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3 maggio 2013 -23 Iyar
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Alfonso Arbib,
rabbino capo
di Milano
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L'inizio
della parashà di Bechukkotai è un specie di dichiarazione programmatica
dell'ebraismo. "Se seguirete i Miei precetti". Il forte accento posto
dalla tradizione ebraica sulle mitzvòt pratiche è stato nel passato ma
anche recentemente criticato sia all'esterno sia all'interno
dell'ebraismo. Si è parlato del rischio di una formalismo senza anima.
Questo rischio indubbiamente esiste ed è più volte sottolineato nella
Torà scritta e orale e soprattutto nei libri profetici. Esiste però il
rischio contrario, quello di enunciazioni di ideali o di buoni
sentimenti, senza implicazioni pratiche. Nella tradizione ebraica
invece la scommessa consiste nel riuscire a trasformare le idee in
azioni concrete. Il mondo in cui viviamo è chiamato dai Chakhamìm "olàm
hamma'asè", il mondo dell'azione ed è l'azione il vero banco di prova
della vita in questo mondo.
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Gadi
Luzzatto Voghera, storico
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Nel
motore di ricerca più diffuso al mondo – Google – se si prova a
digitare Jews o Jewish Italy si incontrano numerosi e fantasiosi
itinerari culturali, religiosi, turistici o gastronomici. La fanno da
padrone i siti di Chabad e i siti di turismo più o meno culturale. Dopo
un bel po’ di pagine si incontrano le notizie che fornisce Virtual
Jerusalem (a volte un po’ imprecise) e quelle di Wikipedia (molto
imprecise e datate). Questa situazione dimostra, credo, che si sta
sbagliando qualcosa nella politica di comunicazione. Ho come
l’impressione che ci si stia concentrando (con indubbi e apprezzati
successi) su una dinamica di comunicazione interna all’ebraismo e/o
alla realtà italiana, privilegiando l’idea del web come piazza
virtuale. Ci incontriamo, discutiamo, ci leggiamo, studiamo insieme.
Tutto bene, ma rischiamo la marginalità e di conseguenza rischiamo di
rendere vani i nostri sforzi di comunicazione. Se la vetrina
internazionale del web usa l’inglese, e se chi cerca notizie
sull’ebraismo in Italia viene “filtrato” dall’onnipresente Chabad.org o
da agenzie private di turismo culturale e gastronomico, significa che
bisogna adottare nuove strategie di comunicazione, che riescano a
trasmettere l’enorme patrimonio di vita, cultura e storia che esprime
ogni giorno l’ebraismo in Italia. Qualche idea? Cominciamo a produrre
“Pagine ebraiche” e i siti web dell’Ucei in versione bilingue. È
questa – mi pare – una priorità. A meno che non permanga un
inconfessato timore di mettersi un po’ troppo in relazione con il
variegatissimo e ricco mondo ebraico che ci circonda.
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"A Budapest con il WJC contro il razzismo e l'antisemitismo" |
Manifestare
concretamente solidarietà agli ebrei ungheresi, costruire
sinergicamente progetti di futuro. Questa la sfida della riunione del
World Jewish Congress in programma a Budapest nei prossimi giorni con
la partecipazione di oltre 500 delegati da tutto il mondo. Parte attiva
una delegazione dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane composta
da Roberto Jarach e Cobi Benatoff e con Eva Ruth Palmieri in qualità di
osservatrice. “La costituzione di questa delegazione - afferma il
presidente UCEI Renzo Gattegna (nella foto) - vuol essere il nostro
segnale di vicinanza agli ebrei ungheresi e a tutte le altre identità
sotto attacco in seguito alla crescente limitazione delle libertà
individuali in atto nel paese. Una situazione intollerabile alimentata
dalla recrudescenza del linguaggio e dei comportamenti del partito
estremista Jobbik ma anche dalla miopia delle autorità governative che
contribuiscono a questo clima con provvedimenti inadeguati che
facilitano il proliferare di gruppi apertamente razzisti e antisemiti.
Nell'Europa multiculturale e multietnica in cui pacificamente
coesistono popoli, identità ed etnie molto diverse tra loro riteniamo
non possano essere più tollerabili spinte e pulsioni che vanno
nell'esatto senso contrario. La Storia ci ha insegnato, a prezzo di
tragedie incommensurabili, quanto questo sia sbagliato e pericoloso".
Indetta dal presidente del World Jewish Congress Ronald Lauder, la
riunione sarà inaugurata con l'intervento del discusso premier magiaro
Viktor Orban, tornato nelle scorse ore a respingere le accuse mossegli
da più fronti. "Siamo in prima fila contro Jobbik", ha affermato il
controverso leader del partito conservatore Fidesz. Dall'Italia ha
annunciato la propria presenza ai lavori anche il presidente della
Comunità ebraica di Roma e consigliere UCEI Riccardo Pacifici. a.s - twitter @asmulevichmoked
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Qui Roma - "Il confronto deve ancora avvenire" |
Le affermazioni
del presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici in
merito alla ritrovata unità all'interno del Consiglio comunitario sono
“quantomeno inesatte”. Lo scrivono in una nota congiunta i consiglieri
dimissionari della lista Hazak (Massimo Bassan, Guido Coen, Victor
Magiar, Livia Ottolenghi, Emanuele Pace, Dora Piperno e Serena
Terracina). “Il Consiglio, come da cortese prassi – si legge – ha
effettivamente respinto le dimissioni dagli incarichi di Giunta dei
consiglieri della lista Hazak mentre rav Di Segni ha sollecitato tutti
noi a lavorare congiuntamente. Pertanto, al fine di verificare la
possibilità di realizzare nuove modalità di partecipazione, è stato
concordato un incontro con il presidente”.
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Melamed - Se le rime del Dr. Seuss raccontano la Shoah |
È
senz'altro insolita la scelta delle rime tipiche del Dr. Seuss per dare
voce alla storia di un bambino durante la Shoah. Una scelta difesa con
forza dall'autore e dal regista del cortometraggio Wallace Seeks
Solace. A giorni la risposta del grande pubblico statunitense. Leggi
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Israele - Diplomazie in fermento |
Giorni
di fermento per le diplomazie mediorientali. La Lega araba ha fatto
registrare alcune aperture sul piano di pace tra israeliani e
palestinesi che aveva già presentato nel 2002, consentendo la
possibilità di “piccoli cambiamenti” rispetto ai confini del 1967 con
scambi di territori (definiti nel documento come necessariamente
comparabili, mutualmente concordati e secondari).
Leggi
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Qui Roma - Le canzoni di Piero
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Prosegue
il tour di Piero Nissim, cantore, esperantista e burattinaio. Un
artista multiforme accolto con passione a Casale Monferrato in
occasione della performance 'Mayb Lidele. I miei canti yiddish e altri
canti' in cui ad essere proposto è stato un insieme di brani
fondamentali per la sua formazione professionale e culturale. Da Der
Rebbe Elimelech a Dona Dona, da Tum Balalayka a Chad Gadià, brano che
affonda le sue radici nella tradizione popolare ebraica e che è
stato successivamente ripreso da Angelo Branduardi nella celeberrima
Fiera dell’Est. Centrale anche il tema della Memoria con due momenti di
grande intensità: la messa in musica di Se questo è un uomo e il canto
Giorgio e Gino dedicato a due eroi dell'Italia che si oppose al
nazifascismo: Giorgio Nissim, padre di Piero, e il ciclista Gino
Bartali – entrambi attivi nella Delasem e a stretto raccordo con altri
movimenti di liberazione. Dopo Casale Nissim sarà in scena a Roma
lunedì 6 maggio alle 21 al Teatro Millelire. Per informazioni e biglietti 0639751063
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Le parole ricordate |
Capita
spesso, ed è stato così anche al Moked. Presentazioni accompagnate da
effetti speciali, tabelle, grafici, figure, domande del pubblico via
sms, tutti intenti a prendere appunti, chi a mano, sentendosi
terribilmente antiquato, chi sullo smartphone o sul tablet. Poi arriva
lo Shabbat: niente microfoni, niente supporti visivi (a parte le
fotocopie della parashah settimanale), niente appunti. Eppure gli
argomenti non sono meno leggeri: non solo lo studio della parashah, ma
anche un incontro con l'ambasciatore d'Israele in Italia e una
discussione sulle rivolte, da Bar Kokhbah al Ghetto di Varsavia. Alla
fine ci accorgiamo che anche senza aver preso appunti ricordiamo bene
le cose che ci hanno colpito, interessato, o anche lasciati perplessi
(e il suggerito parallelismo tra le due rivolte è una di queste). In
parte è un effetto dell'atmosfera miracolosa dello Shabbat, in cui si
impara a non dipendere da telefonini e altri oggetti che dalla domenica
al venerdì sembrano indispensabili; in parte ci si rende conto di
quanto sia prezioso e insostituibile il confronto faccia a faccia, lo
scambio di idee che nessun supporto tecnologico potrà mai sostituire al
cento per cento. Certo, a scuola sarebbe più facile fare lezione con la
possibilità di proiettare immagini e filmati e con l'accesso a
internet; sarebbe più comodo se si potesse evitare di chiamare un
allievo con bella calligrafia a ricopiare sulla lavagna un testo latino
o un altro abile nel disegno a rappresentare il monte del purgatorio
dantesco. Eppure alla fine, anche con mezzi poco adeguati, le frasi che
ci hanno colpito pronunciate dai nostri insegnanti e compagni ci
rimangono in testa per tutta la vita, dopo decenni ancora le citiamo e
ne discutiamo. Quelle che non ci hanno colpito rimangono chiuse tra gli
appunti che forse non riguarderemo mai più. A scuola come al Moked.
Anna
Segre, insegnante
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I mali dentro noi stessi
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“I mali che il nostro peggior nemico ci augura non sono nulla al confronto di ciò che riusciamo a trovare dentro noi stessi”.
(Proverbio yiddish, da L. Rostem, Oy oy oy!)
Laura
Salmon, slavista
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notizie flash |
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rassegna
stampa |
Israele - Stop ai voli per la nebbia |
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Leggi
la rassegna |
Nella
scorsa notte la forte nebbia scesa sulla costa centrale ha
procurato disagi e ritardi nei voli in partenza e in arrivo
dall'aeroporto Ben Gurion. Alcuni di questi sono dovuti atterrare a
Larnaca a Cipro, viste le condizioni di visibilità dello scalo
israeliano. Tra essi il volo dell'Alitalia con diversi italiani
tra i passeggeri.
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Solidarietà al ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge è stata espressa dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Repubblica). Sempre su Repubblica
le minacce e gli insulti ricevuti quotidianamente dal presidente della
Camera Laura Boldrini, in una lunga intervista in cui Boldrini denuncia
l’odio che corre sui canali virtuali e talvolta non virtuali, non solo
nei suoi confronti, ma anche dei confronti di tanti personaggi in vista
del mondo politico.
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L'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che
incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli
articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente
indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di
posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone
che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti
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