David
Sciunnach,
rabbino
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“Io
mi volsi e discesi dal monte …” (Devarìm 9, 15). Ha detto il Grande
Chassìd Rabbì Bunem di Pshischà: “Io mi volsi” vuol dire: “ho creato un
volto a me stesso”. Dopo il peccato del vitello d’oro, quando i figli
d’Israele erano caduti in disgrazia, si è rafforzato Moshè Rabbenù
affinché nessuno cadesse in depressione da questo fatto. Egli non aveva
volto ai suoi occhi, cioè non riusciva a guardarsi in faccia, ma
nonostante questo ha trovato le forze interiori ed ha fatto il suo
volto, andando avanti.
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David
Assael,
ricercatore
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Nel
giorno in cui si inaugura in pompa magna il nuovo Canale di Suez, di
cui la portata sarà tutta da verificare in un mondo in cui equilibri ed
esigenze mondiali non sono più quelle degli anni ’50, l’Occidente
risponde con il desolante spettacolo delle primarie statunitensi,
sempre impegnate nel peggiorare quanto offerto nell’edizione
precedente. Edizione è il termine giusto perché trattasi di un vero e
proprio spettacolo circense, dove non mancano nani e ballerini. Si dice
che si parta sempre con i Trump, per poi arrivare ai migliori, come, ad
esempio, un W. Bush, indimenticato stratega e analista politico. Poi,
ci si lamenta che le democrazie si stiano tramutando in oligarchie
comandate da tecnocrati. E chi dovrebbe prendere le decisioni?
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Gentiloni a Teheran
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È
iniziata la missione diplomatica del ministro degli Esteri italiano
Paolo Gentiloni a Teheran. “Senza sanzioni possiamo raddoppiare
l’interscambio”, annuncia il ministro facendo riferimento a potenziali
benefici dell’accordo sul nucleare siglato negli scorsi giorni (La
Stampa, tra gli altri). In queste stesse ore trovano diffusione le
nuove minacce dell’ayatollah Khamenei, che in un libro teorizza la
distruzione dello Stato ebraico. Osserva il quotidiano torinese: “La
strategia per cancellare Israele viene illustrata nei dettagli
spiegando che non si tratta di una ‘guerra classica’ ma di un conflitto
di lungo termine a bassa intensità per spingere il numero più alto
possibile di ebrei ad andarsene”.
Il Consiglio superiore dei Beni culturali, massimo organo consultivo
del ministero, ha approvato lo stanziamento di 80 milioni di euro di
finanziamenti pubblici, sette dei quali saranno destinati al Museo
nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah in costruzione a
Ferrara. “Gli interventi approvati ieri – scrive il Corriere –
riguardano in sostanza progetti di completamento di musei o creazione e
sviluppo di poli di attrazione”
“Conferma dell’esenzione dall’Imu per le scuole paritarie, ribadita la
normativa Monti relativa alla vecchia Ici, ma soprattutto l’impegno per
un tavolo di lavoro che affronti complessivamente la materia fiscale
circa le scuole non statali, ad iniziare dalla definizione di attività
commerciale per una scuola paritaria”. Questo l’esito del tavolo di
confronto svoltosi ieri mattina a Palazzo Chigi tra governo e
associazioni del mondo della scuola paritaria. Come riporta Avvenire,
presente anche una delegazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane.
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qui ferrara
Cultura ebraica, valore per tutti.
Il governo punta sul Meis
“Il
finanziamento per il Meis rappresenta un fatto di eccezionale
significato culturale e storico”. Lo ha affermato il ministro Dario
Franceschini commentando lo stanziamento di sette milioni di euro a
favore del Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di
Ferrara approvato ieri dal Consiglio superiore dei beni culturali. Una
scelta che testimonia la strategicità di questa sfida e il fermo
impegno da parte del governo nel portarla avanti, riconoscendo al Meis
il ruolo di veicolo imprescindibile. C’è una domanda crescente, ha
spiegato il ministro, e l’iter deve essere accelerato per rispondere
nel modo più adeguato al forte interesse suscitato in questi anni. Lo
stanziamento erogato ieri, a quanto si apprende, dovrebbero essere
utilizzato per costruire, ex novo, uno dei cinque volumi in vetro del
museo. Volume che sorgerà davanti ai Rampari di San Paolo, sul lato
opposto rispetto all’attuale ingresso della struttura, e che andrà a
costituire uno degli elementi architettonici più affascinanti del Meis.
(Nell'immagine il cantiere del Meis)
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ISRAELE - NUOVI PROVVEDIMENTI AL VARO
Giro di vite contro i violenti
“Ogni
azione per fermare il terrorismo è casher”, aveva dichiarato nelle
scorse ore il ministro israeliano alla Sicurezza Gilad Erdan. Ovvero,
spiegava il ministro, “tutto ciò che viene fatto nel caso dei
terroristi palestinesi, deve essere applicato anche quando si tratta
terroristi ebrei”. Da qui la decisione del Gabinetto di sicurezza
israeliano, guidato dal premier Benjamin Netanyahu, di ampliare le
misure a disposizione dei servizi di intelligence per fermare i
responsabile del rogo di Duma, in cui un bimbo di 18 mesi è rimasto
ucciso. Un atto terroristico che ha scosso la coscienza degli
israeliani, come scrive Nahum Barnea su Yedioth Ahronoth, spiegando che
“l'odio sta distruggendo le fondamenta dell'esistenza di Israele”. Un
concetto condiviso anche da rav Benny Lau, che nel corso di una
manifestazione ha invitato a riflettere su responsabilità e complicità
con chi istiga all'odio.
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MELAMED
Scuole paritarie, il confronto c'è. Ma è rimandato a settembre
“Un
incontro proficuo, utile a chiarire i temi e le problematiche esistenti
in relazione al quadro normativo”. Così il sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, in una nota diffusa da
Palazzo Chigi, ha descritto il tavolo di confronto tra governo e
organizzazioni di rappresentanza delle scuole paritarie in Italia
tenutosi nella giornata di ieri alla presenza del ministro
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini.
Presente ai lavori una delegazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane. Al tavolo, oltre a due delegazioni ministeriali (con il Miur
anche il ministero dell’Economia e delle Finanze), sedevano inoltre
Federazione istituti di attività educative, Associazione nazionale
istituti non statali di educazione e istruzione, Associazione genitori
istituti dipendenti dell’autorità ecclesiastica, Unione superiore
maggiori d’Italia, Federazione italiana scuole materne e Compagnia
delle Opere Educative. Convocato in seguito al deposito di due sentenze
emesse dalla quinta sezione civile della Corte di Cassazione,
l’incontro si è concluso con la decisione di riconvocare il tavolo
entro la prima metà di settembre. Le sentenze, come noto, affermano che
due istituti scolastici paritari livornesi gestiti da enti religiosi
devono pagare l’Ici, l’Imposta comunale sugli immobili (dal 2012
divenuta Imu, l’Imposta municipale propria), dovuta per gli anni dal
2004 al 2009 in quanto la riscossione delle rette, indice di ricavi, li
collocherebbe nelle attività a carattere commerciale. Dal 2012, con la
normativa Monti, la questione sembrerebbe comunque superata. A
settembre, con la nuova convocazione del tavolo, si faranno comunque
tutte le verifiche tecniche con l’obiettivo di superare la questione in
modo definitivo. Le reazioni alle sentenze, anche molto forti, sono
state riprese dalle principali testate nazionali. Ampio spazio agli
sviluppi della vicenda è stato dedicato nel commento settimanale alla
rassegna stampa di Melamed sulla scuola e sul mondo dell’educazione.
a.t @atrevesmoked
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Ticketless
- Chiagni e ridi |
Nella
sua rubrica per la rivista “L’immaginazione letteraria” (Manni ed., 3,
2015, p. 35), Filippo La Porta con la consueta arguzia osserva la
strana anomalia dell’attuale cultura nostrana. Nel campo della
narrativa come della cinematografia, se da un lato si espande
l’attitudine a ridere della vita, dall’altra sta nascendo un genere o
sottogenere: la morte della madre. Massimo Gramellini prima, Alessio
Nunnari, Patrizia Patelli per culminare nel film di Nanni Moretti, “Mia
madre”. Da un lato prolifera qualche cosa che assomiglia a una
collezione di barzellette televisive e al dominio dei comici anche in
politica (“Agli italiani piace ridere e far ridere”, ammoniva Flaiano),
dall’altro storie inesorabilmente strazianti che fanno venire in mente
la frase del caustico Manganelli: “Ci prendono a mamme morte in faccia”
(la frase originaria era di Dickens, che “ci prende a bambini morti in
faccia”). Le riflessioni di La Porta fanno riflettere, perché, sia pure
in modo meno vistoso, riguardano tutti noi, la cultura italiana nel suo
insieme, la mai tramontata vocazione del melodramma ottocentesco,
buffonesco e ipersentimentale anche nella rappresentazione del
personaggio ebreo, per esempio nella letteratura d’appendice.
Alberto Cavaglion
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Periscopio
- La regia dell'orrore |
Sembrerebbe
davvero esserci una sinistra regia dell’orrore dietro il doppio orrendo
crimine che ha recentemente insanguinato Israele; una regia il cui
primo obiettivo pare quello di deturpare in modo osceno l’immagine
dell’ebraismo, le fondamenta etiche del popolo mosaico, gli eterni
ideali del sionismo, da sempre indissolubilmente legati alle idee di
libertà, pace, giustizia, concordia tra gli uomini e le nazioni. Siamo
abituati, purtroppo, a indignarci davanti alle bandiere di Israele
imbrattate dai vandali antisionisti e antisemiti, e la ricorrente
immagine del drappo bianco e azzurro macchiato di rosso ci procurano
rabbia, pena, disgusto.
Francesco Lucrezi, storico
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Un poco di silenzio
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Potrebbe
essere interpretata come una proposta paradossale comunicare ciò su un
mezzo di comunicazione come questo, ma non c’è altrimenti: di ebrei, di
israeliani, di ebraico e di Israele se ne comincia a scrivere e a
parlare troppo sui media. Sia nel bene e sia nel male. Ha scritto Haim
Baharier in un recente libro che tutti ne parlano, ma non si parla con
Israele. E questa osservazione, probabilmente, oltre al significato di
rapporto bilaterale, va interpretata anche come bisogno introiettivo.
Jonatan Della Rocca
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