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L'Unione informa |
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15 aprile 2010 - 1 Iyar 5770
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alef/tav |
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Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano |
Rav
Avraham Ibn Ezra sostiene che è sbagliato dire che siamo usciti
dall'Egitto e mangiamo ancora la matzà per ricordare quest'evento ma,
al contrario, che il fine dell'uscita dall'Egitto è che potremmo non
mangiare la matzà. E' un ribaltamento apparentemente paradossale di ciò
che abbiamo sempre detto dell'uscita dall'Egitto. In realtà però Ibn
Ezra, in questo modo, afferma un principio fondamentale. L'uscita
dall'Egitto è l'uscita verso la libertà, libertà però è comunque una
libertà provvisoria. Gli ebrei sono stati nel corso della loro storia,
varie altre volte oppressi, perseguitati e schiavi. Come è stata data
quella libertà può essere tolta. L'uscita dall'Egitto ha comportato
l'inizio del percorso ebraico verso le mitzvòt che troverà il suo
coronamento nel momento del Mattàn Torà. Questo processo ha significato
l'acquisizione della libertà interiore per il popolo e questa libertà
interiore non può essere tolta. | |
L'Organizzazione
delle Nazioni Unite viene spesso percepita come un luogo dove una
maggioranza pre-stabilita di paesi non democratici approva regolarmente
sbilanciate e offensive mozioni contro Israele. Da ciò in Israele è
nato un senso di disagio nei confronti dell'ONU e della sua capacità di
guidare iniziative equilibrate e promotrici della pace in Medio
Oriente. Ma questa settimana è avvenuto un fatto davvero insolito. La
delegazione israeliana, guidata dall'ambasciatrice Gabriella Shalev e
dall'ambasciatore Dani Carmon, è stata eletta alla presidenza della
quarantatreesima Sessione della Commissione dell'ONU per la Popolazione
e lo Sviluppo. La riunione tratta quest'anno dei problemi della sanità
e dello sforzo per diminuire la mortalità e assicurare condizioni di
vita più confortevoli ed egualitarie alla popolazione del globo
terrestre. A parte il seggio vuoto del delegato iraniano che, secondo
l'ordine alfabetico, figurava accanto al delegato israeliano, questa è
una rara occasione in cui si è parlato dei problemi del mondo
contemporaneo seriamente e senza pagare un eccessivo pedaggio agli
slogan fissi della polemica politica. Israele si è presentata con buone
credenziali con la sua comprovata capacità nella promozione sanitaria
di popolazioni locali o immigrate caratterizzate da condizioni
socioeconomiche e culturali difficili. In questi giorni all'ONU, lo
stato israeliano ha potuto essere apprezzato, per una volta, anche da
molti paesi che solitamente lo criticano.
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Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme |
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Tunewiki, il primo social network musicale Quando
Rani Cohen pensò di creare Tunewiki insieme al suo partner Amnon Sarig
e al programmatore Chad Kause non lasciò decisamente nulla al caso. Ad
oggi, dopo solo tre anni, TuneWiki è tra i primi social network
musicali al mondo e il primo per numero di file musicali fruibili
legalmente dal suo database. Nello specifico la tecnologia che sta
dietro a Tunewiki permette di poter ascoltare musica, visualizzare e
leggere i testi delle canzoni in modalità Karaoke, visualizzare video
musicali e accedere ai servizi di radio streaming. I numeri sono
strabilianti: “Quando nel 2007 abbiamo lanciato Tunewiki - spiega Cohen
- c’erano solo tre utenti iscritti e i testi delle canzoni disponibili
erano all’incirca 60. Dopo sole tre settimane il nostro database aveva
raggiunto le 41 mila canzoni e ora ne abbiamo più di 400 mila”. Con
la crescita del mercato mondiale legato alla telefonia mobile e in
particolare al settore smartphone è difficile calcolare le potenzialità
di un servizio così semplice e allo stesso tempo innovativo. Per stare
al passo con le nuove tecnologie lo staff di Tunewiki ha sviluppato
un’applicazione figlia da poter installare sui cellulari più diffusi:
dall’Iphone ai cellulari dotati di piattaforma Symbian e Android. Il
perfetto connubio tra un lettore musicale portatile e una piattaforma
di social networking, che permette, durante l’ascolto, di sincronizzare
il proprio dispositivo con il database online e permette di scaricare
le informazioni sugli artisti, i testi delle canzoni e le copertine dei
dischi. Il database è in continuo aggiornamento, grazie anche ai
contributi degli utenti che giornalmente inviano testi e informazioni
per le relative sincronizzazioni. Le canzoni sono inoltre tradotte in
più di 40 lingue differenti, con una prevalenza di testi in lingua
inglese, più di 30 mila in francese e oltre 70 mila in spagnolo. Abitualmente
applicazioni di questo genere richiederebbero un congruo esborso di
denaro da parte degli utenti, non è questo il caso. Forte dei 5 milioni
di utenti provenienti da più di 210 paesi nel mondo, Tunewiki riesce a
vivere degli introiti provenienti dalla pubblicità online. Da non
dimenticare le questioni legali connesse al servizio, decisive se si
considera la crisi del mercato musicale dovuta agli innumerevoli
servizi di file-sharing illegale. Tunewiki a questo proposito ha
stretto accordi con più di 1600 compagnie musicali. Integrando l’Api
(Application Programming Interface) messa a disposizione da Youtube è
inoltre possibile fruire di tutti i contenuti legalmente riconosciuti e
pubblicati su questa piattaforma, comodamente dal proprio computer o
cellulare: “Tunewiki - a detta di Cohen - risulta quindi essere lo
strumento per eccellenza nella condivisione legale di musica. Riguardo
agli aspetti “social” del servizio, consultando una apposita mappa è
possibile visualizzare cosa gli altri utenti stanno ascoltando e
informarsi sulla collocazione geografica degli iscritti. La piattaforma
è fortemente integrata con i più importanti servizi online, cliccando
sul titolo di una canzone potremo per esempio visualizzarne il video su
Youtube, mentre consultando il profilo di un utente potremo contattarlo
su Twitter o Facebook e lasciare un commento sul brano ascoltato.
Questi sono gli elementi che conferiscono a Tunewiki i connotati tipici
del social media music player. Tunewiki è una società
pluripremiata che negli anni si è affermata a livello mondiale, una
vera e propria organizzazione internazionale con uffici negli Stati
Uniti, in Australia, in Russia e ovviamente a Tel Aviv, in Israele. “La
musica è un linguaggio universale - ha affermato Cohen - e siamo felici
che grazie a Tunewiki molte persone possano fruire della buona musica”.
Michael Calimani
Qui Roma - Nel ventre nero della Storia
Il
pubblico colpito e commosso che affollava la sala della Casa della
Memoria e della Storia a Roma, dove è stato presentato il film Nel
ventre nero della Storia di Luigi Faccini in collaborazione con Marina
Piperno, ha applaudito lungamente al termine della proiezione. L'iniziativa,
a cura dell'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi
nazisti (Aned) in collaborazione con il Centro di Cultura della
Comunità Ebraica di Roma, è stata presentata dalla stessa Marina
Piperno, che oltre a essere autrice del film ne è la protagonista e
dalla scrittrice e giornalista Lia Levi. Nel film che dura circa
70 minuti Marina Piperno racconta la storia della sua famiglia, la sua
esperienza di bambina costretta a imparare la storia fascista anche se
da quel fascismo discriminata perché ebrea. Alla discriminazione segue
la persecuzione, la famiglia di Marina riesce a salvarsi dalla retata
nel ghetto di Roma il 16 ottobre 1943 e si nasconde prima in casa degli
amici Clelia e Alberto Ragionieri (insigniti del diploma di Giusti fra
le Nazioni qualche anno fa) e poi dalle suore Betlemita a via Sabazio
fino all'arrivo degli americani il 4 giugno 1944. Seguono gli anni
del dopoguerra, Marina, ormai ventenne, dopo una precoce e intensa
stagione da giornalista per Il Paese di Roma, dove si occupa degli
sport invernali per arrivare alle cronache cinematografiche e finire ai
reportage sulla povertà delle periferie urbane, sceglie il cinema, nel
ruolo di produttore, complice una lunga permanenza a New York e studi
di regia televisiva. Gli anni della Guerra e della persecuzione
rimangono tuttavia così profondamente dentro di lei che nel 1961
produce '16 ottobre 1943' sulla razzia del ghetto di Roma, dal testo di
Giacomo De Benedetti e la regia di Ansano Giannarelli. Il
cortometraggio è di forte impatto e ottiene un grande successo. Nella
parte finale del film è una Marina molto provata e scossa quella che
compie un viaggio a Fossoli e poi ad Auschwitz per esplorare e
approfondire una pagina nera della storia del popolo ebraico,
camminando fra i capannoni in cui dormivano i prigionieri, i forni
crematori e le camere a gas, un destino a cui la protagonista è
fortunosamente sfuggita, ma molti della sua famiglia purtroppo no. Negli
anni che seguirono la Guerra ogni volta che si è trovata in un momento
difficile Marina per trovare il coraggio di affrontare le avversità ha
ricordato una frase che diceva suo padre “Per fortuna non abbiamo i
tedeschi alla porta...”
l.e. |
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pilpul |
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Puro e impuro
Tazria
è il nome della lettura biblica di questo shabbat che prende il nome
dalla sua prima frase, "quando una donna tazria e partorirà un
maschio...". Tazria viene tradotto nel senso di rimanere incinta,
concepire. Letteralmente significa produrre seme, come fa l'erba
all'inizio della Genesi. Oggi possiamo spiegare questa espressione nel
senso biologico-tecnico della donna che ovula. Ma fino a non molto
tempo fa non si sapeva neppure che la donna producesse ovuli,
l'ovulazione è una scoperta della scienza moderna. A che cosa dunque si
riferisce la Torà? E' l'anticipazione di un concetto scientifico che
sarebbe stato noto solo dopo millenni? Ovviamente possono esserci altre
spiegazioni. Ma questo aumenta il fascino e la curiosità per una
sezione della Torà che parla di puro e impuro e di malattie della pelle
e delle mura e che sembrerebbe a prima vista non riguardarci più per
niente.
Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma
Osteria del vescovado
Osteria
del grossetano / paraponzi ponzi po / c'è l'emerito un po' strano /
paraponzi ponzi po / se gli cascano le uova / son gli ebrei lui ha la
prova / taratazum lallero taratazum lallà Osteria
della pasticca / paraponzi ponzi po / il cervello ormai si incricca /
paraponzi ponzi po / se non trova il bollitore / è perché uccisero il
Signore / taratazum lallero taratazum lallà Osteria
della disdetta / paraponzi ponzi po / questa cosa io non l'ho detta /
paraponzi ponzi po / son gli ebrei coi loro media / io mi grattavo su
una sedia / taratazum lallero taratazum lallà Osteria
del vecchio andazzo / paraponzi ponzi po / non è che l’ebreo sia
pazzo / paraponzi ponzi po / delle volte non è santo / e gli girano
anche tanto / taratazum lallero taratazum lallà
Il Tizio della Sera
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Dopo il "doppio flop del summit antiatomico di Obama" (come lo definisce la redazione del Foglio), ecco il "controvertice di Ahamadinedjad" (Maurizio Molinari sulla Stampa),
che però rischia, secondo il quotidiano torinese di essere a sua volta
un fallimento. Ma mentre l'incontro di Washington non è servito a molto
per via della genericità degli impegni e della solita
politica-spettacolo senza contenuti di Obama (i paesi partecipanti si
sono impegnati a non fornire armi atomiche ad Al Queida, figuriamoci,
ma solo per quattro anni...) quello di Teheran potrebbe mostrare la
debolezza del regime e in particolare il suo isolamento. Nel frattempo
il regime degli ayatollah ha nominato il suo "ambasciatore dei diritti
umani" al consiglio dell'Onu di Ginevra, che in teoria sarebbe dedicato
a questo tema, anche se in pratica lavora quasi solo alla
demonizzazione di Israele: inutile dire che si tratta di un komeinista
duro e puro, che al momento dell'assunzione del suo incarico ha
indicato la "dissoluzione di Israele" fra gli scopi da perseguire (Il Foglio).
E la bomba iraniana ticchetta, come ricorda Alejo Vidal-Quadrejas,
scienziato atomico e vicepresidente del parlamento europeo sul Wall Street Journal:
colpa, secondo l'autorevole intervento anche dell'élite politica
europea (l'articolo nomina Solana, Straw, Fischer e de Villepin, tutti
ex ministri degli esteri di paesi importanti, a parte Solana, che ha
rappresentato per anni l'Europa). L'assedio arabo alla legittimità di Israele del resto non si ferma un attimo: L'Osservatore romano
riferisce che un accordo sull'acqua patrocinato dalla comunità euro
mediterranea è fallito perché i paesi arabi erano disposti a firmarlo
solo se si fossero definite Giudea e Samaria territori occupati. Sembra
confermata la cessione di missili scud siriani, che possono raggiungere
tutto il territorio israeliano a Hezbollah (Liberal). L'autorità palestinese ha nel frattempo, secondo Repubblica,
respinto al mittente le proteste di Israele per il fatto di aver
dedicato una strada a un super-terrorista, Yahyya Ayash, "l'artificiere
di Hamas", rinfacciando a Israele che vi sono molte strade e piazze
dedicate a Begin (che come primo ministro firmò gli accordi di pace con
l'Egitto). A proposito d'Egitto, è preoccupante il problema della
successione di Mubarak, cui dedica un articolo Il Sole. Nei giornali di oggi colpisce infine la pubblicazione da parte della Stampa
di un articolo di Shlomo Sand, il preteso storico dell'università di
Tel Aviv, di cui fra l'altro è stata allieva Anat Kamm, la soldatessa
traditrice che ha passato migliaia di documenti segreti dell'esercito a
Haaretz. L'articolo di Sand è il concentrato del peggior odio
antisraeliano che si possa immaginare l'odio di sé ebraico: Israele non
solo sarebbe uno stato di Apartheid, ma un'"etnocrazia" e non una
democrazia, cioè uno stato essenzialmente razzista, e per di più un
'etnocrazia immaginaria, cioè di un popolo che non c'è, è una pura
costruzione ideologica. Ci si meraviglia che anche un giornale ormai
molto schierato ideologicamente come "La Stampa" di Calabresi abbia
pubblicato una simile spazzatura sostanzialmente antisemita. Leggerla
turandosi il naso può far capire il punto di lontananza e di vero e
proprio odio per Israele cui è giunta una certa autodefinita élite
intellettuale israeliana e allo stesso tempo il grado con cui
quest'autonegazione sia premiata nel grande giro dell'impresariato
culturale internazionale. Ugo Volli | |
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Israele: Turismo in crescita, e a marzo è stato record Gerusalemme, 14 apr E'
record di turisti per Israele nel mese di marzo. Sono stati infatti 313
mila i visitatori del mese scorso. Dall'inizio dell'anno si sono
contati 747 mila ingressi in Israele, pari al 54 per cento in più
rispetto al 2009, e al 15 per cento in più rispetto al 2008.
“No al concerto di Barenboim nella Striscia finché Gilad Shalit sarà nelle mani di Hamas” Gerusalemme, 13 apr - E'
stata respinta dal governo israeliano la richiesta del maestro Daniel
Barenboim di dirigere a Gaza un concerto di musica “per la pace”. La
notizie viene riportata dal quotidiano israeliano “Yediot Ahronot” che
ne spiega le ragioni: Barenboim avrebbe dovuto dirigere l'orchestra
Divan, da lui fondata, che raccoglie musicisti israeliani, palestinesi,
arabi e spagnoli, Israele ha spiegato che una manifestazione del genere
non può avere luogo fintanto che a Gaza viene tenuto prigioniero Ghilad
Shalit, catturato da Hamas nel giugno 2006.
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L'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che
incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli
articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente
indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di
posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone
che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli
utenti che fossero interessati a partecipare alla sperimentazione
offrendo un proprio contributo, possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it per concordare le modalità di intervento.
Il servizio Notizieflash è realizzato dall'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane in collaborazione con la Comunità Ebraica di Trieste,
in redazione Daniela Gross. Avete
ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei
l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere
ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo
e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio “cancella” o “modifica”. |
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