Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
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Tra
i quarantotto strumenti attraverso cui si acquisisce la Torah -
elencati nell'ultimo capitolo dei Pirkè Avot letto ieri - c'è anche
"riportare una cosa a nome di chi la ha detta". L'originalità di
pensiero a tutti i costi, spesso millantata e non reale, non è una
qualità.
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee
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“È
così, sorridendo, che il professor Marc Bloch entrò nella Resistenza, e
fu lo stesso sorriso che vidi quando lo lasciai per l’ultima volta”.
Così Georges Altman ricorda Marc Bloch, uno dei più grandi storici del
Novecento. E così lo ricorderemo noi, mercoledì 4 giugno a Milano, in
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Marc Bloch, 58 anni, fucilato dalla
Gestapo nel giugno 1944 perché resistente. Di quella scena sappiamo ben
poco. Sappiamo che verso la sera del 16 giugno 1944 ventotto uomini a
gruppi di quattro sono condotti da una squadra della Gestapo in un
prato a nord di Lione e fucilati. Marc Bloch è nel primo gruppo.
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Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
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Anche
per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di
studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di
formazione nello Stato di Israele.
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Bergoglio in Israele,
i rabbini commentano
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Quale
l’effetto della visita in Israele di papa Bergoglio sugli ebrei
italiani? Lo speciale dossier che apre il numero di giugno del mensile
UCEI Pagine Ebraiche in distribuzione è annunciato, con l’anticipazione
di significativi stralci, dall’Osservatore Romano e da La Stampa
(sezione Vatican Insider). Molteplici gli spunti ad emergere dal
dossier, con una riflessione a caldo riservata a tre esponenti del
rabbinato (rav Giuseppe Momigliano, rav Riccardo Di Segni, rav Joseph
Levi) e con gli interventi dell’ambasciatore d’Israele presso la Santa
Sede Zion Evrony, del diplomatico Sergio Minerbi e del vaticanista
Carlo Marroni. Sulla prima pagina del giornale un editoriale del
presidente UCEI Renzo Gattegna dedicato alla sfida del dialogo, alle
più rilevanti opportunità da cogliere e a un impegno da ravvivare
“nonostante i problemi”.
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QUI FIRENZE
Limmud Italia apre le porte
Educazione ebraica a 360 gradi
Limmud,
la grande conferenza dedicata all’educazione ebraica per tutti e in
tutte le forme, è realtà anche in Italia. In corso a Firenze il primo
Limmud Day della penisola, che si richiama al grande momento di ritrovo
nato nel Regno Unito trent’anni fa e presente ormai in quasi quaranta
paesi del mondo. Da Roma a Milano, da Venezia allo stesso capoluogo
fiorentino, da piccoli centri come dall’estero, sono in tanti ad aver
voluto esserci, nell’atmosfera informale e di socialità che
contraddistingue l’evento.
“Ho molto sentito parlare del Limmud come nuovo modello di studio e di
socialità ebraica, ho incontrato recentemente Clive Lawton e sono
rimasto molto impressionato dalle sue capacità e ho seguito il vostro
impegno per la difficile preparazione di questo primo appuntamento
italiano, prendendo anche visione dei tanti interessanti interventi
previsti nel programma – il messaggio inviato agli organizzatori e a
tutti i partecipanti dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane Renzo Gattegna, che ha espresso il proprio rammarico per non
aver potuto personalmente essere presente all’iniziativa a causa di
pressanti impegni internazionali per conto dell’UCEI - Aprire la strada
a nuove maniere di stare insieme e a nuove e più attuali forme di
conoscenza e di studio è la priorità di un ebraismo italiano che per
garantire il proprio futuro e per tenere fede a una gloriosa identità
plurimillenaria deve affrontare con coraggio il cambiamento e
contemporaneamente deve restare fedele alle proprie radici. Grazie, a
nome di tutti gli ebrei italiani, per il vostro impegno. Grazie alla
meravigliosa Comunità ebraica di Firenze che vi apre le porte. E buon
lavoro, buono studio, molta gioia nei giorni del vostro stare assieme”.
Denso il programma della rassegna in programma durante tutta la
giornata di domenica e poi ancora lunedì mattina: approfondimenti dei
Testi della tradizione e sulla storia ebraica, sionismo e attualità
della vita comunitaria tra modelli di futuro e social network, lo
spettacolo serale “Un grembo, due nazioni, molte anime – Storie e
musiche degli ebrei in Italia” ospitato dalla Comunità ebraica (in un
centro culturale nel cuore della città gli altri momenti dell’evento).
Tra gli incontri che hanno aperto i lavori, una sessione tenuta da rav
Pierpaolo Punturello sull’espressione “Lo tov” nella Torah, un dialogo
su “quali modelli per una Comunità” tra il presidente della kehillah
fiorentina Sara Cividalli e il direttore del dipartimento Educazione e
Cultura dell’UCEI rav Roberto Della Rocca, il panel dedicato al ruolo
della donna nell’ebraismo, con testimonianze provenienti da diverse
denominazioni.
Tra i presentatori anche il rabbino capo di Venezia Scialom Bahbout,
Robert Berman, fondatore della Halachic Organ Donor Society, il Chair
di Limmud Conference Kevin Sefton; Guido Vitale, coordinatore dei
dipartimenti Informazione e Cultura dell’UCEI e direttore di Pagine
Ebraiche.
Uno sguardo speciale dedicato poi proprio alla realtà di Firenze, non
soltanto con una mostra dedicata a “momenti di vita ebraica” in città
nella sala ricreativa della sede, ma anche con una visita dei luoghi
più significativi in una speciale sessione itinerante. Per prendere
alla lettera il motto di Limmud “Ovunque vi troviate, Limmud vi porterà
un passo oltre nel vostro cammino ebraico”.
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dialogo
E Bergoglio prende appunti
Sul
volo di ritorno verso Roma, dopo le fatiche di una tre giorni molto
intensa ed emozionante, papa Bergoglio ha goduto di qualche minuto di
tempo libero per sfogliare i quotidiani. A catturare la sua attenzione
l’intervista concessa dal nuovo presidente dell’Assemblea Rabbinica
Italiana Giuseppe Momigliano alla vaticanista del Messaggero Franca
Giansoldati. Ad annunciarlo a Pagine Ebraiche è la stessa Giansoldati,
avvertita “della piacevole sorpresa” da alcuni colleghi che seguivano
le immagini della missione dal piccolo schermo. Tra i tanti temi
toccati nell’intervista, pubblicata domenica 26 maggio, il significato
simbolico del viaggio del papa in Israele e in Medio Oriente, il futuro
del dialogo interreligioso, i nodi ancora caldi nel rapporto tra mondo
ebraico e Santa Sede.
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Ebraismo "ragionevole" |
C’è
un giornalista italiano che ha scritto un libro significativo sul
rapporto fra gli intellettuali e Israele. Un libro da leggere, da
discutere, con il quale fare i conti. E c’è un giornalista italiano che
ha scritto un libro disastroso sul rapporto fra gli intellettuali e
Israele. Un libro avvelenato, distorto, malato. E l’autore è lo stesso,
il libro il medesimo. In una stagione che cede più volentieri il passo
agli schieramenti viscerali, alla rissa da cortile, al tifo da stadio,
alla demenza digitale, chi sposa acriticamente le ragioni di “Ebrei
contro Israele” di Giulio Meotti corre il rischio di attirarsi
parecchie critiche e chi le rigetta corre il rischio di farsi molti
nemici. Ma chi volesse davvero andare a caccia di guai, per scontentare
tutti dovrebbe permettersi il lusso di cercare un equilibrio nel
giudizio, evitando le scomuniche e le acritiche partigianerie,
riconoscendo al libro di Meotti il grande merito di porre in evidenza
un problema vero, ma anche l’enorme responsabilità di misconoscere e di
tradire l’anima di Israele. “Ebrei contro Israele” è un pamphlet
scomodo che lascerà il segno. Un polverone di polemiche l’ha già
sollevato, se non altro perché gli ebrei amano beccarsi impietosamente
fra di loro, ma non è frequente che un non ebreo si metta a stilare una
lista nera della migliore intellighenzia di Israele e della Diaspora
per catalogarne le più assurde derive antisioniste e autolesioniste.
C’è così chi, infastidito, vorrebbe mettere all’indice lo scomodo libro
di Meotti scomunicandone l’autore. Questo pamphlet, si dice, assomiglia
tanto, forse troppo, ad analogo libretto partorito in ambienti
statunitensi della hasbarà ultraconservatrice che nel mondo
anglosassone ha riscosso un credito pari a zero (“Israel Jewish
Defamers”, Camera Conference). Meotti stesso, si ricorda, fu
dettagliatamente e documentatamente accusato di diversi plagi, quindi
escluso dalla cerchia dei collaboratori della prestigiosa rivista
neocon statunitense Commentary e da altre pubblicazioni di rilievo.
Persino il sito “Informazione corretta” si è recentemente arreso,
avvertendo i propri lettori che di lui non avrebbero più sentito
parlare. Per una caccia alle streghe ci sarebbero argomenti da vendere.
Ma è di questo che abbiamo bisogno?
Guido Vitale
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Il fronte del rifiuto
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La
tornata elettorale europea appena trascorsa ci ha consegnato risultati
in parte sorprendenti, tuttavia confermando alcuni pronostici.
Tralasciando per un attimo le considerazioni relative ai dati nostrani,
che ovviamente possono essere letti in molti modi ma che tuttavia
confermano la persistenza di un'anomalia italiana, questa volta in
positivo, rimane lo scenario continentale. Il quale dà adito a
preoccupazioni. Che ogni paese sia realtà a sé, e che non tutto
collimi, è un aspetto da tenere nell'opportuna considerazione. Dopo di
che, con tutte le cautele del caso, rimane il fatto che il risultato
raccolto dalle formazioni che, a vario titolo, vengono chiamate
populiste, obbliga ad un supplemento di riflessioni. Non tutto il
populismo – termine in sé generico e così abusato da rischiare di non
dire nulla – viene necessariamente per nuocere.
Claudio Vercelli
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Identità: Dante Lattes
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Nel
1958 l’allora Primo ministro dello Stato di Israele, David Ben Gurion
si è trovato a gestire il fatto che la nozione stessa di identità
ebraica era diventata in Israele oggetto di una legislazione che
avrebbe avuto implicazioni pratiche cruciali. A cinquanta “Saggi di
Israele” Ben Gurion pose la domanda divenuta il titolo del lavoro del
professor Eliezer Ben Rafael, che in un e-book intitolato “Cosa
significa essere ebreo?” – scaricabile dai siti www.proedieditore.it e
www.hansjonas.it – ha messo in luce per la prima volta in Italia quella
discussione sistematica sull’identità ebraica. Ogni domenica, sul
nostro notiziario quotidiano e sul portale www.moked.it, troverete le
loro risposte. Oggi è la volta di Dante Lattes.
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