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12 gennaio 2014 - 11 Shevat 5774
alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di Claudio Vercelli e Francesca Matalon.
 
Shimon Peres@PresidentPeres
11 Gen
We all loved Arik and he will be greatly missed

Maurizio Molinari@Maumol
11 Gen
Hello Jerusalem
 
Sharon, domani i funerali
I funerali di stato di Ariel Sharon si terranno lunedì. Lo ha reso noto l'emittente Channel 2. La camera ardente verrà allestita alla Knesset, il parlamento israeliano, domani mattina. Sharon verrà seppellito nei pressi del suo ranch nel sud del paese.
 
 
La scomparsa di "Arik il leone"
Tutti i giornali aprono oggi con la notizia della scomparsa dell'ex primo ministro israeliano Ariel Sharon e con numerosi approfondimenti che ne inquadrano – a volte coerentemente, a volte meno – l'intera carriera politica e militare.
“Il fatto di essere riuscito a sopravvivere, sebbene in stato vegetale, per otto anni – scrive Maurizio Molinari sulla Stampa – rafforza negli israeliani il mito della caparbietà di 'Arik, il leone'. Convinto sionista, al punto da sfruttare una visita ufficiale a Parigi per chiedere agli ebrei francesi di immigrare in Israele fuggendo dall'antisemitismo, Sharon è stato spesso in visita ufficiale in Italia dedicando particolare attenzione ai rapporti con la Santa Sede”.

“Sharon era un sabra, fico d'India: scorza dura – spiega Fabio Isman sul Messaggero – dolce solo nell'intimo. Uri Dan, un suo amico, lo diceva malinconico, sentimentale, ma pieno di humour; da piccolo, suonava il violino; in casa ascoltava sempre musica”.

Sul Giornale Fiamma Nirenstein ricorda di quando gli chiese, durante un'intervista, se non gli dispiacesse essere conosciuto come 'il falco Sharon'. “Ho ben altro di cui preoccuparmi”, la risposta dell'ex generale.

“Chi lo ha incontrato e ascoltato nell'ultima fase della sua vita – scrive Furio Colombo sul Fatto Quotidiano – non mette in dubbio che la pace Sharon la voleva veramente. E l'avrebbe raggiunta”.

Il Manifesto sceglie un'altra strada e titola “Il nobel della guerra. Vita e morte di un falco”.

Il Messaggero registra invece le reazioni di cordoglio e commozione del mondo ebraico italiano. “Ariel Sharon ha dedicato la sua vita alla difesa del diritto all'esistenza dello Stato di Israele come paese libero e democratico. Un compito – sottolinea il presidente UCEI Renzo Gattegna – che ha assolto con straordinarie capacità di leadership che gli hanno permesso di ottenere successi di notevole importanza ma anche di aprire nuove strade per la cessazione delle ostilità e l'inizio di un processo di pace”. Così invece il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici: “La Comunità piange la morte di Ariel Sharon. La sua memoria resterà indelebile nei nostri cuori e nei libri di storia”.

Grande emozione in tutta Italia per la scomparsa di Arnoldo Foà, 97 anni, indimenticabile protagonista del teatro e dello spettacolo. Repubblica apre con uno stralcio della sua autobiografia. “Non ho mai desiderato essere riverito, encomiato. Quando me ne vado a letto, la sera – scriveva Foà nel 2009 – penso alla mia fine e trovo tutto inutile e perfino ridicolo. Mi piacciono, assai più che le congratulazioni, i sorrisi amichevoli”.


A raccontare la sua carriera, così ricca di successi, è anche Maurizio Porro sul Corriere della sera. Si parte dall'espulsione del '38 dal Centro sperimentale di cinematografia a seguito della promulgazione delle leggi razziste per arrivare alle ultime e recenti performance. Per il Corriere Foà è stato “il signore della voce”.

Il ministro Cecile Kyenge, a Brescia per parlare di integrazione, deve fare nuovamente i conti con i peggiori istinti dei suoi contestatori. A guidare una protesta di piazza alcuni politici locali, allontanati a forza dalla Digos per evitare lo scontro fisico con un gruppo di immigrati. “Penso che ciascuno abbia bisogno di farsi ascoltare, ognuno delle comunità e dei gruppi presenti sul territorio manifesta un suo modo per farsi ascoltare”, il commento del ministro (Repubblica).

Ultimo capitolo della vicenda Dieudonnè. Il comico francese inventore della famigerata quenelle ha scelto di adeguarsi alle disposizioni delle autorità transalpine che hanno vietato la messa in scena del suo spettacolo a tinte antisemite 'Le mur'. Dieudonnè, sollecitato dalla stampa, ha espresso il desiderio di “voltare pagina” (Corriere, in breve).

In Germania un flash mob per sensibilizzare l'opinione pubblica sul dramma dei cristiani perseguitati nel mondo ha catturato l'attenzione dei passati in 25 città: da Berlino a Francoforte, da Stoccarda a Brema. L'iniziativa è stata promossa dalla onlus Open doors (Avvenire).

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

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