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1 giugno 2014 - 3 Sivan 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav

Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
Tra i quarantotto strumenti attraverso cui si acquisisce la Torah - elencati nell'ultimo capitolo dei Pirkè Avot letto ieri - c'è anche "riportare una cosa a nome di chi la ha detta". L'originalità di pensiero a tutti i costi, spesso millantata e non reale, non è una qualità.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
“È così, sorridendo, che il professor Marc Bloch entrò nella Resistenza, e fu lo stesso sorriso che vidi quando lo lasciai per l’ultima volta”. Così Georges Altman ricorda Marc Bloch, uno dei più grandi storici del Novecento. E così lo ricorderemo noi, mercoledì 4 giugno a Milano, in Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Marc Bloch, 58 anni, fucilato dalla Gestapo nel giugno 1944 perché resistente. Di quella scena sappiamo ben poco. Sappiamo che verso la sera del 16 giugno 1944 ventotto uomini a gruppi di quattro sono condotti da una squadra della Gestapo in un prato a nord di Lione e fucilati. Marc Bloch è nel primo gruppo.
 
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Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
Anche per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di formazione nello Stato di Israele.
 
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Bergoglio in Israele,
i rabbini commentano

Quale l’effetto della visita in Israele di papa Bergoglio sugli ebrei italiani? Lo speciale dossier che apre il numero di giugno del mensile UCEI Pagine Ebraiche in distribuzione è annunciato, con l’anticipazione di significativi stralci, dall’Osservatore Romano e da La Stampa (sezione Vatican Insider). Molteplici gli spunti ad emergere dal dossier, con una riflessione a caldo riservata a tre esponenti del rabbinato (rav Giuseppe Momigliano, rav Riccardo Di Segni, rav Joseph Levi) e con gli interventi dell’ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede Zion Evrony, del diplomatico Sergio Minerbi e del vaticanista Carlo Marroni. Sulla prima pagina del giornale un editoriale del presidente UCEI Renzo Gattegna dedicato alla sfida del dialogo, alle più rilevanti opportunità da cogliere e a un impegno da ravvivare “nonostante i problemi”.
 
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  davar
QUI FIRENZE
Limmud Italia apre le porte

Educazione ebraica a 360 gradi
Limmud, la grande conferenza dedicata all’educazione ebraica per tutti e in tutte le forme, è realtà anche in Italia. In corso a Firenze il primo Limmud Day della penisola, che si richiama al grande momento di ritrovo nato nel Regno Unito trent’anni fa e presente ormai in quasi quaranta paesi del mondo. Da Roma a Milano, da Venezia allo stesso capoluogo fiorentino, da piccoli centri come dall’estero, sono in tanti ad aver voluto esserci, nell’atmosfera informale e di socialità che contraddistingue l’evento.
“Ho molto sentito parlare del Limmud come nuovo modello di studio e di socialità ebraica, ho incontrato recentemente Clive Lawton e sono rimasto molto impressionato dalle sue capacità e ho seguito il vostro impegno per la difficile preparazione di questo primo appuntamento italiano, prendendo anche visione dei tanti interessanti interventi previsti nel programma – il messaggio inviato agli organizzatori e a tutti i partecipanti dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, che ha espresso il proprio rammarico per non aver potuto personalmente essere presente all’iniziativa a causa di pressanti impegni internazionali per conto dell’UCEI - Aprire la strada a nuove maniere di stare insieme e a nuove e più attuali forme di conoscenza e di studio è la priorità di un ebraismo italiano che per garantire il proprio futuro e per tenere fede a una gloriosa identità plurimillenaria deve affrontare con coraggio il cambiamento e contemporaneamente deve restare fedele alle proprie radici. Grazie, a nome di tutti gli ebrei italiani, per il vostro impegno. Grazie alla meravigliosa Comunità ebraica di Firenze che vi apre le porte. E buon lavoro, buono studio, molta gioia nei giorni del vostro stare assieme”.
Denso il programma della rassegna in programma durante tutta la giornata di domenica e poi ancora lunedì mattina: approfondimenti dei Testi della tradizione e sulla storia ebraica, sionismo e attualità della vita comunitaria tra modelli di futuro e social network, lo spettacolo serale “Un grembo, due nazioni, molte anime – Storie e musiche degli ebrei in Italia” ospitato dalla Comunità ebraica (in un centro culturale nel cuore della città gli altri momenti dell’evento).
Tra gli incontri che hanno aperto i lavori, una sessione tenuta da rav Pierpaolo Punturello sull’espressione “Lo tov” nella Torah, un dialogo su “quali modelli per una Comunità” tra il presidente della kehillah fiorentina Sara Cividalli e il direttore del dipartimento Educazione e Cultura dell’UCEI rav Roberto Della Rocca, il panel dedicato al ruolo della donna nell’ebraismo, con testimonianze provenienti da diverse denominazioni.
Tra i presentatori anche il rabbino capo di Venezia Scialom Bahbout, Robert Berman, fondatore della Halachic Organ Donor Society, il Chair di Limmud Conference Kevin Sefton; Guido Vitale, coordinatore dei dipartimenti Informazione e Cultura dell’UCEI e direttore di Pagine Ebraiche.
Uno sguardo speciale dedicato poi proprio alla realtà di Firenze, non soltanto con una mostra dedicata a “momenti di vita ebraica” in città nella sala ricreativa della sede, ma anche con una visita dei luoghi più significativi in una speciale sessione itinerante. Per prendere alla lettera il motto di Limmud “Ovunque vi troviate, Limmud vi porterà un passo oltre nel vostro cammino ebraico”.

qui trieste
Di Martino nuovo rabbino capo

Nato a Roma, sposato con tre figlie, attualmente in carica a Lisbona, Eliezer Shai Di Martino è il nuovo rabbino capo della Comunità ebraica di Trieste. L’incarico avrà inizio dal 1° luglio ed è stato formalmente assegnato a seguito del nulla osta arrivato dalla Consulta Rabbinica. Rav Di Martino ha studiato allo Shehebar Sephardic Center di Gerusalemme fino al conseguimento della smicha nel 2006. Al termine del percorso di formazione rabbinica, il trasferimento in Portogallo (prima a Porto, quindi a Lisbona). Da segnalare anche una breve esperienza in Colombia. “Quando sono arrivato a Lisbona la sinagoga era vuota. Per risolvere questa problematica – ha spiegato rav Di Martino, che è anche chazan e shochet – mi sono impegnato a portare un po’ di armonia all’interno della Comunità”.


Paola Pini
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i rabbini italiani sul PAPA A GERUSALEMME
"Un viaggio che lascia il segno"
Quale l’effetto della visita di Bergoglio in Israele nei rapporti con il mondo ebraico? Sul numero di giugno del mensile dell'ebraismo italiano Pagine Ebraiche in distribuzione un dossier che raccoglie le riflessioni a caldo di tre esponenti del rabbinato (rav Giuseppe Momigliano, rav Riccardo Di Segni, rav Joseph Levi) e con interventi dell’ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede Zion Evrony, del diplomatico Sergio Minerbi e del vaticanista Carlo Marroni. Sulla prima pagina del giornale, inoltre, un editoriale del presidente UCEI Renzo Gattegna dedicato al dialogo interreligioso e una sfida da portare avanti "nonostante i problemi".  Significative anticipazioni del dossier sono apparse nelle scorse ore sul quotidiano della Santa Sede L'Osservatore e su La Stampa (sezione Vatican Insider).

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dialogo
E Bergoglio prende appunti
Sul volo di ritorno verso Roma, dopo le fatiche di una tre giorni molto intensa ed emozionante, papa Bergoglio ha goduto di qualche minuto di tempo libero per sfogliare i quotidiani. A catturare la sua attenzione l’intervista concessa dal nuovo presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana Giuseppe Momigliano alla vaticanista del Messaggero Franca Giansoldati. Ad annunciarlo a Pagine Ebraiche è la stessa Giansoldati, avvertita “della piacevole sorpresa” da alcuni colleghi che seguivano le immagini della missione dal piccolo schermo. Tra i tanti temi toccati nell’intervista, pubblicata domenica 26 maggio, il significato simbolico del viaggio del papa in Israele e in Medio Oriente, il futuro del dialogo interreligioso, i nodi ancora caldi nel rapporto tra mondo ebraico e Santa Sede.
FESTIVAL ECONOMIA DI TRENTO
Renzi: "Investiamo sulla cultura"

“Dobbiamo avere il coraggio di dire che o la politica torna a fare il suo mestiere o la discussione economica è priva di valore”. La politica deve riprendere casa in Europa, ha spiegato il primo ministro Matteo Renzi, ospite oggi della terza giornata del Festival Economia di Trento. La presenza del premier è la testimonianza del grande valore della rassegna economica trentina, giunta alla nona edizione che vede, per il secondo anno consecutivo, la partecipazione di Pagine Ebraiche. Il giornale dell'ebraismo italiano è infatti presente al Festival con la distribuzione del numero di giugno del mensile, che contiene il dossier Mercati e valori: otto pagine dedicate alle questioni economiche e sociali e interpretate attraverso una prospettiva ebraica.
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DOPO L'AGGUATO AL MUSEO EBRAICO
Bruxelles, il presunto omicida fermato dalla polizia francese
 
Avrebbe finalmente un nome e un volto il criminale che una settimana fa ha aperto il fuoco davanti al Museo ebraico di Bruxelles uccidendo quattro persone. La polizia francese ha infatti arrestato a Marsiglia il 29enne Mehdi Nemmouche, trovato in possesso di un fucile kalashnikov e una pistola dello stesso genere di quella utilizzata nella capitale belga. Il fermo è avvenuto nella giornata di venerdì a seguito di un'operazione diretta dalla direzione generale della sicurezza interna (ISB) e reso pubblico soltanto nelle ultime ore. L'accusa nei confronti del sospetto è di omicidio e tentato omicidio. La custodia cautelare, si apprende, può durare 96 ore o 144 qualora gli investigatori dovessero sollevare il rischio di una minaccia terroristica imminente. Nemmouche è inoltre sospettato di affiliazione a gruppi terroristici dell'Islam radicale e di aver combattuto al fianco dei jihadisti in Siria.
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informazione
L'attacco degli scienziati:

"Le Iene usano la sofferenza"
“Siamo cittadini italiani di una generazione che ha epigeneticamente introiettato la tolleranza, ma non troviamo un argomento etico valido per giustificare coloro che gettano benzina sul fuoco della sofferenza causata da gravissime malattie, per generare conflitti tra malati, scienziati, medici e politici”. Dopo l’intervento del presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, che nelle scorse ore ha annunciato l’intenzione di intraprendere un’azione legale nei confronti del programma Le Iene (oltre che dell’intervistato) per aver approfittato ad arte dei deliri e delle farneticazioni di un’estremista di destra “diffondendone irresponsabilmente le parole”, un nuovo atto di accusa nei confronti del popolare show targato Mediaset arriva in queste ore dalla comunità scientifica. Firmatari di una durissima lettera diffusa a mezzo stampa la senatrice a vita Elena Cattaneo e gli accademici Gilberto Corbellini e Michele Di Luca. L’accusa rivolta a Le Iene è quella di aver deliberatamente disinformato milioni di spettatori su questioni di stringente attualità in campo sanitario.
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sorgente di vita
Tre storie di libertà
Il 4 giugno 1944 è il giorno della liberazione di Roma dall’occupazione nazista: 70 anni dopo tre ragazzi di allora, Enrico Modigliani, Gianni Polgar e Lello Dell’Ariccia, tornano nei luoghi dove vissero quel momento memorabile della loro vita. I ricordi, le emozioni, la gioia di quel giorno irripetibile della storia della città
 vissuto intensamente soprattutto dalle famiglie ebraiche: i nove mesi di paura,di fame, nel terrore delle razzie e delle deportazioni dei tedeschi e poi l’arrivo dei soldati inglesi e americani e il ritorno alla libertà. Tutto questo nella puntata di Sorgente di vita di domenica 1 giugno.
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pilpul
Ebraismo "ragionevole"
C’è un giornalista italiano che ha scritto un libro significativo sul rapporto fra gli intellettuali e Israele. Un libro da leggere, da discutere, con il quale fare i conti. E c’è un giornalista italiano che ha scritto un libro disastroso sul rapporto fra gli intellettuali e Israele. Un libro avvelenato, distorto, malato. E l’autore è lo stesso, il libro il medesimo. In una stagione che cede più volentieri il passo agli schieramenti viscerali, alla rissa da cortile, al tifo da stadio, alla demenza digitale, chi sposa acriticamente le ragioni di “Ebrei contro Israele” di Giulio Meotti corre il rischio di attirarsi parecchie critiche e chi le rigetta corre il rischio di farsi molti nemici. Ma chi volesse davvero andare a caccia di guai, per scontentare tutti dovrebbe permettersi il lusso di cercare un equilibrio nel giudizio, evitando le scomuniche e le acritiche partigianerie, riconoscendo al libro di Meotti il grande merito di porre in evidenza un problema vero, ma anche l’enorme responsabilità di misconoscere e di tradire l’anima di Israele. “Ebrei contro Israele” è un pamphlet scomodo che lascerà il segno. Un polverone di polemiche l’ha già sollevato, se non altro perché gli ebrei amano beccarsi impietosamente fra di loro, ma non è frequente che un non ebreo si metta a stilare una lista nera della migliore intellighenzia di Israele e della Diaspora per catalogarne le più assurde derive antisioniste e autolesioniste. C’è così chi, infastidito, vorrebbe mettere all’indice lo scomodo libro di Meotti scomunicandone l’autore. Questo pamphlet, si dice, assomiglia tanto, forse troppo, ad analogo libretto partorito in ambienti statunitensi della hasbarà ultraconservatrice che nel mondo anglosassone ha riscosso un credito pari a zero (“Israel Jewish Defamers”, Camera Conference). Meotti stesso, si ricorda, fu dettagliatamente e documentatamente accusato di diversi plagi, quindi escluso dalla cerchia dei collaboratori della prestigiosa rivista neocon statunitense Commentary e da altre pubblicazioni di rilievo. Persino il sito “Informazione corretta” si è recentemente arreso, avvertendo i propri lettori che di lui non avrebbero più sentito parlare. Per una caccia alle streghe ci sarebbero argomenti da vendere. Ma è di questo che abbiamo bisogno? 

Guido Vitale
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Il fronte del rifiuto
La tornata elettorale europea appena trascorsa ci ha consegnato risultati in parte sorprendenti, tuttavia confermando alcuni pronostici. Tralasciando per un attimo le considerazioni relative ai dati nostrani, che ovviamente possono essere letti in molti modi ma che tuttavia confermano la persistenza di un'anomalia italiana, questa volta in positivo, rimane lo scenario continentale. Il quale dà adito a preoccupazioni. Che ogni paese sia realtà a sé, e che non tutto collimi, è un aspetto da tenere nell'opportuna considerazione. Dopo di che, con tutte le cautele del caso, rimane il fatto che il risultato raccolto dalle formazioni che, a vario titolo, vengono chiamate populiste, obbliga ad un supplemento di riflessioni. Non tutto il populismo – termine in sé generico e così abusato da rischiare di non dire nulla – viene necessariamente per nuocere.

Claudio Vercelli
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Identità: Dante Lattes
Nel 1958 l’allora Primo ministro dello Stato di Israele, David Ben Gurion si è trovato a gestire il fatto che la nozione stessa di identità ebraica era diventata in Israele oggetto di una legislazione che avrebbe avuto implicazioni pratiche cruciali. A cinquanta “Saggi di Israele” Ben Gurion pose la domanda divenuta il titolo del lavoro del professor Eliezer Ben Rafael, che in un e-book intitolato “Cosa significa essere ebreo?” – scaricabile dai siti www.proedieditore.it e www.hansjonas.it – ha messo in luce per la prima volta in Italia quella discussione sistematica sull’identità ebraica. Ogni domenica, sul nostro notiziario quotidiano e sul portale www.moked.it, troverete le loro risposte. Oggi è la volta di Dante Lattes.
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Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.