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L'Unione informa
 
    18 ottobre 2009 - 30 Tishrì 5770  
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Moked - il portale dell´ebraismo italiano
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  Benetto Carucci Viterbi Benedetto Carucci Viterbi,
rabbino 
L'uomo è fatto della terra presa da tutto il mondo: per questo è costitutivamente adattabile e duttile. È lui il ponte tra le diverse realtà di quaggiù, come suggerisce un bel racconto di Kafka. Ogni tanto ha bisogno di un ponte verticale: la scala che Giacobbe sogna. 
Intorno agli statuti della storia e del rapporto tra ebrei e storia o di come essi si raccontano, e vivono la storia, ma anche che cosa chiedono a ciò che nel linguaggio comune è denominato come "storia", è dedicata una parte importante del festival internazionale di letteratura ebraica che si apre il prossimo 24 ottobre a Roma. Alla "storia" si chiedono cose di vario genere. Per esempio: la verità, ossia come sono andati i fatti per davvero; la ricomposizione con il proprio passato, ovvero la continuità con una vicenda che si è interrotta in un luogo. Non credo che nessuna di queste cose sia la storia, anche se si intrecciano con una condizione precisa, ovvero con una domanda di storia che forse non è mai stata potente come nel tempo attuale. Bisognerebbe tentare di comprendere perché avviene questo. Non credo che ci sia una sola causa, o una motivazione prevalente ma è un problema per chi si occupa di storia tentare di comprendere il perché di questa domanda di passato. Non ritengo, per esempio, che migliaia di persone si siano messe in cerca del passato nei luoghi di provenienza solo per riempire un buco nella loro storia famigliare. Credo che al fondo ci sia un non detto di nostalgia rispetto a luoghi che si sono lasciati. Riguarda l’est Europa, ma anche la Libia, l’Iran, Beirut. Tuttavia, quel ritorno, quando è fisicamente possibile, spesso non soddisfa. Penso che questo avvenga perché avere la nostalgia di un luogo, significa avere nostalgia del tempo vissuto in un luogo. Quel tempo è irrecuperabile e lì si genera il sentimento della nostalgia. Posso ritrovare il luogo ma non me stesso vissuto in quel luogo. Forse è per questo che la domanda di storia sale, anziché placarsi. David
Bidussa,

storico sociale delle idee
David Bidussa  
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  Qui Roma - 16 ottobre 1943: mille luci contro il silenzio
Di Segni: “Dov'era l'uomo quando ci fu la deportazione"?

FiaccolataLa lunga fiaccolata organizzata dalla Comunità Ebraica di Roma e dalla Comunità di Sant'Egidio partita da Piazza Santa Maria in Trastevere si è snodata per i vicoli di Trastevere e si è conclusa in via del Portico d'Ottavia, ripercorrendo a ritroso il tragitto fatto dai 1024 ebrei strappati alle proprie case al Portico d'Ottavia il 16 ottobre 1943. Ad accogliere il corteo vicino al palco allestito in Largo 16 Ottobre 1943, la colonna sonora del film 'Schindler List' dedicato alla tragedia della Shoah. Molte le candele alle finestre delle case attorno alla Sinagoga. Fra le personalità intervenute il Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, il rav Riccardo Di Segni rabbino capo di Roma, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e Andrea Riccardi, ordinario di Storia contemporanea presso la Terza Università degli Studi di Roma, e fondatore della Comunità di Sant'Egidio.
"Questa fiaccolata rappresenta l'abbraccio alla comunità ebraica, che non dimentica l'insulto del 16 ottobre del 1943"ha detto il rav Riccardo Di Segni che ha fatto un raffronto fra alcuni passi di Bereshit il primo libro della Bibbia e la tragedia della deportazione. "Oggi abbiamo letto un passo della genesi, - ha detto il Rav - quello che parla di Adamo. Il Signore sa dove è Adamo, eppure glielo chiede. Ecco perché pensando alla tragedia della Shoah non dobbiamo chiederci dove era Dio ma dove era l'uomo con le sue responsabilità".
Parole di speranza sono state espresse dal Presidente Riccardo Pacifici e dal Sindaco Gianni Alemanno nel vedere tanti giovani presenti fra il pubblico, sotto al palco.
"La conoscenza ci permette di capire tutti i passaggi che portarono a quel terribile 16 ottobre del 1943: dalla dittatura al regime fascista, dalle leggi razziste fino alla Shoah. Quella conoscenza deve diventare memoria perché ci serve a costruire una Roma migliore e ad affrontare le sfide del presente". Ha esortato Alemanno "L'attenzione ai valori della persona umana ci deve aiutare a risolvere problemi difficili senza sbandare. Assistiamo ancora a bandiere che vengono bruciate nei cortei, questo, anche quando non riguarda Israele, è un atto di intolleranza inaccettabile".
"Quando queste due comunità si stringono la mano – ha concluso Alemanno riferendosi alla Comunità cristiana e a quella ebraica - si trascinano dietro tutta la comunità cittadina".
Il Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna , il cui intervento ha concluso la cerimonia, ha posto l'accento alle sostanziali differenze fra una società democratica e una società totalitaria. 'Tra società democratica e società totalitaria, - ha detto Gattegna - c'è un limite di demarcazione invalicabile. Nella prima la pacifica convivenza è assicurata dalla libertà di pensiero e di espressione. Nella seconda qualsiasi diversità qualsiasi forma di dissenso viene considerata pericolosa. La linea di demarcazione non è quindi tra due diversi sistemi di governo, ma tra civiltà e barbarie”.
“Facciamo in modo che manifestazioni come questa, - ha concluso Gattegna rivolgendosi ai giovani presenti – o eventi come il Giorno della Memoria non abbiano solo il risultato di procurare emozioni forti, ma che esse siano per tutti lo stimolo per studiare a fondo il periodo. Questo sforzo svilupperà nella nostra società gli anticorpi necessari a resistere e a contrastare qualsiasi forma di razzismo”.

Lucilla Efrati



Lizzani
“L’oro di Roma”, con Lizzani all’Università di Roma Tor Vergata
 
 
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  L'ora islamica e l'ora laica

E' in corso la saga delle dichiarazioni, alcune in sfrenata libertà, pro o contro la proposta del viceministro Urso di introdurre un'ora di religione islamica nella scuola italiana (e per gli altri?!).
Difficile depurare questo dibattito dalle abbondanti dosi di commenti strumentali o illusoriamente tali: non mancano poi i soliti più realisti del re, spesso spiazzati proprio dal loro monarca.
Eppure il concetto base dovrebbe essere facile: dare alle singole fedi e ai non credenti pari dignità e conseguente possibilità di fruizione, nella scuola pubblica, di specifiche ore di insegnamento secondo libera adesione.
Ma la società aperta, evidentemente e nonostante che ne (s)parlino in molti se non in troppi, pare essere in Italia ancora una chimera...

Gadi Polacco, Consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane 
 
 
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Dall'Onu un bel regalo al terrorismo
[…] Il voto che due giorni fa ha promosso il rapporto dei giudice Goldstone che descrive a modo suo la guerra di Gaza per 575 pagine è, anche se siamo abituati al peggio quando si tratta di Israele, un amaro pasto che ci rimangeremo per i prossimi anni a tutte le latitudini in cui si presenti un conflitto non convenzionale; una guerra, cioè, in cui non siano due eserciti a fronteggiarsi, ma un esercito da una parte e dall'altra milizie fanatizzate e terroriste che ritengono loro diritto e, anzi, loro dovere fare uso della popolazione civile per condurre la loro guerra. […]
[…] Immaginiamo che tutto questo sia definito una patente violazione dei diritti umani, una persecuzione «volontaria» della popolazione civile, proibita secondo la legge internazionale e quindi un reato da essere giudicato prima al Consiglio di Sicurezza e poi dal Tribunale internazionale dell'Aia, perché è questo l'iter che adesso dovrebbe compiere l'adozione della risoluzione di Goldstone, finendo per allineare sul banco degli imputati i militari israeliani. Figuriamoci anche che queste decisioni debbano basarsi sulle bugie preferite delle organizzazioni che professionalmente sono impegnate a distruggere Israele e a farne il nemico pubblico numero uno: questi sono i testimoni scelti da Goldstone per costruire il suo rapporto. E quindi le realtà che vi sono descritte sono semplicemente balle: per esempio, i testimoni negano sempre la presenza di combattenti di Hamas in certe zone, per spiegare che Israele ha sparato sulla gente. Ma proprio là, il sito stesso di Hamas si vanta della bella battaglia ingaggiata dai suoi. […]
Fiamma Nirenstein, il Giornale, 18 ottobre 2009

Deportazione, mille fiaccole per non dimenticare
[…] Migliaia di luci illuminano questa fredda notte di Roma, le note del film Schindler list accolgono tutti quelli che non vogliono dimenticare e che lottano perché questo non succeda, mai. «Il fatto che il valore della memoria, che và al di là di chi amministra la città o governa il paese, sia un valore condiviso e che unisce è una cosa che ci rende profondamente orgogliosi», dice il presidente della comunità ebraica, Riccardo Pacifici. «Questa data è per sempre scolpita nel cuore della città. Ma oggi apre il cuore alla speranza: dalla lettera molto importante che ci è giunta dal presidente del consiglio, alle iniziative di comune, provincia e regione, fino all'impegno dei ragazzi che hanno visitato e visto con i loro occhi nei campi di sterminio l'orrore della shoah. Poco tempo fa abbiamo inaugurato insieme ai rappresentati della comunità islamica e della religione cattolica piazza Gerusalemme. Il 17 gennaio verrà il Papa in sinagoga, sarà un appuntamento importantissimo perla memoria e la difesa del suo valore».
[…]  Ecco l'importanza del non dimenticare nomi, luoghi, date di questo Orrore. «Questa fiaccolata dimostra che Roma non dimentica l'insulto terribile del 16 ottobre 1943», dice il rabbino capo Riccardo Di Segni. Citando un passo del libro della Genesi, Di Segni ha parlato della «responsabilità dell'uomo» rispetto ai «grandi insulti» alla dignità umana. «Per questo è un dovere di tutti, senza distinzioni di appartenenza o di fede, vigilare contro gli insulti alla dignità umana». […]
Beatrice Picchi, il Messaggero, 18 ottobre 2009

Corteo anti-razzismo a Roma: siamo in 200 mila
Roma. C'è un bambino di cinque anni, la pelle bianca e i capelli castani, che stringe la mano della mamma e con l'altra solleva un piccolo cartello: «Io non ho paura dei colori». Lui e altre «duecentomila persone», secondo gli organizzatori, sfilano a Roma «contro il razzismo e contro il pacchetto sicurezza», ma anche «contro l'omofobia e ogni forma di discriminazione». C'è uno striscione che racconta questa manifestazione: «Tutti uguali, tutti diversi, tutti insieme». Dicono che «nessun uomo è illegale», che «i rifiuti tossici non hanno confini, gli esseri umani sono clandestini». Citano il Vangelo, alcuni stendardi: «Ero straniero e mi avete accolto». Per le strade del centro il cielo cupo, il clima invernale ci sono ragazze in gonna larga e bandiera della pace stretta in vita, metalmeccanici neri col vessillo rosso della Fiom, famiglie, tre cinesi su un furgoncino bianco, tanti italiani coi palloncini dell'Arci, operai della Cgil, senegalesi con le mani nei guanti che sventolano piccoli canotti con la scritta «Maroni sui gommoni», le bandiere del «Veneto libero dal razzismo e dalla paura». Uno striscione: «Cristo è qui, quando ci sarà tutta la Chiesa?». Arrivano da Pordenone e da Lampedusa, dal Friuli e dalla Campania, dall'Umbria e dalla Toscana. A guardarli, non è difficile capire che molti arrivano da più lontano. […]
Alessandra Capponi, Corriere della Sera, 18 ottobre 2009

Ascoltate il rabbino di Roma: in classe solo il cattolicesimo
[…] Per quanto mi riguarda non amo gran che l'ora di religione cattolica e quindi, proprio per questo sono forse pi credibile se (anticipando la conclusione) dico che non vi è una seria alternativa allo stato delle cose […]
[…] Quindi non sono appassionato dell'ora di religione, soprattutto per il modo in cui viene gestita, spesso da insegnanti di scarso spessore spirituale, che hanno una visione della religione da sociologia progressista, e per la pressione che viene fatta a seguirla a tutti i costi attraverso il ricatto di assurde materie alternative o del presunto isolamento. […]
Giorgio Israel, il Giornale, 18 ottobre 2009

«La diaspora europea rischia di trasformarsi 
in un oggetto da museo»

[…] «Ricordate la bambina dal cappotto rosso di Schindler's List? L'unico colore nel bianco e nero del film, un colore che serve ad individuarla nel mucchio dei cadaveri, dopo il massacro, ma anche a trasformarla nel simbolo stesso della Shoah. Eppure, contrariamente a quanto a volte si dice, quest'immagine di morte non è l'unica a rappresentare gli ebrei del Novecento. C'è anche quella dell'intellettuale, dello scienziato. C'è Freud che reinterpreta il mondo della mente, c'è Einstein che scopre nuove leggi all'universo, c'è Schoenberg che scompone la musica, ci sono scrittori, artisti, poeti che sono rimasti a segnare indelebilmente della loro creatività e vitalità la cultura del Novecento. E ancora altre immagini: quella dell'ebreo sionista, che è capace di far fiorire la terra di Israele, oltre che di vincerne le guerre. E quella del rivoluzionario, che getta alle ortiche la tradizione e cambia il mondo con la violenza. Pensiamo a Trotskij, che crea l'Annata Rossa, reprime gli operai di Kronstadt e muore assassinato in esilio, divenuto l'eretico di tutte le rivoluzioni. Tutte immagini forti, dotate di grande capacità di suggestione: gli ebrei del Novecento. O, citando da un libro recente di Yuri Slezkine, il Novecento come secolo degli ebrei»
Anna Foa è una delle più note storiche del nostro paese, insegna Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma e sarà una delle protagoniste della seconda edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica che si apre sabato nella capitale. Foa si è occupata di storia della cultura nella prima età moderna, di storia della mentalità e di storia degli ebrei. […]
Guido Caldiron, Liberazione, 18 ottobre 2009 

 
 
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Qui Casale Monferrato - Un gesto per la vita

CasaleNon solo una giornata di festa, ma anche una dimostrazione di vita e di capacità da parte delle piccole Comunità ebraiche italiane di guardare avanti e di festeggiare i momenti salienti della vita. Grande folla e molti giovani, questa mattina, a Casale Monferrato, per festeggiare il restauro e l'Hachnasat Sefer Torà offerta dalla vicepresidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Claudia De Benedetti e da Ermanno Tedeschi per celebrare la nascita della prima nipotina, Avigail.

casale2“Si tratta - ha commentato il vicepresidente della gloriosa Comunità di Casale Elio Carmi – di una dimostrazione dell'energia che continua a mandare avanti le piccole comunità italiane”.
Nel corso della cerimonia il Rotolo della Torà appena restaurato è stato portato in processione fra le vie della cittadina piemontese attraverso le quali si svolge da molti secoli la vita della comunità degli ebrei di Casale.

casale2“Un gesto – hanno commentato molti partecipanti – che assume il significato dell'apertura nei confronti della società circostante e del dialogo che la minoranza ebraica in Italia intrattiene con coraggio e determinazione da millenni nel nostro paese”.


D.R.


Ricercatori italiani e volontari israeliani                                            
individuano un nuovo sito neolitico nel Neghev                           
Gerusalemme, 17 ott -
Un gruppo di ricercatori italiani organizzati dal Cispe (Centro italiano per ricerche archeologiche e antropologiche), affiancato da volontari israeliani, negli ultimi mesi
, nel deserto del Neghev, presso la località di Har Karkom, hanno riportato alla luce i resti di un insediamento neolitico con esempi di arte rupestre risalenti a 10mila anni fa. Scopo degli scavi - ricordano gli stessi ricercatori in un comunicato diffuso oggi - è la ricerca di siti preistorici, ma anche il tentativo di dimostrare la controversa teoria che il monte Sinai - dove secondo la Bibbia Mosé ricevette i 10 comandamenti - si trova nel Neghev e non nella penisola egiziana del Sinai. Fra le composizioni rupestri ritrovate ce ne sono alcune che raffigurano peraltro animali che si ritiene estinti da 20mila anni, cosa che non permette di escludere una retrodatazione di parte del sito fino al Paleolitico, ossia oltre quanto ipotizzato finora. Secondo l'equipe, l'esistenza della zona sacra potrebbe essere inoltre "una traccia in più" a sostegno dell'identificazione del biblico monte Sinai a Har Karkom (letteralmente 'montagna dello zafferano'). L'argomento è stato al centro di un seminario di tre giorni al quale gli archeologi italiani hanno preso parte assieme a sette teologi e biblisti della Chiesta cattolica. I lavori della missione archeologica nel Neghev si sono svolti con l'assenso e la collaborazione delle Autorità israeliane per le antichità e per i parchi.

David Grossman a La Spezia riceve il premio Exodus 2009
La Spezia, 17 ott -
David Grossman vince il premio Exodus 2009. La consegna è avvenuta al teatro civico della Spezia. Il riconoscimento è dedicato a coloro che si sono spesi nel campo dell'interculturalità e della solidarietà. Lo scrittore israeliano è stato scelto perché "tra i più rappresentativi della letteratura contemporanea mondiale, instancabile sostenitore del dialogo come strumento essenziale per la convivenza pacifica tra i popoli". Fra le novità dell'edizione 2009, l'istituzione del premio speciale "architettura del dialogo", assegnato all'architetto Massimiliano Fuksas, e il lancio del concorso di idee Exodus Art 2010: destinato alla realizzazione di un'opera artistica ispirata alla partenza della nave Exodus dal molo Pagliari.
 
 
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L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche.
Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili.
Gli utenti che fossero interessati a partecipare alla sperimentazione offrendo un proprio contributo, possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it per concordare le modalità di intervento.
Il servizio Notizieflash è realizzato dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con la Comunità Ebraica di Trieste, in redazione Daniela Gross.
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