se
non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui
|
28
ottobre
2010 - 20
Cheshvan 5771 |
 |
|
 |
|
|
|
|
 |
 |
Riccardo
Di Segni,
rabbino capo
di Roma
|
Quattrocento
sicli di argento - una cifra considerevole per l'epoca - è il prezzo
che Abramo paga senza battere ciglio per acquistare la grotta per
seppellire Sarà e i suoi discendenti. E' l'esordio del brano (Genesi
23:16) che, con caparbia ostinazione giudaica teologico-biblica,
leggeremo questo Shabbat. Bisogna capire come mai la Torah si dilunghi
tanto sui dettagli dell'acquisto. Una possibile risposta la dette R.
Yudan figlio di R. Simon, un Maestro vissuto in terra d'Israele nel
terzo secolo: "Questo è uno dei tre luoghi per i quali le nazioni del
mondo non possono tormentare Israele accusandoli di averli rubati"
(Bereshit Rabba 79:7). Perché sull'acquisto di questi luoghi c'è una
precisa informazione biblica. Oltre alla grotta acquistata da Abramo,
l'area del Santuario (1 Cron. 21:25) e la tomba di Giuseppe (Genesi
33:19). Almeno su questi tre luoghi, dice R. Yudan, ci dovrebbero
lasciare in pace. Eppure, sentendo le dichiarazioni dei reverendi Padri
Sinodali (che, almeno per l'abito che indossano, nella Bibbia ci
dovrebbero credere), R. Yudan sembra un incorreggibile ottimista.
|
|
 |
Sergio
Della Pergola
Università Ebraica
di Gerusalemme
|
|
Con un certo imbarazzo si
fanno strada i pensieri e le parole di commento al rozzo e aggressivo
documento del Sinodo dei vescovi cattolici mediorientali. Ci si poteva
aspettare toni simili da un documento degli Imam, e di fatto la Chiesa
cattolica in Medio Oriente dimostra di essere un consesso di
nazionalisti arabi. Ma questo non serve: le comunità dei fedeli
cristiani sono in fuga lo stesso, eccettuata una, quella che vive nello
stato d'Israele. Quella del Sinodo è una Chiesa impaurita, perdente,
mendace. Nell'analisi di Benedetto XVI, la Chiesa che nega le sue
radici nell'Antico Testamento finisce col dissolvere se stessa. Ma la
retorica satura di pregiudizio, di dottrina alienata, di negazione
dell'altro del documento sinodale ricorda da vicino l'epoca
pre-conciliare, ci riporta ai tempi di Pio XII. Vengono in mente gli
scontri verbali e politici che da ragazzi avevamo con Don Giussani. La
delusione è per chi aveva creduto nel dialogo, non certo per gli
scettici. Restano sul terreno le vittime del ciclone, le persone che
credevamo amiche come Monsignor Pizzaballa. Ma evidentemente se uno il
coraggio non ce l'ha, non se lo può dare.
|
|
 |
|
 |
Qui Lucca
- Comics and
Jews su Pagine Ebraiche |
 |
Lo sapevate che, per
disegnare Batman, Bob Kane e Bill Finger si sono ispirati al Golem? O
che Superman può essere letto come la proiezione in calzamaglia di Mosè
e Sansone? E vi è mai capitato di soffermarvi sul legame tra le
avventure degli X-Men e la tragedia della Shoah? I nessi tra i
protagonisti dei comics e il mondo ebraico sono molteplici e riguardano
al tempo stesso la matrice culturale degli autori, il profilo dei
personaggi e i contenuti delle storie.
Il nuovo numero di Pagine Ebraiche, presto in distribuzione, dedica un
ampio dossier al tema. Intitolato Comics and Jews, il dossier
sarà presentato insieme al giornale ebraico per bambini Daf
Daf questo venerdì, 29 ottobre, alle 11.30 nella Sala Incontri della
Camera di Commercio di Lucca in occasione di Lucca Comics, la più
importante rassegna nazionale dedicata al fumetto e alla fantasia in
tutte le sue possibili declinazioni.
All’incontro con il coordinatore dei dipartimenti Informazione e
Cultura dell’UCEI Guido Vitale, parteciperanno grandi autori del
disegno italiano e internazionale, alcune firme che illustrano Pagine
Ebraiche e Daf Daf (ai giornali collaborano fra gli altri Giorgio
Albertini, Enea Riboldi, Vanessa Belardo, Paolo Bacilieri, Maurizio
Rosenzweig e Viola Sgarbi e il critico Andrea Grilli). Ha annunciato la
sua presenza anche il Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane con delega alla Cultura Victor Magiar.
“A
spasso per Lucca con Eisner e altri miti”
Lucca
Comics 2010 sta per aprire i battenti e per Vittorio Giardino, il
grande maestro del fumetto italiano che ha dato vita a eroi ebrei
indimenticabili come Max Fridman e Jonas Fink, è il momento di aprire
il cassetto dei ricordi. Dal suo tavolo da disegno a Bologna ha
ricostruito meticolosamente luoghi e incontri strettamente legati
all’Europa ebraica, ora tornano alla luce alcune delle esperienze più
significative della sua carriera, come il primo faccia a faccia con il
mitico Will Eisner. »
Adam Smulevich
|
|
Dossier -
I falsi dell'odio
|
 |
Dal
Golem a Jean Luc Godard la bugia è sul grande schermo
L’ antisemitismo
d’ispirazione cristiana, largamente diffuso nella società europea, ha
influenzato fortemente la rappresentazione degli ebrei nella
letteratura e le arti visive. Neanche il cineasta Jean Renoir, le
grande humaniste, riuscì a evitare stereotipi antisemiti quando mise in
scena personaggi ebrei. In La Grande Illusion il tenente Rosenthal,
interpretato da Marcel Dalio, è un ricco ebreo, proveniente da una
famiglia di banchieri di origini straniere, mentre il party decadente
de La Règle du Jeu è organizzato dall’ebreo Robert de La Chesnaye.
L’ebreo ricco, straniero, immorale, decadente. Sono solo alcuni degli
stereotipi dell’antisemitismo tradizionale dell’Europa cristiana che
saranno poi ripresi e amplificati dalla propaganda nazista. »
Rocco
Giansante
La mappa (a fumetti) della
menzogna
Nel 2005 Eisner produsse un lavoro totalmente differente dagli altri.
Il titolo è emblematico: Il complotto. La storia segreta dei protocolli
di Sion. Nello stesso anno l’editore italiano Einaudi lo pubblica nella
collana Stile Libero. Come racconta Eisner nell’introduzione “per la
prima volta non ho usato il fumetto per raccontare una storia
inventata. Stavolta ho tentato di impiegare questo potente mezzo di
comunicazione per affrontare un tema che ha un’importanza fondamentale
nella mia vita”. »
Andrea Grilli
|
|
ECJC: nuovo
corso, dimissioni a catena
|
 |
Dimissioni per i consiglieri
italiani dell’European Council of Jewish Communities. Una decisione
assunta per protestare contro l’inattesa svolta dell’organizzazione. Da
trent’anni l’ECJC, ong ombrello che raccoglie le comunità e le
associazioni ebraiche di tutta Europa, si occupa di rafforzare la vita
ebraica nel vecchio continente, lavorando sull’educazione, sulla
cultura (suo l’impulso per la Giornata europea della cultura ebraica) e
sull’assistenza nei confronti delle comunità in difficoltà.
Riconosciuta come interlocutore dal Consiglio d’Europa e dall’Unione
Europea, l’organizzazione ha finora sempre mantenuto una linea precisa:
tenersi lontana dalle vicende politiche. Ma con l’ultima convention, le
cose sono cambiate, come spiega Arturo Tedeschi, membro dimissionario
del consiglio dell’ECJC, presente all’incontro di Berlino che si è
tenuto a inizio settimana. “Quella di Berlino era stata programmata
come una conferenza per i presidenti delle comunità che fanno parte
dell’ECJC - sottolinea - Invece, al posto dei consueti seminari
riguardanti i profili organizzativi della vita comunitaria, ci siamo
trovati di fronte a un’agenda improntata a contenuti politici, e a una
presenza israeliana insolitamente numerosa e importante. Fino al
momento in cui, con una procedura assolutamente illegittima e
antidemocratica, senza il necessario passaggio per l’assemblea
dell’ECJC, è stato nominato un nuovo presidente Igor Kolomoisky,
oligarca ucraino dal profilo discutibile” (nella foto, il secondo da
sinistra, insieme all’ex presidente Jonathan Joseph, e ai
vicepresidenti Tomer Orni e Vadim Rabinovich). Oltre a questo, nel
comunicato stampa conclusivo della conferenza, si legge che “l’ECJC ha
deciso che la linea artificiale che separa gli affari che riguardano le
Comunità dalle vicende politiche, che costantemente ne influenzano la
vita, verrà immediatamente a cessare”. Una virata totale dunque,
rispetto alla linea apolitica mantenuta dall’ECJC sin dalla sua
fondazione. Per protesta, oltre ad Arturo Tedeschi, hanno rassegnato le
dimissioni anche gli altri rappresentanti italiani all’ECJC, Claudia De
Benedetti e Annie Sacerdoti.
Per ora sembra difficile che la situazione si sblocchi, nonostante la
prospettiva di mediazione dell’ex presidente Jonathan Joseph, che
manterrà la carica di vice presidente. “Da alcuni anni l’ECJC si trova
in carenza di fondi - analizza Arturo Tedeschi - Questo ha favorito
finanziamenti da parte di personaggi discutibili, provenienti dall’Est
Europa, che sono alla ricerca di una posizione pubblica. In questo
quadro si inserisce anche il desiderio dei leader israeliani di
costruire legami più stretti e diretti con le comunità ebraiche
europee. Ma l’idea che davanti al probelma dei finanziamenti si possa
forzare il processo
democratico è assolutamente inaccettabile”.
Rossella
Tercatin
|
|
 |
|
 |
Lesso
|
 |
Ecco i giorni in cui cessano le
ragioni del contenzioso. Fra Israele e Palestina, la memorabile pace.
Pace per trattative sui confini giunte a buon fine, pace per uno
schianto militare di Teheran, pace perché Bin Laden sceglie la
contemplazione in un monastero tibetano - ma poi, la pace. Per
israeliani e palestinesi è festa. Mentre non è affatto festa per i
gruppi dei delusi, sottoposti a implosione nel cuore d'Europa. Per loro
è alle porte un futuro non amfetaminico, ma diciamo così, lesso. Niente
cortei, niente offese sui forum, stop perfino agli sputi. Le bottiglie
molotov tornano a essere bottiglie, con la benzina si va in macchina e
ogni gita al mare, ai laghi, è vita che va in frantumi. Il tempo
sereno, la campagna che luccica, e per cosa? Sai dove me la metto la
campagna che luccica. Nella nuova vita, c'è per esempio questa domenica
di pace, una gita ai colli. L'antisionista siede sul plaid, in riva al
torrente. Mastica la frittata di pasta preparata dalla moglie. E' buona
la frittata di pasta coi pezzi di scamorza, ma a che pro? Ai suoi
piedi, l'acqua scorre argentea e c'è il guizzo di una trota - anche
questo, a che pro? Sai dove se lo mette il guizzo (in ogni caso noi
l'abbiamo intuito). I figli piccoli Roberto Ismaele Abù e Antonietta
Fatima Gina giocano a palla a mano e mandano gridolini di gioia - e con
questo? In giro, non una formica assale il ciambellone - beh, che si
vuole dimostrare? Non è neanche buonissimo, il ciambellone. Un momento,
un breve sorriso si distende sulle sue labbra micragnose.
Adesso lui sa che farà, appena torna a casa dopo l'ingorgo. Quando è
buio, va allo stadio con la bomboletta e scrive il suo pensiero libero
con tutto il rosso che ha nella bomboletta. Scriverà tutto quello che
tiene chiuso nel cuore. La verità, bella gigante: "Inter ladri".
La controinformazione non deve morire.
Il
Tizio della Sera
|
|
 |
notizieflash |
|
rassegna
stampa |
Museo
nazionale della Shoah
la nuova finanziaria taglia i fondi
Roma,
27 ottobre |
|
Leggi la rassegna |
Ridotti del 30 per cento i fondi destinati al Museo nazionale
dell'ebraismo italiano e della Shoah di Ferrara, unica istituzione
museale italiana che si occupi di coltivare e trasmettere la memoria
degli ebrei italiani e del prezzo che pagarono alla Shoah.
“Un'autentica vergogna. Si tratta di un altro bel regalo della logica
tremontiana dei tagli lineari, che colpisce indiscriminatamente senza
badare all'utilità sociale e culturale dei diversi destinatari di
finanziamenti pubblici", con queste parole il senatore del PD Roberto
Della Seta ha denunciato la situazione. »
|
|
|
continua
>> |
|
|
|
 |
 |
è il giornale dell'ebraismo
italiano |
 |
|
 |
 |
Dafdaf
è il giornale ebraico per bambini |
|
L'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che
incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli
articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente
indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di
posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone
che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti
che fossero interessati a offrire un
proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it
Avete ricevuto questo
messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare
con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete
comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it
indicando nell'oggetto del messaggio “cancella” o “modifica”. © UCEI -
Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo
aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione
informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale
di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.
|
|
|
|