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22 maggio 2014 - 22 Iyar 5774
alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano Jesurum e Daniel Funaro.
 
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21 mag
Project integrates young people with #disabilities in the army, as a preparation for an #independent life. http://youtu.be/gZC42c8lMqg

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21 mag
Rabbi Jonathan Sacks: Religious liberty’s under threat — on both sides of the pond http://j.mp/1mYT7L3

 
 
 
 
Bennet e il nuovo piano di pace
Mentre i negoziati di pace tra israeliani e palestinesi si sono arenati oramai da settimane, il ministro dell'Economia israeliano Naftali Bennet, leader del partito Habayt HaYeudi, sceglie le pagine dell'autorevole quotidiano americano The Wall Street Journal per rilanciare una sua proposta che definisce “Piano di stabilità”. Sottolineando l'ambiguità della politica dell'Autorità nazionale palestinese guidata da Mahmud Abbas - che ha deciso di riallacciare i rapporti con Hamas, il gruppo terroristico che governa la Striscia di Gaza – Bennet sostiene che “i palestinesi che vivono in alcune porzioni della West Bank (note come Area A e Area B) dovrebbero autogovernarsi” e perché ciò sia possibile “Israele deve permettere ai palestinesi completa libertà di movimento, il che richiede di rimuovere tutti i blocchi stradali e checkpoints nella West Bank. In particolare – aggiunge il ministro – Israele dovrebbe smantellare la barriera di sicurezza realizzata nell'ultimo decennio per difendersi dagli attacchi terroristici durante la Seconda Intifada”. Per Bennet la sicurezza di Israele è garantita dall'Intelligence del paese e dunque la barriera non sarebbe più necessaria. Nel piano poi è prevista un aiuto alla controparte palestinese per sviluppare la sua economia. Per l'Area C della West Bank, il ministro dell'Economia invece propone l'annessione della zona allo Stato di Israele con la possibilità per i residenti palestinesi di ottenere la piena cittadinanza israeliana. “Gerusalemme Est e il Golan sono territori di Israele – afferma  Bennet – e ciò dovrebbe essere vero anche per l'Area C”.

“Il saluto nazista? Non sempre è un reato”. Il Corriere della Sera riporta la notizia della decisione di un Tribunale federale svizzero di Losanna di escludere la punibilità penale del saluto nazista se inteso come dichiarazione di un'idea personale. “Il gesto è un crimine – spiega il Corriere facendo riferimento alla decisione dei giudici elvetici - solo se, oltre che per dichiarare le proprie convinzioni, viene usato per diffondere ad altri l'ideologia razzista”.

Cosa è cambiato dal viaggio in Israele di Paolo VI del 1964 a quello che cinquant'anni dopo vedrà protagonista l'attuale pontefice, Jorge Mario Bergoglio? “Quel viaggio di Paolo VI – scrive Leo Lestingi sulla Gazzetta del Mezzogiorno - si collocò in un contesto in cui il papa era ancora nelle condizioni di ignorare ufficialmente l'esistenza dello Stato d'Israele. Infatti, in tutto il viaggio, Montini non lo nominò mai”. I rapporti tra Israele e Vaticano, con alti e bassi, si sono fortemente evoluti nel tempo, così come è accaduto nelle relazioni tra ebraismo e cristianesimo. “Per quanto riguarda il piano della riflessione – scrive Lestingi riferendosi all'attualità - la presa di posizione finora più impegnativa è contenuta nei nn. 247-248 dell'Evangelii gaudium di papa Francesco, laddove si ribadisce l'esistenza di legami 'speciali' con il popolo ebraico la cui Alleanza con Dio non è mai stata revocata. Quel popolo e la sua fede sono considerati una «radice sacra» dell'identità cristiana”.

Gli elettori dell'Unione Europea si preparano per le imminenti elezioni del Parlamento UE e la grande preoccupazione è l'avanzare dei partiti populisti e di estrema destra. Su La Stampa, l'intervista a Marine Le Pen, leader del francese Front National, che dei sentimenti euroscettici e della retorica xenofoba ha fatto una bandiera. Di ieri le vergognose parole del padre di Marine, Jean-Marie Le Pen (fondatore del Front National) che suggeriva l'ebola come soluzione ai problemi demografici del Terzo mondo. Alla demagogia e all'antieuropeismo di Le Pen e simili, risponde indirettamente Roberto Della Seta con un corsivo sull'Unità. Una riflessione che parte dall'eredità di Auschwitz per rimarcare l'importanza dei valori su cui si fonda l'Europa nata dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale e della Shoah.

Teatro. Su Panorama la regista Andrée Ruth Shammah racconta il “suo Teatro Parenti”: un luogo che deve diventare “un punto d'incontro trasversale, sempre più aperto su Milano”. Nella lunga intervista la regista spiega la sua visione del palcoscenico, riflettendo anche su temi personali. Sulla sua identità ebraica, ad esempio, Shammah spiega “il mio ebraismo sta solo nella traccia che lascerò di me nell'esistenza di chi mi ama”.

Una nuova puntata della telenovela sul discusso libro di Giulio Meotti “Ebrei contro Israele” (Belforte editore) appare sul Foglio di oggi. Imbastendo una trafila di citazioni fra le critiche ormai stranote rivolte al pamphlet, l’anonimo articolista tenta di tenere desta l’attenzione del lettore al prezzo di evocare inquietanti stereotipi. Tutte le voci citate lascerebbero intendere una sostanziale convergenza, quasi l’accordo di una consorteria, quasi una congiura, per condannare il libro. Per consolidare la suggestione si tace deliberatamente delle rare ma pure esistenti voci che del libro hanno segnalato l’importanza. E come in ogni rappresentazione di una congiura alla fine spunta l’ombra della finanza, quando per una colossale sbadataggine, forse di valenza freudiana, il nome di Guido Vitale, giornalista e coordinatore dei dipartimenti Informazione e Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, si tramuta in quello del noto finanziere Guido Roberto Vitale. Singolare anche il fatto che il Foglio dichiari il timore (per quanto ci risulta del tutto infondato) che sul suo prossimo numero il giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche eviti di parlare del libro cedendo a oscure e diaboliche pressioni.

La conferenza stampa dedicata alla situazione politica alla vigilia del voto europeo e alla missione di papa Bergoglio in Israele tenuta ieri pomeriggio dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e dal presidente della Comunità ebraica della Capitale Riccardo Pacifici, di cui il notiziario quotidiano Pagine Ebraiche 24 ha già riferito nell’edizione di ieri pomeriggio, viene ripresa dal quotidiano romano Il Tempo, mentre non lascia traccia apparente su altri giornali. Mentre le dichiarazioni rilasciate da Pacifici a margine della conferenza, poi riportate dall’agenzia Ansa (“Grillo deve scusarsi con i suoi elettori”) non suscitano forte risonanza nel clima arroventato della campagna elettorale e vengono riprese dal quotidiano Il Manifesto.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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