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gennaio 2014 - 9 Shevat 5774 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas
Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una
riflessione di Anna Segre, Sergio Minerbi, Francesco Moises Bassano e
Laura Salmon.
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pagine ebraiche
@paginebraiche
9 Gen
Le idee confuse di Eugenio Scalfari "Legge mosaica" e cantonate
giornalistiche (...) "Il popolo ebraico non... http://fb.me/2EvV3B6IU
Stefano
Montefiori @Stef_Montefiori
9 Gen
A Nantes migliaia di fan di #Dieudonné. Ecco l'ignobile canzone
Shoananas (da Shoah e ananas) http://youtu.be/X4pQaNVMMko
Rabbi
Sacks @rabbisacks
9 Gen
The fight vs. Amalek in Beshallach was a decisive turning point in
history for the Israelites & Moses' leadership. http://bit.ly/1dx0VLZ
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Bloccato
lo show di Dieudonné
In
Francia nuovo capitolo del caso Dieudonné:
lo spettacolo del comico appena fuori Nantes è stato fermato dal
Consiglio di Stato all’ultimo momento, con la polizia che ha bloccato
l’ingresso al palazzetto dello sport (pubblico di oltre 5mila persone,
prezzo del biglietto 43 euro). “Chi sono quelli che comprano il
biglietto, gli abitanti delle banlieue degradate, coalizzati contro gli
ebrei magari sotto la bandiera dell'islam radicale? Non sembra. Qui
allo Zénith di Nantes — città modello, ricca, piena di verde, bene
amministrata, neanche 300 mila abitanti — tra i 5.600 spettatori
mancati si vedono tanti francesi apparentemente della classe media, che
portano i figli a vedere ‘uno che non ha paura di spararle grosse’,
come dice una signora quarantenne con il figlio adolescente” scrive il
corrispondente in Francia del Corriere della Sera, che conclude “Nel
giro di poche ore, ieri, Dieudonné è apparso un eroe, capace di
sconfiggere il ministro, e poi un martire, soffocato dalla repressione
ma osannato dal suo popolo. Meglio di così, purtroppo, non gli poteva
andare”. Repubblica intervista sulla questione del divieto gli
scrittori Marek Halter, che lo difende, e Tahar Ben Jelloun, che invece
lo giudica un errore.
Del comico si occupa anche Furio Colombo sul Fatto quotidiano. “Stanno
accadendo, dovunque, non solo in Francia, fatti gravi che dovrebbero
indurci a una decisione: dedicare il Giorno della Memoria (il 27
gennaio, ormai prossimo) non al passato ma al presente” scrive.
“E Gesù disse: non cancello la Torah”. Con questo titolo, nella pagina
delle opinioni, il Corriere della Sera ospita una lettera del
presidente dell’Associazione ebraico-cristiana di Roma Marco Morselli,
che ricorda la scomparsa, cinquant’anni fa, “di due persone che hanno
avuto un ruolo di fondamentale importanza nel rinnovare le ' relazioni
tra ebrei e cristiani: Jules Isaac (1877-1963) e Giovanni XXIII
(1881-1963)” e ripercorre quelli che ritiene alcuni degli elementi
fondamentali del dialogo, a
partire proprio dal rapporto tra Gesù e la Torah.
Memoria. Presto a
Roma nuove pietre di inciampo, per ricordare coloro che furono
inghiottiti dal nazifascismo per non tornare più. Il progetto è
organizzato da Arteinmemoria sotto l'Alto Patronato del Presidente
della Repubblica, ed ha il patrocinio dell'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Roma. La cerimonia di
apposizione il prossimo 13 gennaio (Repubblica).
Il Giornale riferisce di un dibattito scoppiato sui giornali inglesi in
seguito alla rilevazione che il Mein Kampf di Hitler è tra i libri più
venduti della sua categoria in formato ebook.
Il Venerdì di Repubblica intervista Moni Ovadia, tra i protagonisti del
nuovo film di Roberto Faenza “Anita B.”, che racconta di un’adolescente
praghese sopravvissuta alla Shoah. Ancora una volta l’attore lancia
accuse velenose.
“Storace e Bernas, Cristicchi che bella lezione - Al Magazzino 18
sembrava di stare ad Auschwitz” titola il Tempo a proposito dello
spettacolo “Magazzino 18” dedicato alle vicende delle foibe.
Walt Disney era
antisemita? Un film a lui dedicato divide Hollywood e la celebre
attrice Meryl Streep rilancia le accuse (Corriere della Sera).
A Milano inaugurata ufficialmente la prima cucina sociale kasher presso la
scuola del Merkos, braccio educativo del movimento chassidico
Chabad-Lubavich. Pasti gratuiti (e kasher) a disposizione di chiunque
ne abbia bisogno (tra gli altri il Giornale).
"Mi dispiace ma Israele è la patria degli ebrei, inoltre lo spazio
territoriale è limitato e quindi non possiamo dare asilo a tutti quelli
che lo chiedono e, tanto meno, a coloro che vengono a cercare lavoro.
Dobbiamo già affrontare la crescita demografica dei palestinesi con
nazionalità israeliana. Non possiamo essere noi a risolvere anche i
problemi dell'Africa”. Intervistato sul Fatto Quotidiano, lo scrittore
israeliano Abraham Yehoshua espone le sue riflessioni sul tema dei migranti africani che in questi
giorni manifestano nello Stato ebraico per ottenere il diritto di
asilo.
Rossella Tercatin
twitter @rtercatinmoked
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