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Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui    11 Novembre 2021 - 7 Kislev 5782

Terze dosi agli over 40,
la campagna dal 1° dicembre 

Con i dati dei contagi in aumento in Italia, il governo annuncia un’accelerazione sul fronte dei richiami: a partire dal Primo dicembre i 15 milioni di italiani trai 40 e i 59 anni potranno ricevere la terza dose di vaccino anticovid. Primo paese in Europa, sulla scia di quanto già fatto in Israele. “Terza dose per tutti” titola in apertura Repubblica. Per riceverlo però devono essere passati sei mesi dalla fine dal completamento del ciclo vaccinale primario (dalla seconda dose Pfizer, Moderna o monodose Johnson). “Facciamo un ulteriore passo in avanti – ha detto ieri il ministro della Salute Speranza alla Camera – perché riteniamo che la terza dose sia un tassello essenziale della nostra strategia di contrasto al covid”.
L’Italia deve fare infatti i conti con una curva epidemiologica che continua a crescere (7.891 nelle ultime 24 ore, quasi 2mila in più del giorno prima), scrive il Sole 24 Ore, “anche se non all’impazzata come in altri Paesi europei”. Un esempio, la Germania dove si sono registrati 40 mila contagi in un giorno. E Berlino guarda all’Italia come modello: il portavoce della Merkel, Steffen Seibert, ha infatti invitato a seguire l’esempio italiano, ma anche di Portogallo e Spagna in tema di adesione alla campagna vaccinale.

Bielorussia-Polonia, la crisi al confine tra vite umane e muri. “È la terza notte al gelo per i migranti-turisti per finta attirati dal dittatore bielorusso Alexandr Lukashenko. Arrivano da Siria, Afghanistan, Sudan, soprattutto Kurdistan iracheno”, racconta Andrea Nicastro, inviato del Corriere in Polonia per raccontare la crisi dei migranti al confine con la Bielorussia. Migranti usati come arma da Lukashenko per mettere in difficoltà un’Europa che chiude le sue porte. Varsavia in primis, che blocca ogni tentativo di varcare i suoi confini. “Contiamo al momento su 15 mila uomini ma siamo pronti a inviare rinforzi. Già nei prossimi mesi, lavoreremo a rendere permanente la barriera che avevamo tirato su due mesi fa”, dice a La Stampa il viceministro agli Esteri polacco Pawel Jablonski, che nega le accuse di violenza contro i migranti che riescono a passare. “Dove vengono picchiati e torturati è invece in Bielorussia, succede prima”, afferma.

Bielorussia-Polonia, la reazione europea. Nel frattempo Bruxelles è divisa: il presidente del Consiglio europeo Michel ha aperto all’ipotesi di finanziare con i soldi del bilancio Ue la costruzione di muri difensivi al confine (Michel soccorre Morawiecki, scrive La Stampa, ma ne parlano anche Corriere e Libero tra gli altri). La presidente della Commissione von der Leyen, in missione negli Usa, si dice contraria e vuole proseguire sulla strada delle sanzioni a Lukashenko, che dovrebbero essere decise lunedì prossimo (Sole 24 Ore). Nel frattempo si è mossa anche la Germania, con la Merkel che ha chiamato Putin – considerato da molti il regista di questa nuova crisi – perché fermi “la disumana e inaccettabile strumentalizzazione dei migranti” da parte della Bielorussia.

Caso Eitan. Presso la Corte distrettuale di Tel Aviv si terrà nelle prossime ore l’udienza sul ricorso presentato da Shmuel Peleg contro la decisione della giudice Iris Ilotovic-Segal a favore del rientro di Eitan Biran in Italia, “sua residenza abituale”. La Stampa spiega che l’udienza si concluderà oggi e si terrà a porte chiuse. Oltre a Peleg e ai rappresentanti della zia paterna di Eitan, Aya Biran, nominata sua tutrice legale dai tribunali italiani, parteciperà anche il console italiano Emanuele Oldani. Questo “in quanto l’Italia è parte in causa nella Convenzione dell’Aja sulla sottrazione internazionale di minori”. Sulla base della violazione di quest’ultima, come già reso noto ieri, la procura di Pavia ha chiesto la custodia cautelare per Shmuel Peleg e per un’altra persona, tradottasi in un mandato di cattura internazionale. Giornale e Corriere spiegano che Israele difficilmente accoglierà la richiesta di estradizione.

I migliori licei di Roma. La Fondazione Agnelli ha pubblicato la sua annuale classifica dei migliori istituti superiori in Italia. E nella top ten, per quanto riguarda Roma, c’è il liceo della Comunità ebraica della Capitale Renzo Levi (Corriere Roma e Repubblica Roma). La classifica, spiega il Corriere, “tiene conto del rendimento degli studenti diplomati e della percentuale di ragazzi che accede subito al mondo del lavoro”.

Il futuro della Capitale. Sul Sole 24 Ore si dà conto dell’annuncio del sindaco Gualtieri di voler di costituire un’Agenzia per gli investimenti che avrà il compito di attrarre investitori privati, nazionali ed esteri, nella Capitale. Un annuncio fatto in occasione dell’assemblea di Confindustria Assoimmobiliare, a cui ha preso parte anche il neoassessore al Patrimonio e alle politiche abitative della Capitale, Tobia Zevi. Il Sole si sofferma in particolare sull’intervento di Zevi, che ha parlato di strategie per il futuro, tra cui muoversi dentro la rivoluzione della sostenibilità e maggior coinvolgimento della città nel Pnrr.

Processo a chi minaccia i giornalisti. Tredici soggetti, indagati a vario titolo per minaccia aggravata e diffamazione, andranno a processo a Bergamo per le minacce dirette Paolo Berizzi, giornalista di Repubblica. “Berizzi è l’unico cronista europeo sotto protezione (da ormai tre anni) per minacce neofasciste e neonaziste. – racconta Repubblica – Una tutela che è stata rafforzata per ulteriori minacce dopo la diffusione dei video di Fanpage sulla galassia nera, in cui il nome del giornalista è citato in tono canzonatorio durante una cena da militanti di estrema destra”.

Segnalibro. Esce oggi in libreria Libertà vigilata. Perché le donne sono diverse dagli uomini (La Nave di Teseo), nuovo libro di Elena Loewenthal. La Stampa ne dà un’anticipazione con un brano dedicato allo schwa e ai suoi legami con l’ebraico.

Social e voto. Il Fatto Quotidiano insiste sull’inchiesta della Procura di Firenze sulla Fondazione Open da cui risulta indagato il parlamentare Matteo Renzi. Secondo il Fatto, dalle carte dell’indagine, emerge un incontro “con una delegazione israeliana: obiettivo presentare un software informatico in grado di ‘monitorare e influenzare la campagna’ per il referendum costituzionale”.

Daniel Reichel

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