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4 gennaio
2011 - 28 Tevet 5771 |
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Adolfo
Locci,
rabbino capo di Padova
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"E
il Nilo brulicherà di rane,saliranno e verranno nella tua casa...nei
tuoi forni e nelle tue madie"(Shemot 7:28)"Quando le madie si trovano
vicino ai forni? ...nel momento in cui i forni sono caldi"(Pesachim
53b). In un famoso brano talmudico (Pesachim 53b), Todos ish Romi,
oltre ad aver permesso agli ebrei di Roma "l'abbacchio arrosto"
rischiando la scomunica ma dimostrando grande autorevolezza di fronte
alle autorità di Eretz Israel, diede anche una curiosa interpretazione
riguardo la seconda piaga che ha colpito l'Egitto: siccome le rane, che
non sono tenute alla Kedushat haShem (santificazione del Nome di D-o),
hanno rischiato la morte pur di obbedire al volere divino (sono entrate
nei forni quando erano caldi e per miracolo ne sono uscite), "a maggior
ragione" dovremmo farlo noi che siamo comandati alla Kedushat haShem.
Il Midrash attribuito a Todos, oltre ad insegnarci la forza della
fiducia nel Signore, è riportato in questo brano talmudico a
testimonianza del fatto che egli fosse un "gavra rabbà-un grande uomo
(importante per saggezza; Rashy spiega che per questo non fu
scomunicato). La ferma decisione del "maestro romano", ci insegna
altresì la forza della giusta fiducia in noi stessi.
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Alfredo Mordechai Rabello,
giurista
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La notte più nera è un'alba che viene. (Edmond Fleg)
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DafDaf di gennaio - Alberi di vita e alberi di Memoria
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Un
albero per i Giusti, gli alberi di Tu Bishvat”. Sulla copertina del
primo DafDaf dell’anno 2011 campeggiano rami e chiome fiorite. Due
dettagli grafici ripresi dall’interno del giornale che riallacciano i
fili conduttori di questo numero di gennaio: il Giorno della Memoria e
Tu Bishvat, il capodanno degli alberi. Il Giorno della Memoria
rappresenta ormai un momento di riflessione importante nel nostro
paese: nelle scuole, così come su giornali e televisioni, sono ogni
anno più numerosi gli approfondimenti dedicati a quello che avvenne
durante la Shoah. Per questo motivo, DafDaf ha voluto dedicare al tema
della Memoria alcune pagine, per fornire delle spiegazioni, in maniera
quanto più possibile delicata e adatta al pubblico dei giovani lettori,
sui temi di cui si sentirà parlare nelle prossime settimane. Un compito
non facile come ricorda, nell’editoriale a pagina 6, il professor
Alberto Cavaglion, autore del libro “La Resistenza spiegata a mia
figlia” (L’ancora del mediterraneo, 2005).
Il
nostro punto di partenza è un progetto realizzato dagli stessi ragazzi:
l’area scuole è infatti dedicata al Memoriale della Shoah costruito
dagli alunni della scuola media della Comunità Ebraica di Roma. I
ragazzi hanno affrontato i vari momenti legati a quanto avvenne nella
loro città e nel resto d’Europa durante la Seconda Guerra Mondiale
dedicando a ciascuno di essi una sezione della scultura. Con mattonelle
costruite in das e materiali vari si sono sforzati di rendere concreta
una storia che avevano soltanto sentito raccontare e il risultato è
proprio il Memoriale esposto nella loro scuola. Alla Memoria sono
dedicate anche le pagine del racconto, con la presentazione di due
libri per l’infanzia. Di “Jacob, il bambino di creta” (Edizioni EL,
2010), scritto da Andrea Salvatici e pubblicato a puntate sul blog Il
posto delle favole sul sito del Corriere della sera, DafDaf pubblica il
prologo, invitando i piccoli lettori a realizzare il proprio bambino di
creta, discutendo del tema con l’aiuto di genitori e insegnanti.
All’illustratrice del libro Eleonora Marton è inoltre dedicata la
pagina della Matita dell’illustratore. “Fulmine, un cane coraggioso” è
invece un racconto in rime scritto a quattro mani da Anna Sarfatti,
insegnante e traduttrice oltre che scrittrice, e suo fratello Michele,
direttore del Centro di documentazione ebraica contemporanea, con cui i
bambini possono farsi una prima idea di che cosa sia la Resistenza.
Infine le pagine 14 e 15, firmate dall’illustratrice Daniela Melazzi,
sono dedicate al tema di coloro che si adoperarono per salvare gli
ebrei durante le persecuzioni nazi-fasciste, riconosciuti dal museo di
Yad Vashem come Giusti tra le Nazioni.
Targato
Daniela Melazzi torna su DafDaf anche uno dei contenuti più apprezzati
del numero di dicembre: a pagina 4 e 5 il lettore troverà una nuova la
Ricetta senza parole, con cui potrà imparare a cucinare le frittelle di
frutta. La frutta che cresce sugli alberi è una delle pietanze tipiche
della festa di Tu Bishvat, ricordata sia nel Ping Pong, dedicato alla
contrapposizione tra estate e inverno, sia nel calendario sul mese di
Shevat a pagina 10. Pagina illustrata da Viola Sgarbi, che realizza
anche la pagina 11 in cui torna l’appuntamento con Scriviamo insieme:
questo mese è il turno della lettera gimel, la terza dell’alfabeto
ebraico, e viene proposto anche un gioco pensato per i lettori più
giovani. In un numero in cui si ricordano i terribili eventi
storici portati dall’antisemitismo, anche le pagine dedicate
all’attualità scelgono di approfondire questo argomento dal punto di
vista della situazione italiana al giorno d’oggi. Partendo da un
fatto di cronaca accaduto a Milano alcuni mesi fa, un insulto
antisemita lanciato da un diciottenne all’indirizzo di alcuni passanti
con la kippah in testa, l’inchiesta a pagina 2 e 3 si propone di
spiegare cosa siano l’antisemitismo e il negazionismo, il dibattito che
nei mesi scorsi ha interessato il mondo ebraico italiano circa
l’ipotesi di introdurre una legge contro il negazionismo e infine il
lavoro del Centro di documentazione ebraica contemporanea per
monitorare e combattere gli episodi di antisemitismo. Nel paginone centrale continua poi il viaggio di DafDaf nel mondo delle middot, la “educazione civica ebraica”.
Questo mese si parla dell’importanza di evitare che le persone soffrano per colpa delle nostre azioni, con un contributo del rav Roberto Colombo e un disegno di Manuela Misani. Infine
in ultima pagina DafDaf incontra ancora i suoi lettori. Questo mese
facciamo amicizia con Dan da Milano, mentre Leopoldo da Firenze ha
fatto merenda con Adam Smulevich della redazione, e la classe III A
della Scuola elementare della Comunità ebraica di Milano viene premiata
come vincitrice del Concorso del simbolo del mese, avendo indovinato il
numero di caproni che erano stati nascosti nel numero di Kislev. Il
simbolo di questo mese, Shevat è una brocca d’acqua. Ancora una volta i
nostri giovani lettori dovranno scoprire quanti ne abbiamo nascosti tra
le pagine e a scriverci la risposta. Tra tutti quelli che risponderanno
correttamente, estrarremo a sorte il vincitore di un libro offerto
dalle edizioni EL.
Rossella Tercatin
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Il difficile cammino dell'integrazione
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Lo
scenario è un edificio borghese in via dei Villini 9, quartiere
Nomentano, a due passi dal centro di Roma. Nei pressi di uno dei
principali insediamenti ebraici della capitale, in un elegante edificio
liberty che fino a qualche anno fa ospitava l'ambasciata somala,
risiedono 150 rifugiati provenienti dall'ex-colonia italiana.
Rifugiati, non immigrati, né tantomeno clandestini: persone il cui
status viene tutelato in base alla Convenzione di Ginevra del 1951,
perché nei loro paesi sono perseguitati per motivi di razza, religione,
cittadinanza, appartenenza a determinati gruppi sociali ovvero opinioni
politiche. Una categoria che dovrebbe essere considerata la più
inviolabile in uno stato democratico maturo. Ebbene: questi 150
somali vivono in un palazzo senza acqua corrente ed elettricità, senza
finestre, pieno di topi. Per cucinare si versa dell'alcool per terra e
poi si accende il fuoco, mentre l'acqua per bere e lavarsi proviene da
un cassone di amianto posizionato sul tetto. L'Italia, che ha
firmato la convenzione e che ospita circa 9000 rifugiati (1500 a Roma,
la gran parte accampati al binario 15 della stazione Ostiense), non fa
assolutamente nulla per favorirne l'inserimento sociale e i diritti di
cittadinanza. Sei rifugiato? Complimenti e tanti auguri. Uno scandalo.
Tanto più che il nostro paese accoglie meno di un decimo dei rifugiati
che ospita, per esempio, la Germania. Ma c'è una riflessione,
particolarmente dolorosa, da aggiungere. Come ha giustamente
sottolineato Luigi Manconi, che ha avuto il merito di sollevare il
problema, l'Italia dovrebbe avere un'attenzione particolare a questo
tema: furono alcune centinaia di rifugiati politici a emigrare
dall'Italia fascista negli anni Trenta. Sandro Pertini, Gaetano
Salvemini, i fratelli Rosselli, Leo Valiani, Giorgio Amendola, tanto
per citarne alcuni. Personalità che hanno dato un contributo
determinante alla creazione e alla prosperità dell'Italia repubblicana.
Sarà perché viviamo un'epoca di inedito, e nefasto, revisionismo
storico, che il nostro paese si mostra così insensibile e avaro con
questi "eredi" dei nostri padri costituenti?
Tobia
Zevi, Associazione Hans Jonas
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notizieflash |
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rassegna
stampa |
Ugei - Daniele Regard: "Solidarietà alla Comunità Copta"
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Leggi la rassegna |
"Vorrei
esprimere alla Chiesa Cristiana Copta di Egitto, come pure alle varie
Comunità Copte presenti in Italia, a nome del Consiglio Ugei e di tutti
i giovani ebrei italiani, i più accorati sentimenti di vicinanza e di
solidarietà, unendomi al cordoglio per le vittime dell’attentato". Ha
dichiarato Daniele Massimo Regard neoeletto presidente dell'Unione
giovani ebrei d'Italia "A quest’atto esecrando, crudele e vile segue
doverosamente la pressante e comune richiesta di giustizia". »
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L'argomento
più diffuso della rassegna è oggi ancora la riflessione sul terribile
attentato di Alessandria e sulla persecuzione che i cristiani subiscono
soprattutto nel mondo islamico. Al di là delle giuste manifestazioni di
solidarietà alle vittime, il problema per quanto riguarda l'Egitto è
politico: Azzurra Meringolo parla sul Riformista
di un'opposizione egiziana schierata con i copti, chiedendo libertà di
religione e attribuendo le colpe al regime di Mubarak, come fa Meluzzi
su Libero. »
Ugo
Volli
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è il giornale dell'ebraismo
italiano |
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Dafdaf
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