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10 marzo 2014 - 8 Adar II 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Paolo Sciunnach,
insegnante
Esiste un dibattito nella letteratura rabbinica se le Mitzvot necessitino, in tutti i casi e a priori, della Kavanà. Con il termine ebraico Kavanà, כונה, si intende l'intenzione del cuore, la gioia, consapevolezza e passione per compiere una Mitzvà. Il pensiero chassidico diede nuovo risalto alla sincera osservanza delle Mitzvot da parte della gente semplice e comune, con Kavanà. Per il Baal Shem Tov "D-o desidera il cuore a priori".
 
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Anna
Foa,
storica
Holodomor: una parola quasi ignota ai più che l'attuale crisi ucraina riporta in primo piano. E' il termine con cui si indica la grande carestia artificialmente provocata da Stalin nel 1932-33 per sterminare i contadini ucraini, rei di avversare la collettivizzazione forzata, in cui morirono milioni di persone, riconosciuta nel 2008 dal Parlamento Europeo come un "crimine contro l'umanità".
 
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MILANO – Spazio Anteo e Teatro Franco Parenti offrono l’anteprima del film “Ida” di Pawel Pawlikowski, cui seguirà una conversazione tra Haim Baharier, studioso di ermeneutica biblica e Alberto Melloni, docente di storia del cristianesimo. Appuntamento alle 20 al Cinema Anteo (via Milazzo 9).
 
Un ciclo di incontri sull'etica medica
Un ciclo di incontri sull’etica medica patrocinato dal Dipartimento Educazione e Cultura UCEI, avrà luogo nei locali del Tempio dei Giovani sull’Isola Tiberina con cadenza settimanale. Appuntamento ogni lunedì alle 20. Tra i rabbanim coinvolti Roberto Colombo, Roberto Della Rocca, Riccardo Di Segni, Cesare Efrati, Gianfranco Di Segni, Benedetto Carucci, Ariel Di Porto, Amedeo Spagnoletto, Gavriel Levi, Umberto Piperno.
 
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Calcio, i tifosi imbecilli
e i cori antisemiti
I“Fiorentini non italiani ma soltanto una massa di ebrei”. Torna a farsi sentire negli stadi italiani l’imbecillità, come la ha definita il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, di alcune frange di tifosi che sembrano non riuscire proprio a disfarsi della più becera retorica antisemita. Protagonisti dell’episodio, un gruppo di tifosi della Juventus che, durante la sfida di ieri tra bianconeri e Fiorentina, ha intonato il coro citato all’indirizzo della squadra viola e della sua curva. E così ancora una volta il calcio da semplice sport diventa valvola di sfogo e cassa di risonanza per razzismi e discriminazioni. Auspica provvedimenti il presidente UCEI Gattegna, ripreso dai principali quotidiani nazionali (tra cui Gazzetta dello Sport, Repubblica, Stampa, Corriere) per l’ennesimo episodio che “conferma quanto ancora resti da fare per sradicare odio e pregiudizio – sottolinea Gattegna – dove invece dovrebbero albergare valori di lealtà, passione agonistica, amore per lo sport”. “Speriamo che Juventus e giustizia sportiva intervengano” afferma Vittorio Pavoncello, presidente del Maccabi Italia e consigliere UCEI. Per ora dalla dirigenza juventina non sono arrivate dichiarazioni che poche settimane fa aveva dovuto condannare un altro oltraggio da parte dei suoi tifosi. Durante il derby con il Torino erano stato esposto uno striscione che inneggiava alla tragedia di Superga. E un’altra tragedia ieri è stata usata, questa volta dai tifosi della Fiorentina, per insultare gli avversari bianconeri: sono stati esposti striscioni e cantati cori che inneggiavano all’Heysel, lo stadio dove nel 1985 trentanove persone persero la vita. “Dopo decenni di presunta tolleranza zero, siamo sempre lì. Tanto varrebbe chiudere tutti gli stadi coinvolti, per il tempo che serve a bonificarli”, scrive Gianni Mura su Repubblica.
Non ci sono garanzie che si arrivi a un accordo finale con l’Iran sul nucleare. Le parole di Catherine Ashton, capo della diplomazia dell’Unione Europea, non devono aver destato lo stupore del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo la Ashton, in visita a Teheran, non è detto che le trattative tra il famoso gruppo dei 5+1 (Usa, Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina e Germania) con la Repubblica islamica portino a un’intesa definitiva (Corriere della Sera) e Netanyahu in questi mesi ha sempre espresso dubbi e preoccupazioni sulla questione, invocando sanzioni contro l’Iran e opponendosi alla linea più morbida rispetto a Teheran.
Da Israele, intanto la notizia riportata su Nazione – Carlino – Giorno di una protesta di alcuni liceali, contrari all’obbligo della divisa per motivi politici. “Ci opponiamo alla occupazione dei Territori palestinesi” scrivono gli studenti in una lettera inviata a Netanyahu e sottoscritta da una cinquantina di coetanei.
“Tredici suore in cambio di 138 detenute nelle carceri siriane: il patto fra Al Qaeda e Bashar Assad risolve un sequestro durato tre mesi e che ha destato scalpore e al tempo stesso evidenzia nuovi equilibri di forze in Siria”. Maurizio Molinari su La Stampa racconta della liberazione delle tredici suore rapite in Siria lo scorso dicembre, sottolineando l’importanza della mediazione di Qatar e Libano per la buona riuscita dell’operazione.
 
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  davar
dopo juventus - fiorentina  o
Cori antisemiti: "alt all'odio"
“Ancora una volta l'imbecillità di alcune frange del tifo è tornata a palesarsi durante una partita di calcio. Gli indecenti cori antisemiti pronunciati da un gruppo di tifosi della Juventus nel corso del nono minuto dell'incontro casalingo con la Fiorentina, cori amplificati e propogati anche durante la diretta televisiva, sono la triste conferma di quanto ancora resti da fare per sradicare odio e pregiudizio dove dovrebbero invece albergare valori di lealtà, passione agonistica, amore per lo sport”. Dalla Gazzetta dello Sport a Repubblica, dalla Stampa al Quotidiano Nazionale: grande spazio, su tutta la stampa nazionale, alle dichiarazioni del presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna relativamente ai cori antisemiti (nel video linkato, da 1.08 a 1.24) proferiti da numerosi tifosi della curva della Juventus in occasione del match casalingo con la Fiorentina. Ad intervenire anche il presidente del Maccabi Italia e consigliere UCEI Vittorio Pavoncello. “Oggi le frange più reiette del tifo bianconero hanno colpito. A questi delinquenti – ha scritto ieri in una nota – non deve esser detto nulla,se non la nostra condanna. Sono sicuro che la dirigenza della Juventus e il suo presidente sapranno intervenire, altrimenti il nuovo stadio sarà imbrattato da un nuovo, cupo antisemitismo”.
L'attesa adesso è per le decisioni che verranno adottate dalla giustizia sportiva. “L'auspicio – ha spiegato Gattegna – è che possano essere presi i provvedimenti più opportuni e che i responsabili di queste azioni siano messi in condizione di non poter frequentare le curve degli stadi per lungo tempo”.

israele
Esercito, legge elettorale, pace
Knesset al voto sulle riforme

Una settimana per votare sul futuro. A Gerusalemme, la Knesset si prepara a esprimersi su una serie di provvedimenti destinati a un impatto profondo sugli assetti della collettività israeliana. Dopo quasi un anno dalla formazione del governo arrivano infatti alle fasi finali per l’approvazione riforme considerate cruciali per la sostenibilità politica, sociale ed economica del paese, come quella dell’arruolamento dei giovani haredim e l’innalzamento della soglia di sbarramento elettorale. In programma anche l’approvazione di una Legge fondamentale (Basic Law), che preveda l’obbligo di sottoporre a referendum qualsiasi accordo che includa la rinunzia di Israele a territori sovrani. Il tutto da discutere e votare in Parlamento entro il prossimo Shabbat, in un calendario serratissimo e duramente criticato dalle opposizioni, mentre a complicare la situazione, si prolunga ancora lo sciopero dei funzionari del Ministero degli Esteri.

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antisemitismo - ucraina -
Putin e la sfida all'Occidente
Nella crisi ucraina, la voce di Vladimir Putin si è concentrata molto su un punto: secondo il presidente russo il neogoverno di Kiev è in mano ai fascisti. Più volte Putin e le autorità russe hanno dipinto piazza Maidan come un esercito sovversivo e pericoloso, guidato da l'ultradestra nazionalista e antisemita. E la presenza di partiti come Svoboda (Libertà) nel movimento che ha cacciato l'ex premier Viktor Yanukovic sembra confermare questa tesi.“Volete veramente stare dalla parte sbagliata? Con i fascisti?”, sembra dire a più riprese il presidente russo, rivolgendosi all'Europa e al rivale americano Barack Obama. “Questo è più che un piano cinico”, scrive sul New York Times Amelia Glaser, docente di letteratura russa e autrice di un libro sul mondo ebraico ucraino e russo. Per la Glaser i russi stanno alzando la posta con l'Occidente, “propongono una scommessa rischiosa: se emergerà la vera natura fascista dei nuovi leader ucraini, gli ingenui occidentali, incluso il presidente Obama, si troveranno dalla parte sbagliata della storia”. Queste le considerazioni di Putin, secondo la Glaser pronto al “ve l'avevo detto cara Europa e Obama” quando l'Ucraina prenderà la piega di estrema destra e xenofoba a danni delle minoranze come quella ebraica. Eppure da Kiev sono gli stessi ebrei, almeno una parte influente di loro, a smentire il presidente russo e a chiedere di non essere strumentalizzati.
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qui roma
L'allegra Haggadah dei bambini
Dai bambini per i bambini. Questo lo spirito che ha accompagnato la realizzazione de 'L'allegra Haggadà' (Sovera edizioni), opera corale che ha visto protagoniste alcune classi (età 4 anni) degli asili infantili israelitici rav Elio Toaff di Roma. Un contributo, originale nel suo genere, che schiude le porte della festività di Pesach ai più giovani coinvolgendoli direttamente nella comprensione della ricorrenza attraverso disegni, interpretazioni artistiche e tracce di colore che vanno a comporre l'Haggadah, il libro che tradizionalmente accompagna le prime due serate della Pasqua ebraica. Ieri agli asili la presentazione di un'opera, realizzata con il supporto dell'UCEI, che si candida ad essere punto di riferimento non soltanto per un pubblico ebraico ma anche per gli istituti scolastici nazionali che portano avanti progetti nel segno della multiculturalità.
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qui casale 
Salame d'oca, tradizione antica
La rassegna gastronomica Golosaria ha fatto tappa, con successo, anche nella Comunità ebraica di Casale Monferrato. Significative infatti le suggestioni evocate nel corso di un incontro dedicato all'antica tradizione del salame d'oca svoltosi ieri nei locali comunitari. A parlarne alcuni addetti ai lavori e il consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Claudia De Benedetti, che ha svelato ai presenti alcune ricette della sua trisavola Rosina Leblis Donati.
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qui Genova
Cosa insegnare, cosa imparare
Inaugurato a Genova il ciclo di incontri “Temi e immagini del pensiero ebraico”. A tenere la prima lezione rav Roberto Della Rocca, direttore del Dipartimento Educazione e Cultura UCEI. Il rav si è soffermato su due brani significativi della Tradizione: “VeShinnantam leVanekha VeDibarta bam”-”Le ripeterai ai tuoi figli e ne parlerai con loro” (Deuteronomio 6, 7) e “VeLimadtem otam èt benekhem leDaber bam…”-”Le insegnerete ai vostri figli parlandone”.

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pilpul
 Oltremare - Derech Bethlechem
Derech Bethlechem, cioè Strada Betlemme, ti prende abbastanza alla sprovvista, mentre cammini per le stradine molto pittoresche di Gerusalemme, fra la Cinematheque e la nuova fiammante e leccatina "Rakevet", la zona di ristoranti hip e negozi trendy inventata quasi di sana pianta ai bordi della vecchia stazione dei treni ottomana.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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Tea for two - Amman il narciso
Purim è sempre stata la scusa per vestirmi da principessa Disney, da Jasmine a Meg, attraversando l'eterna fase Ester. Non mi sono più di tanto interrogata sui retrogusti filosofici della questione: banchetti, regali, stelle filanti, incitazioni al brindisi. Insomma, un invito alla sbornia felice. Poi mio zio, durante una lezione, ha parlato di Aman, descrivendolo come l'esempio lampante del narcisismo.

Rachel Silvera, studentessa
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