IL VIAGGIO DEL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE CON L'UCEI

Da Cracovia ad Auschwitz,
i giovani e l’impegno di Memoria

Vede la partecipazione di Tatiana Bucci, una delle ultime Testimoni della Shoah, il Viaggio della Memoria in svolgimento in Polonia su iniziativa del ministero dell’Istruzione con il contributo dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Da Cracovia ad Auschwitz, un appuntamento in più tappe per rafforzare l’impegno di riflessione e consapevolezza nelle nuove generazioni, in quel mondo della scuola protagonista anche attraverso il concorso annuale “I giovani ricordano la Shoah”. Con il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e la presidente UCEI Noemi Di Segni presenti tra gli altri l’assessore alle Politiche educative UCEI Livia Ottolenghi, l’assessore alle Politiche giovanili Simone Mortara, il rabbino capo di Torino rav Ariel Finzi.
Ad inaugurare l’iniziativa un confronto tra studenti italiani e polacchi e un’esperienza di “realtà virtuale” sulla rivolta di Cracovia del 1944, seguita da un momento di “restituzione” con la partecipazione di rappresentanti istituzionali di entrambi i Paesi.

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LA SERATA AL TEATRO GHIONE DI ROMA 

Sorgente di vita, i primi 50 anni

Al Teatro Ghione di Roma la festa per i primi 50 anni di “Sorgente di vita”, la rubrica di vita e cultura ebraica realizzata dalla Rai con la collaborazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Una serata “amarcord” con spezzoni di servizi, interviste, aneddoti, ma anche di riflessioni orientate al futuro e in particolare ai “prossimi 50 anni”. Intanto le immagini d’archivio, come il primo servizio del 4 gennaio del 1973 sul significato della Torah per gli ebrei, preceduto dalle parole dell’allora presidente UCEI Sergio Piperno Beer. “Conoscendoci meglio potremo tutti quanti dare un contributo non trascurabile alla riaffermazione dei valori comuni”, la speranza espressa nel suo saluto ai telespettatori. Da allora 1300 le puntate trasmesse, per un totale di circa 650 ore.
“Un costante esempio di quanto e come la cultura ebraica sia una fonte di vita che alimenta la cultura del Paese”, il messaggio della presidente UCEI Noemi Di Segni nel suo saluto. Cultura ebraica, ha poi aggiunto, che è anche “un esempio di fare e tramandare”. E che, nel caso di Sorgente di vita, vede la valorizzazione di “un legame speciale maturato negli anni tra UCEI e Rai”. Per Carlo Fuortes, amministratore delegato della Rai, “Sorgente di vita ha segnato, prima con la sua nascita e poi con il suo sviluppo, un salto di qualità nei rapporti tra l’ebraismo italiano e le istituzioni della Repubblica”. Favorendo in questo senso “un rafforzamento di consapevolezza sul mondo ebraico, con l’impegno a coltivare e approfondire”. Conoscersi e riconoscersi, ha sottolineato, “rappresenta lo strumento più efficace per combattere il pregiudizio”. È poi intervenuto il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, che ha evidenziato come la cultura ebraica “costituisca un pilastro per l’Italia”. Uno stimolo fondamentale “in diversi fasi storiche, una sorgente che sgorga e che ha molto da insegnarci”. L’auspicio del ministro, in questa ottica, è che la rubrica possa trovare spazio in un orario del palinsesto “in cui possano vederla più persone”.

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L'APPELLO "ROME CALL FOR AI ETHICS"

Le religioni insieme per una tecnologia etica

“L’ebraismo benedice il progresso tecnologico, ma, come ci insegna la vicenda del Golem, tiene fermo un principio: che sia sempre l’uomo ad avere il controllo della tecnologia e mai il contrario”. Per questo, ha ricordato in queste ore rav Eliezer Simha Weisz, membro del Consiglio del Gran Rabbinato di Israele, è importante l’iniziativa “Rome Call for AI Ethics”. Un appello lanciato nel 2020 dalla Santa Sede per promuovere una algoretica, ovvero uno sviluppo etico dell’intelligenza artificiale. Un appello a cui hanno aderito ora anche il mondo ebraico e islamico attraverso la firma del documento in Vaticano da parte di rav Weisz e dello sceicco Abdallah bin Bayyah, presidente del Forum per la pace di Abu Dhabi e presidente del Consiglio emiratino per la Sharia Fatwa. Al loro fianco, Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la vita e primo promotore della Call dal febbraio 2020. “Le tre religioni abramitiche firmano la Rome Call for AIEthics. L’algoretica è una grande opportunità per un dialogo di pace”, il commento di monsignor Paglia. “È un’iniziativa molto importante: dovremmo continuamente avere commissioni etiche che controllino l’avanzamento tecnologico”, ha sottolineato rav Weisz.

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LA FIRMA DELL'ACCORDO 

“Didattica della Shoah e ricerca scientifica,
un percorso comune e condiviso”

Una collaborazione sempre più stretta per favorire “raccolta” e “disseminazione” di materiale relativo all’impatto delle leggi razziste sulla comunità scientifica e accademica italiana. È l’indirizzo dato all’accordo siglato quest’oggi tra Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), CNR, Accademia dei Lincei e Inapp, insieme a UCEI e Comunità ebraica di Roma. A un anno dalla nascita della piattaforma web “Pagina della Memoria”, un nuovo impegno congiunto che avrà tra i suoi obiettivi la realizzazione di ricerche documentali, storiche e bibliografiche, oltre che eventi culturali, di studio e divulgazione. Ad apporre la firma sull’accordo, nei locali della Comunità ebraica romana, il presidente dell’Accademia dei Lincei Roberto Antonelli, la presidente del CNR Maria Chiara Carrozza, il presidente dell’INGV Carlo Doglioni, la presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello, il consigliere UCEI Saul Meghnagi, Daniela Pavoncello in rappresentanza dell’Inapp.

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LA GIORNATA DI STUDI

Fondazione Ernesta Besso, un secolo di attività
per promuovere la parità di genere

Il 10 gennaio 1923 nasceva la Fondazione Ernesta Besso, una delle realtà culturali più vivace di Roma. A marcare l’anniversario dei primi 100 anni d’impegno una giornata di studi “per riflettere” non accontentandosi soltanto di “celebrare”, con al centro temi e questioni da sempre care alla Fondazione. Come lo sviluppo dell’emancipazione femminile e i progetti per l’affermazione di una vera parità di genere nella società italiana.
Apertasi con una introduzione storica di Marina Caffiero, presidente del Comitato costituitosi nell’occasione del centenario, la giornata di studio prevede una serie di approfondimenti che si concluderanno in serata e che tra i vari punti hanno affrontato e affronteranno ancora le molte storie ebraiche custodite tra le mura del palazzo di Largo Argentina in cui la Fondazione, presieduta oggi da Caterina De Mata, ha la sua sede.

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IL FOTOGRAFO-FALSARIO EROE DELLA RESISTENZA FRANCESE

Adolfo Kaminsky (1925-2023)

È morto a 97 anni il fotografo antifascista Adolfo Kaminsky, soprannominato “il falsario di Parigi”. A 17 anni era entrato a far parte della Resistenza francese, specializzandosi nella falsificazione di documenti di identità. Un talento che permise a migliaia di ebrei di salvarsi dalla deportazione. Della sua storia Pagine Ebraiche aveva parlato in occasione di una mostra al Musée d’art e d’histoire du judaïsme di Parigi.

“Restare svegli. Il più a lungo possibile. Lottare contro il sonno. Il calcolo è semplice. In un’ora riesco a fare trenta documenti falsi. Se dormo un’ora, trenta persone moriranno”. Così Adolfo Kaminsky, figura fondamentale per la Resistenza francese, racconta la sua angoscia per il meccanismo infernale in cui era entrato a soli diciassette. È stato il falsario della Resistenza, a Parigi, e per anni la sua vita è stata una corsa continua contro la morte, una corsa in cui ogni minuto aveva un valore enorme.
Per trent’anni ha messo al servizio le sue straordinarie capacità al servizio di innumerevoli cause, per idealismo, per seguire i propri principi. Si era avvicinato alla Resistenza dopo l’internamento a Drancy, da cui era riuscito a salvarsi grazie alla nazionalità argentina – era nato a Buenos Aires nel 1925 in una famiglia ebraica originaria della Russia, che però dal 1932 si era trasferita in Francia – e partendo dalle sue competenze come chimico era arrivato a farsi valere come falsario. Lo stesso ruolo che avrebbe poi assunto nell’ambito delle organizzazioni resistenti ebraiche, dagli Éclaireurs israélites, alla Sixième et all’Organisation juive de combat, prima di arrivare poi a collaborare coi servizi segreti francesi, fino al 1945. Per continuare nell’immediato dopoguerra per l’emigrazione clandestina verso l’allora Palestina: prima con l’Haganah e poi per la banda Stern.

Ada Treves

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I LIBRI DI ESHKOL NEVO E MAX GROSS TRA I FINALISTI

Premio letterario Adei Wizo, le scelte della giuria

La giuria selezionatrice del Premio Letterario Adei Wizo “Adelina Della Pergola” ha reso noti i quattro finalisti in lizza quest’anno. A concorrere per il riconoscimento principale saranno “Le vie dell’Eden” di Eshkol Nevo (Edizioni Neri Pozza) e “Lo shtetl perduto” di Max Gross (Edizioni E/O).
Il libro di Nevo, viene evidenziato, “rappresenta la complessa realtà di personaggi che si muovono sullo sfondo di una Israele vivace e problematica”. Un testo tra le cui pagine “le vite dei protagonisti si incontrano, si rincorrono e si intrecciano nei tre racconti del libro” e caratterizzato da una “moderna e pregevole tecnica narrativa” che coinvolge il lettore “e lo induce a scoprire i segreti che legano le vicende e accompagnano le esistenze dei protagonisti”.

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