27 febbraio 2014 - 27 Adar I 5774 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum e Daniel Funaro.
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maurizio molinari @maumol
26 Feb
#Onu, duro atto di accusa nei confronti dello Stato Ebraico http://bit.ly/1hRPvuq
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26 Feb
Israel launches world's first #accelerator for #startups that benefit the disabled http://dld.bz/djdcu via @NoCamels
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Kerry, "negoziati di pace
prolungati oltre aprile"
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Washington
- I negoziati di pace diretti tra israeliani e palestinesi, della
durata prevista di nove mesi, si prolungheranno oltre la data fissata
della fine di aprile. Lo ha annunciato il segretario di stato americano
John Kerry. Ricordando di essere a lavoro fin da luglio 2013 per
predisporre un "accordo quadro" tra le due parti, Kerry ha detto ad
alcuni giornalisti di ritenere "che nessuno si preoccuperebbe se ci
fossero altri nove mesi per completare" il processo di pace tra
israeliani e palestinesi.
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Il cardinale Elia Dalla Costa
e i Giusti tra le Nazioni
“Nei
mesi della persecuzione antiebraica fu tra i coordinatori della rete di
assistenza clandestina che - al fianco della Delasem - mise in salvo
centinaia di vittime dell'odio razzista. Il coraggio e la coerenza,
l'umanità e la tenacia: un filo conduttore che attraversa l'intera
vicenda di Elia Dalla Costa,
cardinale e arcivescovo di Firenze per un trentennio esatto (1931-1961)
che lo Yad Vashem ha voluto includere tra i Giusti tra le Nazioni
onorati per l'impegno profuso a tutela della vita e della dignità
umana”. Sulla prima pagina dell'Osservatore Romano, a firma di Adam
Smulevich, l'articolo che ricostruisce le vicende dell'arcivescovo Elia
Dalla Costa, nominato ieri Giusto tra le Nazioni durante la cerimonia
svoltasi a Palazzo Vecchio a Firenze. Sul quotidiano vaticano,
Smulevich richiama le parole dell'attuale arcivescovo di Firenze,
Giuseppe Betori, riportate nell'intervista pubblicata sul numero di
marzo di Pagine Ebraiche. “ È fuori di ogni dubbio – afferma Betori
che, nella primavera 2012 aveva anticipato al direttore di Pagine
Ebraiche Guido Vitale l'imminente riconoscimento dell'opera di Dalla
Costa - che il passaggio epocale che il concilio Vaticano II ha
introdotto nei rapporti tra ebrei e cristiani sul piano dottrinale non
sarebbe stato possibile senza la concreta esperienza di vicinanza,
conoscenza e fraternità che è maturata in molti luoghi, non da ultimo a
Firenze grazie al cardinale Dalla Costa e al rabbino (Nathan) Cassuto”.
Per Joseph Levi, rabbino capo di Firenze, Dalla Costa è l'esempio di
come, anche nei momenti più bui, non ci si possa abbandonare al
fatalismo. Una lezione di vita presente nel testo biblico,
“quando c'è un pericolo bisogna adoperarsi nei modi più adeguati
affinché questo cessi – afferma Levi - Mai tirarsi indietro”. “Dalla
Costa ha guardato, ha visto, non si è girato indifferente – sottolinea
Sara Cividalli, presidente della Comunità ebraica fiorentina - si è
impegnato in prima persona e utilizzando la sua influenza per spingere
le strutture religiose, i conventi e i cattolici a seguire la sua
scelta. Una scelta pericolosa ma imperativa per chi era di animo retto
e onesto”.
A proposito di Giusti, il 6 marzo
si celebra la Giornata europea dedicata a “chi ha saputo cercare il
bene con la scelta di difendere la dignità umana nei momenti bui”. Sul
Fatto Quotidiano Gianni Barbacetto ricorda l'importanza di questo
appuntamento, fortemente voluto da Gabriele Nissim, fondatore e
presidente di Gariwo, il comitato per la Foresta dei Giusti, che
organizza iniziative e promuove il ricordo dei Giusti nel mondo. “ A
Roma, il 3 marzo, presso la Sala del Mappamondo di Montecitorio –
ricorda Barbacetto - ci sarà il convegno su Memoria del bene e
prevenzione dei genocidi, in occasione della presentazione di una legge
in Parlamento che istituisca la Giornata dei Giusti anche in Italia”.
Preoccupano le notizie da Berlino in chiave elezioni europee. La
decisione della Corte Costituzionale tedesca, infatti, di dichiarare
illegittima la soglia di sbarramento del 3% per le europee di fine
maggio potrebbe portare a Strasburgo uomini del Nationaldemocratische
Partei Deutchlands: il partito neonazista
che alle scorse elezioni aveva raccolto l'1,3% (La Stampa). Un altro
colpo a un'Europa che assiste quasi inerme al successo dei partiti che
ne contestano l'esistenza o ne vorrebbero riformare le fondamenta.
Contro l'onda Euroscettica e il populismo provano a intervenire alcuni
intellettuali di fama internazionale: su Repubblica l'appello – non
privo di critiche alle istituzioni di Bruxelles - di Ulrich Beck,
firmato da personaggi come Zygmunt Bauman, Daniel Birnbaum, Agnes
Heller, ai cittadini e cittadine dell'Unione Europea perché scelgano
l'Europa.
Mentre Israele si prepara a una possibile rappresaglia del gruppo
terroristico Hezbollah (Messaggero), colpito lunedì dall'aviazione
militare israeliana, il governo Netanyahu è costretto a confrontarsi
con l'ennesima polemica internazionale. Ricard Falk, esperto dell'Onu,
ha denunciato la politica israeliana nei confronti dei palestinesi,
definendola di apartheid e una pulizia etnica.
“Accuse - scrive il Messaggero - che il governo Netanyahu respinge come
il frutto dell'atteggiamento pregiudizialmente ostile attribuito a chi
ha firmato il testo”.
In Italia, continua il lavoro del neo premier Matteo Renzi nella scelta della squadra di governo, con il parlamentare pd Yoram Gutgeld “destinato – secondo il Fatto Quotidiano - dai rumors di Transatlantico al dipartimento economico di Palazzo Chigi”.
“Ho fatto solo un piccolo gesto, per una causa in cui credo. E ripeto:
avere dei pregiudizi sessuali è da ignoranti”. Sui quotidiani nazionali
– Repubblica, Gazzetta dello Sport e La Stampa – il protagonista
di giornata è Daniele Dessena, difensore del Cagliari, impegnato in una
campagna contro l'omofobia e oggetto di insulti sul web per la sua scelta.
Daniel Reichel
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