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Riccardo
Di Segni,
rabbino capo
di Roma
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L'Unione
informa ha citato e commentato le parole di rav Sacks su questo "momento più
religioso dell'anno". Ero insieme a rav Sacks lo scorso anno quando ci
portarono di sera in cima a una torre vicina al Quirinale, da dove si
godeva uno splendido panorama. Ricordo il commento del rav,
davanti a tante chiese e campanili, positivamente impressionato dallo
spettacolo di una "città religiosa". Con difficoltà gli feci notare il
prezzo che per secoli come ebrei romani avevamo pagato a questa
religiosità. Ma rav Sacks condivide con altri leaders di varie
religioni la preoccupazione per il secolarismo della società, a suo
avviso in crescita, e che si accompagna a perdita del sentimento
religioso, per cui ogni manifestazione religiosa, in controtendenza, è
vista positivamente. E questo appare anche come un grande messaggio di
tolleranza. Personalmente ho qualche dubbio, non sulla tolleranza, ma
sull'esaltazione della religiosità in quanto tale. Non bastano i
profili di chiese, moschee e persino sinagoghe a dare un bel voto alle
loro città e a quelli che le frequentano. I panorami del Cairo oggi,
come quelli di altre città "religiose" del passato non sono
incoraggianti. Quello che conta non è semplicemente credere, ma ciò in
cui si crede e quello che si fa.
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Qui Roma - Museo della Shoah, presto il
bando di concorso
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Presentate
in Campidoglio le ultime novità riguardanti il progetto del Museo della
Shoah di Roma. Alla
conferenza stampa indetta dal sindaco Gianni Alemanno e moderata
dal direttore scientifico del Museo, lo storico Marcello Pezzetti,
hanno partecipato il presidente e il presidente onorario della
Fondazione Museo della Shoah, Leone Paserman e Giovanni Maria Flick, il
presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici e il
presidente della Regione Lazio Renata Polverini. Annunciato lo sblocco
dei fondi per realizzare il Museo, nell’ambito della deroga al patto di
stabilità approvata dal Governo per il Comune di Roma. I fondi verranno
devoluti in due tranche nel 2013 e 2014. Ora sarà necessario un nuovo
passaggio dall’Assemblea capitolina e poi si potrà procedere al bando
per selezionare chi dovrà realizzare il progetto. “Forse sono troppo
ottimista, ma mi auguro che il bando possa essere pubblicato entro il
prossimo 27 gennaio” il commento di Paserman.Tra l’altro Renata
Polverini a margine della conferenza ha commentato alcune questioni
riguardanti la Regione “Mi auguro che l'Europa, che lancia sempre
allarmi ambientali, questa volta voglia intervenire" ha spiegato a
proposito del caos rifiuti, esprimendo preoccupazione anche per i
precari del sistema sanitario con i contratti in scadenza, mentre sulla
possibilità che i consiglieri della Regione passino da 70 a 50 ha
dichiarato: "Ho fatto un decreto a 50 consiglieri, ma adesso non
dipende più da me, dipenderà dal Tar”.
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Qui Roma - Monteverde in festa per il Bet Michael |
Un
luogo di culto ma anche un centro per lo studio e la crescita. Sorto su
un'area messa a disposizione dalla Provincia di Roma, già fruibile da
alcuni mesi per servizi religiosi e percorsi formativi (ad inaugurare
gli appuntamenti dedicati allo studio una lezione del rav Riccardo Di
Segni), il Tempio Bet Michael di Monteverde ha vissuto ieri un nuovo
grande momento di festa aperto a tutto il quartiere. Ospite d'onore il
presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, che ha deciso di
trascorrervi le ultime ore del suo mandato. Con lui, tra gli altri, il
maskil e rav del Tempio Gadi Piperno, il presidente della Comunità
ebraica Riccardo Pacifici, l'assessore alle relazioni esterne Ruben
Della Rocca e il presidente del XVI Municipio Fabio Bellini. Al cuore
degli interventi le tante sfide messe in cantiere, dagli aspetti più
prettamente liturgici alla centralità dei percorsi di studio e di
confronto; la simbiosi tra Comunità ebraica e Monteverde – tra i
quartieri a più alta densità di iscritti della Capitale; l'impegno
degli ebrei romani al fianco delle istituzioni per un'Italia sempre più
accogliente, plurale e forte delle tante diversità culturali che la
compongono. “Terminare l'esperienza da presidente della Provincia in
questo luogo è un bellissimo regalo che mi viene fatto. Varcando la
soglia del Bet Michael – ha affermato Zingaretti – ho pensato a mia
madre, salvatasi dalle persecuzioni razziali a poche centinaia di metri
da qua e portatrice di un'eredità culturale che è ogni giorno presente
nella mia vita. Chiudere e aprire una nuova fase di impegno in una
sinagoga è un'emozione molto forte”.
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Qui Firenze - Dalla Comunità un ponte verso Praga
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Ieri
mattina Norman Eisen, ambasciatore americano presso la Repubblica Ceca,
in visita in Italia, è stato ricevuto alla sinagoga di Firenze dalla
presidente Sara Cividalli e da una delegazione della Comunità. Chi -
come il sottoscritto - si aspettava di dover fare una breve storia
della Comunità di Firenze, incentrata sul notevole e per molti
sorprendente aspetto della nostra sinagoga, è stato a sua volta
sorpreso da un ambasciatore già esperto e acuto conoscitore delle
nostre vicende. Ad accompagnarlo la figlia, Tamar, e la moglie Lindsay,
che da bambina ha vissuto per breve tempo a Firenze.
La prima cosa che ci hanno raccontato è che nella loro sala da pranzo a
casa troneggia un dipinto, eseguito dal padre di Lindsay, proprio del
nostro tempio. Del resto Eisen è un personaggio notevole sotto molti
aspetti, figlio di una sopravvissuta ad Auschwitz, nata e cresciuta a
Praga: e nominato ambasciatore dal presidente Obama, di cui è
collaboratore e amico sin dai primi anni della carriera di entrambi.
Come diceva la madre di Eisen, in un momento dall'altissimo valore non
solo simbolico è rientrato sull'Air Force One in quella città da cui
lei era stata portata via in un vagone piombato.
Con l'aiuto di Umberto di Gioacchino e di Debora Sadun abbiamo
raccontato all'ambasciatore e alla famiglia quel poco che non sapevano
della storia della Comunità di Firenze; e soprattutto abbiamo iniziato
a parlare dei notevoli punti di contatto fra città come Praga e Firenze
dal punto di vista della vita ebraica. In entrambi i casi una piccola
Comunità, più o meno simile in numeri, vive in un luogo al centro di un
enorme flusso di turismo mondiale, anche ebraico; non solo, ma in
entrambe le città è facile stimare che in ogni momento dell'anno siano
residenti - magari temporaneamente - altrettanti (se non più) ebrei di
quanti non siano gli iscritti alla Comunità. In una prospettiva di
lungo termine, in un mondo ebraico in cui l'Europa ebraica rischia
sempre di più di trasformarsi in semplice museo e archivio storico di
fronte alle realtà israeliane e americane, è questione sostanziale il
riuscire a intercettare l'enorme corrente di vita ebraica che passa e
risiede in queste città, rendere le nostre Comunità permeabili,
accoglienti, portare all'interno delle keillot vite ed esperienze che
rischiano di restarci vicine ma solo tangenti e possono invece
trasformarsi in preziosa energia. Di tutto questo ci siamo ripromessi
di continuare a parlare, scambiandoci idee ed esperienze, e chissà,
magari facendo nascere una riflessione comune ebraica europea su questi
temi.
Enrico Fink,
Consigliere della Comunità ebraica di Firenze
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Allegria della Costituzione
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In
un paio d’ore circa di show di Benigni non è mancato (almeno per me)
qualche sobbalzo sulla sedia e qualche momento di disagio. Per esempio
quando ha affermato che “Non fare agli altri quello che non vorresti
fosse fatto a te” (e lasciamo stare chi lo ha detto) è riduttivo, così
come lo sono i Dieci Comandamenti, perché è una formulazione in
negativo anziché in positivo. Ammesso e non concesso che sia così
(personalmente non lo concederei, ma pazienza) forse si è dimenticato
che la formulazione in positivo “ama il tuo prossimo come te stesso”
(o, se vogliamo tradurlo in modo forse più preciso, “desidera per il
tuo prossimo ciò che desideri per te”) si trova nella Torah, che è un
po’ precedente alla Costituzione Italiana. Insomma, chi ama tende
sempre ad esagerare un po’, e anche Benigni in alcuni momenti si è
fatto forse trascinare un po’ troppo dal suo amore per “la più bella
del mondo”. In fin dei conti, però, chi condivide lo stesso amore non
può non perdonargli qualche imprecisione e qualche eccesso di enfasi.
Nel complesso ritengo che la trasmissione sia stata molto utile,
soprattutto per i giovani, e i commenti che ho sentito nei giorni
successivi da parte dei miei allievi hanno rinforzato la mia
impressione positiva. Mi pare che sia già di per sé un punto a favore
che si dedichi una trasmissione in prima serata a far conoscere i
principi fondamentali della nostra Costituzione, e personalmente ho
apprezzato molto anche l’invito a considerare la politica come una cosa
alta (per caso ci siamo trovati due o tre giorni dopo a leggere in
classe un passo di Cicerone che tratta lo stesso tema e a rilevare la
singolare contiguità tra due personaggi così diversi tra loro e vissuti
a più di duemila anni di distanza l’uno dall’altro). È anche
apprezzabile che sia stata esplicitamente ricordata la Shoah. Oltre a
ciò, vale la pena rilevare due elementi che mi sembrano particolarmente
consonanti con la cultura ebraica. Prima di tutto, l’analisi puntuale
del testo, con l’attenzione ad ogni singola parola (perché è stata
usata quella e non un’altra, se ricorre in altri punti, ecc). Si
potrebbe dire in un certo senso che Benigni abbia fatto il midrash
della Costituzione. In secondo luogo, l’idea di fondo della serata
stessa, cioè che la legge fondamentale dello Stato sia una cosa bella,
non un testo noioso da studiare, e neppure un testo che ci si sente in
dovere di conoscere perché se ne riconosce razionalmente l’importanza,
ma un’occasione da festeggiare, una fonte di allegria. Se Benigni si
fosse messo a danzare con la Costituzione in mano o avesse lanciato
caramelle non sarebbe parso poi tanto strano, così come non sono parsi
strani gli scherzi, le battute e le continue manifestazioni di gioioso
stupore per ogni singola frase. In effetti avere una bella legge
fondamentale è un ottimo motivo per far festa e credo che Benigni abbia
fatto bene a ricordarcelo.
Anna
Segre, insegnante
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notizieflash |
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rassegna
stampa |
Basket
- Maccabi battuto dal Siena
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la rassegna |
La
Montepaschi Siena ha battuto 79 a 69 il Maccabi Tel Aviv nella partita
del girone C di Eurolega disputata ieri in Israele. Nella partita
disputata in Italia un mese fa, gli israeliani avevano avuto la meglio
per 89 a 87.
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Dopo il caso del parroco di Lerici che
ha sostenuto il fatto che i così frequenti casi di violenza contro le
donne siano riconducibili al loro “comportamento provocatorio”, alcuni
giornali italiani hanno cercato di scoprire qualcosa di più sul sito
internet cui il prete si sarebbe ispirato: “Pontifex, il sito choc
contro gay ed ebrei”, titola il Corriere della Sera.
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L'Unione
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