
Paolo Sciunnach,
insegnante
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Esiste
un dibattito nella letteratura rabbinica se le Mitzvot necessitino, in
tutti i casi e a priori, della Kavanà. Con il termine ebraico
Kavanà, כונה, si intende l'intenzione del cuore, la gioia,
consapevolezza e passione per compiere una Mitzvà. Il pensiero
chassidico diede nuovo risalto alla sincera osservanza delle Mitzvot da
parte della gente semplice e comune, con Kavanà. Per il Baal Shem
Tov "D-o desidera il cuore a priori".
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Anna
Foa,
storica
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Holodomor:
una parola quasi ignota ai più che l'attuale crisi ucraina riporta in
primo piano. E' il termine con cui si indica la grande carestia
artificialmente provocata da Stalin nel 1932-33 per sterminare i
contadini ucraini, rei di avversare la collettivizzazione forzata, in
cui morirono milioni di persone, riconosciuta nel 2008 dal Parlamento
Europeo come un "crimine contro l'umanità".
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MILANO
– Spazio Anteo e Teatro Franco Parenti offrono l’anteprima del film
“Ida” di Pawel Pawlikowski, cui seguirà una conversazione tra Haim
Baharier, studioso di ermeneutica biblica e Alberto Melloni, docente di
storia del cristianesimo. Appuntamento alle 20 al Cinema Anteo (via
Milazzo 9).
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Un ciclo di incontri sull'etica medica |
Un ciclo di incontri sull’etica medica patrocinato dal Dipartimento
Educazione e Cultura UCEI, avrà luogo nei locali del Tempio dei Giovani
sull’Isola Tiberina con cadenza settimanale. Appuntamento ogni lunedì
alle 20. Tra i rabbanim coinvolti Roberto Colombo, Roberto Della Rocca,
Riccardo Di Segni, Cesare Efrati, Gianfranco Di Segni, Benedetto
Carucci, Ariel Di Porto, Amedeo Spagnoletto, Gavriel Levi, Umberto
Piperno.
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Calcio, i tifosi imbecilli
e i cori antisemiti
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I“Fiorentini
non italiani ma soltanto una massa di ebrei”. Torna a farsi sentire
negli stadi italiani l’imbecillità, come la ha definita il presidente
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, di alcune
frange di tifosi che sembrano non riuscire proprio a disfarsi della più
becera retorica antisemita. Protagonisti dell’episodio, un gruppo di
tifosi della Juventus che, durante la sfida di ieri tra bianconeri e
Fiorentina, ha intonato il coro citato all’indirizzo della squadra
viola e della sua curva. E così ancora una volta il calcio da semplice
sport diventa valvola di sfogo e cassa di risonanza per razzismi e
discriminazioni. Auspica provvedimenti il presidente UCEI Gattegna,
ripreso dai principali quotidiani nazionali (tra cui Gazzetta dello
Sport, Repubblica, Stampa, Corriere) per l’ennesimo episodio che
“conferma quanto ancora resti da fare per sradicare odio e pregiudizio
– sottolinea Gattegna – dove invece dovrebbero albergare valori di
lealtà, passione agonistica, amore per lo sport”. “Speriamo che
Juventus e giustizia sportiva intervengano” afferma Vittorio
Pavoncello, presidente del Maccabi Italia e consigliere UCEI. Per ora
dalla dirigenza juventina non sono arrivate dichiarazioni che poche
settimane fa aveva dovuto condannare un altro oltraggio da parte dei
suoi tifosi. Durante il derby con il Torino erano stato esposto uno
striscione che inneggiava alla tragedia di Superga. E un’altra tragedia
ieri è stata usata, questa volta dai tifosi della Fiorentina, per
insultare gli avversari bianconeri: sono stati esposti striscioni e
cantati cori che inneggiavano all’Heysel, lo stadio dove nel 1985
trentanove persone persero la vita. “Dopo decenni di presunta
tolleranza zero, siamo sempre lì. Tanto varrebbe chiudere tutti gli
stadi coinvolti, per il tempo che serve a bonificarli”, scrive Gianni
Mura su Repubblica.
Non ci sono garanzie che si arrivi a un accordo finale con l’Iran sul
nucleare. Le parole di Catherine Ashton, capo della diplomazia
dell’Unione Europea, non devono aver destato lo stupore del premier
israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo la Ashton, in visita a Teheran,
non è detto che le trattative tra il famoso gruppo dei 5+1 (Usa, Gran
Bretagna, Francia, Russia, Cina e Germania) con la Repubblica islamica
portino a un’intesa definitiva (Corriere della Sera) e Netanyahu in
questi mesi ha sempre espresso dubbi e preoccupazioni sulla questione,
invocando sanzioni contro l’Iran e opponendosi alla linea più morbida
rispetto a Teheran.
Da Israele, intanto la notizia riportata su Nazione – Carlino – Giorno
di una protesta di alcuni liceali, contrari all’obbligo della divisa
per motivi politici. “Ci opponiamo alla occupazione dei Territori
palestinesi” scrivono gli studenti in una lettera inviata a Netanyahu e
sottoscritta da una cinquantina di coetanei.
“Tredici suore in cambio di 138 detenute nelle carceri siriane: il
patto fra Al Qaeda e Bashar Assad risolve un sequestro durato tre mesi
e che ha destato scalpore e al tempo stesso evidenzia nuovi equilibri
di forze in Siria”. Maurizio Molinari su La Stampa racconta della
liberazione delle tredici suore rapite in Siria lo scorso dicembre,
sottolineando l’importanza della mediazione di Qatar e Libano per la
buona riuscita dell’operazione.
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dopo juventus - fiorentina o
Cori antisemiti: "alt all'odio"
“Ancora
una volta l'imbecillità di alcune frange del tifo è tornata a palesarsi
durante una partita di calcio. Gli indecenti cori antisemiti
pronunciati da un gruppo di tifosi della Juventus nel corso del nono
minuto dell'incontro casalingo con la Fiorentina, cori amplificati e
propogati anche durante la diretta televisiva, sono la triste conferma
di quanto ancora resti da fare per sradicare odio e pregiudizio dove
dovrebbero invece albergare valori di lealtà, passione agonistica,
amore per lo sport”. Dalla Gazzetta dello Sport a Repubblica, dalla
Stampa al Quotidiano Nazionale: grande spazio, su tutta la stampa
nazionale, alle dichiarazioni del presidente dell'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane Renzo Gattegna relativamente ai cori antisemiti
(nel video linkato, da 1.08 a 1.24) proferiti da numerosi tifosi della
curva della Juventus in occasione del match casalingo con la
Fiorentina. Ad intervenire anche il presidente del Maccabi Italia e
consigliere UCEI Vittorio Pavoncello. “Oggi le frange più reiette del
tifo bianconero hanno colpito. A questi delinquenti – ha scritto ieri
in una nota – non deve esser detto nulla,se non la nostra condanna.
Sono sicuro che la dirigenza della Juventus e il suo presidente
sapranno intervenire, altrimenti il nuovo stadio sarà imbrattato da un
nuovo, cupo antisemitismo”.
L'attesa adesso è per le decisioni che verranno adottate dalla
giustizia sportiva. “L'auspicio – ha spiegato Gattegna – è che possano
essere presi i provvedimenti più opportuni e che i responsabili di
queste azioni siano messi in condizione di non poter frequentare le
curve degli stadi per lungo tempo”.
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antisemitismo - ucraina -
Putin e la sfida all'Occidente
Nella
crisi ucraina, la voce di Vladimir Putin si è concentrata molto su un
punto: secondo il presidente russo il neogoverno di Kiev è in mano ai
fascisti. Più volte Putin e le autorità russe hanno dipinto piazza
Maidan come un esercito sovversivo e pericoloso, guidato da
l'ultradestra nazionalista e antisemita. E la presenza di partiti come
Svoboda (Libertà) nel movimento che ha cacciato l'ex premier Viktor
Yanukovic sembra confermare questa tesi.“Volete veramente stare dalla
parte sbagliata? Con i fascisti?”, sembra dire a più riprese il
presidente russo, rivolgendosi all'Europa e al rivale americano Barack
Obama. “Questo è più che un piano cinico”, scrive sul New York Times
Amelia Glaser, docente di letteratura russa e autrice di un libro sul
mondo ebraico ucraino e russo. Per la Glaser i russi stanno alzando la
posta con l'Occidente, “propongono una scommessa rischiosa: se emergerà
la vera natura fascista dei nuovi leader ucraini, gli ingenui
occidentali, incluso il presidente Obama, si troveranno dalla parte
sbagliata della storia”. Queste le considerazioni di Putin, secondo la
Glaser pronto al “ve l'avevo detto cara Europa e Obama” quando
l'Ucraina prenderà la piega di estrema destra e xenofoba a danni delle
minoranze come quella ebraica. Eppure da Kiev sono gli stessi ebrei,
almeno una parte influente di loro, a smentire il presidente russo e a
chiedere di non essere strumentalizzati.
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Oltremare
- Derech Bethlechem |
Derech
Bethlechem, cioè Strada Betlemme, ti prende abbastanza alla sprovvista,
mentre cammini per le stradine molto pittoresche di Gerusalemme, fra la
Cinematheque e la nuova fiammante e leccatina "Rakevet", la zona di
ristoranti hip e negozi trendy inventata quasi di sana pianta ai bordi
della vecchia stazione dei treni ottomana.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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Tea
for two - Amman il narciso |
Purim
è sempre stata la scusa per vestirmi da principessa Disney, da Jasmine
a Meg, attraversando l'eterna fase Ester. Non mi sono più di tanto
interrogata sui retrogusti filosofici della questione: banchetti,
regali, stelle filanti, incitazioni al brindisi. Insomma, un invito
alla sbornia felice. Poi mio zio, durante una lezione, ha parlato di
Aman, descrivendolo come l'esempio lampante del narcisismo.
Rachel Silvera, studentessa
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