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28 maggio 2014 - 28 Iyar 5774
alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav David Sciunnach e Davide Assael. Nella sezione pilpul una riflessione di Alberto Cavaglion e Francesco Lucrezi.
 
Matteo Renzi
@matteorenzi
27 mag
A Bruxelles per il vertice europeo ho reso omaggio alle vittime della strage di sabato al Museo Ebraico #maipiù pic.twitter.com/b1zALMAufX
 
 
 
"La Lega eviti l'alleanza
con il Fronte Nazionale"
Missione di solidarietà a Bruxelles per una delegazione della Comunità ebraica di Roma guidata dal suo presidente Riccardo Pacifici. A unirsi in raccoglimento nei luoghi dell'attacco a matrice antisemita in cui hanno perso la vita quattro innocenti sono stati anche il primo ministro Elio Di Rupo, il premier italiano Matteo Renzi e il presidente francese Francois Hollande (Corriere della Sera, tra gli altri).

Proprio da Bruxelles Pacifici ha lanciato un messaggio alla classe dirigente leghista, sempre più vicina a una collaborazione con il Fronte Nazionale di Marine Le Pen. “L'alleanza tra la Lega e il Front National la giudicherò nel momento in cui sarà conclamata, perché adesso è stata solo annunciata. Ma tale intenzione – afferma Pacifici – mette il Carroccio fuori dal contesto democratico”. Secondo Pacifici il disegno sarebbe quello di affiancare la Lega a partiti come Alba Dorata o Jobbik e questo, si legge su Repubblica, sarebbe “un passo indietro che non fa onore a molti leghisti, a cominciare dal presidente della Lombardia Roberto Maroni, che sappiamo non essere xenofobi”. Immediata la replica del segretario Matteo Salvini, secondo cui la posizione di Pacifici sarebbe personale (“fa politica, abbiamo rapporti eccellenti con tutte le comunità ebraiche d'Italia”).

Ad intervenire anche l'ex portavoce della Comunità ebraica milanese e attuale responsabile cultura del Partito democratico per Milano e provincia Daniele Nahum, che sul Quotidiano Nazionale commenta: “La Lega, se vuole stare all'interno dell'arco costituzionale, deve rivedere questa alleanza a livello europeo: la comunità ebraica milanese è composita, c'è chi vota a destra e chi a sinistra, ma la Lega di Salvini, anche se ha aumentato i consensi, si è spinta dove non si era mai spinta".

Di ritorno da Israele, sul volo che lo riportava a Roma, lunga conversazione tra papa Bergoglio e i giornalisti al seguito della missione vaticana. Sull'Osservatore Romano, sotto il titolo 'Il coraggio di andare avanti', la trascrizione integrale del colloquio. Oltre a un bilancio della visita e alle speranze per il futuro del processo di pace, Bergoglio interviene – tra i tanti temi caldi – sulla possibile beatificazione di Pio XII. “Mi sono informato – spiega Bergoglio – ancora non c'è nessun miracolo, e se non ci sono miracoli non può andare avanti. È ferma lì. Dobbiamo aspettare la realtà, come va la realtà di quella causa, e poi pensare di prendere delle decisioni. Ma la verità è questa: non c'è nessun miracolo ed è necessario almeno uno per la beatificazione”.

Non cessa intanto di suscitare orrore la vicenda di Meriam Yahia Ibrahim, la donna sudanese condannata a morte da un tribunale di Khartoum per essersi convertita al cristianesimo nonostante il padre sia musulmano. La donna, in carcere da febbraio, ha partorito la figlia che portava in grembo. Il tribunale ha così disposto il rinvio dell'esecuzione, che avverrà tra 24 mesi. In carcere con Meriam anche l'altro figlio Martin, di soli 20 mesi (Repubblica).

Nuove scritte antisemite a Roma. Ad essere presi di mira alcuni esercizi commerciali sui Colli Portuensi, imbrattati con slogan infamanti e colmi d'odio. Una cronaca dei fatti, avvenuti a poche ore dall'attentato di Bruxelles, sulle pagine romane del Messaggero (autore Marco Pasqua). Sul sito anche una fotogallery dell'accaduto.

Sempre sul Messaggero, Giorgio Israel ricorda lo scrittore e giornalista Luciano Tas. “Nel condurre per tutta la vita la lotta contro l'antisemitismo – scrive – Tas non aveva mai assunto un atteggiamento difensivo e chiuso: era profondamente consapevole del fatto che, per rivendicare il carattere insostituibile della presenza dell'ebraismo nella realtà europea, occorreva rifuggirne da ogni visione unilaterale”.

Interpellato da un lettore, Sergio Romano rigetta l'impossibile paragone tra Hitler e Napoleone: “Non è possibile confrontare a Hitler un uomo che lasciò alla Francia, insieme a molti trionfi militari, le grandi scuole, il Codice Napoleonico, la Corte dei conti, il grande Sinedrio convocato a Parigi nel 1807 per la definitiva emancipazione degli ebrei”.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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