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4 settembre 2012 - 17 Elul 5772
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Roberto Della Rocca
Roberto
Della Rocca,
rabbino

Una delle 74 mitzwòt indicate nella Parashah di Ki Tetze, letta Shabbat scorso, è quella di allestire una protezione attorno al tetto non appena si costruisce una casa nuova affinché "il cadente non cadrà da esso..." (Devarìm, 22; 8). Risulta più che comprensibile l'obbligo della messa in sicurezza delle nostre case e quindi l'ordine di costruire  una ringhiera per evitare incidenti. Non si comprende tuttavia perché la Torah definisce "cadente" la persona  che eventualmente potrebbe precipitare dal tetto. Talvolta si sale su un tetto per mirare dall'alto uno scenario, talvolta per appartarsi e restare da soli. Per la Torah sono gia queste ragioni sufficienti per essere considerati potenziali cadenti e bisognosi di particolare protezione.

Dario
 Calimani,
 anglista



Dario Calimani
Un bel monumento è stato dedicato al generale fascista e ministro repubblichino Rodolfo Graziani ad Affile, nei pressi di Roma. Il Lazio si distingue ancora una volta per zelo affettivo e commemorativo delle nobili imprese fasciste. E i politici della destra locale si danno da fare per partecipare alla  manifestazione che celebra una gloria locale. Graziani fu condannato dopo la guerra a 19 anni di reclusione per crimini compiuti in Etiopia – 17 gliene vennero ignobilmente condonati e tornò in libera circolazione. Fra le altre sue gloriose imprese, aveva fatto massacrare nel monastero di Debre Libanos 300 fra monaci e suore (ma qualcuno sostiene fossero ben oltre un migliaio). E tuttavia l’inaugurazione del monumento ad Affile è stata sacralizzata da una doverosa Messa. Della storia a nessuno gliene importa più nulla. Prevale la politica, anche quando è criminale. Il fascismo continua a sdoganarsi da solo, fra l’indifferenza del paese. E tutti zitti. Anche noi. La memoria non è più di moda, a meno che non sia memoria fascista. Continuo a chiedermi che cosa direbbero tutti coloro che non possono più parlare e che il fascismo l'hanno vissuto e pagato sulla loro pelle. Si dirà che bisogna sapersi riconciliare e guardare avanti. Solo quando fa comodo, naturalmente. È lecito tuttavia sospettare che qui qualcuno ci marci.

davar
"Cultura e conoscenza per costruire un futuro migliore"
È in corso di svolgimento la visita in Israele del ministro della Pubblica Istruzione Francesco Profumo in compagnia del presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, del direttore scientifico del Museo della Shoah di Roma Marcello Pezzetti e di una delegazione di studenti delle scuole medie superiori. Queste le parole pronunciate oggi dal leader degli ebrei italiani in occasione della visita al Memoriale dello Yad Vashem a Gerusalemme:

È mio desiderio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato e si sono impegnati alla realizzazione di questo viaggio, lo Yad Vashem e il Ministero dell’Istruzione, l’Ambasciata italiana in Israele, e naturalmente i professori e i ragazzi che partecipano a questa iniziativa.
Voglio poi rivolgere un particolare saluto e un ringraziamento al ministro Profumo per l’impegno costante e qualificato attraverso il quale il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca cura in Italia i temi legati alla memoria della Shoah e più in generale all’ebraismo e alla cultura ebraica. La sua presenza a Venezia due giorni fa, all'apertura della Giornata europea della cultura ebraica, testimonia proprio l'attenzione alla vita delle nostre Comunità, oltre che alla nostra storia passata.
Sono oltre dieci anni che il Ministero dell’Istruzione organizza in collaborazione con l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane un concorso per le scuole affinché i giovani ricordino la Shoah: sono circa 15mila ogni anno i ragazzi che partecipano e lavorano e si impegnano su questi temi. Andiamo orgogliosi di questo impegno e della qualità dei lavori che giungono da ogni parte d’Italia e sono quindi particolarmente emozionato di conoscere oggi, qui a Gerusalemme, una parte degli insegnanti che hanno partecipato e si sono distinti con le loro classi.
Insieme al ministro, lo scorso gennaio, abbiamo posto un sasso su quello che resta delle camere a gas di Auschwitz. Insieme abbiamo ascoltato con commozione ed emozione le testimonianze di alcuni sopravvissuti che ci hanno accompagnato e che - all’epoca in cui hanno subito l’orrore - avevano l’età che hanno oggi i vostri alunni; l’età dei ragazzi che oggi sono qui con noi. I testimoni, persone a cui l’infanzia e la giovinezza fu negata, verso le quali abbiamo un dovere: quello che quanto è accaduto venga insegnato e che tale insegnamento rimanga come monito. E sono certo che l’impegno del Ministero dell’Istruzione proseguirà in questa direzione.
Desidero anche rammentare che solo dall’Italia sono circa 80mila le persone (in maggioranza studenti accompagnati dai loro insegnanti) che ogni anno si recano ad Auschwitz in un viaggio dal quale tornano per sempre cambiati.
Ma conoscere e studiare quanto accaduto non ha il solo scopo di ricordare e, attraverso il ricordo, onorare coloro che hanno sofferto: è un impegno che va oltre perché, come disse Primo Levi, “Se è accaduto può accadere di nuovo”. Contro altri popoli, contro altre minoranze. In altre terre forse, ma può di nuovo accadere. Solo attraverso l’educazione alla tolleranza e all'antirazzismo potremo far sì che nessuno potrà più essere disprezzato a causa della sua religione, della sua nazionalità, per il colore della sua pelle o perché ritenuto “diverso”.
Sempre in gennaio il ministro e io abbiamo firmato un protocollo di intesa per collaborare a programmi comuni sul tema della Memoria della Shoah. In tale intesa viene - tra l’altro - confermato l’impegno di organizzare seminari come quello di oggi.
Spero, anzi, sono certo che i semi anche attraverso la visita e lo studio in questo luogo simbolo potranno presto germogliare.


Qui Firenze - Un anno per i valori
Auguro a tutte le comunità ebraiche italiane un buon anno di crescita e stabilità. Con l’aiuto del nuovo parlamentino speriamo di poter riuscire a dare un nuovo profilo all’ebraismo italiano, di conoscenza e amore per la nostra tradizione millenaria, di tolleranza e rispetto verso tutti gli iscritti, di maggiore armonia sociale fra laici e religiosi, dirigenti e rabbini, uniti nell’amore per le nostre tradizioni con reciproca apertura mentale nella loro lettura e nella loro interpretazione. Auguro a tutte le famiglie di poter riuscire a trasmettere valori ebraici ai loro figli e nipoti illuminandoli con la bellezza eterna di tali insegnamenti e aiutandoli a diventare a loro volta intenditori e testimoni della loro attualità unendo umiltà e curiosità umana e scientifica, fede e scienza, valori etici, democrazia e sensibilità sociale, amore per Hashem e per tutta la creazione e le creature da Lui volute, per il popolo d’Israele e l’umanità intera. Facendo cosi rinascere e valere i valori e le qualità che da sempre e da secoli hanno animato e caratterizzato la tradizione ebraica italiana. Voglia e possa Hashem illuminare ogni uno di noi, dirigenti, rabbini e semplici iscritti a trovare negli insegnamenti dell’ebraismo la luce e il senso della nostra vita permettendoci di essere una benedizione e un lume per le nostre famiglie e la società intera. Un anno buono e felice a tutti.

Rav Joseph Levi, rabbino capo di Firenze


Qui Mantova - Un anno in rima
Questa piccola Keillah,
viva sì, ma con affanno
per la prossima Shanah
fa gli auguri di buon anno.

In ‘sto mondo tormentato
da conflitti e da paura,
che si possa prender fiato,
e la pace sia sicura.

Perché il Ciel ci ascolti prima
Lo chiediamo giusto in rima!

Emanuele Colorni, presidente della Comunità ebraica di Mantova


Qui Roma - Cultura, arte e dialogo al Portico d'Ottavia
Si riparte dalle emozioni della Notte della Cabbala, dall'evento che dodici mesi fa aveva portato quasi 30mila cittadini romani tra le suggestioni del Portico d'Ottavia in una notte indimenticabile declinata nel segno del dialogo e della conoscenza. Illustrato questa mattina in Campidoglio il programma della quinta edizione del Festival Internazionale di Letteratura e Cultura ebraica di Roma, appuntamento ormai centrale dell'offerta culturale capitolina (come sancisce anche la nuova denominazione della rassegna) che prenderà il via all'uscita del prossimo riposo ebraico dello Shabbat con ospite d'eccezione il grande intellettuale francese Marek Halter che al Palazzo della Cultura dialogherà con Pierluigi Battista in un incontro dal titolo Storia di una vita ebraica. Straordinario il parterre di ospiti: da Moshe Idel, tra i massimi cabalisti al mondo, che nel corso della serata inaugurale darà vita a un intenso confronto col rav Riccardo Di Segni, agli scrittori Yoram Kaniuk, Etgar Keret e Shalom Auslander. E poi ancora tra gli altri Savyon Liebrecht, Yarona Pinchas, Lia Levi e Charley Rosen, con il quale si parlerà di un argomento ancora poco esplorato come 'ebraismo nello sport', e artisti di fama internazionale come Mario Piazza, David Broza e Rami Meiri. Filo conduttore dell'edizione 2012, curata come in passato da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann, è il tema 'Oltre i confini'. Un itinerario tra i popoli e le tradizioni ma anche e soprattutto un grande viaggio interiore. “Il mondo – affermano i curatori – è solcato da infiniti confini, visibili e invisibili. Da una parte i grandi confini che sancisono dolorose fratture nella storia dell’uomo: confini tra Stati, tra culture e ceti sociali; dall’altra, i confini più intimi e individuali che percorrono le vite di ognuno di noi: i confini tra l’uomo e Dio, tra l’inconscio e la consapevolezza, tra ciò che siamo e quello che vorremmo essere”.
Assieme al sindaco Gianni Alemanno erano presenti alla conferenza stampa l'assessore comunale alle politiche culturali e al centro storico Dino Gasperini, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, l'assessore regionale all'Istruzione Gabriella Sentinelli, il presidente della Camera di Commercio Giancarlo Cremonesi, il presidente della Comunità ebraica e consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Riccardo Pacifici, l'addetto culturale dell'ambasciata israeliana in Italia Ofra Fahri e il presidente di Zetema Progetto Cultura Francesco Marcolini. “Il festival della letteratura ebraica di Roma – ha affermato Pacifici – è una realtà di successo ormai consolidata che ha fatto da modello ad altre esperienze in tutta Italia ed Europa. Ne siamo orgogliosi e attendiamo con grandi aspettative questa quinta edizione ormai alle porte consapevoli che la cultura è il modo migliore per creare ponti di conoscenza verso l'ebraismo”.

as -
twitter @asmulevichmoked

Antisemitismo - Al via un’indagine dell’Unione Europea
L’Agenzia per i Diritti Fondamentali dell’Unione Europea con sede a Vienna promuove un’indagine per conoscere la diffusione e le problematiche legate all’antisemitismo in nove paesi del continente (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Romania, Svezia, Regno Unito, e Ungheria). Affidate al Centro studi ebraico Institute for Jewish Policy Research (JPR), le prime rilevazioni partono oggi e proseguiranno fino al 30 settembre, attraverso un questionario da compilare su internet (per accedere al questionario clicca qui. Referente per l’Italia del progetto, il demografo Sergio Della Pergola, professore all’Università ebraica di Gerusalemme.
“È la prima volta che la UE conduce un'indagine conoscitiva di questo genere – spiega la lettera di presentazione del JPR - L'Unione Europea intende infatti usare i dati raccolti per animare le sue politiche future di fronte all'antisemitismo, e intende incoraggiare i governi dei diversi Paesi membri e le Comunità Ebraiche nazionali a fare altrettanto”.

Impresa storica del tennis azzurro. Nel nome di Rosenbaum
Momenti di gloria per l'Italia del tennis agli Us Open in corso di svolgimento a Flushing Meadows. Le vittorie negli ottavi di Sara Errani e Roberta Vinci, ottenute rispettivamente contro la tedesca Angelique Kerber (7-6, 6-3) e la polacca Agnieszka Radwanska (6-1, 6-4), spalancano infatti le porte di un inaspettato derby italiano nei quarti di finale garantendo così una presenza tricolore tra le migliori quattro atlete della prestigiosa competizione internazionale, quarto e ultimo torneo del Grande Slam. Un risultato storico per il nostro tennis, che mancava dalla bellezza di 82 anni. L'ultima a riuscire nell'impresa era stata nel 1930 l'ebrea statunitense Maud Levi Rosenbaum, nata a Chicago ma naturalizzata italiana dopo aver sposato il barone Giorgio di Giacomo Levi, dal quale ebbe anche una figlia. Il cammino di Maud si interruppe alle soglie della finalissima. Il riscatto azzurro passa adesso dai colpi di Sara e Roberta (con la prima lievemente favorita). Ma esserci è già un successo.

pilpul
Di fronte al cambiamento
Tobia ZeviTendo a diffidare dell’unanimità. Se tutti si lanciano in lodi sperticate, divento sospettoso. Tanto più se gli omaggi generosi piovono post mortem, come nel caso di Carlo Maria Martini. La processione dei politici, le preghiere ecumeniche, i ricordi dei fedeli e dei collaboratori. Non ci siamo fatti mancare nulla: il Corriere della Sera ha dedicato alla scomparsa del cardinale qualcosa come venti pagine in tre giorni. E anche gli ebrei italiani - giustamente - hanno manifestato un profondo cordoglio per un alfiere del dialogo ebraico-cristiano.
 In questo profluvio di consenso, mi pare significativa l’eccezione di Giuliano Ferrara. Il suo necrologio si conclude con le parole “Penso che si sbagliasse”, e descrive l’alterità tra la posizione di Martini, “sciatta e sentimentale”, tesa a favorire il cuore e l’altro da sé in virtù di un “relativismo cristiano”. Martini si poneva, nella lettura di Ferrara, agli antipodi della battaglia di Benedetto XVI e prima di Giovanni Paolo II, i pontefici che hanno combattuto il relativismo come il demone del mondo moderno.
 Detta in parole povere, Martini rappresenterebbe la componente della Chiesa favorevole al compromesso con la modernità, disposta a comprendere i cambiamenti e a negoziarli; Ratzinger sarebbe invece il campione della testimonianza cristiana basata su ragione, etica e fede, che si pone l’obiettivo di influenzare, anche in minoranza, la sfera pubblica e politica delle società moderne. Non sono d’accordo con Ferrara. Ma trovo questa interpretazione molto attuale: in tutte le religioni si riscontra la medesima dinamica, che potremmo definire banalmente conservatori-progressisti. Tra coloro che temono il cambiamento e coloro che lo esaltano. È probabile che la sopravvivenza delle fedi in un’epoca di trasformazioni radicali dipenderà proprio dalla capacità di conciliare queste due tendenze opposte, rendendole complementari e spuntandone gli estremismi.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas - twitter @tobiazevi

notizie flash   rassegna stampa
In Calabria un nuovo impegno
per la valorizzazione della cultura ebraica
  Leggi la rassegna


"Abbiamo intenzione di valorizzare la cultura ebraica che ha tracce tangibili anche in Calabria". Lo ha dichiarato l'assessore alla Cultura della Regione Calabria, Mario Caligiuri. "Oltre a numerosi insediamenti presenti nei secoli in centri urbani grandi e piccoli, da Caccuri a Cosenza - ha detto Caligiuri - vanno evidenziati almeno tre momenti che riguardano tappe e momenti essenziali. Si comincia dalla sinagoga di Bova Marina (Rc), che è, insieme a quella di Ostia, tra le più antiche dell'Occidente, che è stata recentemente resa meglio fruibile. C'è poi la tragica testimonianza del campo di concentramento di Tarsia, durante la Seconda Guerra Mondiale.  Infine, il cedro della Calabria che è usato per la tradizionale festa delle Capanne".



 

Il dilemma israeliano è: attaccare da solo l'Iran o consentire che abbia la bomba nucleare o che vi si avvicini tanto da poterla montare in pochi giorni? E' ormai chiarissimo che l'amministrazione Obama non intende collaborare a un attacco all'Iran, l'ha detto il capo di stato maggiore delle forze americane americane qualche giorno fa, usando l'insultante locuzione "essere complice", nei giorni scorsi si è diffusa la notizia di un messaggio indiretto di Obama all'Iran per assicurarlo che gli Usa non appoggeranno Israele ed evitare una rappresaglia degli ayatollah  sulle basi americane nel Golfo,come continuano a minacciare (notizia non firmata sul Corriere).

Ugo Volli twitter @UgoVolli

















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