Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui    6 Dicembre 2022 - 11 Kislev 5783
IL PARLAMENTO ISRAELIANO E LE TRATTATIVE PER FORMARE UN ESECUTIVO

Un nuovo speaker per la Knesset

Concessioni, aperture, passi indietro. Proseguono le trattative tra il Primo ministro incaricato Benjamin Netanyahu e i gruppi della sua maggioranza per definire l’accordo di coalizione che porterà alla formazione del prossimo governo israeliano. Netanyahu spera di non superare le quattro settimane previste per legge per la formazione dell’esecutivo. Il termine del suo mandato è fissato alla mezzanotte dell’11 dicembre e, scrivono i media locali, sembra difficile che per quella data tutto sia definito con i suoi alleati. Chiederà quindi una proroga al Presidente Isaac Herzog, che, sebbene le opposizioni protestino, dovrebbe concederla senza difficoltà. Nel mentre Netanyahu potrà contare su un passaggio importante per consolidare la propria maggioranza: la nomina del nuovo speaker della Knesset. Quello attuale infatti – Mickey Levy di Yesh Atid –, dopo che il blocco guidato dal leader del Likud ha presentato le proprie 64 firme, verrà sostituito la prossima settimana. Levy nel mentre ha annunciato nelle scorse ore che onorerà “l’insolita richiesta di eleggere il presidente della Knesset non contestualmente al giuramento del governo” e ha fissato il voto per il suo successore per lunedì prossimo. Con il cambio della presidenza, la coalizione potrà calendarizzare il voto di alcuni provvedimenti che all’interno della maggioranza vengono descritti come necessari per portare alla formazione del nuovo governo Netanyahu. In particolare, riporta l’emittente israeliana Canale 12, “l’approvazione di una legge che consenta al leader di Shas Aryeh Deri di servire come ministro nonostante le condanne per corruzione”. Deri, che ha scontato una pena detentiva per corruzione all’inizio della sua carriera politica, è destinato a diventare il prossimo ministro della Sanità e degli Interni. Secondo quanto riferisce poi l’emittente Kan, con il nuovo speaker – al momento non circolano nomi sicuri – verrà messa in calendario un'altra significativa modifica: l’introduzione della possibilità per la Knesset di annullare le sentenze dell’Alta Corte di giustizia con una maggioranza semplice di 61 parlamentari.

LE PREOCCUPAZIONI DELLA ONG EBRAICA 

"La cena di Trump, Twitter nell'era Musk:
non restiamo indifferenti all'odio"

La cena tra Donald Trump e due noti antisemiti, il rapper Kanye West e l’ideologo di estrema destra Nick Fuentes, ha scosso l’establishment repubblicano e provocato molte reazioni anche all’interno dell’ebraismo statunitense. A detta del presidente dell’Anti-Defamation League Jonathan Greenblatt, un’iniziativa che non può essere derubricata a semplice incidente di percorso.
In una riflessione diffusa in queste ore il responsabile dell’autorevole ong ebraica, prossima a festeggiare il 110esimo anniversario dalla sua istituzione, esprime anzi l’urgenza di “far suonare un campanello d’allarme anche in assenza di incendio”. Un invito a non restare passivi mentre “i diffusori delle fiamme dell’odio prendono piede nel mainstream”, conquistando l’attenzione dei media e dei talk show. Nel merito Greenblatt sottolinea come dare agli estremisti un posto a tavola aiuti “a normalizzare l’antisemitismo e possa mettere gli ebrei in pericolo fisico”. 
Non è la prima volta che Greenblatt contesta l’azione dell’ex inquilino della Casa Bianca, soffermandosi su alcuni elementi di criticità e inquietudine. “Non c’è dubbio che l’amministrazione Trump abbia adottato un approccio molto pro-Israele, ma la lotta contro l’antisemitismo va ben oltre il semplice sostegno allo Stato ebraico”, la posizione affermata in una intervista con Pagine Ebraiche al termine del suo quadriennio di presidenza. “Come da noi documentato – proseguiva nell’analisi – negli ultimi quattro anni gli incidenti antisemiti sono aumentati, raggiungendo il massimo storico nel 2019: questo non è semplicemente dovuto alla retorica divisiva e a volte intollerante del presidente Trump, poiché il problema dell’aumento dell’antisemitismo va al di là di una sola persona, ma non possiamo ignorare il suo mancato rinnegamento del suprematismo”.

L'IMPEGNO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

"Combattere l'antisemitismo, rafforzare la vita ebraica"

Il 5 ottobre dello scorso anno la Commissione Europea ha adottato la sua prima strategia contro l’antisemitismo “per prevenire e contrastare ogni forma di odio antiebraico, proteggere e implementare la vita ebraica nel continente, promuovere attività educative e di ricerca dedicate alla Memoria”. Un impegno nato dalla consapevolezza, evidenziata da Ursula von Der Leyen, che “l’antisemitismo colpisce il cuore dei nostri valori: umanità, libertà religiosa, uguaglianza”. 
Implementare le direttrici della strategia è diventato, da allora, uno degli obiettivi della Commissione. Che proprio in queste ore, in collaborazione con il coordinatore nazionale contro l’antisemitismo del governo olandese, ha dato il via a una due giorni di confronto sul tema in svolgimento a L’Aia. L’iniziativa, apertasi con un focus sulle diverse strategie nazionali, proseguirà con un approfondimento sulla diffusione dell’odio online e sui passi da compiere per garantire un futuro all’ebraismo europeo. Con i partecipanti è stato condiviso intanto qualche numero: del centinaio di azioni proposte nel documento “già 55 si sono messe in moto in collaborazione con gli Stati membri, la società civile, partner locali e internazionali”. Degli Stati membri inoltre “14 hanno già adottato una strategia nazionale”, mentre altri otto starebbero per farlo.

LA STORIA DEI GEMELLI ISRAEL NEL LAVORO SPERIMENTALE DI VALENTINA BERTANI

Joshua, Benjamin e l'arte di crescere

La regista Valentina Bertani incontra Josh e Benji per caso, sui Navigli, a Milano. Li trova bellissimi e prova a fermarli ma loro tirano dritto. Lei però non si rassegna a lasciare andare quella storia – quei due gemelli così carismatici le riportano alla mente l’immaginario di tanto cinema indipendente americano. Si mette in cerca di qualcuno che li conosca e non è un compito così difficile perché il padre dei ragazzi, Sergio Israel, è stato il proprietario di un locale storico in città.
Trovato un contatto, la regista chiama la madre dei ragazzi, spiega cos’ha in testa e il suo curriculum notevole fa il resto. Prende così il via un percorso che conduce alla realizzazione di "La timidezza delle chiome", uno dei lavori più suggestivi presentati alle Giornate degli autori dell’ultima Mostra internazionale d’arte cinematografica a Venezia.
Bertani e gli sceneggiatori seguono Benjamin e Joshua Israel, gemelli omozigoti, nella complessa transizione che dall’adolescenza li conduce all’età adulta. Quando la scuola finisce, i due cominciano a sentirsi oppressi e senza futuro. A vent’anni non basta un naturale carisma per farsi strada nel mondo, non quando si ha una disabilità intellettiva e la realtà non sembra fatta per accoglierti. In un affettuoso racconto di formazione, il documentario li accompagna mentre si incamminano verso il futuro con i loro sogni, passioni, desideri: la Roma, la musica, le ragazze e l’intenso rapporto con la famiglia. Fra riprese a schermo intero e altre con lo smartphone, li si vede cambiare, fare le loro scelte ed entrare in conflitto finché, in un momento decisivo, quel legame si rivela loro impossibile da sciogliere.
E come in natura gli alberi crescono in parallelo per poi separare le chiome e non farsi ombra, così Benjamin e Joshua impareranno che crescere è fare spazio all’altro. "La timidezza delle chiome" è un lavoro sperimentale che mescola realtà e fiction per illuminare l’esperienza eccezionale di due gemelli che alle soglie dell’età adulta cercano un futuro cercando la loro individualità. 

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