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L'Unione informa
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21 luglio 2010 - 10 Av 5770 |
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alef/tav |
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Adolfo
Locci,
rabbino capo
di Padova |
“Il
Signore si adirò con me, a causa vostra, e non mi
ascoltò...”(Duteronomio 3:26). Il contesto del peshat (interpretazione
letterale del testo) è chiaro: Moshè rabbenu prega insistentemente il
Signore affinché cambi il decreto su di lui e gli permetta di entrare
in Eretz Israel. Ma una parola - lema’ankhem (“a causa vostra” o “in
vostro favore”) - che sembra inessenziale, esprime un grande
ammonimento. Il Signore ascolterà sempre le parole e seguirà le azioni
di una guida quando sono rivolte per il bene della collettività. Quando
invece la guida pensa di sfruttare la sua posizione, anche per un solo
favore personale, le sue parole non sono ascoltate e le sue azioni
ignorate. Attraverso una parola apparentemente superflua, la Torà mette
alla prova le capacità e gli istinti di coloro che assumono, o vorranno
assumere, delle responsabilità sulla collettività... |
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Negli
atenei d'America siamo nel bel mezzo della stagione nella quale
l'entusiasmo di chi è ammesso si sovrappone alle delusione dei
rifiutati. Ogni Università ha criteri propri ma quest'anno la novità è
la gara ad avere iscrizioni di studenti musulmani, la cui presenza
viene interpretata come segno di maggiore integrazione. Tutto è
iniziato lo scorso autunno con l'inedito sciopero degli studenti della
New York University che chiedevano "più musulmani nelle facoltà". La
maggioranza di quegli agguerriti manifestanti era composta da ebrei.
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Maurizio
Molinari,
giornalista |
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Redazione aperta - Piperno
(Ugei): "Impegno per i giovani"
Giornate
di intenso e proficuo lavoro per la redazione di Moked.it incontratasi
nuovamente a Trieste in questa seconda metà di luglio, ospiti dalla
comunità ebraica locale, che già l’anno scorso aveva dato piena
disponibilità e aveva aperto cordialmente le porte delle sue strutture
alla redazione. Ricordiamo che durante luglio 2009 a Trieste sono state
gettate le basi per l’avvio dei praticantati giornalistici per cinque
giovani ebrei italiani, e che sempre a Trieste si è dato vita al
giornale dell'ebraismo italiano Pagine Ebraiche, che oggi raggiunge
tutti gli iscritti alle comunità ebraiche italiane e opinion leader in
Italia e nel mondo.
In queste due settimane di lavoro la redazione si troverà a lavorare su
diversi fronti: il primo riguarderà ovviamente la gestione ordinaria
del notiziario quotidiano l'Unione informa, del notiziario del mattino
bokertov e della Rassegna stampa, prodotti d’informazione che ogni
giorno entrano nelle case degli ebrei d’Italia con nuovi contenuti e
approfondimenti sul mondo ebraico locale e internazionale. Si
dovrà poi lavorare alla realizzazione del nuovo numero di Pagine
Ebraiche e di HaTikwa, il giornale dei giovani ebrei italiani. Una
nuova sfida si prospetta inoltre per la redazione: verrà infatti
realizzato in questi giorni il primo numero di un nuovo giornale
mensile per bambini, un'iniziativa che mette in gioco, a fianco della
redazione, anche un Comitato scientifico in cui le scuole ebraiche
della comunità italiane (Roma, Milano, Torino e Trieste) assumeranno un
ruolo di protagonisti.
Nel
serrato programma non mancheranno le occasioni di incontro che così
fortemente hanno caratterizzato la prima edizione dell’iniziativa
“Redazione aperta”. Tra gli appuntamenti dei giorni scorsi ricordiamo
la visita di domenica del presidente Ucei, Renzo Gattegna, giunto a
Trieste per dare il via ufficiale ai lavori della redazione e
l’incontro di lunedì con il presidente dell’Unione giovani ebrei
italiani, Giuseppe Massimo Piperno che si è fermato a lavorare con i
praticanti giornalisti per organizzare le pagine del prossimo numero di
HaTikwa e ha ringraziato la redazione per un progetto di lavoro che
dimostra intenso impegno e coinvolgimento dei giovani ebrei italiani.
Ieri sera la redazione è stata accolta da Margherita Hack, nota
astrofisica e divulgatrice scientifica, nella sua residenza triestina.
Occasione della visita la consegna dell’ultimo numero di Pagine
Ebraiche contenente l’intervista alla scienziata realizzata dalla
collega Daniela Gross. La Hack ha poi risposto alle domande della
redazione spaziando dalla riforma universitaria, ai tagli alla ricerca,
per poi concludere parlando, incalzata da uno dei colleghi, della sua
passione per il calcio e nello specifico per la fiorentina, squadra
della sua città natale.
Nei prossimi giorni si prospettano giornate fitte di impegni
lavorativi intervallati dalle visite di collaboratori e amici, come il
rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, il direttore del dipartimento
Educazione e Cultura dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane rav
Roberto Della Rocca, il critico letterario Alberto Cavaglion, l'editore
Orietta Fatucci, lo scrittore Boris Pahor, i disegnatori Walter Chendi
e Franco Valussi e i componenti del Comitato scientifico e della
redazione del nuovo giornale per bambini.
Michael
Calimani
Redazione
aperta - Pagine Ebraiche piace al Corriere

 
A casa di Margherita Hack, per valutare assieme alla celebra
astrofisica l'intervista da lei rilasciata a Pagine Ebraiche e
pubblicata negli scorsi giorni e per commentare con soddisfazione e
ironia come il Corriere della Sera di ieri si sia manifestamente
ispirato proprio al contenuto di questa intervista pubblicata dal
giornale dell'ebraismo italiano per spiegare al lettore, in una propria
pagina dedicata alla scienziata, il legame della Hack con la sua
professoressa Enrica Calabresi, una scienziata di valore e un'ebrea
italiana allontanata dall'insegnamento per le leggi razziste del 1938,
che morì suicida nel 1944.
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pilpul |
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Una medaglia per
Alberta
Molti,
in Italia e all’estero – e quasi tutti, in particolare, in Campania –
conoscono Alberta Levi Temin. Miracolosamente scampata, a Roma, alla
deportazione del 16 ottobre 1943 (alla quale sfuggì esclusivamente per
la prontezza di riflessi della madre, che riuscì a nasconderla fuori al
balcone, ove per fortuna i nazisti non andarono a controllare), tra i
fondatori dell’Amicizia Ebraico-Cristiana di Napoli, da più di
vent’anni ha dedicato la sua vita alla missione della testimonianza
presso le giovani generazioni, recandosi pressoché ogni giorno in
scuole medie e superiori, per raccontare ai ragazzi la propria storia,
affinché da essa imparino ad aborrire ogni forma di sopraffazione e
intolleranza, e ad amare i valori della pace, della solidarietà,
dell’accettazione della diversità, della civile convivenza tra i popoli.
Splendidamente superato il traguardo dei novant’anni di età, il suo
impegno – spesso contro le indicazioni prudenziali di medici e figli –
non è diminuito: “Siamo ormai in pochi - dice - a potere testimoniare.
Devo farlo”.
Per decine di migliaia di scolari e studenti, Alberta è stata una
figura importante, che ha insegnato loro - da amica, non “ex cathedra”,
e senza mai “fare le prediche”-– qualcosa di fondamentale, che non si
trova nei libri, e che potrà aiutarli a comprendere il significato e la
responsabilità dell’essere uomini, a costruire con dignità e
consapevolezza una propria identità di cittadini liberi e attenti,
esigenti verso sé stessi prima che verso gli altri, poco inclini alle
logiche “del branco”, diffidenti nei confronti delle varie sirene dei
“cattivi maestri”.
Alla figura di Alberta - alla tragedia che l’ha sfiorata, e che ha
invece inghiottito tanti suoi fratelli, e al suo ruolo di testimone ed
educatrice - sono stati dedicati diversi libri, come La parola ebreo,
di Rosetta Loy, La storia di Alberta, scritto dagli studenti della
scuola media De Curtis di Casavatore, o Poesie per Alberta, che
raccoglie i più significativi componimenti poetici a lei dedicati dagli
scolari che l’hanno incontrata. Importanti riconoscimenti pubblici le
sono stati tributati, come il “Premio per la Pace Giuseppe Rossetti” o
“Il Premio Campania per la Pace e i Diritti umani” della Regione
Campania. Alberta si considera già ampiamente gratificata
dall’attenzione, dalla partecipazione umana e dall’amicizia di tutti i
‘suoi’ innumerevoli studenti, e – schiva e modesta di carattere – non è
certo in cerca di altri onori, ma credo che il nostro Paese abbia il
dovere, verso sé stesso, di sottolineare l’enorme contributo che ella
ha dato e continua a dare per la crescita del nostro patrimonio più
prezioso, le nostre uniche “riserve petrolifere”, ossia le coscienze
delle giovani generazioni, mai come in questi tempi abbandonate a sé
stesse, in un pericoloso vuoto di valori. (“la tua memoria è segnata.
Ora lo è anche la mia”, scrive, in una delle Poesie per Alberta, la
studentessa Giulia Musella). Rivolgiamo pertanto un pubblico appello al
Ministro degli Interni e al Presidente della Repubblica Italiana,
affinché, ai sensi della Legge 2 Gennaio 1958, n. 13 (Regio decreto 30
aprile 1851, n. 1168) sia conferita ad Alberta Levi Temin la Medaglia
d’oro al valore civile, atta a premiare quei cittadini che con la loro
azione abbiano concretamente operato “per il bene dell’umanità e per
tenere alti il nome e il prestigio della Patria”. Chi, più di Alberta,
la merita?
Francesco
Lucrezi |
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Giulio Meotti, come sempre attento osservatore di
quanto succede in Medio Oriente, scrive sul Foglio dei tentativi di trovare
il successore al leader Fadlallah, di recente scomparso. Oltre alle
conoscenze religiose, difficili da trovare oggi in altri leaders in
Libano, il successore dovrà dimostrare di possedere anche quelle
politiche, in una regione nella quale tanti e contrastanti appaiono
essere gli interessi. E dovrà essere anche un attento esperto di
finanze, ricevendo da amministrare una dote valutata in oltre 2
miliardi di dollari. Al momento sembrerebbe che Nabulsi possa essere il
successore prescelto; giustamente Meotti ne ricorda una recente fatwa
nella quale scriveva che “si devono sterminare questi germi che
insudiciano la Terra, che si devono uccidere tutti i sionisti senza
eccezione”, e preannuncia che, nel caso proprio Nabulsi succeda a
Fadlallah, il rischio di una terza guerra libanese sarebbe altissimo.
Il tema del Libano viene trattato anche da Cohen sul Wall Street Journal; Ashkenazi,
comandante in capo di Tzahal, in questi giorni in Italia, e nei
prossimi in altre capitali europee, svela parte delle conoscenze dei
servizi segreti israeliani su quanto succede oltre il confine nord
israeliano per spingere le Nazioni Unite ad agire prima che sia troppo
tardi per evitare una nuova guerra. Pure su Liberal si trova una serie di
interessanti valutazioni di Ashkenazi su quanto avviene nei fronti
caldi del MO. Su Avvenire il vescovo pakistano
monsignor Coutts lancia un grido d’allarme per far conoscere al mondo
la situazione dei cristiani in Pakistan: se l’occidente non si sveglia
in fretta, in tanti paesi non ci sarà più spazio per i cristiani, dopo
che già anche gli ebrei sono stati cacciati nell’indifferenza generale.
Spostandoci nella vicina Kabul dove si è svolto un incontro tra i
politici di mezzo mondo (anche il nostro ministro Frattini era
presente), segnalo, sempre su Avvenire, l’articolo che riprende
l’audio registrato da al-Zavahiri. Di solito questi messaggi contengono
solo parole di odio e di follia, ed anche questo non ne è privo;
tuttavia, questa volta, il messaggio di al-Zavahiri contiene anche una
analisi della situazione dell’Afghanistan di oggi che merita una
valutazione molto attenta, e che dovrebbe essere studiato da tutti i
ministri degli Esteri che devono decidere sul futuro di quel paese. Sul
Corriere Cremonesi, dopo aver
scritto la settimana scorsa un importante articolo su quella che è la
realtà di oggi a Gaza, segnalato da Claudio Vercelli venerdì su questo
sito e che mi permetto di ricordare a coloro che non lo avessero letto,
firma un nuovo articolo sul tentativo di tante famiglie francesi di
recuperare i propri cognomi d’origine. E’ un altro segnale del
sommovimento che scuote l’ebraismo francese in questo periodo. Sia il Corriere che il Sole 24 Ore riportano la sentenza
della Corte internazionale di Giustizia al termine della causa per i
risarcimenti che il governo italiano ha chiesto a quello tedesco di
pagare per i crimini commessi in Italia dai soldati tedeschi. La
Germania non riconosce la sentenza dei tribunali italiani che la
condannerebbe a pagare come responsabile delle azioni dei propri
soldati non solo perché, se lo facesse, sarebbe destinata a fallire
immediatamente, ma anche perché, dopo gli accordi firmati con l’Italia
nel 1961, ed il successivo risarcimento di 40 milioni di marchi,
ritiene chiuso il contenzioso dei danni di guerra. Sulla stessa linea
si è ora espressa la Corte internazionale. In Germania, in questi
giorni, celebra i 60 anni dalla propria fondazione il Consiglio
ebraico; non è una celebrazione di minore significato, e bene fa a
ricordarla l’Osservatore Romano. Vi è un tema
ricorrente in questi giorni: la settimana scorsa parlai di Morando
Morandini e dei suoi vergognosi articoli scritti in epoca fascista
(ricordati ancora oggi in una breve su Italia Oggi); su argomento non
troppo dissimile il Corriere ci descrive le performances atletiche
della giovane Margherita Hack che, nell’anno della sua maturità,
vinceva gare di atletica e non si sottraeva al giuramento di fedeltà al
regime. Ora se ne vergogna, dopo 69 anni, e la sua giovane età di
allora deve essere presa come parziale scusante. Ma quando incontrò la
sua professoressa ebrea che, espulsa dall’insegnamento, camminava a
capo chino e si limitò a rivolgerle un freddo buongiorno, non si
comportò certo come altri suoi coetanei di allora ebbero il coraggio di
fare. Margherita Hack dice adesso che quel giuramento di allora fu una
sorta di spergiuro; vorrei tuttavia chiederle se la successiva scelta
di candidarsi coi comunisti italiani, come ricorda l’articolo, non l’ha
portata a riflettere sui crimini che anche il comunismo, come l’estrema
destra nazifascista, fecero contro milioni di persone, ebree e non
ebree.
Emanuel
Segre Amar
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Israele: Vacanze in Turchia,
ora si può
Tel Aviv, 21 giu -
L'Ente israeliano
per il monitoraggio del terrorismo ha reso noto che è cessato l'allarme
per i turisti israeliani diretti in Turchia. Il mese scorso infatti lo
stesso Ente aveva vivamente sconsigliato agli israeliani di visitare la
Turchia, mentre in quel Paese si moltiplicavano le manifestazioni di
ostilità per il raid in alto mare alla nave Mavi Marmara, mentre era
diretta verso Gaza. Nel frattempo, nota l'Ente, le manifestazioni
anti-israeliane si sono diradate e dunque è possibile riprendere le
escursioni in Turchia, anche se ai turisti viene ancora consigliato di
mantenere la massima cautela, non affrontare discussioni di carattere
politico con gli abitanti locali e "tenersi alla larga" alla vista di
manifestazioni di piazza.
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L'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che
incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche.
Gli
articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente
indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di
posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone
che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili.
Gli
utenti che fossero interessati a partecipare alla sperimentazione
offrendo un proprio contributo, possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it per
concordare le modalità di intervento.
Il servizio Notizieflash è realizzato dall'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane in collaborazione con la Comunità Ebraica di Trieste,
in redazione Daniela Gross.
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