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gennaio 2014 - 23 Shevat 5774 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas
Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una
riflessione di Anna Segre, Francesco Moises Bassano, Ilana Bahbout e
Laura Salmon.
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Cécile Kyenge
@ckyenge
23 Gen
La #memoria ci deve accompagnare tutti i giorni nella costruzione della
nostra vita e nei nostri comportamenti #giornodellamemoria
PresidentPeres
@PresidentPerest
23 Gen
The most significant remarks by @HassanRouhani were the ones he didn't
make - he didn't express support for peace in the #MiddleEast. #WEF14
Benjamin
Netanyahu @netanyahu
23 Gen
At a time when Rouhani talks about a positive approach to technology,
he prevents Iranians from freely surfing the Internet.
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Memoria,
voci a confronto
Si
avvicina il Giorno della Memoria e il ricordo di quello che avvenne
durante la Shoah, ma anche il dibattito su quali siano le modalità per
evitare il rischio di banalizzazioni o eccessi di retorica, è in primo
piano sui giornali.
“Il racconto corale di un pezzo d'Italia nel suo periodo storico più
terribile, di un'Italia indifesa, abbandonata, perseguitata, straziata,
ma che ha trovato la forza di ricostruire una vita dignitosa”. Così il
presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Renzo Gattegna definisce
il volume “Il Libro della Shoah italiana” che sarà in edicola con
Repubblica in due volumi nei prossimi giorni (Venerdì di Repubblica).
Tra gli spunti di riflessione sulla Memoria maggiormente approfonditi è
il saggio della scrittrice Elena Loewenthal “Contro il Giorno della
Memoria” (recensione della storica Anna Foa su Avvenire). Tra le altre,
da leggere, sul Fatto Quotidiano, l’analisi di Furio Colombo che da
parlamentare si batté per l’istituzione della Giornata. “Io avrei
voluto il 16 ottobre 1943, giorno del rastrellamento nel ghetto di Roma
– ricorda - Se fosse stato scelto il 16 ottobre, questo libretto contro
il Giorno della Memoria non avrebbe potuto essere scritto. La mia
ostinazione nel volere il 16 ottobre, tra l'altro, incontrò una forte
ostilità dei miei colleghi parlamentari. Perché metteva a nudo quella
verità di cui parlavo prima: la Shoah è un delitto italiano, che può
avvenire a pochi passi dal Vaticano, senza che nessuno, o quasi, dica
nulla. Il 27 gennaio era più ecumenico”. La Stampa pubblica una difesa
del Giorno della Memoria nello spazio “Editoriale dei lettori”, a firma
di un ex dirigente scolastico.
Un altro punto focale approfondito nello stesso articolo, ma non solo,
è quello dei viaggi della Memoria e della valenza dei viaggi ad
Auschwitz. “Auschwitz non è un museo” titola un ampio servizio firmato
da Susanna Nirenstein su Repubblica, che intervista anche Anna Foa (e a
proposito di viaggi d’istruzione, il Tempo continua a riferire la
polemica per la mancanza di fondi per i viaggi nei luoghi delle foibe
annunciata dal sindaco di Roma Ignazio Marino).
Su Corriere Sette, la presentazione del documentario che racconta il
viaggio della nazionale di calcio italiana ad Auschwitz. “Un’occasione
irripetibile affinché i grandi campioni del calcio italiano
raccogliessero l'esperienza dei sopravvissuti al campi di sterminio e
diventassero a loro volta testimoni della memoria” le parole del
consigliere UCEI e presidente del Maccabi Vittorio Pavoncello. Sette
propone anche un ragionamento sul fenomeno del negazionismo nel web.
“Perché la Shoah riguarda da vicino anche i cristiani” è il richiamo
sulla prima pagina di Avvenire di un articolo dedicato al rapporto tra
ebraismo e cristianesimo mettendo in luce anche i 19 e passa secoli di
antigiudaismo della Chiesa, dichiarandolo però “distinto
dall’antisemitismo”. “La Giornata della memoria è anche l'occasione
perché ebrei e cristiani si chiedano quanta est nobis via?, quanto
cammino ancora ci resta da compiere sulla strada del dialogo, della
conoscenza reciproca, dell'obbedienza all'unico Signore –spiega Enzo
Bianchi - Ora, ‘fare memoria insieme’ significa anche ammettere che
purtroppo per oltre diciannove secoli l'atteggiamento dei cristiani
verso gli ebrei è stato modellato dall'emulazione, dalla condanna, dal
disprezzo, dalla persecuzione, è stato cioè un antigiudaismo
perdurante, mai contraddetto in modo decisivo da parte delle
istituzioni, dei magisteri, delle voci autorevoli delle diverse Chiese.
Un atteggiamento, questo dell'antigiudaismo cristiano, che, pur
distinto dall'antisemitismo, lo ha accompagnato producendo una ricaduta
con effetti di potenziamento; antigiudaismo cristiano teologico e
pratico che di fatto ha favorito il silenzio, l'indifferenza e la
passività della quasi totalità dei cristiani e delle Chiese nell'ora
del male assoluto, l'ora della Shoah”.
Il quotidiano della Santa Sede Osservatore Romano riferisce poi
dell’incontro tra “l'arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, i
presidenti del Council of Christians and Jews (Ccj), l'arcivescovo di
Westminster, monsignor Vincent Gerard Nichols, il rabbino capo di Gran
Bretagna, Ephraim Mirvis, e il rabbino Laura Janner Klausner” in un
articolo intitolato “Contro l’antisemitismo”.
Al Memoriale della Shoah di Milano la presentazione del libro
“Testastorta” con l’autrice israeliana Nava Semel e il rav Giuseppe
Laras (Corriere Milano).
Spazio sui quotidiani anche alle vicende del vertice di Davos, che vede
la partecipazione del presidente iraniano Hassan Rouhani che ancora una
volta si rifiuta di riconoscere Israele. Il primo ministro israeliano
Banjamin Netanyahu, anche lui al vertice, mette in guardia contro “le
parole dolci che celano l’inganno” di Rouhani (tra gli altri Corriere).
Fiamma Nirenstein sul Giornale ricorda la strage dei bambini siriani
nel silenzio del mondo.
Rossella Tercatin
twitter @rtercatinmoked
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