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29 luglio 2013 - 22 Av 5773
PAGINE EBRAICHE 24
  ALEF / TAV DAVAR PILPUL  
ALEF / TAV
 
 
 
  Adolfo Locci,
rabbino capo di Padova
 
 
  "Perché l'Eterno vostro D-o è…inflessibile e incorruttibile" (Deuteronomio 10:17).
Per quale motivo la Torah attribuisce al Signore queste qualità? Può forse esistere qualcosa che possa servire da donazione illecita da dare a D-o? In effetti, nella prospettiva umana potremmo pensare che avendo eseguito migliaia di mitzvot e solo una trasgressione, questa possa esserci condonata, che possa essere annullata nella maggioranza dei nostri doveri eseguiti. Secondo il Rambam (Rabbì Moshe ben Maimon 1138-1204) questo verso vuole invece ricordarci che ognuno di noi riceverà, dal Giudice "inflessibile e incorruttibile", quello che meritiamo per le mitzvot eseguite e, nella misura proporzionale, ciò che meritiamo per quelle non eseguite.
 
 
 
 
 
  Anna
Foa,
storica
 
 
  Calendario. Anno 2013, ultima settimana di luglio. Ricorrono il 25 luglio il settantesimo anniversario della caduta di Mussolini  e il 29 luglio il centesimo anniversario della nascita del criminale nazista, Erich Priebke. Chi vorrebbe impedirgli di festeggiare alla grande viene accusato di spirito illiberale e di mancanza di pietas. Fervono intanto le polemiche sull'anima razzista di questo nostro Paese, messa in luce dagli attacchi al ministro italiano Kyenge. E se tutti deplorano l'ultimo episodio di questo linciaggio, colui che gli ha dato il via, Roberto Calderoli, resta tranquillo al suo posto di vicepresidente del Senato. Niente da dire, gli anniversari aiutano a riflettere.
 
 
  Rassegna stampa
 
  Compie oggi cento anni Erich Priebke ex capitano delle SS naziste condannato all’ergastolo (che sta scontando agli arresti domiciliari a Roma) per il suo ruolo nelle Fosse Ardeatine. Annunciati sotto casa di Priebke due sit in di protesta contro l’ipotesi di festeggiamenti (Messaggero Roma ); “pagliacciate” le definisce in un’intervista l’avvocato di Priebke Paolo Giachini (Messaggero Roma). Dino Messina, sul Corriere della Sera, commenta invece l’appello a Giorgio Napolitano della ex partigiana Agape Nulli di concedere la grazia a Priebke “non dimentico, né perdono, ma si chiuda questa stagione di odio” (Corriere Milano).
“Il Viminale alzerà il livello d’attenzione contro il diffondersi di atti di razzismo: dalla condanna siamo intenzionati a passare all’azione, ed uno dei primi passi sarà cambiare una legge inefficace come la Bossi-Fini” Ad affermarlo è il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico in seguito agli attacchi contro il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge (Repubblica).Storico bronzo per la squadra italiana di calcio a cinque juniores impegnata alle Maccabiadi. Sul Messaggero la soddisfazione del presidente del Maccabi Italia Vittorio Pavoncello.
La Stampa riporta la notizia che in Israele è stato isolato il virus della poliomielite. Trenta i casi su migliaia di rilevazioni nelle fognature di tutto il paese. L’organizzazione mondiale della sanità suggerisce alcune precauzioni.
Via libera del governo israeliano al rilascio di oltre cento detenuti palestinesi (trafiletto sul Corriere). Sul Giornale il commento di Fiamma Nirenstein, sulla Stampa quello di Aldo Baquis, che si concentra anche sul progetto di Netanyahu di stabilire che qualsiasi futuro accordo di pace venga sottoposto a referendum.

 
 
 Israele - Rabbinato
 
  Sono rav David Lau e rav Yitzhak Yosef i nuovi rabbini capo ashkenazita e sefardita di Israele. Particolarmente intenso il dibattito sulle elezioni per il rinnovo dell’incarico, ma anche sul ruolo dell’istituzione nella politica e nella società israeliana  
 
 
Davar

 
"Nuove sfide per la leadership ebraica"
 
Sul numero di Pagine Ebraiche di agosto attualmente in distribuzione, è pubblicata in forma integrale la relazione tenuta dal presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna in occasione del Consiglio del 14 luglio 2013.

A un anno dall'inizio del mandato dell'attuale Consiglio dell'Unione, è opportuno che si esamini ciò che è stato realizzato, non per guardare indietro, ma, al contrario, per progettare nella maniera più valida e precisa le iniziative da prendere nell'immediato futuro. Il Consiglio ha aperto diversi fronti e il lavoro svolto ha riguardato tutti i numerosi settori di competenza dell'Unione.

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La storia dell'ebraismo italiano contemporaneo sul piano legislativo inizia nel 1848 con la promulgazione dello Statuto Albertino nel Regno di Sardegna, prosegue con la legge Rattazzi del 1859 e con la legge Falco del 1930, che inquadrarono le Comunità come enti di diritto pubblico a partecipazione obbligatoria e titolari del potere di imporre tributi agli iscritti. Questa normativa rimase in vigore fino al 1989, quando il Parlamento – attraverso la promulgazione legge numero 101 – recepì nell'ordinamento italiano l'Intesa sottoscritta due anni prima.

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Le carte fondamentali dell'ebraismo italiano attualmente sono:
- La Costituzione italiana
- L'Intesa
- Lo Statuto

Un rapida rilettura di alcuni articoli può essere utile per riscoprire la natura e le caratteristiche essenziali sia delle Comunità che dell'Unione. La Costituzione italiana afferma all'Articolo 3 che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. All'articolo 8 afferma che “tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze”.
Il Preambolo dell'Intesa afferma che “la Repubblica italiana e l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, considerato che la Costituzione riconosce i diritti fondamentali della persona umana e le libertà di pensiero, di coscienza e di religione (...), considerato che tali principi universali sono aspirazione perenne dell'ebraismo nella sua plurimillenaria tradizione (...), convengono che le disposizioni seguenti costituiscono intesa tra lo Stato e la confessione ebraica ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione”.
L'articolo 1 dell'Intesa afferma: “In conformità ai principi della Costituzione è riconosciuto il diritto di professare e praticare liberamente la religione ebraica in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto e i riti. È garantita agli ebrei, alle loro associazioni e organizzazioni, alle Comunità ebraiche e all'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane la piena libertà di riunione e di manifestazione del pensiero con la parola e lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (...)”.
L'articolo 17 dell'Intesa afferma: “Le Comunità ebraiche, in quanto istituzioni tradizionali dell'ebraismo in Italia, sono formazioni sociali originarie che provvedono, ai sensi dello Statuto dell'ebraismo italiano, al soddisfacimento delle esigenze religiose degli ebrei, secondo la legge e le tradizioni ebraiche (...)”.

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Negli ultimi anni i Consigli che si sono succeduti hanno tenuto costantemente una linea attenta alle grandi novità, che a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, sono state prodotte dalle società democratiche con un rilevante contributo degli ebrei e dell'ebraismo.
Un anno fa, con l'inizio del mandato dell'attuale Consiglio, è iniziata la prima impegnativa applicazione dello Statuto rinnovato nel dicembre 2010, concepito e realizzato per cambiare profondamente e capillarmente le strutture, l'organizzazione e l'approccio alla società. L'elemento più rilevante di questa riforma è stato la nascita del Consiglio sotto forma di piccolo parlamento dell'ebraismo italiano, che ha dato rappresentanza a tutte le 21 Comunità.
Un altro elemento positivo di non minore importanza è l'apertura di nuovi spazi capaci di favorire l'emergere di una leadership più larga e consapevole del dovere di assicurare un futuro diverso dal passato. La stessa esigenza è stata espressa con chiarezza dal rabbino capo del Commonwealth rav Jonathan Sacks nel suo intervento del 12 giugno 2012, alla serata d'onore organizzata dall'United Jewish Israel Appeal per celebrare il ventesimo anniversario dell'Adam Science Foundation Leadership Programme di Londra, in un discorso dedicato alla formazione dei futuri leader:
“Per il futuro della leadership ebraica esiste una strada giusta e una strada sbagliata. La strada sbagliata è quella di enfatizzare l'antisemitismo e le aggressioni a Israele, di esagerare le tensioni tra le diverse tendenze esistenti nel mondo ebraico, piangersi addosso lamentando la carenza di leadership ebraica. Il modo corretto è di conquistare amicizie sia all'interno che all'esterno delle comunità ebraiche, di valorizzare la dimensione etica e spirituale dell'ebraismo, di partecipare a progetti di utilità sociale sui quali sia possibile lavorare superando ogni fattore di divisione, di aprire strade nuove per far sentire gli ebrei fieri di essere ebrei”.
Lo stesso rav Sacks, in una intervista pubblicata sul numero del gennaio 2012 di Pagine Ebraiche, si è così espresso:
“Cerchiamo di lavorare tutti insieme. Gli antisemiti non ci chiedono quale sia il nostro orientamento. Se loro non fanno differenze anche noi possiamo superarle. Dobbiamo rimanere uniti e fare fronte comune davanti ai tanti problemi da affrontare. Certo le differenze restano e non possiamo dimenticare quelle teologiche: ognuno conserva la sua tradizione e ha le proprie scuole e le proprie sinagoghe in cui andare a pregare. Ma come possiamo rapportarci con il mondo se non c'è 'Shalom Behinenu', se non c'è pace tra di noi? Possiamo confrontarci anche duramente, ma il fondamento del nostro rapporto deve sempre essere il rispetto reciproco”. Prosegue rav Sacks: “Nello stesso modo sono sempre stato disponibile a confrontarmi con l'ebraismo secolare e partecipo volentieri a dibattiti con ebrei laici. Spesso ci troviamo in disaccordo sulle tematiche che affrontiamo ma il rispetto tra noi è sempre presente. E non posso dimenticare che questi dibattiti spesso mi permettono di imparare, di sviluppare le mie conoscenze. Chi ha detto che solo la religione può insegnarci delle cose? Dove c'è l'intelligenza, Chochmah, si può sempre imparare, si può continuare a crescere”.
Si tratta evidentemente di un argomento di grande attualità che, non per caso, è stato affrontato in modo interessante, stimolante e anche ironico dal rav Riccardo Di Segni in un articolo dal titolo “La rigidità elastica” pubblicato recentemente dal sito comunitario romano.
Sono parole sulle quali riflettere oggi che esistono i presupposti di una valida tutela dei diritti fondamentali. Dobbiamo trovare il coraggio di superare timori e resistenze ricordandoci che il modo migliore per consolidare i diritti è certamente quello di esercitarli in pieno, con fierezza e determinazione, senza arroganza e presunzione, ma con equilibrio per rendere reale, concreta e viva la nostra presenza nella società e per alimentare il dialogo e la comprensione con tutte le sue componenti.
Spesso, in passato, gli ebrei hanno reagito alle aggressioni esterne chiudendosi in se stessi. Non sarebbe giusto criticare questo atteggiamento che ha consentito agli ebrei di sopravvivere attraverso gravi pericoli e terribili tragedie. Ma oggi che vivono in società democratiche, hanno il dovere di cogliere le opportunità che si presentano, senza mai rinunciare ai valori e alle tradizioni che trasmettono di generazione in generazione.
Non c'è dubbio infatti che l'isolamento produce mancanza di conoscenza della identità, della cultura, della religione e non può che alimentare diffidenze e pregiudizi: fertile terreno delle discriminazioni e delle persecuzioni.
L'Unione delle Comunità, consapevole di dover far fronte a queste imprescindibili esigenze, ha già iniziato da alcuni anni e tende a sviluppare ulteriormente un programma di informazione e di comunicazione indirizzato sia verso le comunità ebraiche che verso l'intera società italiana. I mezzi dei quali si è dotata sono infatti finalizzati a creare una Community composta di coloro che guardano con interesse alla storia plurisecolare e ai valori testimoniati dagli ebrei italiani.

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I nuovi tempi e le mutate condizioni consigliano un radicale ripensamento delle linee guida e delle strategie e in particolare:
- Rompere qualsiasi forma di isolamento sia rispetto ad altre Comunità che rispetto alla società di cui si è parte integrante e fondante.
- Rifiutare di emarginare e di essere emarginati senza per questo accettare compromessi sui principi e i valori.
- Abbattere barriere di separazione di qualsiasi genere nella convinzione che all'apertura dei cancelli dei ghetti non possa che far seguito il rifiuto di qualsiasi volontario isolamento di tipo culturale, sociale o psicologico.
- Respingere timori, paure o diffidenze non perché i pericoli siano improvvisamente scomparsi, ma perché qualsiasi strategia basata sulla paura sarebbe solo un incentivo a colpire, umiliare e perseguitare nuovamente.
- Intrattenere le migliori relazioni possibili con le istituzioni nazionali che garantiscono il pieno godimento dei diritti fondamentali e rispettarne i legittimi rappresentanti che, nei paesi democratici, sempre più spesso invitano gli ebrei a partecipare alla vita politica, culturale e sociale della nazione.
- Non perdere l'occasione, forse irripetibile, per tentare di infliggere una sconfitta decisiva a tutti i pregiudizi e a tutti gli avversari vecchi e nuovi che spesso operano all’interno di Stati teocratici e fondamentalisti.
- Mantenere l'assoluto rifiuto di qualsiasi forma di idolatria, non solo in senso religioso, ma anche culturale e comportamentale e continuare a difendere la laicità degli Stati, intesa come libertà di opinione e di parola contro qualsiasi forma di discriminazione.
- Approfondire ed elevare sempre di più la cultura e la conoscenza dell'identità, della storia e delle tradizioni ebraiche. Presupposto questo necessario per poter affrontare in maniera consapevole, dignitosa e culturalmente adeguata qualsiasi forma di confronto.
 
 
Scarica qui la relazione in formato integrale
 
 
Maccabiadi - Una storica medaglia
 
Storica medaglia di bronzo per la squadra di calcio a cinque juniores impegnata alle Maccabiadi. La conquista del terzo gradino del podio arriva a seguito di una decisione arbitrale che ha punito le intemperanze della squadra argentina e assegnato la vittoria a tavolino all'Italia. Ad essere sconfitte, nel corso del torneo, compagini di grande valore quali Gran Bretagna, Turchia e Spagna. L'Italia è la squadra europea che è arrivata più in alto. “Dietro questo storico piazzamento ci sono il sudore e le lacrime oltre che la grandissima soddisfazione, di molta gente, dei dirigenti, degli allenatori, dei giocatori e delle famiglie dei giocatori”, spiega il presidente del Maccabi Italia Vittorio Pavoncello.
 
 
Taglit 2013 - Commozione a Yad Vashem
 
Prosegue il viaggio dei ragazzi che partecipano al Taglit italiano 2013. Grande la commosione nel visitare il Museo di Yad Vashem.
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Roma - Tensioni al presidio contro Priebke
 
“Delle 335 vittime delle Fosse Ardeatine, 75 erano di religione ebraica. Gli altri appartenevano alle categorie più disparate. Italiani, dove siete?”. A chiederselo è l'assessore ai rapporti istituzionali della Comunità ebraica Ruben Della Rocca, intervenuto al termine del presidio che ha portato alcune centinaia di romani – a larga maggioranza iscritti alla Comunità – a raccogliersi in via cardinal Parocchi davanti all'abitazione dove Erich Priebke sconta gli arresti domiciliari.
Oggi, come noto, è un giorno particolare: il centesimo compleanno dell'ex ufficiale nazista. “Caro Priebke, siamo venuti a farti la festa”, grida un uomo tra la folla mentre si leggono, solennemente, nomi e cognomi di quanti caddero per mano dell'odio e della rappresaglia tedesca dopo i fatti di via Rasella.
Imponenti le misure di sicurezza con numerose vetture e pattuglie schierate attorno all'abitato. Nella notte, in città, sono comparsi striscioni e svastiche di auguri con annesse minacce al presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici.  La tensione, palpabile, aumenta quando davanti al portone si presenta il nipote di Priebke con una bottiglia di champagne in mano. La reazione di alcuni manifestanti è immediata: lo scambio, prima verbale e poi fisico, non arriva ad ulteriori appendici violente grazie all'intervento della polizia che carica l'uomo su una vettura.
Nel pomeriggio, dalle 19 alle 22, avrà luogo un secondo presidio organizzato dalla sezione di quartiere di Sinistra Ecologia e Libertà.
 
 
Alan e Liat, mazal tov!
 
Un affettuoso mazal tov a Liat Piazza e Alan Naccache, che si sono uniti in matrimonio, da parte della redazione del Portale dell'ebraismo italiano e di Pagine Ebraiche.
 
Pilpul
  Oltremare - Il tempo a Tel Aviv
 
  La sinestesia di bello e brutto, nuovo e vecchio, pulito e sporco, naturale in ogni città, raggiunge a Tel Aviv lo status di istituzione.
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  Daniela Fubini, Tel Aviv
 
  Tea for two - Amicizia
 
  Se c'è una cosa per la quale ringrazio mia madre è di avermi portato all'asilo ebraico. Se, come in Sliding doors, quel giorno avesse preso una decisione diversa io non avrei mai conosciuto Micol.
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  Rachel Silvera, studentessa
 
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