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3 gennaio 2011 - 27 Tevet 5771
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Riccardo Di Segni
Riccardo
Di Segni,
rabbino capo
di Roma

I giornali israeliani hanno pubblicato la foto di una processione di disperati africani che attraversano il Sinai cercando di entrare in Israele, che con la chiusura delle porte europee sta diventando per molti l'ultima o l'unica speranza di libertà dalla fame e dalle persecuzioni. Ma per lo Stato d'Israele questo si può trasformare in un'ennesima prova difficile. Perché tutti i problemi che i flussi migratori incontrollati pongono ai paesi occidentali, in Israele, per le sue dimensioni e la sua fragilità, diventano ancora più drammatici. Con l'aggiunta di un'inestricabile questione morale. Ogni volta che nella Diaspora si pone il problema della durezza delle politiche dei "respingimenti", gli ebrei, per la memoria sofferta di analoghi trattamenti subiti nel corso dei secoli, sono vigili a richiamare il rispetto dei valori umani essenziali. Con un capovolgimento storico il problema si pone ora in Israele, dove lo Stato dei perseguitati e dei respinti non può tradire nè la sua storia nè la tradizione morale della fede ebraica "foste stranieri in terra d'Egitto", ma rischia di essere sommerso da un'onda che i suoi mezzi non consentono di gestire. In questo caso, almeno, cosa dice la tradizione è chiaro, ma quando alcuni rabbini esprimono una discussa regola religiosa su un tema di chiare implicazioni politiche - come accade in questi giorni per un pronunciamento sulla vendita di case agli arabi - diventa tutto ancora più complicato. Sulla questione delle migrazioni la posizione religiosa è una luce che può guidare difficili scelte politiche; sulla questione delle case agli arabi la mescolanza tra politica e religione diventa un cocktail micidiale.



Anna
Foa,
storica
   

Anna Foa
Mentre nulla interviene a salvare i profughi eritrei prigionieri nel Sinai, l'escalation contro i cristiani si fa sempre più drammatica con l'attentato della scorsa notte ad Alessandria. Su queste persecuzioni, su questi attentati, su queste stragi la solidarietà del mondo ebraico deve essere piena e totale. Perché è un dovere. Perché riguardano tutti, mettendo in pericolo la libertà di tutti. Senza se e senza ma.

davar
2010, un anno di sport
Un anno di sport, un anno in gara.  Dai nuovi e straordinari elementi sul coraggio di Gino Bartali a un amuleto ebraico che sembra portare molta fortuna al Napoli e al suo allenatore, dalla spirituale esultanza del bomber del’Hapoel Tel Aviv Itay Schechter alla proposta podistica del Maccabi Italia per sensibilizzare nuovamente l’opinione pubblica italiana sulla sorte di Gilad Shalit. Ecco cosa ci ha riservato il 2010 appena concluso.

Il Chievo vuole la kippah di Schechter

SchechterC’è un’immagine simbolo nel percorso di qualificazione alla fase finale di Champions League dell’Hapoel Tel Aviv ed è l’esultanza intensa e partecipata di Itay Schechter, uno dei principali protagonisti dell’impresa, che dopo aver segnato la rete decisiva contro il Salisburgo in agosto estrae dalla tasca sinistra una kippah (il tipico copricapo ebraico), la indossa, mormora una preghiera e si flette in avanti sulle ginocchia. Il gesto non passa inosservato: il direttore di gioco, interpretando in modo particolarmente severo il regolamento arbitrale, sanziona Schechter con un cartellino giallo che fa molto discutere. Ora, secondo voci di mercato, il Chievo vorrebbe il bomber con la kippah fra i suoi.

Nuovi elementi sul coraggio di Bartali

bartaliIn prossimità del Capodanno emergono inediti e straordinari dettagli sull’eroismo di Gino Bartali, campione sui pedali e nella vita. Ginettaccio infatti non fu solo corriere di una rete clandestina che mise in salvo centinaia di ebrei durante il nazifascismo ma ospitò anche un’intera famiglia di perseguitati nella cantina di casa sua in via del Bandino a Firenze. L’inattesa testimonianza, che dà uno slancio decisivo all’iniziativa che sta portando a piantare un albero nel giardino dei Giusti dello Yad Vashem in onore del grande ciclista di Ponte a Ema, arriva dall’ebreo di origine fiumana Giorgio Goldenberg, raggiunto telefonicamente da Pagine Ebraiche grazie all’intermediazione dello storico Nardo Bonomi. “Se sono sopravvissuto – dice Goldenberg al giornale dell’ebraismo italiano – lo devo a Bartali e a suo cugino Armandino Sizzi”.

Il segreto del Napoli? Un amuleto ebraico

hamsaFinalmente svelato il segreto del Napoli plurivittorioso negli ultimi istanti di gioco (da ottobre a dicembre cinque partite vinte in pieno recupero). A rivelarlo è l’intermediario e talent scout israeliano Israel Maoz, che racconta di aver recentemente omaggiato l’allenatore dei partenopei, il livornese Walter Mazzarri, di un amuleto ebraico. Si tratta di una hamsa, mano portafortuna diffusa non solo tra gli ebrei ma anche tra i musulmani, che a quanto dice Maoz “funziona davvero”. Prima di ogni partita si consuma così un rito scaramantico ormai consolidato: Maoz telefona a Mazzarri per ricordargli di mettere la hamsa nella tasca della giacca, Mazzarri conferma e ringrazia per il regalo. E il Napoli continua a volare.

Hapoel Tel Aviv tra orgoglio e rimpianto

hapoelFinito in un girone di Champions League 2010-11 alquanto ostico, a confronto con alcune scuole calcistiche di grande blasone, l’Hapoel Tel Aviv non sfigura affatto sfiorando in extremis un clamoroso ripescaggio in Europa League come terza forza del girone. Cinque i punti ottenuti dagli israeliani che nel corso del torneo ottengono un pareggio con Schalke 04 e Lione (con i francesi che riacciuffano la partita in prossimità del triplice fischio finale) e una roboante vittoria interna ai danni del Benfica che viene asfaltato con un 3 a 0 inequivocabile.
 
Le false profezie di Skolni


leo messiSi accreditava come un grande studioso ma in realtà non ne ha azzeccata una. Il cabalista israeliano David Skolni andava profetizzando una facile vittoria della nazionale argentina al mondiale di calcio in Sudafrica basando le proprie teorie su alcuni complicati intrecci cabalistici che vedevano coinvolti due pilastri della seleccion, il funambolico Leo Messi e il roccioso capitano Walter Samuel. Morale della favola: l’Argentina è stata eliminata nei quarti di finale dalla Germania con un netto 4 a 0, Messi è rimasto a secco nel tabellino dei marcatori e Samuel ha seguito le prodezze (si fa per dire) dei suoi compagni seduto in panchina a fianco di Maradona.


Peer ai vertici della racchetta

shahar peerShahar Peer è ormai la tennista più forte di Israele, donna cardine di un movimento che inizia timidamente a farsi largo sullo scenario internazionale. A seguito delle ottime prestazioni che nell’arco del 2010 la portano più volte tra le primissime dei grandi tornei mondiali, in ottobre balza al tredicesimo posto del ranking WTA. Nonostante le restrizioni a cui è sottoposta in quanto cittadina israeliana, Peer ottiene il miglior risultato stagionale nel torneo di Dubai dove la sua corsa si arresta solamente in semifinale al cospetto dell’eterna regina Venus Williams.

L’eterno Halpert ancora sulla breccia

jonathan halpertJonathan Halpert detiene un record difficilmente battibile: da 39 anni ininterrotti allena i Maccabees della Yeshiva University, squadra che partecipa al campionato di basket universitario newyorkese. Come scrive il giornalista Maurizio Molinari, “ogni anno Halpert minaccia di andarsene ma il suo curriculum somma ormai 387 vittorie, 2 titoli di miglior allenatore e il record di 15 stagioni senza sconfitte”. Il tutto gestendo una squadra che non gioca né si allena il sabato, con un calendario diverso da tutte le altre e costantemente alle prese con giocatori che vanno a studiare per un anno in Israele. Conteso dalle sinagoghe della Grande Mela in occasione delle festività ebraiche (si legge sul Wall Street Journal che “c’è ancora chi non sa cos’è il basket ma tutti sanno chi è Halpert”), l’eterno Halpert continua a promettere di cambiare team a fine stagione. C’è da credergli?

Casspi nuova star della Nba

omri casspiQuando nell’estate del 2009 entrava a far parte della grande famiglia Nba, il giovanissimo talento israeliano Omri Casspi si presentava al pubblico nordamericano con l’intenzione di lasciare il segno. Promessa mantenuta: nel 2010 Omri è diventato un punto di riferimento indispensabile nella manovra dei Sacramento Kings. Fondamentale anche l’apporto dato con la maglia della nazionale che in agosto guida a una complicata e avventurosa qualificazione ai Campionati Europei di Lituania del prossimo anno.



Una maratona per Shalit


maratona shalitUna maratona tra le strade di Roma per chiedere la liberazione di Gilad Shalit. È questa la proposta di giustizia e libertà formulata in autunno dal Maccabi Italia presieduto dal Consigliere UCEI Vittorio Pavoncello per sensibilizzare nuovamente l’opinione pubblica italiana sulla drammatica vicenda del caporale dell’esercito israeliano ostaggio dei terroristi di Hamas da oltre quattro anni e mezzo. Con questa iniziativa la Capitale darebbe ulteriore seguito all’impegno finora dimostrato al fianco della famiglia Shalit. Un impegno che è stato scandito da momenti molto intensi tra cui il conferimento della cittadinanza onoraria di Roma in occasione del terzo anniversario del suo rapimento e il più recente spegnimento delle luci del Colosseo su istanza di Ugei e Bene Berith giovani prontamente raccolta dal sindaco Alemanno.

Adam Smulevich

pilpul
L’Occidente disincantato e la «libertà di religione»
Donatella Di CesareCome hanno scritto il presidente della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Pacifici e il rabbino capo Riccardo Di Segni non si può «restare indifferenti» all’attentato di ieri ad Alessandria d’Egitto e agli eventi drammatici che negli ultimi tempi hanno colpito le minoranze cristiane soprattutto nei paesi islamici.
L’indifferenza, il disinteresse, l’insensibilità, la noncuranza, per quello che avviene alle porte della fortezza «Europa», ma i cui sintomi si leggono con chiarezza già a un metro da casa, costituiscono uno dei grandi mali della società contemporanea. L’Occidente, disincantato e cinico, sembra irridere a ogni contenuto e non aver nulla come orientamento; debole di questo nichilismo ontologico ed etico, o si vota all’azzeramento, una sorta di autodistruzione, oppure mostra i denti e si avventura per sentieri politici (e bellici) perigliosi ed esiziali. Il vuoto nulla appare direttamente proporzionale alla violenza. È questo il paradosso dell’Occidente impreparato ad affrontare la nuova geopolitica del mondo.
Mancano soprattutto gli strumenti del pensiero, manca anzi il pensiero e la riflessione. Vecchi schemi – a cominciare dal conflitto di civiltà – vengono applicati per interpretare situazioni inedite. Ma indubbiamente anche un certo abuso di parole come «relativismo», «fondamentalismo» – contrapposte ad una «Verità» scritta con la maiuscola – non hanno contribuito a rasserenare gli animi e a porre le condizioni per un dialogo. E al dialogo, sbeffeggiato e svuotato di valore, sembra non credere più nessuno. Così non c’è da meravigliarsi se l’Europa, inquietantemente xenofoba, si risveglia oggi trasognata e sbigottita.
Il lascito del Novecento è quello di una secolarizzazione che ha portato spesso a sottovalutare la portata della religione. Come se si trattasse alla fine di una lotta tra lumi e dogma. Questa prospettiva è sbagliata. E oggi appare evidente. Non si tratta allora di chiedere solo a gran voce la libertà di religione, quanto di ripensare la religione che – come ha insegnato la riflessione ebraica più recente – è «legame» che si stabilisce tra l’io e il prossimo, il medesimo e l’altro, senza che questo legame diventi totalità. L’unicità della Trascendenza divina è indisgiungibile dalla difesa dalla relazione dell’io con l’altro. Su questo ripensamento della religione si deve insistere e si deve dialogare.

Donatella Di Cesare, filosofa

notizieflash   rassegna stampa

Nuovo Consiglio per l'Ugei 
 
Leggi la rassegna

Il primo gennaio 2011, si è insediato il nuovo Consiglio direttivo dell'Unione Giovani Ebrei d'Italia, con presidente Daniele Massimo Regard, 24 anni, romano. Il Consiglio, d'intesa con il neoeletto presidente, ha affidato le due vicepresidenze rispettivamente ai consiglieri Benedetto Sacerdoti (Padova) e Davide Lascar (Firenze). Il presidente, durante la prima riunione di consiglio, ha auspicato una sinergica e fruttuosa collaborazione tra il nuovo organico Ugei e le varie istituzioni dell'ebraismo italiano e straniero. 
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