Paolo Sciunnach,
insegnante
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Papa
Bergoglio parlando nel corso del tradizionale Angelus domenicale ha
invitato i fedeli a non fare come “i farisei”... Considero Bergoglio
una persona di grande sensibilità verso il mondo ebraico. E' necessario
tuttavia sottolineare nuovamente che chi dice "farisei" non dice
necessariamente "ipocrisia" o "legalismo". La corrente dei farisei
costituisce il gruppo religioso più significativo all'interno
dell'ebraismo nel periodo che va dalla fine del II secolo a.e.v.,
all'anno 70 e.v. ed oltre.
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Anna
Foa,
storica
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La
Svezia riconosce ufficialmente la politica eugenetica svolta fra gli
anni Trenta e gli anni Settanta del Novecento, le sterilizzazioni
forzate compiute sui cosiddetti disadatti sociali e in particolare
quella che a partire dal 1934 ha colpito i rom e i sinti presenti nel
Paese, con una politica di sterilizzazioni forzate di massa che precede
e segue il Porrajmos, lo sterminio nazista di rom e sinti. Era un fatto
che era ben noto, ma che non era finora stato riconosciuto
ufficialmente. Ad aver portato a questo riconoscimento c'è certo un
movente politico, quello che tale politica fu svolta dai governi
socialdemocratici svedesi e che ora a denunciarla è il centro destra al
governo.
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Un ciclo di incontri sull'etica medica |
Un ciclo di incontri sull’etica medica patrocinato dal Dipartimento
Educazione e Cultura UCEI, avrà luogo nei locali del Tempio dei Giovani
sull’Isola Tiberina con cadenza settimanale. Appuntamento ogni lunedì
alle 20. Tra i rabbinim coinvolti Roberto Colombo, Roberto Della Rocca,
Riccardo Di Segni, Cesare Efrati, Gianfranco Di Segni, Benedetto
Carucci, Ariel Di Porto, Amedeo Spagnoletto, Gavriel Levi, Umberto
Piperno.
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Francia, Le Pen sorride
per il voto ma solo a metà
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In
vista della partita europea di maggio, l’attenzione del Vecchio
Continente era tutta sul secondo turno delle amministrative di Francia.
Se la bocciatura del presidente François Hollande è indiscutibile, con
la destra gollista dell’Ump ora primo partito d’Oltralpe, i populisti
del Front National confermano il proprio successo nonostante qualche
bocciatura. Come sottolinea il Corriere della Sera, il partito di
Marine Le Pen non ha centrato l’obiettivo nelle città più importanti e
“ha fallito con tre dei suoi uomini di punta: Louis Aliot, il compagno
di Marine Le Pen, ha perso a Perpignan; Florian Phi-lippot, il
mediatico numero 2 del partito, è stato battuto a Forbach; Gilbert
Collard, deputato, non è riuscito a imporsi a Saint Gilles. Queste
sconfitte molto visibili ridimensionano l’affermazione del Front
National”. Su Repubblica, il politologo francese Dominique Reynié
definisce quello del Front National come un populismo in stile Oriana
Fallaci. Secondo Reynié, Marine Le Pen riprende la celebre giornalista
italiana che attaccava “ l’Islam in nome delle libertà.Questa è la
chiave di tutti i populismi di destra in Europa”. Intanto il padre di
Le Pen, Jean Marie (fondatore del Front National), che nel suo passato
annovera un buon bagaglio di affermazioni antisemite e xenofobe – amico
peraltro del comico francese Dieudonné M’bala M’bala, noto per le
posizioni negazioniste – compare in un’intervista sul Giornale.
Altre elezioni importanti per l’assetto internazionale, le
amministrative turche, a cui ha guardato con attenzione anche il
governo di Israele. Dalle urne arriva quella che per Repubblica è una
vittoria a sorpresa dell’attuale presidente Recep Tayyip Erdogan. Il
suo partito, Akp, si conferma primo in Turchia, paese in profondo
fermento per le politiche autoritarie e censorie dello stesso Erdogan.
Un voto però macchiato dalla morte dalla morte di otto persone (una
ventina i feriti) in uno scontro tra clan nel sud del paese. Sempre su
Repubblica, un reportage del giornalista Marco Ansaldo dipinge un
quadro della situazione attuale della Turchia.
Sport e razzismo. Si accendono i riflettori sugli episodi che
coinvolgono quegli sport che non compaiono sulle prime pagine dei
giornali nazionali. E si scopre che non solo il calcio, spesso al
centro delle critiche per il comportamento razzista di alcuni gruppi di
tifosi, è malato. Sul quotidiano diretto da Ezio Mauro, la denuncia di
episodi razzisti su campi di diversi sport nazionali, nel silenzio o
indifferenza di chi dovrebbe agire per arginare questi pericolosi
fenomeni.
“Al castello svevo di Bari procede la mostra «Ketav, Sefer, Miktav. La
cultura ebraica scritta tra Basilicata e Puglia», mostra interregionale
dedicata a Cesare Colafemmina” (La Gazzetta di Bari). Due moschee per
Milano. Al comune guidato dal sindaco Giuliano Pisapia sono stati
infatti presentati due progetti – il primo dal Caim ( l’associazione
delle comunità islamiche di Milano), il secondo dai consolati di
Giordania e Marocco – per la realizzazione, entro Expo 2015, di due
moschee. “Una all’ex Palasharp e la seconda in viale Certosa”, riporta
ilCorriere.
“Ogni episodio è ricostruito nei particolari, senza celare la rabbia e
l’indignazione: le esecuzioni a Forte Bravetta e la deportazione della
comunità ebraica, i crimini della banda Koch e le azioni dei
partigiani, l’eccidio delle Fosse Ardeatine”. Repubblica ricorda il
libro del giornalista Armando Troisio Roma sotto il terrore nazista,
pubblicato tre mesi dopo la fine dell’occupazione di Roma.
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qui roma
Ricordando Anna Blayer
“La
signora del Museo” per alcuni, “Madame Synagogue” per altri. Una doppia
definizione che racchiude l’eleganza dei modi e l’assoluta centralità
della figura di Anna Ascarelli Blayer Corcos nella vita comunitaria. A
lungo direttrice del Museo ebraico, istituzione che traghettò verso
sfide di crescente prestigio, non poteva che essere ricordata nelle
sale che la videro attiva con passione e competenza. Tanti si sono così
ritrovati al Museo per omaggiarne la memoria a otto mesi dalla
scomparsa e in occasione del limmud organizzato alla presenza dei figli
e degli amici più cari. Un momento di incontro per raccontare la
signora del Museo attraverso molteplici prospettive. Introdotti dal
direttore del Dipartimento Beni e Attività Culturali della Comunità
ebraica Claudio Procaccia, sono infatti intervenuti l’artista Georges
De Canino, il rav Benedetto Carucci Viterbi, lo psicoterapeuta Gianni
Yoav Dattilo e l’ex segretaria della Comunità ebraica Rina Menasci. In
apertura i saluti del vicepresidente Giacomo Moscati.
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Oltremare
- "Tel Hai" |
Tel
Hai é una di quelle strade che si ripetono in tutta Israele. Se si sale
su di un taxi a Tel Aviv e si chiede "Tel Hai 10" senza specificare, il
tassista - se onesto - chiede Tel Hai dove? La prima volta si rimane
stupiti, ma come questo signore fa il tassista e ha tre diversi
accessori che possono fare da GPS in bella vista sul cruscotto,
possibile non sappia dove sia una via che dovrebbe essere in pieno
centro a Tel Aviv? Di Tel Hai ce ne sono a Tel Aviv, Ramat Gan, Rishon
LeZion. Regola aurea salendo su un taxi è dire sempre il nome della
strada e della città tutto d'un fiato, per evitare chilometri in
direzione opposta alla destinazione.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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Tea
for two - Quei minuti in più |
Quante
volte abbiamo pensato: “Se solo avessero aspettato qualche minuto in
più?”. Niente pulizie, niente diari segreti dei quali sbarazzarsi con
attaccate bustine di zucchero sgraffignate qua e là in giro per il
mondo, niente panico da chametz.
Rachel Silvera, studentessa
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Simpatie e incomprensioni
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Nessuno
può negare che papa Bergoglio, il nuovo Pontefice, sia molto simpatico.
La simpatia è destata dai suoi gesti, dal fatto che riceva almeno un
giornalista al giorno e dalla semplicità del suo discorso, tutte
caratteristiche di una persona che sa trovare il linguaggio del popolo.
Di tanto in tanto però bisogna leggere i suoi testi originali per
capire che evidentemente qualche problema di convivenza con gli ebrei
resta.
Sergio Minerbi, diplomatico
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