruppo di bambini in attesa di mangiare, e dico solo che in questa occasione sinteticamente ebraica della Shoah i bambini li vorrei chiamare ieladim. Questi ieladim li ho contati,  erano 27.
Avevano delle giacche invernali, a parte uno che aveva la maglietta a righe, e alcuni portavano bretelle - tutti un cappello e i pantaloni corti. Uno ieled teneva le mani in tasca, una forse era una ialdà e aveva un basco blu sulla testa rotonda che ora che ci penso era rasata, e lui, o lei che fosse, portava un lungo capotto elegante che scendeva; aveva la testa girata da un'altra parte perché era incuriosito, oppure incuriosita, da qualcosa - lui, lei, non aveva mai visto un posto così. Gli ieladim ridevano, se no sorridevano, stringevano gli occhi perché avevano il sole contro, e le stelline gialle sul petto di tutti erano atrocemente graziose. La foto era in una bella giornata di sole, e ogni dettaglio era in armonia con l'idea di bella giornata: il cielo sereno, il sole e i colori, e la foto a colori. Poi gli ieladim sono rimasti per sempre ieladim.  

Il Tizio della Sera


La ruota di Beshallach


dolci ebraiciUno dei campi di studio più innovativi sviluppati dalla storiografia moderna riguarda quella che viene chiamata la "cultura materiale". La cultura materiale comprende quegli aspetti esteriori e materiali dell'esistenza, gli elementi di tutti i giorni, come l'abbigliamento, la cucina, gli oggetti di casa e così via. Questi aspetti spesso riflettono non solo le condizioni culturali e religiose, ma anche quelle sociali ed economiche, rivelando perfino distinzioni all'interno del gruppo stesso.
Le comunità ebraiche in Italia svilupparono per secoli una cultura materiale fiorita ed eterogenea, cultura di cui con l'andare degli anni si sta perdendo la memoria. Un esempio assai colorito e saporito di questa cultura, è la cosiddetta "ruota" che si usava preparare in alcune comunità in occasione del sabato in cui si legge la parashà di Beshallach, dove si racconta della famosa traversata del Mar Rosso, per commemorare e celebrare l'evento stesso dell'uscita dall'Egitto. La "ruota", detta anche "frisensal", era un piatto di fettuccine o tagliatelle ondulate che dovevano assomigliare alle onde del Mar Rosso; queste venivano cotte con grasso d'oca o olio di oliva, e quindi venivano aggiunti  pinoli che simboleggiavano gli egiziani affogati nel mare, fette di salame a simboleggiare le ruote dei carri egizi, e uvette a simbolo dei loro cavalli  pure affogati fra le onde.
Va notato come questa pietanza non era che un mezzo, un espediente, ed uno dei tanti, utile a conservare ed a sottolineare la peculiarità della minoranza ebraica, in un periodo in cui le restrizioni dei ghetti erano invece un mezzo che spingeva in direzione opposta, verso cioè il battesimo.   
Sarebbe interessante se le diverse istituzioni culturali collaborassero creando una sinergia al fine di costituire un archivio, un data-base, per registrare il patrimonio di tradizioni sia materiali come appunto le tradizioni culinarie, ma anche di canti e di musiche delle piccole comunità italiane.

Andrea Yaakov Lattes,  Università Bar Ilan
 
 
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rassegna stampa    
 
 
leggi la rassegna
 
 

Shoah, la memoria oltraggiata, di Francesca Numberg

Berlino oggi ti chiedo…, di Shimon Peres

Il Papa: “Shoah, efferatezza inaudita”, di Salvatore Mazza


Obama: “Non si accetti di essere testimoni passivi del male”

Pacifici: “Segnali di debolezza di chi è prigioniero di certe idee”, 
di Raffaella Troili


Di Segni: “Serve più attenzione ai rischi degenerativi”, di Fabiana Cusumano

Foa: “E' colpa di ideologie e luoghi comuni”, di Gabriella Mecucci

Riflessioni, il filo spezzato da ricostruire, di David Meghnagi

 
 
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notizieflash    
 
 
Accoglienza trionfale per i soccorritori israeliani da Haiti            
Tel Aviv, 28 gen -
Il team di soccorritori e medici dell'esercito israeliano, intervenuto fra i primi in aiuto dei terremotati di Haiti, è tornato a casa. E' stata una accoglienza trionfale quella a loro riservata all'aeroporto di Tel Aviv. Fra gli altri, ad attenderli c'era il primo ministro Benyamin Netanyahu.
 
 
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