LA CAMPIONESSA UCRAINA ALLA MARATONA DI GERUSALEMME
"Siamo un popolo che resiste,
qui per lanciare un messaggio"

Correre la maratona di Gerusalemme è un sogno che coltivava da anni. “Era da tanto che volevo confrontarmi con questa sfida, ben prima che iniziasse questa guerra orribile. Ben prima che il mio popolo fosse attaccato”, conferma a Pagine Ebraiche.
Valentyna Kiliarska, campionessa ucraina di mezza maratona, ha scelto di dargli concretezza nel momento più difficile. L’Ucraina aggredita militarmente perché libera, democratica ed europea; la sua casa devastata dai missili russi; lei che, senza più punti di riferimento, è scappata in Polonia insieme alla figlia. Prima di partire una straziante separazione dal marito-allenatore che sta combattendo a Mykolaiv. Sotto lo stesso cielo un gran numero di familiari e amici.
“Noi ucraini siamo gente che non si arrende e io sono qui per dimostrarlo” dice Kiliarska, con sguardo dolce ma fiero. Tra poche ore sarà al via di un’edizione davvero speciale della corsa, l’undicesima, mai così d’impatto. Al suo fianco il sindaco Moshe Lion, che le ha dato il benvenuto della Capitale d’Israele all’interno della Torre di Davide in Città Vecchia: uno dei luoghi più suggestivi e rappresentativi di Gerusalemme. “Io però mi fermerò a dieci chilometri. Magari l’anno prossimo proverò a farne qualcuno di più”, scherza il primo cittadino. Poi cambia tono e si fa più serio: “Cara Valentyna, siamo felici di aver realizzato questo tuo desiderio, soprattutto in un momento così complicato. Questa maratona ce lo sta confermando: lo sport ha il potenziale per avvicinare e unire le persone”.

Kiliarska, che è in Israele appena da qualche ora, si dice commossa per il contesto umano in cui si sta muovendo: “Sento vibrazioni molto positive, una grande premura e disponibilità. Tutti si stanno facendo in quattro per aiutarmi”. L’invito le è arrivato un attimo dopo la sua manifestazione d’interesse, attraverso una interlocuzione nata online e diventata presto qualcosa di molto concreto. In questo senso la voglia di averla con sé dimostratale è stato come un toccasana, la cura che aspettava: “Mi ha ridato forza, mi sta cambiando la vita”. Un’energia nonostante tutto positiva che, promette ancora dalla Torre di Davide, “cercherò di trasmettere con tutta me stessa, con tutto il mio entusiasmo e con tutto il mio amore”.

La maratona, il primo grande evento sportivo dalla riapertura dei confini, si svolgerà principalmente nella città moderna. Ma toccherà anche quella vecchia nello spazio di riferimento della comunità armena. Poche centinaia di metri in tutto, ma carichi di Storia e identità.
C’è poi l’aspetto agonistico da considerare. Kiliarska è data tra le favorite e sono in tanti a sperare che possa farcela malgrado l’impossibilità di procedere, nelle scorse settimane, con una preparazione adeguata. A prescindere da come andrà a finire, dopo la corsa il suo piano è già delineato: “Andrò al Muro Occidentale per esprimere una speranza. Sarà un pensiero, naturalmente, di pace. Per il mio popolo e per tutto il mondo”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(Nelle immagini: Valentyna Kiliarska a Gerusalemme, nell’area dedicata ai maratoneti; mentre scruta l’orizzonte della Città Vecchia dalla Torre di Davide; al suo arrivo in albergo, con il passaporto ucraino in bella vista)
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