Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

10 giugno 2014 - 12 Sivan 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
Di tutte le virtù che Moshè aveva, era senza dubbio saggio, pio, coraggioso, la Torah elogia solo l'umiltà, sottolineando il fatto che egli eccelleva in questo:  "…. Moshè era molto umile, più di qualunque altra persona sulla faccia della terra....." (Bemidbàr, 12; 3) . Cosa c'è di tanto grande nel fatto di essere umile? Perché all'umiltà viene data tanta importanza qui come in altre parti della Tradizione ebraica? Esaminando la vita e le azioni di Moshè, risulta evidente che non si è trattato di una vita all'insegna della timidezza o della docile acquiescenza. Moshè non si sarebbe facilmente piegato o arreso nelle sue richieste o nelle sue dispute sia nel rapporto con l’Eterno che in quello con gli uomini. Se Moshè deve servire come supremo esempio di umiltà "più di qualunque altra persona sulla faccia della terra", allora, umiltà, non significa certamente debolezza, né mitezza, né resa. In verità, l'umiltà merita di essere definita tale solo quando nasce da una posizione di forza e di autoaffermazione. Solo quando una persona ha molto di cui vantarsi, è possibile verificare se egli ha la consapevolezza del suo vero posto e del suo valore, se la sua egocentrica vanagloria possa essere messa a freno per lasciare spazio ad altre persone.
 
Dario
Calimani,
anglista
Il degrado morale della vita politica nel nostro paese riesce a mietere risultati sempre sorprendenti e sempre migliori, ci circonda da ogni parte e non possiamo pensare che non ci coinvolga costantemente da vicino. La capacità di superare sé stessi da parte di imprenditori e politici, in questo particolare momento di crisi economica, è alla base di molta della propaganda ad alzo zero con la quale i populisti raccolgono il loro consenso: strumentalizzano la giusta rabbia della gente stimolando gli istinti più irrazionali e propongono come medicina il taglio delle teste e la filosofia del vuoto. Vano pensare che politici e imprenditori, di ogni colore e di ogni settore, ‘si mettano una mano sulla coscienza’. Forse vale cominciare dalle piccole cose, non potendo incidere sulle grandi, tanto per illudersi che esista ancora un po’ di spirito etico sociale. Ma ce la faremo? E servirà? Ieri sera, al ristorante sono riuscito a dire che sì, voglio la ricevuta. Ma mi ha guardato così male e mi ha trattato in modo così scortese che non so se ce la farò a ripetere l’impresa. Mi sarà più facile cambiare ristorante.
 
 
Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
Anche per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di formazione nello Stato di Israele.
 
Leggi

Israele premia Napolitano
“Una figura guida in Europa nella lotta al negazionismo della Shoah e dell’antisemitismo ed è consapevole del legame spesso esistente tra sentimenti antiebraici e anti-israeliani”. Diverse le motivazioni che hanno portato Israele a premiare il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano con la Medaglia d’Onorificenza Presidenziale, il più alto riconoscimento civile dello Stato ebraico. A consegnare personalmente all’amico Napolitano il premio a una carriera politica segnata dalla difesa dei diritti della minoranza ebraica e di Israele, il presidente israeliano Shimon Peres. Salito al Colle a ventiquattro ore dall’incontro in Vaticano con papa Bergoglio e il presidente dell’Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, Peres ha fatto riferimento alla volontà di pace di Israele. “Nella cerimonia al Quirinale, cui hanno preso parte anche il ministro Mogherini e il presidente delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna – riporta la giornalista del Corriere della Sera Paolo Valentino – Peres ha sottolineato che ‘Israele tende la mano perla pace ai palestinesi nostri vicini’ e che occorre ‘trovare una soluzione concordata e accettata da entrambe le parti’”.
Sull’incontro di preghiera per la pace in Vaticano torna l’Osservatore Romano, definendolo “storico” e sottolineando la grande attenzione dedicata dai media internazionali all’appuntamento tenutosi domenica scorsa. Tra le riflessioni riportate dal quotidiano vaticano, le parole del presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, pubblicate sul Portale dell’ebraismo italiano Moked.it, che aveva sottolineato l’importanza dell’evento anche in relazione ai rapporti tra le religioni. “Non dobbiamo permettere – affermava Gattegna, ripreso dall’Osservatore – che la svolta epocale ed eccezionale, se paragonata alle problematiche relazioni e ai conflitti dei secoli precedenti, iniziata cinquant’anni fa, perda il suo carattere e il suo valore”. Di fiammella di speranza ha invece parlato Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma. “Un evento ‘religioso e non politico’ – scrive l’Osservatore riportando le parole di Pacifici – che ha voluto ‘colpire i cuori, soprattutto dei giovani’, sia israeliani sia palestinesi”. Spazio, invece, sul Foglio alle perplessità di cui aveva dato conto rav Riccardo Di Segni, assente all’incontro di domenica, in un editoriale pubblicato da Pagine Ebraiche. “L’invito a partecipare all’evento in Vaticano – ha spiegato al Foglio il rav – non mi è arrivato dalla Santa Sede, ma dall’ufficio del presidente israeliano Shimon Peres. Se fossi stato a Roma sarei stato presente, ma con semplice ruolo di testimone, perché molto perplesso sull’impostazione dell’evento”. Di momento di dialogo importante, sia tra religioni sia tra israeliani e palestinesi, parla nel suo editoriale il direttore dell’Osservatore Romano Giovanni Maria Vian.
Le Pen contro Le Pen. Diversi quotidiani italiani (Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa tra gli altri) parlano del presunto scontro in famiglia tra padre, Jean Marie, e figlia, Marine, per l’ennesima uscita antisemita del primo. “Ne faremo un’infornata”, aveva infatti sogghignato il padre fondatore del Front National, riferendosi – nel corso di un’intervista – a chi, come l’attore ebreo Patrick Bruel, aveva giurato di lasciare la Francia in caso di vittoria del partito di estrema destra, oggi guidato da Marine Le Pen. “Un errore politico”, si è affrettata a dire Marine, impegnata da anni a ripulire l’immagine del partito, in riferimento alle parole paterne. Una presa di posizione che non ha proprio il sapore della condanna, nonostante il video dell’intervista sia sparito dal sito a poche ore dalla pubblicazione. L’impressione che le sparate di Jean Merie – che nel corso degli anni ha collezionato diverse e vergognose uscite antisemite – siano comunque buone alla causa del Front National e della figlia Marine è difficile da cancellare.
 
Leggi

 
 
  davar
israele
Rivlin il nuovo Presidente
Reuven "Ruby" Rivlin è il nuovo presidente dello Stato d’Israele. Settantacinque anni, parlamentare del Likud e già speaker della Knesset, sarà lui a succedere a Shimon Peres al termine del mandato settennale in scadenza il prossimo 27 luglio.
In un’elezione combattuta e ricca di colpi di scena come mai nella storia dello Stato ebraico, per arrivare alla maggioranza assoluta sui 120 parlamentari è stato necessario arrivare alla seconda votazione, con la modalità di ballottaggio tra i due candidati più votati del primo giro, Rivlin e Meir Sheetrit del centro di Hatnua (44 e 31 voti): fuori dai giochi invece l’ex speaker della Knesset per il partito centrista Kadima (dove era approdata dal Labor) Dalia Itzik che ha raccolto 28 preferenze, l’ex giudice della Corte suprema Dalia Dorner con 13 voti e il Premio Nobel per la Chimica Dan Shechtman, che ha ottenuto un solo consenso.
Nel 2007, Rivlin era stato sconfitto nelle elezioni presidenziali proprio da Peres. Oggi riceve la nomina con 63 voti contro i 53 di Sheetrit in un contesto politico complesso.

Rossella Tercatin
Leggi

Preghiera per la pace in Vaticano
Rav Riccardo Di Segni
conferma le perplessità

Nuove valutazioni del rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni sulla sua mancata presenza alla preghiera per la pace convocata da papa Bergoglio assieme a Peres, Abu Mazen e al patriarca Bartolomeo. “L’invito a partecipare all’evento in Vaticano non mi è arrivato dalla Santa Sede, ma dall’ufficio del presidente israeliano Shimon Peres. Se fossi stato a Roma sarei stato presente, ma con semplice ruolo di testimone, perché molto perplesso sull’impostazione dell’evento. Quanto ai risultati sarà il tempo a dirci quali saranno”. Queste le dichiarazioni riportate oggi dal quotidiano Il Foglio e che arrivano a integrazione del pensiero già precedentemente espresso nel numero di giugno di Pagine Ebraiche.
Al giornale dell’ebraismo italiano, in una riflessione riportata dal Foglio stesso e da alcuni dei principali quotidiani nazionali (tra gli altri Corriere della Sera, Stampa, Sole 24 Ore), rav Di Segni aveva commentato con parole critiche l’iniziativa di Bergoglio, nata nel solco della sua recente missione in Medio Oriente. “Trattandosi di un incontro religioso – aveva detto – sfugge il significato della presenza di una figura chiaramente laica come quella di Peres, che non mi sembra un assiduo frequentatore di luoghi di preghiera e che mi sorprenderebbe iniziasse a esserlo a casa del papa”. Ad essere sbagliata sarebbe quindi l’intera impostazione dell’iniziativa cui Di Segni diceva di guardare non soltanto “con perplessità” ma di trovare “anche pericolosa”.
Una riflessione, quella del rav, inserita in un più ampio contesto di voci rabbiniche chiamate a valutare, nelle ore immediatamente successive al viaggio del papa, il significato e le simbologie dei momenti appena trascorsi. “Un viaggio che lascia il segno”, il titolo dell’approfondimento in cui ad intervenire, oltre al rav Di Segni, sono anche – in molte sfumature diverse – il presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana Giuseppe Momigliano e il rabbino capo di Firenze Joseph Levi.

Adam Smulevich 

fondazione beni culturali ebraici
"La nostra sfida verso il futuro"
“La nostra è una sfida, un dovere morale verso l'ebraismo e verso chi ha sempre creduto nella necessità di valorizzarne l'immenso patrimonio culturale e artistico”. Da maggio 2013 alla guida della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia, il presidente Dario Disegni ha le idee ben chiare sulla direzione da imprimere all'ente nato nel 1986 per volontà di Tullia Zevi. La Fondazione ha avviato, con l'elezione lo scorso anno di un nuovo consiglio (vicepresidenti Annie Sacerdoti e Renzo Funaro), un percorso di rilancio delle sue iniziative, volte a favorire la conoscenza dei beni culturali ebraici e tutelarne la bellezza. Tappa significativa di questo nuovo corso, la mostra Artiste del Novecento tra visione e identità ebraica, che sarà inaugurata domani alla Galleria di Arte Moderna di Roma. Un'esposizione di caratura internazionale che mette in luce il ruolo femminile nell'arte italiana, attraverso una prospettiva particolare, quella ebraica.
Leggi

SAPORI - THE GLOBAL HISTORY OF JEWISH FOOD
Slow Food: "La cultura ebraica
è un patrimonio dell’umanità" 

All’Università di Scienze Gastronomiche si incontrano studenti che arrivano veramente da tutto il mondo e la lingua dominante non è l’italiano, ma al normale mescolarsi di tanti idiomi in questi giorni si è aggiunto lo yiddish. Durante “The Global History of Jewish Food”, il seminario di due giorni organizzato dall’università piemontese insieme alla New York University sono state frequenti le citazioni di testi in yiddish, e pare normale sentire commenti e battute in una lingua che a Pollenzo – frazione di Bra, nel cuneese – non è proprio di casa. Ma per Carlo Petrini, presidente di Slow Food e dell’università organizzatrice “La cultura ebraica si è posta come un baluardo a difesa del riconoscimento del valore del cibo. Mangiare diventa così un atto di difesa di una valorialità che è per noi motivo di grande conforto. Si tratta di un vero patrimonio per l’umanità”.
Leggi

INFORMAZIONE
Pagine Ebraiche in primo piano
per raccontare Israele e il Dialogo
 
Israele, il Dialogo, il ruolo dell’Europa, la missione a Roma e in Vaticano del presidente Shimon Peres. La redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in prima linea per raccontare e commentare gli avvenimenti, ma anche per rendere conto al lettore della diversità di posizioni che l’ebraismo italiano esprime secondo la propria antica tradizione di pluralismo e rispetto per la diversità delle opinioni. Il giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche è stato più volte invitato dalle principali reti televisive per seguire gli avvenimenti e mettere il luce il contributo e le posizioni degli ebrei italiani.

In studio a SkyNews il giornalista Adam Smulevich che su questo numero di giugno di Pagine Ebraiche riferisce al lettore delle prime differenti impressioni a caldo dei rabbini italiani riguardo alla missione di Bergoglio in Israele e del suo intento di riunire a Roma i principali attori del conflitto mediorientale.

Su RaiNews24 allo spazio di approfondimento “Con il tempo che corre” l’intervento del coordinatore dei dipartimenti Informazione e Cultura dell’Unione Guido Vitale che dirige la redazione giornalistica. Sullo schermo scorreva la presentazione dei giornali Pagine Ebraiche, Italia Ebraica e DafDaf, ma anche dei notiziari quotidiani PagineEbraiche 24 e Bokertov e del notiziario internazionale Pagine Ebraiche International Edition. Mentre scorrevano le immagini della presenza dei principali leader ebraici assieme al presidente UCEI Renzo Gattegna all’incontro in Vaticano e della cordialità con cui papa Bergoglio ha offerto allo stesso Smulevich quel selfie fotografico che ha fatto il giro del mondo, la trasmissione ha preso in esame le diverse posizioni espresse dai maggiori leader ebraici e le prospettive che si aprono in una stagione incerta e inquieta, ma anche promettente, di grandi mutazioni su tutte le sponde del Mediterraneo.

 

Qui Milano - Il rav e il teatro
Ricordare, la via per la libertà
MEMORIA
Palatucci, presto la verità
QUI VERCELLI
La musica invisibile
QUI FIRENZE
Ex Fgei, il grande incontro
BRASILE 2014
"Argentina-Iran, il calcio
non dimentichi"

pilpul
Di fronte ai terroristi
Bowe Bergdahl fu catturato il 30 giugno 2009, in Afghanistan, in circostanze poco chiare. A distanza di cinque anni, poco prima che le truppe americane completino il ritiro dal paese, Barack Obama ha trattato con i talebani, che hanno liberato l’ostaggio in cambio della scarcerazione di cinque pericolosi terroristi detenuti a Guantanamo. Pare che la mediazione decisiva sia stata quella del Qatar. Sono passati pochi giorni da questi fatti e negli USA la polemica non accenna a placarsi.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
Leggi

Storie - Sarfatti in tedesco
E’ dalla scorsa settimana in libreria in Germania il saggio "Gli ebrei nell'Italia fascista" di Michele Sarfatti (Einaudi), finalmente disponibile oltre che in traduzione inglese ("The Jews in Mussolini's Italy") anche in lingua tedesca. Il titolo è "Die Juden im Faschistischen Italien. Geschichte,Identität, Verfolgung", De Gruyter, Berlin 2014, con la traduzione di Thomas Vormbaum e Loredana Melissari.
Un bel riconoscimento per lo storico italiano che più di ogni altro ha scandagliato le vicende della persecuzione degli ebrei nel nostro Paese. E un modo per far conoscere meglio anche in Germania le leggi razziste del 1938 e la persecuzione delle vite successiva all‘8 settembre 1943
.

Mario Avagliano
 





moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.