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OSE, 100 anni al servizio del prossimo


Un’avvincente storia di assistenza, generosità e Memoria. L’Organizzazione Ebraica di Assistenza Sanitaria, ente no profit internazionale fondato a San Pietroburgo nel 1912 e con sede anche a Roma, celebra in questi giorni cento anni di attività con una mostra fotografica inaugurata ieri pomeriggio al Complesso di Vicolo del Valdina della Camera dei Deputati. Visitabile fino a venerdì 27 aprile (orario 10-18; le sale restano chiuse nei seguenti giorni: sabato 21, domenica 22 e mercoledì 25), la mostra si sofferma sui momenti più significativi della secolare vicenda dell’OSE in Italia e nel mondo. Tra gli amici che hanno voluto portare una testimonianza di saluto al taglio del nastro rosso dell’esposizione, che ha il patrocinio tra gli altri dell’Unione Europea, della Provincia di Roma, dell’Ospedale Israelitico della Capitale, di Summit, UCEI, CDEC, Associazione Medica Ebraica e Fondazione Museo della Shoah, il questore della Camera dei deputati Antonio Mazzocchi, il vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera Fiamma Nirenstein, il rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni, il professore Daniele Garrone e il giornalista Roberto Olla. Per l’occasione la dirigenza dell’OSE Italia ha deciso di ristampare una pubblicazione storica realizzata nel 1948 subito dopo la nascita dello Stato di Israele e appena due anni dopo l’inizio delle attività della sezione italia. Un documento prezioso e ricco di interventi autorevoli tra cui quelli di Boris Tschlenoff, presidente dell’Unione OSE dal 1924, del rabbino capo di Roma David Prato, di rav Dante Lattes, del fondatore e presidente dell’OSE Italia Raffaele Cantoni e del medico Arrigo Citone. “Ognuno dei testi di questo documento – spiega l’attuale presidente dell’OSE Italia Giorgio Sestieri – testimonia la frenetica attività, la determinazione e la fattiva opera dell’OSE al servizio dell’infanzia. Un esempio illuminato, un’azione che non può essere dimenticata e che costituisce le fondamenta per i cento anni di avvenire”. L’impegno dei padri dell’OSE prosegue infatti oggi tra i suoi eredi. “Oggi l’OSE – sottolinea ad esempio Sestieri – opera in campo sanitario con il Centro di Sostegno all’Apprendimento e allo sviluppo Edoardo Della Torre, che aiuta i bambini, fin dalla prima infanzia, a superare i problemi di linguaggio e apprendimento”. In zona Marconi è poi in funzione un nido per bambini da 18 a 36 mesi e nel corso dell’anno sarà inaugurato anche un micronido per la fascia di età da uno a tre anni con strutture e soluzioni all’avanguardia nel settore, in ambienti moderni, attrezzati, gestiti da personale esperto e qualificato. Una serie di opportunità cui, ricorda Sestieri, “le famiglie più bisognose potranno come sempre usufruire gratuitamente”.

Dovere dell’assistenza

Gli ebrei d’Italia non potranno mai dimenticare la manifestazione pratica di solidarietà che hanno avuto da parte dei loro fratelli d’oltre mare per la ricostruzione morale ed economica dell’Ebraismo italiano sortito mutilato, scosso, abbattuto dalle macerie materiali e morali della guerra. Questo generoso e quanto mai commovente aiuto porto prima dai baldi soldati della Brigata Ebraica e in seguito dalle grandi Istituzioni Assistenziali ha fatto vibrare fra noi una corda che da tempo sembraa non possedsse più vibrazioni; quella dell’Unità d’Israele.
È questo uno di quei benefici che misteriosamente scaturiscono dai malefici della guerra. Essa devasta è vero, ma fa affiorare istinti che sembravano assopiti. Il prezzo è troppo grande in verità ma tuttavia è confortante poter constatare che c’è ancora da sperare nella bontà degli uomini. Senza questa spinta generosa dei fatelli ebrei, l’Ebraismo italiano non avrebbe potuto riaversi.
Si trattava di un risanamento non solo economico ma anche morale. Occorreva soprattutto rifarsi da capo e provvedere energicamente al prossimo avvenire. Chi aveva sofferto più d’ogni altro, chi avrebbe risentito forse per tutta la vita delle disastrose conseguenze della guerra erano i bambini. Denutriti, trascurati, costretti i genitori a vivere per mesi e mesi sotto l’incubo della deportazione, generati e concepiti in circostanze per lo meno anormali, essi sarebbero stati destinati a una vita grama e satura di dolori.
Una grande Istituzione è venuta in loro soccorso in tempo: l’OSE.
Sostenete l’OSE e il sorriso dei nostri piccini da voi aiutati vi conquisterà la gratitudine dell’Eterno padre dei derelitti!

Rav David Prato (Ose Italia 1948)