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31 luglio 2013 - 24 Av 5773
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
David
Sciunnach,
rabbino
“… non fate in questo modo …” (Devarìm 12, 4). Il Rebbe di Kotzk nel commentare questo verso vuole insegnare a non agire “in questo modo” in modo istintivo, nella routine, solo per uscir d’obbligo. Bensì dobbiamo agire con consapevolezza dando un valore alle azioni che compiamo quotidianamente, siano esse verso Dio, siano esse verso il nostro prossimo.
 
David
Assael,
ricercatore
Davvero allarmante il livello del dibattito civile e politico che si sta raggiungendo in Italia. La sola nomina del primo ministro di colore della storia d’Italia ha scatenato una serie di reazioni che, tra offese pubbliche, lanci di banane (!) e sceneggiate di vario genere, definire triviali è ancora poco. E, purtroppo, si deve registrare la presenza in Parlamento di una forza politica che, in un sol colpo, ha rivalutato il più retrivo antisemitismo della sinistra italiana anni ’60. Sentite come getta acqua sul fuoco il deputato 5Stelle Manlio Di Stefano dopo la polemica dei giorni scorsi su cui è intervenuto (riportato su queste pagine) Renzo Gattegna con la solita puntualità: “Non credo che ci sia un problema di conflitto tra il M5S e nessuna comunità. Credo, anzi, che il problema israeliano possa ledere alla comunità ebraica. Noi non abbiamo nulla contro di loro, ma la loro immagine a livello internazionale è compromessa da eventuali violazioni dei diritti.” Capito? “Loro” saremmo noi! Quindi, dovremmo ringraziare Di Stefano per aiutarci a salvarci da noi stessi. Del resto, cosa ci si poteva aspettare da gente raccattata dalla strada per servire gli interessi del capo di turno? Tanti ne abbiamo qui da noi. Il tutto aspettando la grande sentenza…

 
"Nuove sfide per la leadeship ebraica"
Sul numero di Pagine Ebraiche di agosto attualmente in distribuzione, è pubblicata in forma integrale la relazione tenuta dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna in occasione del Consiglio del 14 luglio 2013.
 
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Voci a confronto
E’ dedicata alle affermazioni antisioniste del deputato grillino Paolo Bernini la rubrica di Furio Colombo sul Fatto Quotidiano. Rispondendo alla sollecitazione di un lettore, Colombo offre un excursus della storia degli ideali sionisti, in Italia e nel mondo. “Che cosa ci farà un Cinque Stelle in compagnia del più antico pregiudizio di parti immobili di retro-cultura del passato? Chi può avere scaricato su gente giovane votata al nuovo un pezzo così pesante del nostro peggior passato? Renzo Gattegna, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche italiane, tenta, con mitezza e chiarezza, di spiegarglielo (Il Corriere della Sera”, 28 luglio). Ricorda giustamente che il Sionismo (un popolo che ha subito mille persecuzioni e mille deportazioni , fino all’orrore della Shoah, aspira ad avere una patria, esattamente come il lungo viaggio italiano fra Petrarca e Leopardi) è in tutto simile al Risorgimento italiano” sottolinea ancora, auspicando un cambio di atteggiamento e una rettifica da parte del Movimento. Nel frattempo Repubblica riferisce le dichiarazioni di un altro parlamentare 5 Stelle, Manlio Di Stefano, di ritorno da un viaggio in Israele e territori palestinesi, privo di alcun momento di visita e incontro nello Stato ebraico. Dopo le critiche dell’ambasciatore di Israele in Italia Naor Gilon (riportate ieri sempre su Repubblica), Di Stefano si difende “Non credo che ci sia un problema di conflitto tra il M5S e nessuna comunità. Credo, anzi, che il problema israeliano possa ledere alla comunità ebraica. Noi non abbiamo nulla contro di loro, ma la loro immagine a livello internazionale è compromessa da eventuali violazioni dei diritti” mentre riguardo alle dichiarazioni di Bernini spiega che il Movimento “non ha mai condiviso una posizione sul sionismo”. “ll ramadan celebrato insieme Prete, rabbino e imam Gallarate un vertice per il dialogo religioso” lo riferisce Roberto Rotondo sul Corriere Milano. Il dibattito circa gli attacchi contro il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge rimane in primo piano. Tra gli altri ne parla Isabella Bossi Fedrigotti in un editoriale in prima pagina sul Corriere “Non siamo razzisti. Dimostriamolo”. Il parlamentare di origine israeliana Yoram Gutgeld è stato organizzatore, insieme al deputato Dario Nardella, del convegno sui temi economici “Il rilancio parte da sinistra” (Corriere). Proseguono a Washington, i negoziati fra israeliani e palestinesi. Individuata una finestra temporale di nove mesi (Maurizio Molinari su la Stampa). Parole di ottimismo sono espresse dallo scrittore David Grossman in un’intervista a Repubblica. Sul Giornale Fiamma Nirenstein fa in punto sulla situazione in Egitto dopo la visita di Catherine Ashton.
 
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Israele - Rabbinato
Sono rav David Lau e rav Yitzhak Yosef i nuovi rabbini capo ashkenazita e sefardita di Israele. Particolarmente intenso il dibattito sulle elezioni per il rinnovo dell’incarico, ma anche sul ruolo dell’istituzione nella politica e nella società israeliana
 
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  davar
il presidente ucei renzo gattegna
"Su Israele e l'Italia
gravissime farneticazioni"


Il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha dichiarato:
Suscitano indignazione e inquietudine, le recenti gravissime affermazioni di Manlio Di Stefano, parlamentare del Movimento Cinque Stelle, secondo il quale "il problema israeliano" rischia di "ledere la comunità ebraica" e che aggiunge "noi non abbiamo nulla contro di loro, ma la loro immagine a livello internazionale è compromessa da eventuali violazioni dei diritti".
In questo caso è necessaria una risposta molto chiara. Qui non ci si trova solo di fronte a farneticazioni infondate e ingiustificate sotto il profilo dei rapporti internazionali, rivolte contro un Paese da sempre amico dell'Italia e contro l'unica isola di democrazia e di progresso nel mezzo di una regione devastata dalle dittature e afflitta da quotidiane violazioni dei diritti fondamentali.
Si tratta del vergognoso tentativo di dividere il destino del popolo ebraico da quello dello Stato di Israele. E' una minaccia che tutti gli ebrei italiani e con essi tutti gli italiani che conoscono la storia e hanno a cuore gli ideali della libertà e della democrazia, devono respingere con sdegno.

Bilancio
Nuove regole per la ripartizione delle risorse disponibili
Sul numero di Pagine Ebraiche di agosto, attualmente in distribuzione, un approfondimento sull'ultimo Bilancio dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Ecco la seconda parte.

Il mondo ebraico italiano è spesso visto dall’esterno come un’entità monolitica. Dietro questo velo di unità però troviamo ventuno comunità con strutture, necessità e problematiche molto diverse. Ci sono realtà come Milano e Roma che sono chiamate ad offrire innumerevoli servizi, altre, molto piccole, che si trovano a gestire patrimoni importanti ma con scarsità di mezzi. Ci sono scuole da tutelare e manifestazioni culturali da programmare. Ciascuna, in proporzione, richiede l’utilizzo di risorse che principalmente si traducono nell’Otto per mille, motore di fatto della vita ebraica italiana. Non è l’unico finanziamento ma la sottoscrizione volontaria dei contribuenti italiani in occasione della dichiarazione annuale dei redditi ha un peso preponderante sul futuro sia dell’UCEI sia di ciascuna comunità. Ecco perché la distribuzione dell’Otto per mille assume un ruolo chiave nel panorama ebraico del paese. Tenendo conto di queste considerazioni si comprende l’importanza che assumono i criteri per la ripartizione del gettito tra le Comunità e l’Unione; criteri recentemente oggetto di riforma (portata avanti dalla Commissione coordinata dal consigliere Davide Romanin Jacur), in nome di una più equa distribuzione. Il nuovo modello introduce un concetto fondamentale e innovativo attraverso l’inserimento di un criterio che va a premiare le realtà che raccolgono anche più preferenze per l’Otto per mille. L’impegno locale, la capacità di svolgere iniziative che richiamino la società civile a riconoscere l’importanza del ruolo ebraico diventano così rilevanti anche per la redistribuzione delle risorse. Oltre a questo principio, su più larga scala, è stato adottato un modello che individua tre macroaree: una legata alla conservazione e valorizzazione del patrimonio comunitario, una alle esigenze della collettività e caratteristiche demografiche e una fondata sul concetto di sussistenza e perequazione fiscale (in cui rientra il criterio premiante sulla capacità della Comunità di raccolta di firme per l’8‰ nella propria circoscrizione e indicizzazione alla capacità contributiva). Per dare un’idea della suddivisione, la prima area incide per il 22% sul totale della distribuzione ed è costituita da voci legate alle spese per il mantenimento delle sinagoghe in uso fino ad arrivare alla gestione dei musei o dei cimiteri. Ad abbracciare questo sistema, l’idea di proporzionalità oltre che di equità. Non è un caso che la seconda macroarea abbia grande rilevanza – quella demografica – costituendo il 54% del totale delle ripartizioni. Qui sono due gli elementi da valutare, il numero di iscritti e il numero degli iscritti in età compresa tra i 3 ed i 18 anni, per i quali la Comunità provveda a una istruzione ebraica. Si comprenderà come per una minoranza come quella ebraica, l’educazione e il mantenimento delle scuole siano di primaria importanza per il suo futuro. Il restante 24% si fonda sul principio della perequazione che – come si legge nella relazione accompagnatoria alla riforma della ripartizione dell’8‰ – è stato introdotto al fine di bilanciare le enormi differenze presenti tra le realtà del panorama ebraico italiano. “Le maggiori differenze tra Comunità si riscontrano sia nelle disponibilità patrimoniali (per cui la perequazione opera in senso proporzionalmente inverso ai proventi patrimoniali e ai redditi diversi dalla tassazione interna e dall’8‰ medesimo, in quota pro capite), sia nello stesso atto impositivo della tassazione della Comunità rispetto ai propri iscritti”. Questa ristrutturazione del modello, su cui sono stati apportati dei correttivi transitori onde evitare di penalizzare eccessivamente determinate comunità, apre diversi spunti di riflessione. Racconta di un ebraismo italiano che non solo cerca di tutelare il suo patrimonio ma vuole incentivare al suo interno aspetti fondamentali come l’educazione e all’esterno il dialogo con la società civile attraverso manifestazioni culturali e iniziative di ampio respiro. Quasi una traduzione degli obiettivi futuri per l’Unione e per le sue Comunità: tutelare i propri valori, le proprie tradizioni, ricorrendo a criteri solidali per proteggere le realtà più a rischio ma anche la necessità di aprirsi verso l’esterno, di far comprendere i propri valori al di fuori del proprio mondo. Perché è proprio la società civile, con la formula dell’Otto per mille, a garantire la maggior parte delle risorse a disposizione dell’ebraismo italiano.

Daniel Reichel, Pagine Ebraiche agosto 2013

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bilancio
Da dove vengono le risorse
Le entrate provengono per circa i due terzi da risorse esterne (gettito dell’Otto per mille). L’aumento consistente della raccolta, evidenziato dall’ultimo bilancio, sottolinea come sia efficace l’investimento sull’informazione rivolta all’opinione pubblica che guarda con interesse ai valori, alla vita e alla storia degli ebrei italiani.

 
festival
Lech Lechà, la cultura ebraica guarda verso il Meridione
Si è tenuta oggi al Centro Bibliografico Tullia Zevi, la presentazione di Lech Lechà, la settimana di arte, cultura e letteratura ebraica itinerante che si terrà dal 25 agosto al 2 settembre in vari comuni della Puglia. A intervenire il sindaco di Barletta Pasquale Cascella, il presidente della Comunità ebraica di Napoli, Pier Luigi Campagnano, Francesco Lotoro, direttore artistico della settimana culturale, Cosimo Yehuda Pagliara, coordinatore per il Salento, in rappresentanza anche del rav Shalom Bahbout e il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna.
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servizi sociali
Aiutare i più deboli, un bando
per quattro nuovi assistenti 

L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ricerca e seleziona personale qualificato per ampliare il proprio Servizio sociale territoriale, allo scopo di portare avanti il progetto di creare una rete che possa fornire supporto alle Comunità che lo necessitano secondo i principi di sussidiarietà e integrazione.
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pilpul
Ticketless - Ipogei
Due eccezioni in questo Ticketless. Per vedere la Fonte Aretusa, fotografata qui accanto, ci vuole la macchina (e prima l’aereo). Seconda eccezione: firmo questo Ticketless con uno pseudonimo, spiegherò perché.
Ciò che colpisce, in Sicilia, in particolare a Ortigia, è un problema per l’ebraismo consueto

Alberto Greco
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 Periscopio - Guido Sacerdoti
La scomparsa di Guido Sacerdoti, avvenuta a Napoli lo scorso 25 luglio, segna una grave perdita per il nostro Paese, privato di una nobile figura di uomo, di scienziato, di artista, di democratico.


Francesco Lucrezi, storico
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