David
Bidussa,
storico sociale delle idee
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Se volessimo fare
una buona sintesi del mese di agosto appena trascorso si
potrebbe rilevare che non ci siamo indignati della pena di morte di
Sakineh; della difesa dei diritti umani; delle espulsioni dei rom. In
Francia in molti si sono indignati su tutte e tre queste questioni.
Perché lì si sono mobilitate persone, segmenti della società civile e
qui solo un ministro? Perché ciò che in Francia è una battaglia di
civiltà qui non riesce a diventarlo? Perché per esempio, potrebbe dire
qualcuno, le espulsioni accadono lì e non qui. E’ vero, ma qui
qualcuno, non l’ultimo arrivato, le ha auspicate e la notizia è passata
tra le curiosità. Nessuno, comunque, ha aperto bocca per replicare.
Invece abbiamo discusso di un bilocale a Montercarlo. Non
è una differenza che fa la differenza? Oppure dobbiamo
concludere che ognuno trasforma in valore da difendere – e su cui
indignarsi - ciò a cui tiene di più?
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Livorno, città capofila per la XI Edizione, ha offerto il meglio di se stessa in questa Giornata europea della cultura ebraica. Vorrei
sottolineare la bella accoglienza ricevuta da parte dei responsabili
comunitari, in primis dal Presidente Samuel Zarrough, dalle due gentili
signore, vicepresidenti entrambe, Paola Bedarida e Margherita
Ascarelli, da Gady Polacco Consigliere UCEI e della Comunità di
Livorno, da David Novelli e Guido Guastalla, dal rabbino capo Yair Didi
e dal segretario Carlo Cabib che ringrazio tutti sentitamente. La
grande partecipazione di pubblico, il pieno e sentito coinvolgimento
delle autorità cittadine tra i quali Il primo cittadino Alessandro
Cosimi ,il presidente della Provincia Giorgio Kutufà, e l’assessore
alle culture Mario Tredici.
Yoram Ortona, Consigliere Ucei delegato alla Giornata Europea della Cultura Ebraica
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Qui Napoli - Pagine del Libro, pagine d'arte
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La
Giornata Europea della Cultura Ebraica si celebra in ventisette paesi
europei più la Turchia. Anche in Italia in sessantadue città, in
molte delle quali non è più presente una Comunità, la prima
domenica di settembre i luoghi ebraici si aprono a quanti sono
interessati a conoscere le peculiarità della cultura, dell’arte, degli
usi di una minoranza che da secoli partecipa attivamente alla
vita del paese conservando e difendendo la propria
identità. Di anno in anno i temi si fanno sempre più
particolari, sempre più persone vengono coinvolte, l’Ebraismo,
nella sua specificità, ma anche come realtà inerente alla vita della
città stessa acquista maggiore visibilità. “Arte ed Ebraismo”, il
tema proposto quest’anno suona quasi come un paradosso. Tutti sanno che
agli ebrei è proibito produrre immagini dipinte o scolpite di tutto ciò
che è vivente, ma, come osserva il pittore ebreo Stefano Levi Della
Torre “il divieto biblico non ha quasi mai impedito la figurazione del
mondo, ma l’ha investita di una certa inquietudine”.
Miriam Rebhun
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Qui Venezia - A Sofia Coppola il
Leone d'oro
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Pronostici stravolti a
Venezia. A portarsi a casa l’ambito Leone d’oro della sessantasettesima
mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia è stato il film
“Somewhere” di Sofia Coppola. Il Leone d'argento per la migliore regia
è andato invece ad Alex de la Iglesia per il film "Balada triste de
Trompeta". Vincent Gallo ha vinto invece la Coppa Volpi come miglior
attore maschile con 'Essential Killing', film che si è aggiudicato
anche il premio speciale della giuria, mentre Ariana Labed è stata
premiata come miglior attrice con “Attenberg”. “Somewhere” ha battuto
al fotofinish gli avversari, ribaltando le previsioni dei bookmaker
internazionali, che davano per favorito “Black Swan” del regista ebreo
Darren Aronofsky, che si è dovuto accontentare di conquistare il Premio
Marcello Mastroianni, destinato all’attrice emergente Mila Kunis. Una
magra consolazione per il film, che era dato 3 a 1 ifino a
ieri.
Michael Calimani
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Qui
Venezia - Obiettivo puntato su Darren Aronofsky
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Darren Aronofsky è
considerato oggi dalla stampa mondiale uno dei più talentuosi e
innovativi registi dei nostri tempi, e pensare che un tempo era un
semplice ragazzino ebreo di Brooklyn, affascinato dal mondo del cinema
e curioso osservatore dell’uomo e dei suoi comportamenti. Dopo la
scuola superiore, frequenta l’università di Harvard dove studia
antropologia e cinematografia sia tradizionale che d’animazione. Nel
1996 Aronofsky inizia a raccogliere le idee per il film Pi – il teorema
del delirio, pellicola in bianco e nero autoprodotta con 60 mila
dollari raccolti tra amici e parenti e caratterizzata da una forte
sfumatura ossessiva e paranoica.
M.C.
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Addio a Shmuel Noah Eisenstadt (1923-2010)
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Si
è spento a Gerusalemme, all’età di 87 anni, il sociologo, storico e
accademico israeliano di fama mondiale, Shmuel Noah Eisenstadt. Nato a
Varsavia nel 1923, Eisenstadt si trasferì dodicenne nel protettorato
britannico di Palestina. La sua attività accademica ebbe inizio nel
1940 all’Università ebraica di Gerusalemme, dove si laureò con il
professor Martin Buber, figura di rilievo nella sua formazione e con il
quale aveva intrattenuto un intenso rapporto intellettuale. Dal
1959 insegnò nel dipartimento di sociologia dell’Università ebraica di
Gerusalemme. Molti i rapporti di collaborazione da lui intrattenuti con
le Università di Chicago, di Harvard, di Vienna, di Zurigo, di Berna,
di Stanford e di Heidelberg.
Manuel Disegni
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Davar
Acher - Responsabilità individuale,
responsabilità collettiva
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Chiunque affronti seriamente
questi giorni "terribili" della vita ebraica, in cui ci si dovrebbe
dedicare al pentimento, alla risposta, al ritorno (sono tutti
significati di teshuvah), sa che è quasi impossibile sentirsene
all'altezza. Se non altro perché la cultura in cui viviamo immersi e
dunque la nostra stessa psicologia è assai difficilmente compatibile
con questa richiesta così esigente e complessa, essendo orientata
piuttosto alla "liquida" ubiquità e al relativismo autoindulgente. Il
senso di inadeguatezza fa certamente parte integrante dell'esperienza
di Kippur ed è codificato ritualmente in quegli strani elenchi di
trasgressioni che sono le invocazioni di Avinu Malchenu e di Al chet.
Spesso l'inadeguatezza consiste però anche nel non sapersi riconoscere
in buona parte di questi elenchi, come se fossimo incapaci anche di
dare una corretta valutazione della nostra mancanza.
Ugo
Volli
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rassegna
stampa |
Leggi la rassegna |
Attendendo
il primo round di negoziazioni tra israeliani e palestinesi, che avrà
corso la settimana entrante, tema sul quale le Monde di sabato 11
settembre offre un ampio spettro di posizioni con gli articoli a firma
di Frédéric Encel, Donald Horowitz, Hussein Agha, Yuli Edelstein e Saëb
Erekat, soffermiamoci su alcuni temi che hanno caratterizzato quella
che è andata chiudendosi. Partiamo da una notizia che è passata
perlopiù sottotraccia, anche se in questa rassegna stampa se ne
ha fatta meritoria menzione nei giorni passati. Claudio Vercelli
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