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28 marzo 2014 - 26 Adar II 5774
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una riflessione di Anna Segre, Francesco Moises Bassano, Ilana Bahbout e Laura Salmon.
 
World Jewish Congress@WorldJewishCong
27 mar
#German #Protestant #church guilty of fostering #AntiSemitism over centuries,former leader says http://ow.ly/uZCTY 

Jonathan Sacks
@rabbisacks

27 mar
Why is Torah so severe about lashon hara, evil speech? B/c Judaism is a religion of holy words. C&C Tazria http://bit.ly/1lgLYGB
 
 
Bergoglio parla ai politici, riaffiorano alcuni pregiudizi
Medio Oriente al centro della tappa romana di Barack Obama. I nodi ancora irrisolti, le speranze per un futuro di pace nella regione sono stati affrontati in particolare nell'incontro avuto in mattinata con papa Bergoglio. “Il Papa e Obama parlano soprattutto di Medio Oriente. La giornata di 'digiuno e preghiera' che Francesco proclamò a settembre per 'scongiurare l'aggravarsi della violenza' – scrive Gian Guido Vecchi sul Corriere della sera – ebbe un peso decisivo nel fermare l'intervento meditato dagli Usa e del resto la linea negoziale della Santa Sede vale per tutte le situazioni di crisi, dal centro Africa all'Ucraina, e sostiene anche il piano del segretario di Stato americano John Kerry per arrivare alla pace tra israeliani e palestinesi”. Non sovrapponibile invece il discorso sui temi etici dove le visioni restano divergenti, come rileva ad esempio Carlo Marroni sul Sole 24 Ore.


Definito intanto il programma del prossimo viaggio di Bergoglio in Medio Oriente (Gerusalemme tra le tappe più attese). L'Osservatore Romano riporta i momenti essenziali della missione. La terza giornata (lunedì 26 maggio) inizierà con la visita al gran mufti di Gerusalemme nell'edificio del Gran consiglio sulla spianata delle moschee. “Seguiranno – si legge sul quotidiano della Santa Sede – la visita al Muro occidentale, la deposizione di fiori al Monte Herzl e la visita al memoriale dello Yad Vashem. Alle 10.45 è previsto l'incontro con i due gran rabbini di Israele nel centro Heichal Shlomo, nei pressi della Grande sinagoga, mentre alle 11.45 quello con il presidente israeliano Shimon Peres, nel Palazzo presidenziale. Quindi alle 13, nel Notre Dame Jerusalem Center, l'udienza con il primo ministro Benjamin Netanyahu”.

Potrebbe invece prestarsi ad antipatiche interpretazioni il testo dell'omelia pronunciata ieri dal papa in occasione della messa privata tenutasi in San Pietro davanti a 518 politici fra presidenti di Camera e Senato, ministri, sottosegretari, deputati, senatori, europarlamentari ed ex cariche istituzionali. Al tempo di Gesù, ha affermato Bergoglio, c'era una classe dirigente che si era allontanata dal popolo, lo aveva abbandonato, incapace di altro se non di seguire la propria ideologia e di scivolare verso la corruzione. Questa gente era peccatrice? “Sì, sì. Tutti siamo peccatori, tutti. Tutti noi che siamo qui – si risponde il papa – siamo peccatori. Ma questi erano più che peccatori: il cuore di questa gente, di questo gruppetto con il tempo si era indurito tanto, tanto che era impossibile ascoltare la voce del Signore. E da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti. E tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro. Il peccatore sì, perché il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti. E per questo si giustificano, perché Gesù, con la sua semplicità, ma con la sua forza di Dio, dava loro fastidio. E, passo dopo passo, finiscono per convincersi che dovevano uccidere Gesù, e uno di loro ha detto: 'È meglio che un uomo muoia per il popolo'. Questi hanno sbagliato strada. Hanno fatto resistenza alla salvezza di amore del Signore e così sono scivolati dalla fede, da una teologia di fede a una teologia del dovere” (Sul Fatto Quotidiano il testo integrale dell'omelia).

Di grande interesse la pubblicazione di un pezzo di storia del Corriere. Dagli archivi emerge infatti una breve relazione (non firmata) del settembre 1938 in cui si dà conto delle lettere inviate dai lettori riguardo alle Leggi razziste appena emanate. “Si leggono previdibili luoghi comuni ma anche proteste. In generale, ricorda l'anonimo estensore della relazione, metà delle lettere ricevute sono a favore e metà contrarie ai provvedimenti antiebraici”, si legge sull'inserto Sette.

Al via intanto la restituzione delle opere d'arte trafugate agli ebrei dai nazisti e rinvenute recentemente a Monaco di Baviera. Tra le opere più significative un quadro di Matisse che raffigura una donna seduta, con le mani in grembo, colta dal pittore in un momento di malinconia. L'opera, creduta distrutta nel grande bombardamento di Dresda, tornerà adesso all'erede dei suoi proprietari: Anne Sinclair, la moglie del banchiere francese Dominique Strauss-Kahn (La Stampa).

Un nuovo drammatico abuso della giustizia pakistana. Con il caso di Asia Bibi ancora aperto, un cristiano 29enne di Lahore è stato condannato a morte per blasfemia. “Sawan Masih – scrive Stefano Vecchia su Avvenire – è stato condannato per avere 'insultato il profeta Maometto' in una conversazione avuta a inizio marzo 2013 con conoscenti musulmani di Joseph Colony, enclave cristiana del capoluogo della provincia del Punjab. L'accusa e l'arresto successivo vennero usati come pretesto per manifestazioni e minacce contro i cristiani locali, fortunatamente senza vittime, ma che provocarono un esodo temporaneo dei battezzati e la devastazione di 170 abitazioni”.


Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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